Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

sabato 13 maggio 2017

I miei 8 anni con Paolo D'Arpini e con la Rete Bioregionale Italiana, dal 2010 al 2017

Immagine incorporata 1


Il mio ingresso nella  vita di Paolo D'Arpini  ha pressappoco  coinciso con la scissione avvenuta  nella Rete Bioregionale Italiana, nel 2010.  Infatti quando ci siamo conosciuti, l'incontro bioregionale avrebbe dovuto tenersi ad Acquapendente, nel parco di Monte Rufeno, verso la fine di ottobre del 2010. Acquapendente era stata scelta perché lì fu fondata la Rete nella primavera del 1996 e si voleva con questo incontro cercare di appianare le divergenze che si erano venute a creare  in merito al problema dell'alimentazione bioregionale. Malgrado la programmazione fosse già in fase avanzata, con contatti presi da parte di Jacqueline Fassero con la direzione del parco per fissare la data e prenotare l'uso delle strutture ricettive, improvvisamente -come un fulmine a ciel sereno- giunsero le dimissioni dell'allora coordinatore della Rete Giuseppe Moretti, immediatamente seguite da quelle di Etain Addey e di altri. La cosa avvenne ai primi di luglio 2010. (vedi: http://paolodarpini.blogspot.it/2010/07/rete-bioregionale-italiana-sunto-della.html).

Essendo stato annullato l'incontro di Monte Rufeno, i membri "residui" della Rete Bioregionale (e qui particolarmente mi riferisco a Paolo) decisero di promuovere un convegno ri-organizzativo, che si tenne il 30 e 31 ottobre 2010 a San Severino Marche, presenti alcuni dei vecchi aderenti (come Felice del Seminasogni) e diversi nuovi, da quello la Rete assunse una nuova forma, ovvero i nodi non furono più definiti territoriali ma tematici, ed il nuovo coordinatore -di fatto- divenne Paolo, che era  stato uno dei fondatori della Rete nel 1996. (Resoconto dell'incontro a San Severino Marche: 
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/11/02/resoconto-dellincontro-annuale-della-rete-bioregionale-italiana-san-severino-marche-30-e-31-ottobre-2010-ecologia-profonda-e-spiritualita-della-natura/ -)

Questo piccola descrizione dell'antefatto, me l'ha suggerita  Paolo stesso. Come sapete, io ho poca memoria, in più, avendo vissuto quegli eventi solo di riflesso, non avrei potuto ricordarli bene... Certo che, a parte Paolo, gli altri aderenti, se così li possiamo chiamare, hanno contribuito unicamente alla presenza dando a mala pena un apporto "virtuale" e la carretta ha continuato a tirarla avanti lui, con me come aiutante (scarso, anche perché, secondo me, se non c'è un gruppo di persone coeso ed attivo, cosa si può ottenere? Sprazzi di idee, un modo di vivere che fa fatica a diffondersi). 

Le persone che si avvicinano alla Rete  lo fanno perché trovano  nella figura di Paolo un qualche "appeal", magari per la sua cultura, il suo modo di raccontare storie, la sua "santità" e saggezza...  (molte altre però scappano, non sopportando la sua franchezza e decisione).

Comunque gli incontri, dopo quello di San Severino Marche sono proseguiti ogni anno. Nel 2011 ad Ospitaletto di Marano, a casa di Marco e Valeria, in quell'occasione, in cui ricordo tra i partecipanti Manuel Olivares e Rosa Delgrano, abbiamo avviato il blog "La Rete delle Reti" e quello fu un bel risultato. Eravamo in pochi ma provenienti da varie parti d'Italia (Resoconto: 
http://retedellereti.blogspot.it/2011/06/resoconto-e-significato-del-17-incontro.html -)

Il 2012 fu l'anno in cui ho "bigiato" l'incontro  della Rete (mia figlia stava affrontando l'esame di maturità e non me la son sentita di lasciarla sola), che da quell'anno in poi si è chiamato "Incontro Collettivo Ecologista" e  si tenne ad Aprilia. Dai racconti e dalle foto viste deve essere stato un bell'evento, ricco di umanità,  proposte ed esperienze. C'erano Daniele Bricchi, Giorgio Vitali e Orazio Fergnani (la coppia più bella del mondo), Riccardo Oliva, Giulietta Blu,  Stefano Panzarasa e tanti altri. Insomma, le terre laziali davano nuovo ossigeno e nuove forze. (Resoconto: 
http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/06/non-resoconto-dellincontro-collettivo.html -)

