Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

martedì 3 ottobre 2017

Economia circolare ultima spes...

Risultati immagini per Leconomia circolare salverà il pianeta? vedi

"L’economia circolare salverà il pianeta?"

E’ questa la domanda che ci poniamo da tempo e che ora lanciamo come sfida contro l’ineluttabile declino dell’ambiente naturale, continuamente violentato da una politica aggressiva dell’uomo. L’economia su cui tutte le nazioni del pianeta prosperano è una componente determinante nella distruzione e nell’inquinamento dell’ambiente naturale. L’economia che oggi conosciamo è sorta grazie alla grande rivoluzione industriale del 1870, ma ancora prima nel 1700 in Inghilterra con le prime industrie tessili funzionanti con macchine a vapore, tuttavia il vero impatto sull’ambiente è iniziato nel 1870 con l’uso massiccio dei combustibili fossili. 

Questa economia aveva ed ha ancora oggi come rapporto nei confronti dell’ambiente quello dello sfruttamento totale. Tutto questo si chiama economia lineare, dove si preleva dall’ambiente, si trasforma, si consuma e ciò che resta finisce nelle discariche o nei termovalorizzatori. Tradotto in parole semplici: ”Usa e getta”. A causa di questa politica di sfruttamento della natura oggi ci troviamo con l’inarrestabile deforestazione del pianeta, con spazi verdi coperti di cemento, con campagne avvelenate, deserti che avanzano, fiumi inquinati, arcipelaghi di plastica in tutti gli oceani e con una crescita preoccupante della fame nel sud del mondo. 

Cosa fare allora? Non bastano più le campagne di sensibilizzazione sulla conservazione dell’ambiente, le crociate contro l’estinzione delle tigri o dei rinoceronti, contro lo sterminio delle balene e delle foche, serve qualcosa di più radicale e, visto che l’economia lineare è alla base di tutto questo sfacelo planetario perché allora non cambiare il concetto di economia stessa passando da quella lineare, usa e getta, a quella circolare. La natura nella sua saggezza ci insegna che nel suo mondo nulla finisce “in discarica” perché tutto viene riutilizzato in un circuito virtuoso che consente agli ecosistemi naturali di prosperare indisturbati nel tempo, senza apporti esterni. 


Questo per noi umani si può tradurre in Economia Circolare. Pensiamo quindi che aldilà degli slogan, dei film documentari, delle marce per la natura e delle pubblicazioni verdi, oggi serve seppellire l’economia lineare e accendere quella circolare. Di questo, finalmente, se ne sono accorti politici, industriali, economisti, sociologi e la stessa gente comune, da qui la nascita di movimenti specifici, di progetti socio-economici nuovi, della richiesta di molte aziende di passare all’economia circolare.

Filippo Mariani

domenica 1 ottobre 2017

Spilamberto, 1 ottobre 2017 - Most cot - Museo delle erbe palustri di Bagnacavallo


L'immagine può contenere: una o più persone

Non sono spesso presente alle manifestazioni che si svolgono a Spilamberto, per vari motivi, ma questa , "Most cot" non me la perdo mai. Siamo ormai in autunno, come ho già detto varie volte, per me la stagione della malinconia, ma passeggiare per le strade del paesello che mi ospita ormai da 17 anni (!), in mezzo ai profumi del mosto che bolle nei calderoni dei diversi comuni che partecipano all'evento, dei saponi e degli olii essenziali di qualche bottega erboristica, alle macchine agricole d'epoca che funzionano, queste mandando miasmi irrespirabili (ma sono troppo simpatiche), ai sorrisi delle persone, alle varie curiosità esposte, rallegra l'animo, in quello spirito che conosciamo bene, per cui d'autunno si raccolgono e si lavorano gli ultimi frutti (e qui regna il mosto di lambrusco o altri vitigni per la produzione del balsamico). In due giorni ci sono stata ben quattro volte, due al mattino e due al pomeriggio, a volte con amiche (Grazia, Antonella), più spesso da sola. 

Stamattina, 1 ottobre,  sono rimasta incantata davanti allo stand del Museo delle erbe palustri di Bagnacavallo. Non era una novità, ma le altre volte forse mi ero soffermata di più su altre cose. Mi sono fermata a lungo ad osservare le abili mani di diverse signore che intrecciavano borse e impagliavano sedie. Facevano dei lavori meravigliosi, come raramente se ne vedono e vedere come vengono creati dava ad essi molto maggior valore. 

