Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 18 dicembre 2015

Ankara. La storia di Urgh Ambè



Ante Scriptum - Officina meccanica vi propone questa storia nata quasi per caso
sulla esclamazione di sorpresa dell amica silvia urg... ambe!
cosi le avevo ripromessso di scriverci una storia al più presto.
memore delle immagini che vediamo alle televisioni dagli anni 90 guerra del
golfo enfino agli ultimi video diffusi dai russi sulle colonne di automezzi che
trasportano petrolio dalla siria fino in turchia difficile stabilire quale sia
la vera arte rappresentata se le immagini dei satelliti le installazioni
lasciate sulle strade oppure il semplice riporto dell'oggetto trattato come un
reperto archeologico in questo caso  appunto di antropologia del contemporaneo
del gruppo turco xurban che ho ritrovato in un fascicolo di alcuni anni fa di un convegno sul paesaggio mediterraneo. il  contenitore contenuto appunto un serbatoio un tempo
contenitore che viene contenuto in una esposizione di arte contemporanea

urgh ambe’  gazzosaro di ankara

urg ambe’  nato negli anni sessanta  ad ankara dove tuttora risiede, gestisce una piccola ditta di distribuzione di bevande nei locali della capitale turca. suo padre aveva una piccola ditta di produzione e distribuzione di gassose. da giovane urg ha subito iniziato con questo lavoro con  un vecchio camioncino girava per la citta scaricando tutto il giorno le cassette con le bottigliette di vetro di gassosa. ha svolto questo lavoro per parecchi anni ma con l'avvento della grossa distribuzione la piccola ditta era andata in  crisi così aveva montato sul cassone del suo camioncino una piccola cisterna e si era messo a trasportare acqua nei piccoli paesi lontani dalla citta. poi era scoppiata la guerra nel golfo e aveva sentito che molti facevano buoni affari nel trasporto dell oro nero di contrabbando dal nord dell iraq e si era avventurato su quelle rotte. a lui non piaceva trasportare petrolio così aveva continuato a trasportare acqua ai piccoli villaggi di nomadi vicino al confine sulla strada per mosul. gliela pagavano bene lacqua! al contrario dei colleghi viaggiava carico all andata e scarico al ritorno. ricorda ancora bene quella volta in cui quegli aerei erano scesi a bassa quota e avevano iniziato a mitragliare la colonna di autocisterne e automobili. urg si era buttato a capofitto fuori dallautomezzo lontano dalla strada, quando  il pericolo era scampato aveva trovato la cisterna tutta sforacchiata dai proiettili con l acqua che fuoriusciva dai buchi. così la smonto e la lascio li sul ciglio della strada, se ne torno verso casa leggero e rinfrancato dallo scampato pericolo. aveva subito smesso di fare quel lavoro. così dopo un po di tempo aveva iniziato la nuova attività che svolge tuttora, si epoi sposato adesso ha tre figli, il più grande già lo segue nel lavoro gli altri due un maschio e una femmina vanno ancora scuola. fu veramente sorpreso urg quando vide quel manifesto per le vie della citta, una mostra di arte contemporanea con una foto della cisterna che aveva abbandonato sulla strada di mosul. appena ebbe tempo si reco subito al museo, riconobbe subito cio che gli era appartenuto, la cisterna era esposta in tutta la sua interezza nella grande sala, fece un paio di giri attorno all opera riconobbe le ammaccature i graffi la vernice scorticata gli adesivi che lui stesso ci aveva attaccato. cerano  i fori dei proiettili sparati dall aereo, si avvicino accarezzando la cisterna aveva pure infilato le dita nei fori delle pallottole e continuava ad a toccare la cisterna quasi con ossessione in stato di trance quando senti la voce dell addetto che lo invitava a non toccare l opera  d arte: urgambe!

su un lato cera un cartellino

untitled
ready made
smalto metallo


2015

silvia, un amica, quando faccio qualche battuta sciocca fa: urg..! poi di seguito: ambe! così ho detto: urg ambe, strano personaggio, potrei scriverci una storia, eturco? 

