Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 9 ottobre 2015

“Re.love.tion" per la pace e l'ecologia profonda




....E nacquero  i primi centri di ricerca e di studio per la pace,
chiari segnali per una vera e propria rivoluzione culturale che ho
denominato tempo fa revoluzione in inglese suona ancora meglio
re-love-tion ho scritto un quaderno con le cosiddette azioni della
gioia per una educazione alla pace. 


Cultura della guerra nel senso che veniva considerata intrinseca alla natura umana che dava valore alla guerra considerandola positiva e promuovendola tessendo lodi e miti sui suoi personaggi poemi e monumenti ai caduti giornate della memoria ecc. 

Ancora oggi viene insegnata nelle scuole una storia imperniata
attorno alle guerre. si da ampio spazio a figure storiche di
condottieri generali eroi di guerra e poco a personaggi che hanno
promosso nel mondo l'idea della non violenza Mandela Luther King
Gandhi. a seguito di suddetti mutamenti gli studi per la pace la
guerra e il conflitto e la violenza stanno sempre orientandosi verso
approcci interdisciplinari scienze politiche discipline sociologiche
psicologiche pedagogiche antropologiche studiando la stretta
connessione di come i gruppi rispondono al conflitto e alla violenza
in stretta connessione con le loro culture e religioni.

Un ulteriore cambiamento risiede nel passaggio dal concetto di pace
negativa, la cessazione della violenza, a quella di pace positiva, le
condizioni che eliminano le cause stesse della violenza. grazie a
questi cambiamenti di prospettiva e alla visione olistica che li
ispira vengono ad essere ricomprese nel campo degli studi per la pace
tutte le forme di violenza da quelle inerenti le relazioni tra stati
etnie culture a quelle interpersonali fino alle violenze perpetrate
nei confronti dell ambiente dalla deforestazone all'inquinamento degli
ecosistemi fino alla cementificazione e al consumo eccessivo delle
risorse.

attraverso l'educazione alla pace e’ infatti possibile sviluppare
migliori competenze comunicativo relazionali aprirsi a sistemi
culturali differenti da quelli di origine cambiare gli atteggiamenti e
le credenze riguardo alla violenza incentivando quelli sulla
collaborazione e cooperazione…

Anche nelle fiabe dopo la risoluzione dei conflitti ci si racconta che
i personaggi vissero felici e contenti ma non ci si spiega maionesi fa
così nei libri dopo tante pagine di guerra ci si dice che e’ stata
siglata la pace ma si gira pagina e inizia una nuova guerra e non si
parla mai di cosa si fa durante la pace, di come si può fare per
mantenerla. una psicologa sarda ha scritto un bellissimo libro a
riguardo che si chiama le costellazioni della gioia. ora siamo sullo
steccato e guardiamo dall altra parte e stiamo guardando quello che
ce’. a riguardo ho tantissimo altro materiale ora mi fermo.

Ferdinando Renzetti




Bibliografia:

CIRPAC

centro internazionale di ricerca per la pace

letture consigliate per una educazione alla pace

re nudo (rivista)

le fiabe italiane di calvino

le costellazioni della gioia

la rivoluzione del filo di paglia

il rito del te

giovedì 8 ottobre 2015

Tratto Spilamberto - Modena, 14 e 15 ottobre 2015 - “Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi”


La società civile per cambiare clima della Terra

14- 15 ottobre 2015 a Spilamberto e Modena

E' partito da Piazza San Pietro il 30 settembre e il 14 e 15 ottobre passerà da Spilamberto e Modena “Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi” il Pellegrinaggio organizzato e promosso, per la tratta italiana, da FOCSIV – Volontari nel Mondo con la collaborazione della Coalizione Italiana per il Clima.