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta

Ho parlato a lungo con una signora gentilissima e bella che mi ha raccontato quanta passione c'è attorno a questo museo, che è unico in Europa ed accoglie sempre tantissimi visitatori, più stranieri che italiani. Il problema per loro è reperire la materia prima, con le bonifiche, queste piante si sono molto diradate. Lavorano molto anche con le scolaresche e i bambini sono sempre felicissimi di visitarlo e di fare con le loro manine, piccoli manufatti. 

Mi riprometto di andarci senz'altro, magari nella bella stagione. La signora, dall'accento straniero (sembrava anche dall'aspetto sudamericana), mi ha detto invece di essere dello Sri Lanka, ma di essere in Italia da tantissimo tempo. Era venuta con il marito, italiano, che lavorava nel suo paese per conto dell'ENI, per la fabbricazione dell'unica raffineria di quel paese.

Che bello!

Nel pomeriggio ci sono voluta tornare per poter scattare qualche foto e riprendere qualche video...

Caterina Regazzi

Immagine correlata

Album fotografici e video:

Ca' Lamari di Montecorone di Zocca: "Festa della luna" del 7 - 8 ottobre 2017


Immagine correlata

Ca' Lamari di Montecorone di Zocca "Festa della luna"    7-8 ottobre 2017
 
Sabato 7ore 14.30  -  Cerchio di presentazione e progetti condivisi
  "   16.00  - 17.00    Monica Gatti vi condurrà alla VISION BOARD (vedere allegato )
       Tempo libero
  "   18.30   Si cucina insieme, a scelta integrare con cibo portato da casa.
  "   20.00   Cerchio intorno al fuoco con musica e canti. A piacere portare uno strumento musicale.

Domenica 8
ore    9.30 - 10.30  Yoga con Pietro                   
  "    Tempo libero
  "    13.00    Pausa pranzo a scelta integrare con cibo portato da casa
  "    15.30 - 16.30   " Caccia al tesoro " proposta da Maria Bignami
  "    Tempo libero
  
"    18.30 -  Riepilogo dell'evento saluti con baci e caldi abbracci.
  "    20.00 -  Per chi resta, Alessio propone un filmato che si scopre al momento.
 
Chi vuole può portare cose o indumenti per fare baratti.
 
La partecipazione a tutti gli eventi è a contributo libero consapevole.

 Risultati immagini per ca lamari montecorone
IMPORTANTE    Per agevolare la raccolta delle castagne che cadono sulla strada, Monica ha chiesto gentilmente, di lasciare l'auto nel cortile della casa prima di Cà Lamari, oppure in Via Tintoria e fare una passeggiata a piedi. Ringrazia.
 
E' gradita la conferma della tua presenza   Pietro Tel 059 989639   cell. 3402148222 mail gulpolama@gmail.com
oppure Maria 059 795841  mail casavaldisasso@alice.it 
Grazie
Pietro e collaboratori.
 
           
Maria Bignami
Casa Val di Sasso
Via Castellino,381
41052 Guglia (MO)
tel. 059 795841
casavaldisasso@alice.it

sabato 30 settembre 2017

Lettera aperta al presidente della CEI, da parte di ''Noi siamo Chiesa'' - Per la pace nel mondo


Risultati immagini per no alla guerra nucleare

A Sua Em. Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI
e  pc  Ecc. Vescovi membri del Consiglio Episcopale Permanente - Roma