Nel 2013 a Vignola l'incontro fu bello anche se ci furono alcuni piccoli contrattempi. Vennero alcuni "fedelissimi" dal Lazio, come Vittorio Marinelli, più diversi "locali" che ruotano attorno alla "Bifolca", l'azienda agricola dell'amica Maria Miani che ci ha ospitato e qualche cane sciolto: Pierre Tosi, Linda Guerra, ecc... (Resoconto: 
http://retedellereti.blogspot.it/2013/06/pensieri-da-vignola-dopo-lincontro.html -)

Nel 2014 a Montesilvano, dal caro amico Michele Meomartino, fu tutto perfetto. Lui è un ottimo cuoco ed il cibo, vegetariano e bioregionale, in questi incontri, è un aspetto niente affatto da sottovalutare. Antonio Onorati di Crocevia ed il biologo Giovanni Damiani ci hanno "onorato" della loro presenza. (Resoconto: 

Nel 2015 eravamo a Montecorone di Zocca dall'amico Pietro Rossi. Bella atmosfera, parecchie persone, buon cibo, racconti di esperienze anche forti, ad esempio con Karl, americano ex detenuto in America. (Resoconto: 

Nel 2016 siamo stati nel Lazio, a Ronciglione, dal 25 al 26 giugno. Lo scopo era  anche quello di far incontrare a Paolo i vecchi amici ed alcuni parenti.  Abbiamo trascorso un paio di giorni fra amici sinceri, stringendo nuovi rapporti e rinsaldando i vecchi, perché, per me, come dissi da uno dei primi incontri, l'importante è che venga fuori l'umanità, dimenticando i problemi contingenti di ognuno, ma focalizzandoci su quelli più grandi di noi e per i quali magari non possiamo fare tanto, ma mantenere viva l'attenzione, nostra e altrui, quello si. (Resoconto:  
https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2016/06/28/resoconto-dellincontro-collettivo-ecologista-ronciglione-25-e-26-giugno-2016-bioregionalismo-vivere-in-modo-gentile-sulla-terra/)


Nel 2017 abbiamo avuto parecchie indecisioni sul luogo in cui incontrarci, poteva essere in provincia di Verona, di Udine, di Arezzo, di Viterbo o di  Modena. Poi le opzioni si sono fatte più chiare e abbiamo deciso di tornare dall'amico Pietro a Montecorone. Pietro è una persona gentile ed accogliente, abita in una casa secolare, che si trova nel mezzo del Parco dei Sassi di Roccamalatina, con le sue proprie mani restaurata con pietre e legnami locali, dispone di una foresteria per gli ospiti e di varie capanne nel bosco, coltiva l'orto ed alleva api e galline, si interessa di ecologia profonda ed è un vero riabitante bioregionale, cuoce il suo pane nel forno a legna e conosce bene il territorio, le erbe e gli animali. Siamo perciò molto lieti di poter quest'anno essere suoi ospiti.  Intanto rinnoviamo l'invito a partecipare, l'appuntamento è per il 24 e 25 giugno 2017...  

Per Info e prenotazioni scrivere a: bioregionalismo.treia@gmail.com


Caterina Regazzi 


Referente Rapporto Uomo Animali della Rete Bioregionale Italiana

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Rete Bioregionale
Logo della Rete Bioregionale Italiana

giovedì 11 maggio 2017

Ucraina: Solidarietà ai perseguitati politici dai neonazisti sorosiani


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Abbiamo ricevuto dall’Ucraina una denuncia/comunicato riguardo le repressioni e gli attacchi compiuti dai Servizi segreti (SBU) e dalle bande neonaziste e sorosiane che gestiscono la “nuova” Ucraina dei golpisti di Kiev.

Nella giornata del 9 maggio, dal 1945, caratterizzatasi sempre come la Giornata della Vittoria sul nazifascismo nella Grande Guerra Patriottica e giorno di commemorazioni, memoria e festa, si è scatenata in Ucraina una serie di provocazioni, minacce, attacchi e arresti contro esponenti delle forze di opposizione e patriote ucraine.

