Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

domenica 26 luglio 2015

Chi la dura la vince... il caso di Lionel Hagège



Una mossa da street Art che non è passata inosservata dai passanti: molte persone hanno inviato la sua "vita lavorativa" su Facebook e Twitter. In pochi giorni, il senzatetto è diventato il centro dell'attenzione sui social network e in meno di 24 ore, il suo curriculum ha registrato più di 1.000 voti come "Prediletto" e ha superato 4.000 retweet: una travolgente catena di solidarietà.

E' piaciuta immensamente la sua fantasiosa tenacia.


L'Ansa informa: "Ce l'ha fatta. Lionel, il clochard che negli ultimi giorni ha commosso Parigi distribuendo il suo Cv nella metro, ha trovato un lavoro. Ad assumerlo - come sognava lui, con contratto a tempo indeterminato e salario fisso - è stata l'Uneo, la cassa di assicurazione sanitaria dell'esercito. Ex impiegato dell'aeronautica militare, disoccupato da marzo e senza fissa dimora, Lionel Hagège ha commosso gli autoctoni, dando vita a una travolgente catena di solidarietà, partita dai social network."


Recentemente Lionel Hagège, 37 anni ex impiegato dell'aeronautica militare, aveva dichiarato  "Spero solo che il mio curriculum cada nelle mani di un responsabile delle risorse umane"... 


Lionel inizia a lavorare lunedì e ringrazia tutti quelli che l'hanno sostenuto. La Rete ha fatto centro!

Doriana Goracci

sabato 25 luglio 2015

Se il lavoro esce dalla costituzione e dalla politica italiana



Le strutture politiche ed economiche internazionali agiscono in modo segreto. La concentrazione del potere si accompagna alla scomparsa della sua visibilità. E' un problema per il sindacato, che ha bisogno di controparti visibili

Qual è oggi il rapporto tra la politica e il lavoro? Il lavoro in questi anni è diventato sempre più un fatto privato, particolare: nient'altro che lo strumento dal quale il singolo trae la propria sussistenza. Sembra quasi ovvio che sia così, invece questo è solo un modo di vedere il lavoro, fortemente sostenuto dai poteri dominanti, ma in contrasto aperto con lo spirito e la lettera della nostra Carta Costituzionale. Quest'ultima considera infatti il lavoro un fatto politico, addirittura un elemento fondativo della legittimità del nostro coesistere.

Il lavoro è al tempo stesso generale, perché è il fondamento della politica, e parziale perché è uno dei molti modi nei quali si esprime la vita associata. Quindi una rappresentanza diretta del lavoro, il sindacato, non può avere un valore politico universale. Nel modello di democrazia previsto dalla nostra Costituzione, il lavoro - pur avendo un valore fondativo - entra nel Parlamento, e quindi nella politica, non direttamente, ma attraverso l'elaborazione e la rappresentanza universale che ne fanno i partiti. Il ruolo dei partiti quindi è fondamentale: se non c'è il partito, tutto cade.
Poiché i partiti negli ultimi trent'anni sono stati distrutti (e si sono autodistrutti), questo ha prodotto problemi devastanti sulla legittimazione stessa del Parlamento: in assenza di partiti, i cittadini fanno molta fatica a capire a che cosa serva un Parlamento ridotto ad essere l'insieme di coloro che premono dei bottoni al comando del potere esecutivo, ogni tanto tentando (riuscendoci raramente) di correggerne gli input. L'assenza dei partiti ha fatto sì che dalla centralità del Parlamento si sia passati alla centralità del Governo, e, inoltre, che la rappresentanza politica del lavoro sia scomparsa (in parallelo, anche la rappresentanza sindacale del lavoro si è molto indebolita, come vedremo fra un attimo).

Perché tutto ciò è avvenuto? Perché dopo avere perduto una battaglia nel passaggio fra gli anni Sessanta e Settanta, il capitale ha reimpostato la sua strategia, uscendo dal modello keynesiano, e ha vinto la guerra. Compiendo una vera e propria rivoluzione, i cui obiettivi erano: verticalizzazione del potere e sua concentrazione negli Esecutivi, privatizzazione del lavoro, distruzione del potere politico dei sindacati, delegittimazione radicale della forma-partito, e trasformazione del concetto di rappresentanza della sfera pubblica, tipico della democrazia moderna, nel concetto di virtualità, cioè di rappresentazione mediatica. I centri di potere reali diventano così sempre più difficili da individuare e da costringere a manifestarsi. Senza fare alcun esercizio di “complottismo”, si può affermare che oggi le più importanti strutture della vita politica ed economica internazionale sono segrete o agiscono in modo segreto. La concentrazione del potere si accompagna così alla scomparsa della visibilità del potere.