Caro fratello Presidente dei Vescovi italiani,
siamo come costretti a rivolgerci a Lei, e a tutti i suoi confratelli Vescovi, per parlare di una questione che interpella nel profondo la nostra coscienza cristiana.
I fatti, in sintesi, sono questi. Sull’umanità tutta, dopo Hiroshima e Nagasaki, incombe il rischio della catastrofe nucleare. Esso non si sta riducendo ma il perdurare di questa situazione gravissima ha creato, progressivamente nel corso dei decenni, assuefazione, passività, e, quasi, dimenticanza. Sembra la meno importante delle questioni presenti all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni.
Tuttavia, pur non divenendo movimenti di massa, combattive iniziative di contrasto sono continuate in tutto il mondo negli anni, soprattutto da parte di organizzazioni pacifiste e della società civile. Ad esse si sono uniti molti Stati, quelli senza armi nucleari, per pretendere quello che il buonsenso e la ragionevolezza chiedono, cioè la cancellazione dalla storia dell’umanità di questo incubo oscuro e troppo esorcizzato. Ma l’attuale direzione di marcia è invece un’altra. La progressiva riduzione e successiva eliminazione delle armi nucleari, pur prevista dall’art.6 del Trattato di non Proliferazione del 1968, non è quasi mai iniziata. Al contrario, dopo una ben modesta riduzione negli anni ’90, assistiamo ora a una modernizzazione di queste armi che aumenta la loro potenza nel contesto di un aggravamento continuo delle tensioni di ogni tipo nelle relazioni internazionali.
Ma ora c’è un fatto nuovo, diretta conseguenza della tenacia di chi vuole opporsi alla minaccia della possibile catastrofe. Dopo che il Parlamento europeo aveva votato a grande maggioranza un forte auspicio per l’apertura di trattative, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 23 dicembre del 2016 ha convocato una Conferenza internazionale che si è conclusa il 7 luglio 2017 con l’adozione di un “Trattato sul divieto delle armi nucleari”, giuridicamente vincolante, che entrerà in vigore dopo la ratifica di almeno 50 Stati. Esso prevede anche “trattative su misure efficaci per la cessazione della corsa agli armamenti nucleari e per il disarmo nucleare”. Si dice inoltre che è proibita la “minaccia d’uso” delle armi atomiche, raccogliendo così molte delle istanze della società civile internazionale. Viene in tal modo bocciata la logica della deterrenza, cioè l’equilibrio del terrore – che non impedisce per niente la guerra nucleare per errore, incidente, sabotaggio o per decisione criminale di chi può disporre delle armi. Gli Stati che hanno votato l’adozione del Trattato sono 122; gli Stati nucleari non hanno partecipato alla Conferenza, così come i loro alleati, tra cui il nostro. L’Italia dopo aver condiviso in dicembre all’ONU la proposta della Conferenza, ha poi fatto marcia indietro in modo oscuro, ritirando il proprio voto, senza dare spiegazioni di qualche minima credibilità.
La logica e il potere delle strutture militari fanno ogni resistenza a questo Trattato. Sul fronte opposto si è levata l’alta voce di papa Francesco che ha scritto una lunga e impegnativa lettera alla Presidente della Conferenza Elayne Whyte Gòmez dicendo, tra l’altro: “Questa Conferenza intende negoziare un Trattato ispirato da argomenti etici e morali. Si tratta di un esercizio di speranza e mi auguro che possa rappresentare anche un passo decisivo nel cammino verso un mondo senza armi nucleari. Sebbene questo sia un obiettivo di lungo periodo estremamente complesso, non è al di fuori della nostra portata”. Il Vaticano ha immediatamente firmato il Trattato il 20 settembre, giorno di inizio della raccolta delle adesioni. E il 26, giornata mondiale dell’ONU per il disarmo nucleare, papa Francesco ha diffuso il seguente tweet: “Impegniamoci per un mondo senza armi nucleari, applicando il Trattato di non proliferazione per abolire questi strumenti di morte.”
Nel nostro paese, mentre ogni organizzazione pacifista è impegnata, i mass-media hanno censurato l’informazione (salvo rare eccezioni, tra queste l’Avvenire) e il Parlamento ne ha discusso, con inaccettabile ritardo, alla fine di luglio in sbrigative sedute di basso livello, senza che il governo motivasse veramente la sua posizione. Di fatto la presenza di armi nucleari sul nostro paese (ad Aviano e a Ghedi) e la logica degli schieramenti militari internazionali paralizzano ogni riflessione fondata sull’interesse vero del nostro paese e dell’intera comunità internazionale.
A partire dalla nostra fede, noi ci sentiamo coinvolti in una questione che attiene al senso stesso della nostra civiltà. Che fare? Abbiamo pensato che le nostre parrocchie, le nostre associazioni, i nostro movimenti debbano diventare più consapevoli e poi mobilitarsi perché il nostro paese non sia più assente. Si tratta di una mobilitazione che può essere condivisa da tutti nel nostro mondo cattolico, può contribuire molto a creare una nuova generale consapevolezza dell’opinione pubblica, coinvolgendo credenti e non credenti e superando gli schieramenti politici. L’obiettivo concreto e immediato è quello di ottenere che la nostra Repubblica, quella dell’art.11 della Costituzione, partecipi a questo tentativo sulla strada della pace, anzitutto aderendo al Trattato e diventando anche, in tal modo, punto di riferimento per altri paesi in una condizione analoga alla nostra di oggi.
Caro Mons. Bassetti, da Lei e dai vescovi speriamo e attendiamo un contributo decisivo per un vero movimento d’opinione nel senso che abbiamo proposto. Lo chiede la nostra coscienza che si ispira all’Evangelo.
Un fraterno abbraccio nella pace del Signore