In molte città alle 7 del mattino agenti dei servizi ucraini si sono presentati nelle case di attivisti contro la guerra o esponenti di forze di opposizione, per perquisizioni o arresti indiscriminati senza accuse specifiche, in altri casi bande di neonazisti banderisti hanno attaccato abitazioni o sedi delle stesse forze e aggredito con violenza proditoria manifestazioni e commemorazioni. Il tutto nel quadro di impedire le commemorazioni di piazza e pubbliche del 9 maggio, che nell’Ucraina di oggi è visto come una giornata di lutto e non di liberazione popolare.

Nonostante tutto questo, l’Ucraina popolare, patriota e antifascista, non si è lasciata intimidire e coraggiosamente, in molte città è scesa in piazza nonostante minacce e divieti, per difendere e mantenere la memoria storica della Grande Guerra Patriottica e il ricordo degli eroi caduti per la libertà dei popoli contro il nazifascismo.

Neonazisti ucraini assaltano la casa del presidente del Partito Socialista Progressista Ucraino Natalia Vitrenko

Alle 07.30 del 9 maggio, un gruppo di nazisti ucraini hanno tentato un irruzione nell’appartamento di N. Vitrenko presidente del PSPU e leader dell’Alleanza delle opposizioni ucraine ( 17 partiti e movimenti); prima hanno tentato di entrare nella casa, sbraitando minacce di morte.
La Vitrenko ha immediatamente chiamato la polizia che è giunta sul posto dopo oltre un’ora, “invitando” i banderisti ad andarsene e smettere; a quel punto il gruppo prima di andarsene ha imbrattato i muri di insulti e minacce di morte.
La Vitrenko denuncia che queste azioni sono organizzate con l’obiettivo non solo dell’eliminazione fisica dei dirigenti dell’opposizione, ma anche per lo sradicamento di opinioni politiche, comprese quelle per la memoria della grande vittoria del popolo sovietico nella Grande Guerra Patriottica contro il nazifascismo e la diffusione dei valori del collaborazionismo dei nazionalisti ucraini banderisti.
La previsione della Vitrenko, che il 9 maggio sarebbero avvenute queste provocazioni e violenze da parte del Ministero degli Affari Interni dell'Ucraina o degli attivisti del Battaglione neonazista "Azov" (ora trasformatosi in "Corpo Nazionale"), era già stata denunciata alle autorità di polizia in una lettera ufficiale, sottoscritta anche da V. Marchenko dove, a causa di numerose minacce ricevute, si presumeva la possibilità di attacchi fisici su di lei e altri leader, come manifestazioni del neofascismo ucraino. Natalia Vitrenko ha denunciato pubblicamente i vari Poroshenko, Lutsenko, Hrycak, Lutkovska, massimi responsabili dello stato, di non aver fatto nulla per garantire la sua sicurezza.

Neonazisti Ucraini nazisti hanno assaltato anche l’appartamento di Vladimir Marchenko Vice Presidente del Partito Socialista Progressista Ucraino

Verso le 8.30 del 9 maggio una dozzina di fascisti ucraini, hanno fatto irruzione a Kiev nell'appartamento di V. Marchenko leader dell’opposizione ucraina.
Hanno spento la luce nel palazzo, scassinando le serrature dell’entrata, poi hanno cercato di sfondare la sua porta, imbrattandola di vernice, poi hanno fatto filtrare uno strano gas nell’appartamento.
Marchenko ha chiamato la polizia.
Egli ha denunciato che l’azione era progettata per impedirgli di recarsi alle commemorazioni al Monumento della Gloria eterna e alla tomba dei Caduti della GGP a Kiev, con l'obiettivo di violenze fisiche contro di lui e la sua famiglia.

“…Al Presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko,
a Lutsenko al procuratore generale dell'Ucraina,
al capo del Servizio di Sicurezza dell'Ucraina V.Gritsaku,
al Ministro degli Affari Interni dell'Ucraina A.Avakovu,
al Commissario per i diritti umani dellla Verkhovna Rada dell'Ucraina V.Lutkovskoy.