A quasi due mesi dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima COP21 di Parigi, durante la quale tutti i Capi di Stato e di Governo, a venti anni dagli Accordi di Kyoto, saranno chiamati a sottoscrivere un accordo costruttivo, vincolante e universale sulla questione dei cambiamenti climatici e del riscaldamento del Pianeta, e come ringraziamento per l'Enciclica di Papa Francesco “Laudato Si'”, il Pellegrinaggio  vuole essere il veicolo, a partire dai territori, dalle realtà sociali e dalle comunità, per esprimere un messaggio pacifico di preoccupazione verso gli effetti dei cambiamenti climatici sul futuro delle popolazioni più povere e vulnerabili, dell’umanità e del Pianeta.
 "Ogni passo conta.” 1200 chilometri sulle strade italiane, molti dei quali percorsi a piedi da 30 pellegrini provenienti da Filippine, Stati Uniti, Inghilterra, Francia ed altri paesi in cammino verso Parigi.


Overseas Onlus, Legambiente Modena e la Parrocchia di Spilamberto supportano i pellegrini in questa tappa, perchè come ci ricorda Ghandi, grande camminatore, dobbiamo essere noi il cambiamento che vogliamo. E il pellegrinaggio rappresenta uno strumento potente per cambiare i nostri stili di vita e le strutture economico-finanziarie che alimentano un sistema insostenibile.


Tutti possono aderire, partecipare e condividere il pellegrinaggio e i suoi messaggi aggregandosi a Yeb Sano e ai pellegrini anche solo per pochi chilometri o per una tappa.

A Modena incontreremo i pellegrini in un evento pubblico alle ore 21
presso la sede di Legambiente Modena
Strada San Faustino, 155/U

"Verso COP21: in marcia per il clima e per il futuro del Pianeta"

 Ne parliamo con:
Dott. Silvio Gualdi, Centro Euro-Mediterraneo Cambiamenti Climatici
Yeb Sano, Promotore del pellegrinaggio ed
ex negoziatore filippino sul cambiamento climatico
Dott. Luca Lombroso, divulgatore ambientale meteorologo all’Osservatorio geofisico del Dipartimento di Ingegneria
Con la partecipazione di:
On. Edo Patriarca, Presidente CNV e Gianfranco Cattai, Presidente Focsiv
Guerzoni Giulio,  Assessore all’Ambiente e alle Politiche energetiche


in qu

Per informazioni e per collaborare e partecipare alle tappe di Spilamberto e Modena
 trovate le informazioni sul sito di Overseas Onlus, sulla pagina FBoverseas@overseas-onlus.org


Per informazioni su COME, DOVE E QUANDO PARTECIPARE al cammino contattate:

Daniela Finamore: incamminoversoparigi@focsiv.it

Per sostenere il Pellegrinaggio http://www.retedeldono.it/it/ognipassoconta

Il Pellegrinaggio è sul sito FOCSIV, sulla pagina facebook e il profilo twitter


​


mercoledì 7 ottobre 2015

Roma, 12 ottobre 2015 - Conferenza per una moratoria del cemento



La Rete dei Comitati e il Forum Salviamo il Paesaggio di Roma e del Lazio
invitano
Lunedi 12 Ottobre 2015 alle ore 12.00
Sala del Carroccio in Campidoglio
per illustrare il documento inviato al Sindaco, alla Giunta e a tutti i consiglieri di Roma Capitale il 6 Luglio 2015.
Nel testo si chiede la moratoria del cemento per fermare la continua espansione urbanistica, incontrollata e caotica che devasta ciò che rimane dell’Agro Romano e di centinaia di ettari di suoli fertili, liberi, aree verdi e interstiziali della città consolidata.

Per questo motivo si elencano alcune proposte prioritarie:
1) cancellare dalle Norme Tecniche del Piano Regolatore Generale (PRG) le compensazioni e gli Accordi di Programma;
2) mettere in sicurezza il territorio con interventi mirati a combattere il dissesto idrogeologico;
3) censire, recuperare e mettere a disposizione l’enorme patrimonio edilizio abitativo sfitto;
4) intervenire immediatamente nei riguardi della truffa dei Piani di Zona (PdZ) con l’applicazione delle sanzioni e l’acquisizione degli edifici al patrimonio comunale, considerato il non rispetto della legge 167/62.