Milano, 26 settembre 2017, giornata mondiale dell’ONU per il disarmo nucleare

Noi Siamo Chiesa

Risultati immagini per giornata mondiale dell’ONU per il disarmo nucleare

Primi firmatari

Francesco Cesarini-Milano
Luigi Pasinetti-Milano
Vittorio Possenti-Milano
Vittorio Bellavite-Milano
Enrico Peyretti-Torino
Luigi Frey –Milano
Giuseppe Goisis-Venezia
Bruno Musso-Torino
Claudio Ciancio-Torino
Antonio Brenna-Milano
Paola Zerbini-Milano
Piero Giorgi-Gargnano 
Sandro Bellavite- Milano
Rita Rosati-Bruxelles
Silvia e Gianluigi Prestini-Lesmo (Monza)
Tommaso Eccher-Milano
Vivina Rossi-Milano
Carmelo Vigna-Milano
Dora Marucco-Torino
don Carlo Prezzolini-Siena
Vincenzo Meale-Roma
Fabrizio Truini-Roma
Adriana Beltrame -Lecco
Andrea Cesarini-Milano 
Luigi De Carlini – Lecco
La raccolta delle adesioni è appena iniziata

Per adesioni, informazioni e contatti :

Luigi De Carlini
tel. 0399669925 cell. 3701208959, Nava, 23886 Colle Brianza (Lecco)

Andrea Cesarini

venerdì 29 settembre 2017

Firenze - Tenuto un convengo pacifista affinché l’Italia firmi il trattato antinucleare


Convegno a Firenze perché l’Italia firmi il trattato antinucleare
(Foto di Pressenza)

In occasione della giornata internazionale per l’abolizione delle armi nucleari la VII commissione del Comune di Firenze ha organizzato, nella splendida cornice del Palagio di Parte Guelfa,  un convegno dal titolo “Il nuovo trattato di proibizione delle armi nucleari approvato dall’ONU; una nuova possibilità per eliminare le armi nucleari”. Una ulteriore occasione di parlare di un tema poco trattato ma della massima importanza nel momento attuale, sia dal punto di vista politico che culturale, come hanno sottolineato tutti gli intervenuti.
Nell’introdurre i lavori Serena Perini,  Presidente della Commissione (dedita alla pace, ai diritti umani, alle pari opportunità e all’immigrazione) ha ricordato la vocazione pacifista di Firenze, risalente al Sindaco La Pira, e la recente approvazione all’unanimità di una mozione del Consiglio Comunale che invita il governo a collaborare attivamente al processo di disarmo culminato con l’approvazione del Trattato di Interdizione delle Armi Nucleari a New York il 7 Luglio.
Hanno preso poi la parola i relatori, di fronte a un pubblico attento e partecipe: la Prof. Enza Pellecchia, dell’Università di Pisa, ha ricordato le toccanti parole dei superstiti di Hiroshima, volendo con questo sottolineare che la concreta possibilità esiste e che consiste in un’azione deliberata dei governi o dei terroristi o anche in un errore o incidente; continuare col le armi nucleari significa chiudere il futuro perfino alle future generazioni, levandogli il diritto a vivere; Angelo Baracca, Professore di Fisica e militante antinucleare della prima ora, ha ricostruito la storia poco conosciuta del conflitto tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, continuando con la necessità del comprendere l’inutilità e l’assurdità del concetto di deterrenza; solo un’azione incisiva e unitaria delle forze antinucleari e della società civile può riportare alla ragione una politica sempre più irragionevole e pericolosa; Joachim Lau, Presidente di IALANA Italia (Associazione Internazionale Avvocati contro le Armi Nucleari) ha sottolineato la portata storica del Trattato firmato a New York rivendicandone il merito agli stati che l’hanno promosso ma soprattutto alla società civile internazionale; da uomo di legge ha sottolineato il fatto poco noto che esistono tutte le leggi internazionali e nazionali per Pprocessare Trump per il suo discorso di istigazione al genocidio, fatto recentemente all’ONU.
Primo interventi dal pubblico quello di Giuseppe Padovano, del Comitato No Guerra No NATO,  che ha ricordato la gravità delle recenti dichiarazioni della NATO in occasione della prima tornata di firme del trattato lo scorso 20 settembre a New York, dichiarazioni che chiedevano la non collaborazione degli stati membri in un tono decisamente minaccioso e ricattatorio.
(Pressenza - Inviato da Lista Disarmo Peacelink)