 Il 9 maggio alle ore 7,35 alla porta nel mio appartamento un gruppo di persone presentatesi come "Corpo Nazionale", hanno iniziato a urlare ordinandomi di aprire la porta, urlando che oggi non avrei partecipato ad azioni di massa e che dovevo smettere di sostenere il mondo russo. Le urla e le minacce dei nazisti risuonavano in continuazione, ho chiamato la polizia, che è arrivata un'ora dopo e ha annotato che la porta e i muri fuori il mio appartamento erano coperte di scritte ingiuriose e minacce, mentre i nazisti continuavano a bloccare il pianerottolo.
Lo stesso giorno, il 9 maggio intorno alle ore 08:00, un gruppo di altri militanti nazisti, di circa 15 persone ha attaccato il mio vice del PSPU. Prima hanno bloccato la strada della casa dove Marchenko vive con la sua famiglia e la portineria, poi hanno cercato di fare irruzione nella casa. Poi hanno intimato di aprire la porta, poi spento le luci del palazzo e cominciato a spaccare la porta, cercando di spezzare la serratura. Sulla porta hanno versato vernice tossica, poi hanno diffuso un gas che è entrato nell'appartamento. In quel momento, oltre a Vladimir Romanovich, vi erano la moglie, la figlia e due nipoti minorenni, che, naturalmente, erano terrorizzati. Mezz'ora dopo è arrivato un solo poliziotto che non era assolutamente in grado di levare il blocco e proteggere la famiglia Marchenko dagli insulti e le minacce dei nazisti, e garantire che tutti i membri della famiglia riavessero libertà di movimento. Ma la polizia non è preposta a tali compiti?!
Esigo un'indagine immediata per gli atti terroristici eseguiti contro di me e V.Marchenko e di aprire un procedimento penale contro gli organizzatori e gli esecutori di tali violenze. Esigo che siano assicurati i nostri diritti e le libertà, compresa la sicurezza.
Considerate questo la mia dichiarazione come un atto ufficiale alla polizia, da me personalmente formulato e sottoscritto anche da Vladimir Romanovich Marchenko…”. Natalia Vitrenko, Kiev, 9 maggio 2017

Denuncia di Amnesty International Ucraina, 10 Maggio 2017

Detenzione di manifestanti in Ucraina per l'uso di simboli sovietici è una violazione dei diritti umani, ha dichiarato la responsabile di Amnesty International Oksana Pokalchuk.
I suoi attivisti stanno indagando su tutti i casi di violenza durante le manifestazioni del 9 maggio e chiede il rilascio di tutti i detenuti arrestati perché in possesso di simboli sovietici nelle manifestazioni.
Amnesty International ritiene che l'Ucraina viola la libertà di espressione e di riunione pacifica dei cittadini e sollecita le autorità a porre rimedio alla situazione.
"Gli arresti di civili e il divieto dei simboli sovietici sono inaccettabili", ha detto il direttore di Amnesty International in Ucraina Oksana Pokalchuk.
Solo a Kiev in occasione delle celebrazioni della Giornata della Vittoria oltre 50 persone sono state arrestate per i simboli sovietici.



KIEV: Commemorazione del 9 maggio Giorno della Vittoria

Nonostante le minacce, le intimidazioni come visto sopra, la Vitrenko e V. Marchenko non hanno ceduto si sono recati ad una commemorazione al Monumento al leggendario comandante della guerra partigiana sovietica in Ucraina, due volte Eroe dell'Unione Sovietica, Maggior Generale Sydir Kovpak e Aleksey Fedorov, comandante partigiano della zona di Chernigov-Volyn.
Alla cerimonia sono intervenuti Veterani della Grande Guerra Patriottica, parenti e sostenitori, riconoscenti dei vincitori sovietici in occasione della Giornata della Vittoria del popolo sovietico nella Grande Guerra Patriottica contro i nazisti di Hitler e dei loro collaborazionisti di S.Bandera.