giorni fa mentre frugavo tra le cianfrusaglie della biblioteca evenuto fuori un fascicolo, vi ho trovato ispirazione per questa storia. un convegno di anni fa: biennale del paesaggio mediterraneo. tre giorni di studio e laboratori sulla natura del paesaggio, il paesaggio sostenibile e il paesaggio della geopolitica, una sezione, soprattutto video, era dedicata all arte contemporanea:

mediterraneo capovolto

luoghi attraversati vissuti abitati e di una loro rappresentazione per definire una immagine mentale, arrivare a una forma fluente in un continuo passaggio. come una nave in  cerca di una rotta tra i nodi del web per individuare i flussi di pensiero e di pratiche che superavano i confini saldi di un territorio scoprendo interstizi maglie labili che scardinano qualsiasi sistema

xurban- il contenitore contenuto

nel recente passato tutti gli autocarri che trasportavano merci tra la turchia e l iraq erano equipaggiati con speciali cisterne d acciaio per trasportare il carburante o il petrolio, in turchia, attraverso itinerari inconsueti. fuorilegge inutili queste cisterne sono state sparse lungo le strade principali come i resti di scambio di uneconomia di classe. lo scopo estato quello di definire un indagine archeologica sul campo di questi oggetti come si trattasse di anfore millenarie. così ci si eappropriati di un oggetto che ha percorso lunghe distanze attraverso i confini in un periodo di controllo e contenimento

xurban-il territorio contenuto

un tempo questo era l'intero mondo, il paesaggio storico ha lasciato tutti suoi segni sulle strade che i popoli hanno tracciato con le proprie vite con i modi in cui hanno interagito tra di loro con le espressioni e l'accettazione del fato, con la rivolta. la violenza con cui essi si sono separati dalla terra per ragioni economiche la guerra la disperazione eportata avanti nelle citta che hanno colonizzato, la citta-deserto della privazione

scrive calvino in collezione di sabbia
da appunti di un viaggio in iran, 1975


al ritorno il mio cammino incrocia quello di una tribù di  nomadi in marcia. donne scalze dai vestiti sgargianti, mandano avanti a urla e a bastonate una fila d asinelli. sulla groppa degli asinelli si tengono in equilibrio una gallina un cane un agnello a cavalcioni; altri reggono bisacce dalle cui tasche si affacciano agnellini e bambini neonati. segue un armento  di capre, poi una mandria di cammelli, un cammellino bianco candido trotta tra le zampe della madre. la sfilata si dirige verso un accampamento di tende nere. ela stagione in cui le tribù di queste popolazioni nomadi di lingua turca,attraversano le steppe. gli uomini a differenza delle donne sono vestiti come cittadini attendono sulla soglia delle tende salutano con un salam e invitano a bere il te. le donne nascondono il viso e ridono nel bianco e nero degli occhi una di loro versa acqua da un otre di pelle di capra un altra impasta la farina. al suolo i famosi tappeti tessuti dai loro telai. da secoli i nomadi scorrono per questi aridi territori senza lasciare traccia dietro di se fuor che le impronte nella polvere.

Ferdinando Renzetti

giovedì 17 dicembre 2015

UE e pari dignità delle varie lingue - L’uso di tutte le espressioni nazionali costa poco e porta vantaggi all’Unione Europea


 

Alcuni osservatori ritengono che puntare su un’unica lingua, segnatamente l’inglese, sia la scelta giusta per permettere l’emergere di uno spazio pubblico europeo e di un sentimento di solidarietà continentale. È lecito essere scettici a riguardo. La tesi secondo cui una democrazia ha bisogno di una lingua comune per funzionare, nella filosofia moderna, rimonta a John Stuart Mill.  Si tratta però di un’idea che non ha valenza generale e che non si è dimostrata adatta a tutte le circostanze. Le democrazie per funzionare hanno bisogno di una comunicazione efficace e inclusiva, il che non richiede necessariamente una sola lingua in comune. La Svizzera mostra che è possibile avere una democrazia multilingue solida ed economicamente rigogliosa. Il caso spagnolo e belga mostrano invece che volere imporre una lingua nazionale sulle altre rischia di generare tensioni sociali e politiche.