giovedì 28 settembre 2017

Bologna - Festival francescano con panini alla mortadella e tagliatelle al ragù


Risultati immagini per Bologna - festival francescano in piazza grande

23/24 settembre 2017. Week end di inizio autunno in Piazza Maggiore a Bologna... in quella piazza affascinante della canzone di Lucio Dalla (Piazza Grande). Venite a visitarla se non la conoscete già bene, magari alla sera con le sue luci fioche che lasciano spazio alla fantasia e ai segreti della cattedrale e dei palazzi... 

C'era una grande festa in Piazza Maggiore in questo week end di inizio autunno. Un festival pieno di gente, con i tendoni, gli stand, le musiche, le conferenze, i libri... e con l'angolo del ristoro che offriva a piene mani panini ripieni di affettati e piatti di pasta con il tradizionale ragù alla bolognese.

Beh, tutto normale il punto ristoro, no? Dappertutto in occasione di feste, eventi, manifestazioni varie si predispongono panini tipo Mac Donald e piatti tradizionali... qui a Bologna primeggiano le tagliatelle al ragù di carne... cosa c'è di più gradito al pubblico?
Perché allora soffermarmi sull'offerta gastronomica di questo festival, perfettamente in linea con quello che piace e si aspetta il pubblico?

Un motivo c'è che mi spinge a fare queste riflessioni “fuori dal coro” e lo capirete al volo ora che vi svelo a chi era dedicato questo festival di fine estate in Piazza Maggiore: a San Francesco. Proprio lui. L'evento si chiamava “Festival Francescano”. Una bellissima idea. Portare in piazza questa figura così amata, con l'obiettivo scritto su uno striscione a grandi lettere: “far conoscere e attualizzare i valori di Francesco d'Assisi”.

Risultati immagini per Bologna - festival francescano in piazza grande


Pensavo, girando fra gli stand di libri, gli spazi per le conferenze e i dibattiti, i video, le musiche... tante cose interessanti per farci riflettere e per far calare nella nostra quotidianità gli esempi della vita di Francesco d'Assisi... pensavo, ma..., non era lui che amava la natura in modo semplice e con tutto se stesso? La natura, il Creato... tutti gli esseri viventi, anche gli animali... è proprio lui che viene raffigurato insieme a un lupo, per dire, forse, che la pace tra gli uomini dovrà passare attraverso la pace con la natura. Il rispetto per il Creato, l'amore per tutti i suoi esseri viventi.
Ora ho svelato il segreto che mi ha spinto a scrivere questi pensieri, e voi lo avrete capito: ero lì davanti allo stand gastronomico con la cuoca che mi voleva convincere della bontà della sua mortadella, nonché del ragù di manzo misto al maiale.
Ma, la carne del maiale o del bovino da dove viene? Non se lo chiede nessuno fra quanti girano fra gli stand del festival ascoltando dibattiti sulla pace, sull'inquinamento, sui consumi e il riscaldamento del pianeta?
Allora, a costo di mettermi in una posizione sgradevole, vi dico la cosa che in fondo tutti sanno ma non vogliono né parlarne, né pensarci e tanto meno porsi problemi di coscienza: la carne che state gustando in questo festival dedicato a Francesco d'Assisi proviene da allevamenti industriali, dove le condizioni della vita degli animali sono spaventose... descrivere queste condizioni equivale a un film dell'orrore.
Accostate per un attimo la figura di Francesco d'Assisi con il suo Cantico delle Creature a questi macelli industriali, immaginatelo che osservasse gli animali ingabbiati, ingrassati artificialmente, riempiti di ormoni... ridotti allo stato di macchine... Cosa ci direbbe oggi? Ve lo lascio immaginare. Secondo me, il nostro Francesco non ci avrebbe fatto sentire in colpa per il fatto che gustavamo con piacere gli affettati e i condimenti di carne, ma col suo fare semplice e disarmante ci avrebbe parlato al cuore, fatto emergere la nostra sensibilità, insegnato a diventare consapevoli, a rispettare tutte le forme di vita... Facendo anche un piccolo miracolo, che nel prossimo “festival francescano” gli organizzatori avrebbero realizzato un punto ristoro tutto vegetariano-vegano.