   

La speranza è che tutti i sinceri antifascisti e difensori dei principi democratici, leggendo e guardando queste foto, abbiano un sussulto di ripulsione, di riappropriazione nella realtà concreta dei valori di cui molti esponenti “ufficiali” fanno sfilate, convegni, conferenze sui partigiani italiani e sovietici, per loro usi e utilità, ma tacciono opportunamente nel prendere posizione su questa realtà.
Alle forze e agli uomini e donne onesti e sinceri, di qualsiasi tendenza o fede spirituale, ci rivolgiamo a nome delle Associazioni dei Veterani ucraini, in nome delle valorose forze di opposizione che stanno subendo violenze, arresti, intimidazioni di ogni tipo, anche omicidi, ma che non si piegano, come vedrete in queste pagine, di fronte al diffondersi della peste nazifascista nel cuore dell’Europa. A tutti coloro che hanno una coscienza e un etica sincera e autentica nell’animo, CHIEDIAMO di non restare in silenzio, di far circolare in ogni dove questa tremenda situazione, di contrastare i politicanti e i falsi difensori della memoria storica contro il mostro nazifascista ucraino…
Talmente vergognosi che persino la Marina Le Pen ha definito queste bande neonaziste banderiste come “spazzatura della storia”.

Abbiamo costruito un Progetto di Solidarietà concreta (“Progetto HURA”) con i Veterani ucraini della Grande Guerra Patriottica, aiutateci ad aiutarli a resistere. (info@civg.it).


A cura di Enrico Vigna  - SOS Ucraina Resistente/CIVG


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lunedì 8 maggio 2017

Bagnacavallo, 13 e 14 maggio 2017: "Nel giardino della signora Maria"


NEL GIARDINO DELLA SIGNORA MARIA
Sabato 13 e domenica 14 maggio 2017
dalle ore 10 alle ore 17
Bagnacavallo (RA), via Baccano 5, tel. 0545 52870 cell. 340 2254699



Sabato 13 maggio 2017
ci sarà una novità: è nata la "Santa Liberata dell'abdolla".
Alle ore 15 avverrà una processione della santa da casa nostra fino all'abdolla (pioppo nero - populus nigra) dove verrà officiato un rito per richiamare le energie positive.
Alle ore 15.30
musica, racconti, poesia  e cabaret in compagnia del poeta e narratore
Michele Zizzari


Si tratterà di un’iniziativa dal carattere conviviale, un evento estemporaneo che non avrà nulla di scontato, con la partecipazione di musicisti e narratori.
Il poeta-narratore, in arte Lupoeta, proverà a coinvolgere i presenti su diversi piani emotivi, svelando il carattere camaleontico della sua produzione letteraria e teatrale, passando dall’esilarante comicità del cabaret a testi poetici e racconti di forte tensione drammatica.


Domenica 14 maggio 2017
alle ore 16, saremo una tappa della "PEDALEDA CUN LA MAGNEDA LONGA". Di seguito il volantino per poter iscriversi alla pedalata organizzata dall'ecomuseo delle erbe palustri di Villanova di Bagnacavallo.

Visualizzazione di Volantino Pedalata 14.05.17.jpg


Come raggiungerci:
Venendo da Faenza oltrepassate il passaggio a livello e dirigetevi verso la porta della Città, prima di imboccare la porta svoltate a sinistra in via Bedeschi (è una sorta di piccola circonvallazione), proseguite fino al semaforo, oltrepassatelo e dopo circa 150mt svoltate a sinistra in via Stradello. Dopo 3km svoltate a destra in via Baccano, proseguite dritto finché dopo 200mt vi trovate all'incrocio con la via Abbadesse. Oltrepassato l'incrocio La via Baccano prosegue leggermente spostata a sinistra divenendo una strada chiusa. Dopo circa 300mt trovate casa nostra al civico n.5 di via Baccano. Info.  Anna Tazzari  - annetta.tazzari@gmail.com

domenica 7 maggio 2017

"Verso un biodistretto" - Resoconto dell'incontro tenuto a Vignola il 6 maggio 2017


L'immagine può contenere: 2 persone, persone sedute, tabella e spazio al chiuso

Un evento importante si è svolto a Vignola, il 6 maggio 2017,  ma che riguardava tutti noi consumatori, oltre ai produttori agricoli e a chi, per mestiere e/o per passione e vocazione, in questi ultimi anni si è interessato di biologico, biodinamico, agricoltura naturale . Si è tenuto presso l'agriturismo Montecuccoli, dell'amico Bonetti.

Il volantino che informava dell'incontro recitava così: "L'evento si rivolge a operatori dell'agroalimentare e turistici, Gruppi d'Acquisto Solidale, consumatori. Lo scopo è raccogliere l'interesse verso la creazione di un Biodistretto, con un baricentro sulla Valle del Fiume Panaro, come modello organizzativo basato su una agricoltura rispettosa del patrimonio naturale, con valenza non solo produttiva ma anche di custodia del territorio e di creazione di una nuova economia locale". 