Questo è un problema anche per il sindacato, perché il sindacato ha particolarmente bisogno di controparti che siano visibili, dato che deve esercitare la sua rappresentanza non nell'astrazione come fa il Parlamento, dove si lavora e si ragiona “in generale”, ma in un universo fatto di concretezza e di particolarità. Invece oggi assistiamo allo svanire di soggettività imprenditoriali forti e, comunque sia, al fatto che esse possono sempre appellarsi ad esigenze superiori che le trascendono. Fino ad arrivare alla fenomenale affermazione di Marchionne, che è giunto a chiamare in causa nientemeno che quello che nel pensiero dialettico è “lo spirito del tempo”, sostenendo: io posso anche essere in disaccordo con quello che sta capitando, ma sono sostanzialmente costretto ad adeguarmi ad un sistema che oggi è invincibile e che condannerebbe ad essere fuori dal mercato chi tenesse comportamenti difformi.

Il mestiere del sindacato diventa più difficile se cerca di unire quello che oggi marcia diviso, cioè l'universale e il particolare, ovvero la condotta sindacale in senso stretto, rivendicativa e particolare, e l'orizzonte politico di queste rivendicazioni, che dovrebbe essere gestito dai partiti i quali invece non ne sono più capaci, così che il sindacato è esposto alla tentazione e all'esigenza di assumere un ruolo politico (tutto da pensare, in realtà). Un sindacato tutto schiacciato sulla contingenza, sull'emergenza, sulle problematiche quotidiane fa certo il suo mestiere, perché non potrebbe mai prescindere da queste dimensioni, ma spesso non si trova più davanti qualcuno che gli si dichiari davvero antagonista: i suoi antagonisti sono piuttosto strutture, coazioni, procedure sempre più impersonali.

Lo scopo del sindacato (ma anche quello della politica) è governare i processi, far sì che la vita degli esseri umani non scorra all'interno di una specie di stato di natura, dove capitano solo cose che non si capiscono. Ma se sfugge il quadro complessivo, la dimensione politica universale, si è come un idraulico.

Carlo Galli


giovedì 23 luglio 2015

Pietra su pietra di Donatella Murtas - Recensione


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Pietra su Pietra, di Donatella Murtas - Edizioni Pentagora
Guida pratica, divulgativa e illustrata alla costruzione, alla manutenzione e al recupero dei muretti in pietra a secco, perché chi vive sulle colline, le montagne e le coste scoscese del nostro Paese possa continuare o tornare a prendersi cura dei propri terrazzamenti.

Indice: Materiali e attrezzi, l’organizzazione del cantiere, i criteri statici di base, la scelta delle pietre, le parti del muro, tecniche e fasi di costruzione, le rampe e le scale. Come mantenere in buona salute un muro in pietra a secco. Come costruire un muro in pietra a secco. Aspetti normativi.

Donatella Murtas
(Torino, 1962)
Architteto, si dedica a progetti partecipati per il patrimonio locale, già ideatrice e coordinatrice dell’Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite di Cortemilia (Cuneo), oggi è la coordinatrice dell’Alleanza Mondiale per il Paesaggio Terrazzato - Sezione Italiana

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Massimo Angelini
 
loc. Minceto, 36 - 16019 Ronco Scrivia (Ge)

martedì 21 luglio 2015

Ancona, 23 luglio 2015 - "La guerra taciuta in Donbass"



“LA GUERRA TACIUTA”  è quella che si combatte  nell’est dell’Ucraina, con bombardamenti quotidiani comandati dal governo sulla popolazione civile del Donbass. Un governo  nato da un colpo di stato  della destra, che ha messo fuori legge il partito comunista ucraino dopo avergli impedito di partecipare alle elezioni, e che l’Europa – la stessa Europa che strangola la Grecia – sostiene con aiuti generosi.

“LA GUERRA TACIUTA”  è anche quella dell’embargo economico decretato dagli Usa e dall’Europa  contro la Russia con le sue devastanti ricadute sull’economia italiana e marchigiana.

Di questo si vuole parlare, portando esperienze dirette e un punto di vista diverso da quello ufficiale, per  “riflettere insieme sull’Italia e sul Donbass”: 23 LUGLIO 2015  ORE 21 PRESSO L’AULA DEL MARE dell’Autorita’ portuale (Largo Molo Santa Maria) Ancona
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PARTECIPANO
SARA REGINELLA psicologa e psicoterapeuta di Ancona, autrice dei documentari “I’m Italian” e “Voci” realizzati direttamente nel Donbass e visibili su Youtube,
ELENA BOJKO, giornalista ucraìna in video conferenza da Leopoli  
ELISEO BERTOLASI, analista geopolitico, consulente di imprese della Lombardia che commerciano con la Russia
Intervengono rappresentanti della Cna e dell’imprenditoria marchigiana.

L’iniziativa è promossa dal Centro culturale marchigiano “La Città futura” e aperta alla cittadinanza. 