Lorenzo Saredo

Risultati immagini per Bologna - Festival francescano con panini alla mortadella e tagliatelle al ragù

(Fonte: 
Uqbar Love)

martedì 26 settembre 2017

Sant’Antonio da Padova e dintorni… - "Spaccato di memorie sull’assurdità delle origini…."


"Spaccato di memorie sull’assurdità delle origini…."

Siccome non so che dire, oltre a raccontare qualche avventuretta  o parlare di qualche amico incontrato per strada, per ampliare il discorso vi racconterò del santo. Il santo ovviamente è Antonio da Padova, mio protettore di famiglia da parte di madre e grande esempio di “uomo di Dio con le palle”. Sì, Antonio protegge la mia famiglia da tempo immemorabile, quella parte di famiglia materna che è originaria dalla bassa padana, da Bagnoli di Sopra.  Il mio secondo nome è Roberto, come mio nonno materno Roberto Tirabosco,   e sia lui che mia nonna Santina  e mia madre Giustina  sono stati devoti del santo.  Durante le mie visite infantili a questo ramo della mia ascendenza padovana, venni spesso condotto nella basilica a pregare ed osservare…. Così sono rimasto affezionato a Sant’Antonio e ben feci poiché proprio per merito suo (nel rispetto umano di non volermi sentire a lui inferiore) ho smesso completamente di bere e di fumare senza sforzo alcuno (se non il vedermi tentato diabolicamente dal vizio e sorriderne…).

E proprio per onorare il santo ho scritto alcuni pensierini, a lui rivolti  ma per interposta persona, indirizzandoli ad una cara amica, Antonella, sua omonima femminile.

“Hai visto Antonella come ci siamo virtualizzati? La nostra è una continua ricerca nel pensiero. Oggi ho capito che nella nostra esistenza “rincorriamo” -cercando di afferrarlo- il presente. C’è una continua corsa, ma è solo apparente, dovuta all’attenzione che poniamo nel particolare, questa attenzione ci da l’illusione di divenire consci del nostro presente, di tutto ciò che ci circonda, essendo in grado di descriverlo ed inserirlo in “memoria”. Il conosciuto così insegue di pari passo lo sconosciuto e l’inconoscibile…. che rimane un concetto astratto, un’ipotesi od una interruzione. Quindi è solo questo “rincorrere” che consente alla nostra attenzione di fermarsi e conoscere. Questo meccanismo della conoscenza empirica si muove su un doppio binario: il presumere, che corrisponde alla proiezione del pensiero, e la conoscenza, che corrisponde alla memoria. Ed è proprio questo processo psicologico funzionale della mente che ci concede di affermare di esser vivi (in un corpo-forma e consapevoli dell’immanente). Altrimenti l’esperienza sarebbe un continuum ininterrotto senza incidenti di percorso né aspettative di raggiungimento, queste sensazioni sono possibili perché c’è appunto l’identificazione con una specifica coscienza individuale, che “osserva”. Tu, che sei la mia stessa mente, ti prego guarda per me, guarda attentamente quanto io non oso osservare e descrivilo...”.

Paolo D’Arpini

Risultati immagini per paolo d'arpini