Risultati immagini per "Verso un biodistretto" -  Vignola 6 maggio 2017

L'incontro è iniziato intorno alle 15 e 30 dopo un pranzo conviviale tra alcuni membri del Presidio Partecipativo del Contratto di Fiume del Medio Panaro e alcuni rappresentanti del Presidio del Simeto, fiume della Sicilia orientale. In questa zona, complici gli amici Luciana Malferrari e Fabrizio Odorici (che fanno parte del Presidio del Panaro) un gruppo di appassionati, coinvolgendo le istituzioni (Comuni) hanno realizzato prima un contratto di fiume e poi un vero e proprio biodistretto. 

Gli amici siciliani sono venuti fin qua per condividere e scambiarsi informazioni riguardo alle due situazioni dei due territori approfittando per portare alcuni assaggi dei loro prodotti, anche per saggiare possibilità di scambio e di vendita. Infatti, anche se si privilegia comunque la filosofia del km 0 oltre che del biologico, per alcuni prodotti specifici (agrumi, pistacchi) o "speciali" (paste fatte con grani antichi, olio di oliva, olive, ecc.) si può prescindere da questo requisito, come nei secoli si è sempre verificato.

L'immagine può contenere: 9 persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'incontro è stato partecipato e interessante.Erano presenti anche diversi amministratori locali. All'inizio è stato presentato il Presidio del Panaro, con le sue finalità e le attività fin qui svolte, poi i siciliani hanno descritto il percorso effettuato per realizzare il biodistretto.


Un bell'intervento, in particolare, per me è stato quello del professore Silvano Cristiani, sull'importanza di un'agricoltura naturale. Non è sufficiente il biologico, ma è necessario lasciare stare la natura in modo che i terreni possano riacquistare la loro naturale ricchezza e fertilità.

Un altro intervento che ho apprezzato in particolare è stato quello di Alfio, Presidente dell'AIAB della Sicilia, che ha tra l'altro collegato il ritorno ad un'agricoltura rispettosa dell'ambiente alla possibilità di viverci, sull'agricoltura. Ha dato alcuni dati: la maggior parte dei nuovi imprenditori agricoli biologici siciliani hanno meno di 35 anni e la maggior parte sono donne.

In effetti, dico io, la donna nell'antichità è stata la prima custode della Terra, la donna (ma anche l'uomo) viene dalla Terra, la conosce istintivamente e la ama come una madre, è ovvio che abbia un rispetto sacrale nei suoi confronti.

Complimenti agli organizzatori, speriamo che da questo incontro possano nascere altre iniziative per il rispetto del nostro ambiente di vita.

Caterina Regazzi

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Album fotografico: https://www.facebook.com/caterina.regazzi/media_set?set=a.10212018370725058.1073742153.1547250609&type=3

giovedì 4 maggio 2017

Perdersi e ritrovarsi nella Natura


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Caro Paolo, leggendo gli splendidi versi di Swami Ramathirta (non a caso c'è Rama nel suo nome...)  http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2016/05/il-canto-dellilluminazione-di-swami.html  mi sono ricordata di questa mia poesia del 2003

Ho volato nel sogno,
ero io, la poiana
dei picchi lontani,
dove nessuno arriva.
Ho bagnato le ali
sfrecciando
tra gocce di nebbia,
virando su alti valloni
e aride coste;
scorrevo paesi
coperti di neve.
Non fili di fumo,
soltanto finestre
già spente,
sentieri deserti,
alberi spogli.
Ho visto la ruota
del vecchio mulino
vestita dell'ultimo
autunno,
col suo cigolìo,
perenne lamento,
e l'acqua
che fugge lontano.
Nel gelido vento
non àliti e voci,
l'incuria del tempo
signora e padrona.

Questo sentirsi "la" Natura l'ho provato la prima volta quando ad una meditazione sui cristalli, mi è stato dato un quarzo ialino che dovevo appoggiare sulla fronte. A fine meditazione ci fu chiesto cosa avevamo provato. A tutti fu risposto, a me no. Eppure la mia sensazione aveva suscitato reazione da parte del nostro "guru" della serata, ma non sono riuscita a capire se positiva o negativa.