Ruggero  - giacomiru@virgilio.it

Ascoli Piceno, 25 Luglio 2015 - “Produrre i propri semi: il miscuglio del futuro germoglia nel Piceno”


Di fronte allo strapotere delle multinazionali che controllano il settore agricolo, un pugno di agricoltori resistenti-nel territorio Piceno e nel vicino Abruzzo- scambiano semi e coltivano varietà di grano antiche per dire basta alla supremazia di un potere che monopolizza le sementi, ti vende i pesticidi appropriati e i farmaci che poi la sanità ti prescriverà una volta che sarai malato. Nell’ascolano, è stato introdotto con la scorsa semina, un miscuglio di frumento di grano tenero che il prof. Salvatore Ceccarelli ha ottenuto in anni e anni di lavoro con i contadini dei paesi che furono la culla del biondo alimento(Siria, Iraq ecc.). Una specie degna del termine biodiversità perché comprende circa 2000 specie diverse. Il miglioramento genetico partecipato è appunto il grimaldello che novelli Davide useranno contro il gigante Golia (Monsanto, Syngenta, Dupont ecc.). Non importa se con questa fionda abbatteranno il nemico, l’importante è, recuperare una dimensione spirituale e solidale tra gli uomini che un potere malefico, oggi incontrastato, tenta di cancellare definitivamente usando armi terribili come ad esempio la Geoingegneria chimica per il controllo del clima(le temperature innaturali di questi giorni ne sono l’esempio)apripista per l’introduzione di colture OGM. L’Ecomuseo della Via Salutaria sarà il custode di un registro degli agricoltori che, in questa parte delle Marche, coltiveranno tale varietà, in collaborazione con la rete nazionale di Semi Rurali.

E’ appunto questo il tema dell’incontro “Produrre i propri semi: il miscuglio del futuro germoglia nel Piceno”, curato dall’Ecomuseo della Via Salutaria, che si svolgerà in Ascoli Piceno, sabato 25 Luglio alle ore 19, nel piazzale dello Stadio Costantino Rozzi nell’ambito della 3 Festa della trebbiatura organizzata per il 25-26-27 Luglio dall’Associazione Trattori d’epoca Chigghie de lu Scardozzà che, intelligentemente, a differenza di altre analoghe manifestazioni, ha voluto elevare culturalmente una manifestazione che vuol tenere viva una grande tradizione italica.

Carlo Cruciani
Coordinatore dell'Ecomuseo della Via Salutaria
mob.3200827818


Per info 3200827818

lunedì 20 luglio 2015

Vegetariani e Costume - Dipartita di Elio Fiorucci,



E' morto Elio Fiorucci, vegetariano, da anni e paladino dei diritti animali.

Mentre tutti (o quasi) gli altri stilisti continuano bellamente a fottersene e a disegnare vestiti basati sulla sofferenza, lui aveva addirittura proposto all'Expo di costruire delle gabbie in cui chiudere i visitatori per 10 minuti e poi farli uscire in un campo verde popolato da animali in libertà, in modo da far capire alla gente cosa significhi essere un maiale o una mucca.

Dopo che ovviamente la proposta è stata scartata (Ma dai? Con quegli sponsor è veramente sorprendente) aveva rilanciato dicendo che voleva proiettare filmati di allevamenti in collaborazione con Animal Equality (ignoro come sia finita quest'altra idea).

Caro Elio, proprio tu dovevi lasciarci?
Per il resto è già chiaro a tutti da un pezzo che "nutrire il pianeta" è solo una gigantesca cazzaronata che usano come scusa per quello che è a tutti gli effetti un mega spot pubblicitario, una baracconata che non va minimamente ad indagare su quali siano le reali cause della fame del mondo.

Paolo Bersani

Kiwa hirsuta... anche i granchi possono essere pelosi


Lo “Yeti” degli abissi oceanici

Il Kiwa hirsuta (comunemente chiamato “granchio yeti”) è un particolarissimo crostaceo abissale che vive in prossimità delle sorgenti idrotermali. Fu scoperto da un gruppo di ricercati a bordo di un batiscafo nel marzo del 2005 nell’oceano Pacifico meridionale, al largo dell’isola di Pasqua a 2200 metri di profondità.

Questo animale è privo di occhi, ha una pigmentazione bianco/giallastra e lunghe chele ricoperte da vistose setole. Proprio Il colore e l’aspetto delle setole, simili a peli, gli hanno fatto guadagnare il nome popolare di “granchio yeti”.

Le setole (molto sviluppate sulle chele, ma comunque presenti su tutte le zampe) sono di primaria importanza, infatti sono usate come “sensori” per l’orientamento e sono la “casa” di colonie di batteri chemiosintetici (microrganismi capaci di sintetizzare sostanze organiche usando i gas emessi dalle fonti idrotermali), costituenti la principale dieta alimentare dell’animale.

Il nome del genere, “Kiwa”, è quello di una dea della mitologia polinesiana (sulla sua base si è scelto anche il nome della famiglia, “Kiwaidae”). Il nome della specie, “hirsuta”, fa riferimento alla presenza sulle chele delle vistose e folte setole.
Rispetto al “mitologico parente himalayano” le dimensioni del granchio yeti sono chiaramente più contenute, infatti la lunghezza complessiva (chele comprese) non supera i 15 cm.

Gabriele La Malfa