PER INFO e COMUNICAZIONI :
Gualtiero Alunni 333 2152909 - 338 1137155
Lorena Timi 329 8578433

martedì 6 ottobre 2015

Parco Nazionale dello Stelvio - Protesta contro l'uccisione di ungulati




Scrivete anche voi  una lettera di protesta contro l'uccisione 
prestabilita, mediante caccia, di cervi adulti e cuccioli che avviene 
nel Parco nazionale dello Stelvio a partire da ottobre 2015 (ma che si è 
svolta anche nel 2014).


Si può vedere qui il protocollo d'intesa che decide la strage di 
ungulati nel parco nazionale dello Stelvio e nel comprensorio alpino 
Alta Valtellina:
http://www.caccialtavaltellina.it/media/user_attachments/PNS2014.pdf

La motivazione ufficiale è quella di tenere sotto controllo la 
popolazione dei cervi, cosa che comunque non si ottiene di certo 
attraverso la caccia, ma la reale motivazione è come al solito di 
lasciare la strada libera ai cacciatori.


(Segnalazione di Rosaria - naifrosaria@libero.it)

Scriviamo a:

info@stelviopark.it, info.bz@stelviopark.it, info.lo@stelviopark.it, 
info.tn@stelviopark.it, informazioni@provinciasondrio.gov.it, 
presidente@provincia.tn.it, presidenza@provincia.brescia.it

Messaggio-tipo, che si può personalizzare (mettete in fondo nome e cognome):

----------------------

Al Consorzio Parco Nazionale dello Stelvio
Al Comitato di gestione per la provincia autonoma di Bolzano- Alto Adige
Al Comitato di gestione per la regione Lombardia
Al Comitato di gestione per la provincia autonoma di Trento
Alla Provincia di Sondrio
Al Presidente provincia di Trento
Alla Presidenza provincia di Brescia

Buongiorno,

scrivo per unirmi alla richiesta di tante persone da ogni parte d'Italia 
di fermare la strage di cervi nel Parco dello Stelvio e nel comprensorio 
alpino Alta Valtellina, chiamata, con un vergognoso eufemismo, "prelievo".
Uno scempio ambientale e una ingiustificabile violenza contro animali 
indifesi, all'unico scopo di fare un favore ai cacciatori e incentivare 
il mercato di carne di cervo, dato che è ben noto che non è con la 
caccia che si mantiene il controllo numerico di una popolazione di 
animali selvatici.


Il protocollo d'intesa vigente autorizza di fatto una violenza estrema 
sugli animali, una vera tortura, dato che spesso gli animali feriti non 
muoiono subito, ma agonizzano per lungo tempo. Se si considera che tra 
le vittime vi sono anche cuccioli, si tratta di un'azione ancora più 
abbietta, che la stragrande maggioranza degli italiani non approva e non 
giustifica.


Oltre alla violenza cieca, che le istituzioni non dovrebbero mai 
autorizzare, tanto meno promuovere, vi è la considerazione che queste 
uccisioni non fanno altro che peggiorare la situazione di densità di 
popolazione, in quanto causano un aumento del tasso riproduttivo. Si 
rischia inoltre di destabilizzare le popolazioni dei predatori naturali 
appena reintrodotte (lupo).
Non è possibile che si debba mettere a repentaglio la tranquillità di un 
ecosistema.


Chiedo un blocco immediato delle uccisioni e la realizzazione di 
pratiche incruente, senza uccisioni, qualora davvero il numero di 
animali andasse ridimensionato.


Le istituzioni hanno il compito di promuovere azioni non violente e che 
rispettino il volere della maggioranza dei cittadini, non che facciano 
gli interessi di pochi.

In attesa di riscontro, porgo distinti saluti,
... nome cognome ...

lunedì 5 ottobre 2015

Da Brindisi a Minerbio un nuovo Gasdotto appenninico inutile, dannoso, costosissimo




Ai Ministri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e per i Beni Culturali, 
mi rivolgo a voi come cittadino, ex deputato e assessore regionale del Veneto.