Nell’Unione Europea l’inglese è la lingua materna di circa il 13% dei cittadini. L’inglese quindi non è e non può essere una lingua «neutra» come il latino medievale o l’esperanto, con buona pace di chi crede nel globish». In una Europa anglofona i madrelingua inglese godrebbero di vantaggi indiscutibili, e per molti versi inaccettabili. Un esempio? La posizione egemone dell’inglese in Europa frutta al Regno Unito circa un punto di Pil all’anno come esito del risparmio sulle spese di insegnamento delle lingue straniere e permette ai Paesi al di là della Manica di attirare più facilmente personale altamente qualificato e studenti rispetto agli altri Stati europei. La preminenza di questa lingua a livello europeo comporta inoltre numerosi vantaggi strategici nella comunicazione istituzionale. Il 40% circa dei portavoce della Commissione uscente erano di madrelingua inglese, più di tre volte la percentuale dei nativi anglofoni nell’Unione. Più in generale vi è una fondamentale questione di inclusione, giustizia e partecipazione democratica dietro il tema della lingua nel processo di costruzione di una federazione europea, e nessuno ha mai chiarito in che modo la promozione dell’inglese come unica lingua comune gioverebbe alla causa della democrazia continentale e alla solidarietà fra popoli. Se bastasse una lingua unica come l’inglese per renderci «più europei », i britannici dovrebbero già essere i maggiori sostenitori dell’Europa unita. Il 56% dei tedeschi e 51% dei greci dichiara di avere una conoscenza almeno scolastica dell’inglese, ma ciò non ha impedito che in occasione dello scoppio della crisi del debito nella zona euro sorgesse una reciproca e profonda diffidenza fra le opinioni pubbliche dei due Paesi. Diversi studi invece mostrano che l’utilizzo prevalente dell’inglese come lingua unica in Europa perle faccende politiche ed economiche ostacola la costruzione di una vera democrazia europea più di quanto non la favorisca. L’inglese è infatti una lingua conosciuta molto bene solo da una esigua minoranza dei cittadini europei.

Nonostante decenni di insegnamento nelle scuole solo il 7-8% della popolazione europea non madrelingua inglese dichiara di avere una conoscenza molto buona di questa lingua, cioè una competenza linguistica adeguata a partecipare alle attività politiche in una democrazia anglofona. Non ci sono grandi differenze tra le generazioni, mentre la conoscenza tende a concentrarsi fra i cittadini europei appartenenti alle fasce della popolazione più istruite e con reddito da lavoro più elevato. Insomma una politica monolingue creerebbe diseguaglianze fra Stati membri e fra ceti sociali, alimentando sentimenti di lontananza verso le istituzioni europee. La politica multilingue dell’Ue, il rispetto delle diversità e un diffuso insegnamento di diverse lingue europee nelle scuole e nelle università, invece, rendono possibile una gestione più efficace e inclusiva della comunicazione transnazionale europea. Non ci si lasci ingannare dalla prospettiva di una immensa e improbabile agorà transnazionale. Gli europei continuano e continueranno a lungo a vivere e lavorare all’interno dei confini geografici e mentali degli stati nazionali.

La situazione tipica che si osserva in pratica non è quella di un calabrese che dibatte di austerità fiscale con uno slovacco, ma quella di un calabrese che discute con un campano degli effetti sull’economia italiana del rigore fiscale tedesco. Avere informazioni in italiano su quello che accade nelle istituzioni a Bruxelles o Francoforte e sapere un po’ di tedesco, in questo caso, è quello che serve. Durante la scorsa primavera, i maggiori candidati alla presidenza della nuova Commissione europea hanno tenuto dibattiti televisivi, a seconda delle circostanze, in francese, inglese, tedesco, e tali dibattiti sono stati spesso interpretati in altre lingue dell’Unione, incluso l’italiano.

Purtroppo dalla scuola italiana non vengono segnali incoraggianti. La politica linguisticaadottata nel 2008 dal ministro Gelmini ha introdotto il cosiddetto «inglese potenziato» nelle scuole medie, cioè la possibilità di sottrarre le ore per la seconda lingua comunitaria per aumentare il monte ore destinato all’inglese. Si tratta di una politica linguistica che andrebbe abbandonata perché ostacola lo sviluppo di competenze multilingui. Investire su lingue quali tedesco o francese è strategico non solo per i motivi legati alla costruzione europea di cui si è già detto, ma anche per motivi commerciali. In primo luogo, Germania e Francia sono le principali destinazioni delle esportazioni italiane. Inoltre, l’inglese non è l’unica lingua a essere remunerata sul mercato del lavoro. Secondo alcuni recenti studi sulla redditività delle competenze linguistiche sul mercato del lavoro europeo, in Italia la conoscenza del tedesco e del francese, in termini di reddito individuale, rende di più in percentuale rispetto all’inglese, e questo accade proprio perché si tratta di competenze più rare e quindi più remunerate. Va detto che il problema non è l’inglese in sé, ma l’egemonia di una lingua ufficiale dell’Unione sulle altre. Le istituzioni europee nate dopo la fine della Seconda guerra mondiale sono state create proprio con l’intento di neutralizzare le spinte egemoniche di un Paese sugli altri delegando alcuni poteri a istituzioni comuni sovranazionali che rappresentano tutti gli Stati membri.