In pratica: mi sono sentita proiettata tra pareti di roccia che brillavano con un'intensità mai vista, tappezzate di quarzi ialini come quello che tenevo sulla fronte; mi sentivo trasportata all'interno, ma senza provare angoscia, anzi, ero felice, mi sembrava di essere tornata a casa.

Ecco quanto. Se tu riuscirai a spiegarmi... ti ringrazio molto...

Franca Oberti

Foto del profilo di Franca Oberti

Mia rispostina: 

"Ritornare alla Natura  è pervenire al Tao. Ritornare alla consapevolezza integra del Tutto è il Tao. Ma...  come si può   “tornare” a ciò che si è sempre stati?" (P.D'A.) 

martedì 2 maggio 2017

Pisa, 16 maggio 2017 - Luce artificiale notturna - Convegno scientifico

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Si svolge il 16 maggio 2017 all'Università di Pisa un incontro su ricerca, divulgazione e citizen science applicate alla luce artificiale notturna

L'incontro ha l'obiettivo di condividere lo stato dell'arte sulla questione luce artificiale notturna dal punto di vista della relazione tra ricerca scientifica, divulgazione e coinvolgimento di cittadini ed esperti di varie discipline.

Il pomeriggio è anche l'occasione per presentare il programma di attività cui tutti potranno partecipare nel corso dell'estate e nei mesi successivi, per proseguire la campagna di misurazione della qualità del cielo notturno avviata nel 2008 con la BuioMetria Partecipativa, che sarà declinata per il 2017 anche in chiave marittima.




Luce artificiale notturna: prospettive tra Toscana ed Europa su ricerca, divulgazione e citizen science
Cosaevento
Quando16/05/2017
da 14:00 al 16:00
DoveAula A Polo Didattico Nobili dell'Università di Pisa, via Volta 4 bis
Persona di riferimento
Recapito telefonico per contatti050 2211444