Il multilinguismo istituzionale non è altro che il corollario linguistico di questa idea. A chi obietta che garantire la comunicazione nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione è troppo caro va fatto notare che il multilinguismo costa ai contribuenti solo lo 0,0085% del Pil dell’insieme dei 28 Stati membri, meno dell’1% del bilancio delle istituzioni europee e poco più di due euro all’anno a cittadino. È difficile ritenere che si tratti di costi insostenibili, specialmente se confrontati con i costi delle diseguaglianze di un’Europa monolingue.

Michele Gazzola

Fonte: Echo n. 16/2015

mercoledì 16 dicembre 2015

Ferdinando Renzetti: "Soluzione immaginaria (finale?)"



ordo amoris

il sentiero giusto
la nostra anima
vero e unico
appuntamento terreno

oggi e domani

altissima pressione
suono determinato
e indeterminato
alterazione del ritmo

spicchio di luna
denso di nuvole

prendiamoci
tutto il tempo
che vogliamo

eravamo viandanti
sullo stesso sentiero
di epoche distanti

lo siamo tuttora
anche se lontani

viandanti distanti
sullo stesso sentiero
di epoche lontane

e son felice organizzando
finalmente un viaggio
uno dei tanti!
voglio risentire l emozione
di attraversare
un pezzo di mondo,
le sfide che la vita
mi presenta,
mi portano
sempre più lontano
almeno così spero!
credo in te!

internettenetevelo voi!
voglio incontrare la gente
per la via e la via grazie
alle parole della gente

urg

stasera ti mando le stelle
e la luna al posto della
luce elettrica

luna piena!

suono del silenzio
respiro profondo
bianco di luce
nella piccola mansarda
grande materasso
pavimento in legno
la porta di vetro
sul telo grezzo del terrazzo
un tavolino su cui scrivere
e posare lo sguardo
infine il cielo e il mare
la in fondo

e qui che
si e nascosto l amore
ci vive una coppia di artisti
fanno vino succhi marmellate
pane olio ortaggi
la loro grande casa
sempre piena di gente
un po locanda
un po osteria
aperta a tutti quelli
che vogliono parlar
d arte e altro

lento e solitario
lungo la via

viandanti distanti incostanti
su sentieri lunghi e solitari
di epoche remote e lontane

archeoastronomia

nomade tra enigmi di pietra
mura poligonali
calendari astronomici
religione stellare
nella preistoria
del mediterraneo

penso a te e rido
rido e penso a te

mi piaci veramente
sei la donna
che ho più amato e desiderato
sei lunica
che soddisfa e riempie
ogni piccola particella del mio corpo
tutte le cellule gioiscono
alla tua vicinanza
se un genio mi chiedesse
come desiderio da esaudire
la più bella in assoluto
sceglierei te!
spero che
se ci sara mai un bacio
sara bello come
l ho sempre immaginato

chi può dire altrettanto

vibrazioni cosmiche sulla via della luce
dell arci-pelago terraferma
nell eco-sistema con-temporaneo
tutti condividiamo una sola casa:

la terra

con la terra modello un fiore
e grande, le mie mani stanno
dentro i petali e seguono
l incurvatura del loro profilo
sembra espandersi e uscire
dalla superficiegioia!

se lunica via e una barca
e non ci sono barche
io voglio una barca

soluzione immaginaria

ci sono attimi fatti
di sensazioni imprendibili
impalpabili come  laria
incontenibili come l'acqua
il vento le disperde
e gli dona nuova forma
volano nell etere
e come in un eco
rimandano la loro musica
nell intimita
dello spazio interiore
espandedolo e arricchendolo
di fiori che sembra di sentirli
sbocciare dentro
nutrirsi da una radice
che parte dal basso
ondulazioni di frequenze
di suoni di colori..
a volte le parole
non riescono
leggere e tradurre
l intangibile

e se li aiuti ad uscire
non ne vogliono sapere..
come noi che riflesso!
si parte da una barca
e si arriva a specchiarsi!

vivo lo spazio della casa
immersa in giornate
di silenzioso inverno
assaporo la fecondita
della creatività
la leggerezza della terra
uno spazio di ascolto
e di grande energia creativa
mi sento un po in un isola
ho equilibrato e diluito
le emozioni vissute
nel sole giallo e alto dellestate
ora il viaggio il bisogno
del colore degli incontri
idee da condividere

per la barcaforse va cercata
nella forma di qualcos'altro

una barca
che si inoltra sulle acque
che può fare da ponte
tra la linea della sabbia e i sogni
nei desideri che il mare pronuncia

bolle di spuma sulle onde
simili collegate differenti

il pensiero corre
il cielo e azzurro

ci sono anchio

Ferdinando Renzetti


martedì 15 dicembre 2015

Campi Salentina, 18 dicembre 2015 - Incontri, scambi di esperienze, reading, installazioni, aperitivo musicale con i to east​





Venerdì 18 dicembre 2015, a partire dalle ore 18.30. sede Ass. Meticcia, Piazza S.Pietro 13 a Campi Salentina (LE) 


Che senso ha parlare di precarietà e di lotta alla precarietà nella Giornata di Azione Globale contro il Razzismo? Qual'è il nesso tra il mondo del lavoro e le discriminazioni sociali? E in fondo, siamo sicuri che ciò riguardi solo i migranti? E se riguardasse tutti e tutte quale lotta sarebbe possibile? L’idea di lotta è davvero immutabile o possiamo ridisegnarne un nuovo senso? Con queste domande l’Associazione di Promozione Sociale METICCIA apre il suo evento dal titolo CONTAMINAZIONI. Di lotte e d’armonie.


L’idea centrale, infatti, è quella dell’incontro e dello scambio di esperienze tra persone e/o gruppi sul tema dei cambiamenti necessari per il superamento delle precarietà, mettendo insieme visioni, posizioni, pratiche e contaminandosi fino a generare possibili armonie. Un concetto di lotta che, secondo noi, può essere rivisitato e allargato all’idea di organizzazioni di persone che cercano di introdurre con meccanismi virtuosi delle innovazioni sociali che possono avere o hanno una valenza politica. Se il tema vi sembra pesante, non preoccupatevi: l’Associazione METICCIA (con alcuni artisti d’eccezione) vi introdurrà alla riflessione attraverso un dinamico puzzle narrativo che va dall’immagine alla pittura, dalla parola alla musica, dalla fantasia alla realtà, dalla mente alla pancia. A proposito, troverete anche l’aperitivo socializzante. 


L'iniziativa è organizzata in collaborazione con Associazione Solidaria, LUA, Casa delle Donne, Diritti a Sud, Progetto LA MANTA.


Vi aspettiamo a porte aperte :-)  


Meticcia - meticcia@gmail.com
Cell. 327 0552611 / 349 21 95 145

lunedì 14 dicembre 2015

Manarola, 15 dicembre 2015 - Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette



Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, con il fondamentale supporto di
Ambiente Italia e di Federparchi, illustrerà le attività che hanno
permesso l’ottenimento della Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle
Aree Protette.

Il Forum,  che si terrà a Manarola in data 15 dicembre 2015, alle ore 14.30, è
finalizzato al monitoraggio della CETS e sarà l’occasione per affrontare
la fase operativa del Piano di Azione previsto e richiesto dal Sistema. In
particolare, il Parco, tramite Ambiente Italia – nella figura
professionale di Lorenzo Bono – si impegna a avviare, in modo partecipato
e condiviso, le azioni pilota programmate.

Fondamentale sarà l’analisi delle attività e dei contributi proposti
dagli amministratori locali, dagli operatori turistici, dalle associazioni
di categoria territoriali, dai residenti, dai volontari, da tutti coloro
che hanno collaborato e continuano a partecipare attivamente
nell’individuare una strategia che tuteli e valorizzi il territorio.

La Carta rappresenta, infatti, un importante strumento che permette di
approfondire specifiche tematiche ed elaborare sinergicamente progetti
efficaci e duraturi.