domenica 30 aprile 2017

Educazione mentale, autonomia di pensiero e senso critico


Alla base di tutte le tirannie sta l’ignoranza del popolo, la mancanza di senso critico e di analisi dei suoi singoli componenti. Quanto più un popolo (e quindi un individuo) è ignorante tanto più è facilmente manovrabile, assoggettabile, condizionabile. Più manca la volontà di autodeterminazione più l’essere umano cade in balia di menti scaltre ed egemoni. Più manca la convinzione di essere portatori di ogni potenziale umano in grado di renderci artefici del nostro destino e più si è soggetti alle decisioni degli altri. Quando si trascura l’importanza della conoscenza diretta si delega altri a decidere per noi e per la nostra vita. Accettare passivamente un principio o una filosofia esistenziale senza capacità e volontà di analisi significa far decidere gli altri della nostra esistenza, del nostro bene fisico, del nostro intelletto, della nostra stessa coscienza che spesso resta coinvolta e porta l’individuo a scendere a compromessi con ciò che è ingiusto, illecito, disonesto.
Ogni principio inteso a reprimere la conoscenza, la vera cultura, la volontà d’indagine, è contro l’evoluzione integrale dell’uomo. La mente, l’intelligenza sono l’arma più efficace per la liberazione dell’uomo; ma affinché la mente produca pensieri positivi, costruttivi, edificanti è necessario che il sangue che irrora il cervello sia pulito e può essere tale solo se l’alimentazione dell’uomo è priva di inquinanti, di veleni e sia compatibile con le esigenze chimico-biologiche del nostro organismo. Come gli alimenti inquinati sono portatori di malattie organiche così i pensieri negativi, lesivi, di odio, disprezzo, avvelenano la mente e la rendono ammalata. Ma come alimentarsi troppo nuoce alla salute, per eccesso di nutrienti, allo stesso modo i pensieri persistenti, ossessivi finiscono col nuocere all’equilibrio mentale.
La mente è una delle 4 componenti fondamentali dell’essere senza la quale nessun evoluzione è possibile, nessuna liberazione è fattibile, nessun progresso attuabile.
L’aspetto che caratterizza il fideismo di molti credenti nasce dall’accettazione passiva di ciò che è scritto e storicamente tramandato attraverso i testi ufficiali considerati indiscutibili. In questo caso il credente accetta passivamente come verità assoluta i principi enunciati senza mettere in discussione la loro veridicità e senza chiedersi se quei principi potevano essere stati dettati per quel particolare popolo in quei particolari contesti storici. Nulla di ciò che viene detto o scritto ha valore imperituro, ma deve dare i suoi frutti, possibilmente benefici ai fini dell’evoluzione personale e sociale dell’uomo.
Il dubbio è ciò che ci fa progredire mentalmente e socialmente, ciò che attiva e rinforza la nostra ragione e che ci spinge alla riflessione, a sviluppare la memoria e la volontà partecipativa, che sposta l’attenzione sul “perché”, che rimanda alle cause e ci aiuta a trovare la soluzione dei problemi. Il dubbio è sinonimo di accortezza, di lungimiranza, di prudenza: è ciò che ci aiuta a vedere oltre l’apparenza delle cose, a guardare oltre l’aspetto superficiale, a vederne i risultati, gli effetti a breve e a lunga scadenza di tempo.
La storia è colma di orrori commessi dall’uomo nei confronti del suo simile, trascinato in guerre fratricide da soggetti megalomani capaci di condizionare il pensiero della gente. Allo stesso modo i delinquenti riescono a trascinare in azioni delittuose giovani, a indurli a prostituirsi, a diventare spacciatori di droghe, oppure essi stessi schiavi della droga. Gli scaltri, i furbacchioni, i malandrini riescono a circuire la gente ingenua semplicemente perché questa ha scarso senso critico delle cose. La gente in buona fede cade nelle trappole di falsi indovini, cartomanti o falsi guaritori che riescono ad abbindolare, a truffare, persone in situazioni psicologicamente ed emotivamente precarie, estorcendo loro anche ingenti somme di denaro. Gesù stesso raccomandava: “Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Mtt. 10,16). E ancora: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci” (Mtt. 7,15).
Nel corso della storia le classi egemoni sono sempre riuscite a condizionare il pensiero della gente al punto che ancora oggi difficilmente l’individuo riesce a svincolarsi dall’idea che quello che viene dall’”alto”, dai media, dalle grandi lobby, dai centri di potere economico, politico, sia ad esclusivo beneficio del popolo.
Certo non tutto può essere spiegato; vi sono fenomeni e traguardi che l’uomo ancora non è in grado di capire. Credere per fede in un obiettivo finale, i cui meccanismi sfuggono alla capacità di analisi, spesso aiuta a raggiungere lo scopo; anzi, nulla sarebbe possibile senza la proiezione nel futuro di qualunque opera che sempre trova la sua origine nella mente e nel cuore della gente. Ma un fatto è credere possibile l’imponderabile, le cui leggi possono essere considerate perfette, un altro è credere a tutto ciò che viene dall’uomo per sua natura imperfetto.
Ma al di là di questo, manca nell’individuo la capacità di concentrarsi su un obiettivo specifico: la mente dell’uomo vaga libera senza ordine perché manca l’abitudine al senso critico, alla meditazione, difficilmente sta ferma nell’attimo in cui l’individuo compie l’azione: è sempre altrove, per questo è vittima della sua singola, intima, personale, disarmonica tempesta mentale.
Dimostrava forse senso critico la gente che urlava compiaciuta mentre venivano arsi vivi dall’Inquisizione le migliori menti del popolo? O quando Hitler, osannato dal popolo, decretava le leggi razziali e lo sterminio degli ebrei? E oggi dimostra forse senso critico la gente quando addenta il corpo di un animale ucciso considerandolo pietanza succulenta? O quando beve latte vaccino che è come succhiare le mammelle ad una mucca? o quando porta, con orgoglio, sulle spalle le spoglie di animali assassinati?
La mente, come il corpo, va educata. La vera conoscenza scaturisce solo da una mente armonica e positiva: è necessario abituare la mente a stare dove noi vogliamo che sia senza consentirgli di vagare su immagini e pensieri che non abbiamo cercato; allontanare pensieri fuorvianti, meditare sui grandi interrogativi della vita, chiedersi sempre il motivo delle cose; non accettare passivamente le opinioni degli altri specialmente quando possono condizionare la nostra esistenza: il dubbio fa progredire più delle certezze. Nella volontà di conoscere sta la vera forza dell’uomo che lo fa evolvere, che lo rende libero e artefice del suo stesso destino.
Franco Libero Manco