Luca Natale - luca.natale@parconazionale5terre.it

sabato 12 dicembre 2015

Montecorone di Zocca - "La Notte senza Tempo", dal 31 dicembre 2015 al 1 gennaio 2016

Si avvicina la “Notte Senza Tempo” che si tiene ogni anno il 31 dicembre. La manifestazione è rivolta alla riscoperta della sacralità della natura nella notte di capodanno, evitando cenoni e baraonde consumistiche.

Il programma è molto semplice, alle ore 21 circa, proponiamo una cena vegetariana conviviale, nella casa in pietra di Pietro a Montecorone di Zocca (nel Parco dei Sassi di Rocca Malatina in Emilia), con ingredienti bioregionali e con il cibo vegetariano da ognuno portato. Non mancherà una polenta calda (con lenticchie in umido) cotta sulla stufa a legna. Durante la cena potranno esservi apporti musicali e poetici e verranno scritti dei pensierini di buon augurio per l’anno veniente ed altri da bruciare più tardi con gli auspici di purificazione personale (ciò di cui vorremmo disfarci). 

Verso le ore 23 si parte a piedi, in qualsiasi condizione atmosferica, lungo un percorso nel bosco, non troppo accidentato. ma ricordatevi che è inverno e pure buio e forse c’è anche la neve. Al ritorno si accende un focherello nell’aia davanti la casa, attorno al quale restare in silenzio per alcuni minuti ed a turno gettare nelle fiamme i biglietti con scritto ciò di cui vorremmo disfarci. Poi ci può essere un brindisi collettivo con vino bioregionale casareccio ed un po’ di festa. Infine chi vorrà potrà pernottare in loco venendo munito di sacco a pelo o coperte.

I partecipanti sono pregati di vestire abiti comodi e scarpe adatte al percorso ed eventualmente venire muniti di ombrello e torcia elettrica e di una candela con fiammiferi. Un contributo volontario per la casa che ci ospita sarà gradito. Per partecipare all’iniziativa occorre prenotare telefonando al 3336023090 o scrivendo a circolovegetariano@gmail.com

Paolo D’Arpini
Circolo Vegetariano VV.TT.

Attenzione, attenzione: La manifestazione non è coperta da polizza assicurativa chi interviene lo fa fa volontariamente ed a proprio rischio e pericolo.


Come Raggiungere Ca’ Lamari: In auto: Da Bologna o da Modena andare a Vignola e da qui prendere la strada provinciale per Zocca, passando da Guiglia. Dopo Guiglia proseguire verso Zocca e superata la frazione chiamata Rocca Malatina, dopo circa 1 chilometro la strada curva a destra ma prima della curva a sinistra si vedrà il cartello che indica Via Lamari, mentre a destra si vede la traversa chiamata Via Tintoria, dirigersi con l’auto in Via Tintoria e parcheggiare dove si può e poi prendere Via Lamari a piedi. La casa di Pietro è la seconda lungo la strada a circa 400 metri dal bivio.

Veleni di bellezza - Ingredienti tossici nei cosmetici e nei detersivi


Ogni giorno utilizziamo sapone e detergenti per lavarci, creme per il viso e per il corpo per rendere la nostra pelle morbida, shampoo e balsamo per avere chiome setose, per non parlare poi dell’innumerevole quantità di prodotti cosmetici che noi donne abbiamo nel nostro beauty-case: rossetti, ombretti, matite per occhi e labbra, kajal, smalti e mascara di ogni colore. Ma vi siete mai chiesti cosa c’è all’interno dei prodotti che usiamo quotidianamente?

Essenzia Natale 2015
Qualche anno fa aveva fatto scalpore una ricerca in cui si affermava che una donna si spalma ogni giorno 515 tipi di addittivi chimici. Nonostante lo studio sia stato prontamente smentito da Unipro, basta soffermarsi almeno una volta a leggere le etichette dei più comuni cosmetici e detergenti, per incontrare termini e sigle talvolta difficili da pronunciare che molto spesso si rivelano dannose per la pelle e causa di fenomeni allergici, di sensibilizzazione o di irritazione.
Abbiamo provato a stilare una breve lista degli ingredienti nocivi più usati nei cosmetici

I CONSERVANTI ovvero tutte quelle sostanze che devono essere addizionate ai cosmetici contenenti acqua per evitare che si sviluppino muffe o batteri. 

Tra i più comuni troviamo:
FORMALDEIDE: la troviamo in tantissimi prodotti di uso comune e purtroppo viene largamente usata anche nella conservazione dei cosmetici. Prodotti come fondotinta, shampoo e smalti contengono formaldeide che oltre ad essere una sostanza conservante è un potente battericida. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse.
PARABENI: i sei principali parabeni che possiamo trovare nelle formulazioni in commercio sono methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben e vengono usati come conservanti nelle creme idratanti, solari, nei dentifrici, negli shampoo, nei detergenti intimi, nei deodoranti, nei gel da barba, insomma in tantissimi cosmetici di uso quotidiano, persino nei cosiddetti prodotti “naturali” o “organici” . E’ stato ampiamente dimostrato che queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, anche i parabeni sono seriamente sospettati di essere cancerogeni.
QUATERNIUM 15: fa sempre parte dei conservanti. E’ presente in molti cosmetici per il make-up degli occhi, nei fondotinta, negli shampoo ma anche nelle lozioni idratanti e nelle creme solari. E’ nocivo perché rilascia formaldeide, è tossico e dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione.
KATHON CG: è un altro conservante, un antimicrobico ad ampio spettro d’azione, incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici, nei prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. Dal punto di vista tossicologico, il 
Kathon CG, è stato classificato come irritante primario nonostante abbia un grandissimo utilizzo. E’ possibile trovarlo sulle etichette con dei sinonimi come GROTAN, 

EUXIL o ISOTIAZOLINA.
Altre sostanze impiegate comunemente nei cosmetici che ognuno di noi ha in casa sono:
MEA-DEA-TEA: non sono i nomi di tre simpatiche sorelle ma rispettivamente le sigle di monoethanolamine, diethanolamine, triethanolamine e sono presenti in molti composti cosmetici. Li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma e danno luogo a nitrati e nitrosamine ovvero agenti cancerogeni.
PARAFENILENDIAMINA(PFD): questa sostanza, dal nome difficile da pronunciare, la incontriamo spesso quando andiamo dal parrucchiere, infatti è il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli. Molto spesso dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che questa sostanza è stata bandita da molti Paesi europei.
FTALATI: una tra le sostanze più incriminate, di cui avevamo già ampiamente parlato, trova ampio utilizzo anche in campo cosmetico. Secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici.
TENSIOATTIVI: sono sostanze dotate di proprietà schiumogene, detergenti e solubilizzanti. Sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono sostanze cancerogene, come si pensava fino a qualche anno fa, ma essendo molto aggressive è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi più delicati e soprattutto limitarne l’uso.
TOLUENE: leggi toluene e pensi subito ai prodotti per le unghie e in effetti il toluene è il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto. Purtroppo è stato collegato a disturbi del sistema nervoso e può inoltre causare danni ai reni. Per correre ai ripari alcune case cosmetiche hanno tolto dai componenti dei loro smalti la sostanza incriminata. Forse il nostro smalto si sgretolerà più velocemente, ma avremo la certezza di non avvelenarci.
PROFUMO: tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei cosmetici sono composti sintetici derivati dal petrolio e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie.
IDROCHINONE: leggendo le etichette dei prodotti schiarenti per la pelle è facile imbattersi in questo composto, un fenolo che risulta essere nocivo, irritante e pericoloso per l’ambiente. Anche se ne è stato vietato l’uso come schiarente per la pelle, questa sostanza continua ad essere impiegata nelle tinture per capelli, anche se a concentrazioni basse.
COAL TAR: spesso in dermatologia per curare la psoriasi vengono utilizzati i catrami terapeutici. Tra questi, il più efficace è il Coal Tar ovvero il catrame minerale che, per la sua attività riducente e antiseborroica, trova impiego in molte creme antri prurito e nei trattamenti per il cuoio capelluto ma può dar luogo a fenomeni di fotosensibilizzazione.
ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e non, e ovviamente non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici, in particolar modo deodoranti e antitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la degenerazione in cellule cancerose.
Con questa lista di prodotti nocivi per la salute e l’ambiente, non avevamo intenzione di spaventarvi o convincervi a svuotare il beauty-case! Semplicemente vorremmo cercare di farvi capire quali sono i prodotti più sicuri da usare e spingervi verso un consumo consapevole dei cosmetici, preferendo quelli biologici (in cui per legge non possono contenere tali sostanze) e che non siano stati testati su animali. Ma soprattutto di leggere bene l'etichetta: conoscere l'INCI è l'unica arma per scegliere bene.

Cir Informa