Avrete già letto quanto vi riporto qui sotto, ma (si spera) repetita iuvant...
Le zone dell’Appennino centrale, di elevato valore ambientale e paesaggistico e a forte rischio sismico, sono poste in pericolo dalla realizzazione in progetto del gasdotto “Rete Adriatica” da parte del Gruppo Snam.
Nonostante la presenza del gas naturale sia già diffusa, per mere ragioni speculative (aumento della portata per la vendita nel resto d’Europa), si vuole a tutti i costi raddoppiare la rete di trasporto del gas da Brindisi (Puglia) a Minerbio (Emilia-Romagna).
Il tratto appenninico dell’Italia centrale è quello dal peggiore impatto ambientale e sui contesti socio-economici locali, la sua realizzazione farebbe perdere l’attrattiva turistica a zone ricche di natura, arte e cultura senza dare alcuna reale utilità alle popolazioni interessate. Infatti, i consumi di gas naturale in Italia sono diminuiti negli ultimi anni.
Infine, si tratta delle zone fra quelle di maggiore rischio sismico del territorio nazionale e del Continente europeo. Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal progetto di metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado.
Aveva ben compreso l’VIII Commissione permanente “Ambiente” della Camera dei Deputati che, con la risoluzione n. 7/00158 del 26 ottobre 2011, aveva impegnato il Governo alla radicale modifica del tracciato del gasdotto. Il Governo finora ha disatteso le indicazioni.
Proteste popolari, contestazioni da parte di tanti Enti locali, azioni legali di associazioni e comitati non smuovono finora gli intendimenti speculativi della compagine energetica, che, è bene ricordare, è di proprietà pubblica.
Mi appello a Voi, perché gli interessi alla tutela dell’ambiente, alla difesa delle economie locali, al patrimonio culturale siano tutelati 
e sia cancellata la previsione di questa opera  devastante, costosissima e priva di senso .
on. Michele Boato - 4 ottobre 2015

domenica 4 ottobre 2015

Viterbo - Una terra, una famiglia ed un mercato solidale


Visualizzazione di 15-09-28 Una Terra, una famiglia umana, tappa a Viterbo [1024x768].jpg

Il 1 ottobre 2015 hanno fatto tappa a Viterbo i partecipanti al pellegrinaggio Una Terra, una famiglia umana promosso per la tappa Italiana dal FOCSIV (Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) e partiti da Roma il 30 settembre e che hanno come tappa finale Parigi con lo scopo di richiamare l’attenzione sui drammatici effetti ambientali e sociali del cambiamento climatico che è sotto gli occhi di tutti.

Il movimento 5 stelle di Viterbo era presente con alcuni attivisti e col suo portavoce in consiglio comunale e ha presentato il progetto del Market solidale consegnando ai pellegrini nella persona della promotrice Nadia Gonnella un DVD nel quale è spiegato il progetto che, si spera, a breve l’amministrazione comunale andrà a realizzare.

Ricordiamo che il market solidale, recentemente approvato dal consiglio comunale in sede di discussione di bilancio, riguarda essenzialmente il recupero e la distribuzione gratuita di generi alimentari in scadenza, non vendibili, ma ancora utilizzabili a persone in difficoltà o individuate dai servizi sociali. Un piccolo esempio e contributo che speriamo, grazie ai pellegrini, di far arrivare fino a Parigi e perché no, nella speranza che qualcuno possa copiare l’idea e innescare un meccanismo virtuoso che punti a sprecare meno e ad aiutare chi è in difficoltà.


Movimento 5 stelle Viterbo


sabato 3 ottobre 2015

Napoli. 24 ottobre 2015 - Manifestazione Nazionale: No all’esercitazione militare NATO “Trident Juncture 2015”


NO ALLA NATO, ALLE AGGRESSIONI IMPERIALISTE
E ALLE SPINTE VERSO UN NUOVO SCONTRO MONDIALE
 
Le contraddizioni causate dal dominio capitalistico ancora una volta stanno producendo crisi economica, rafforzamento della competizione tra le grandi potenze, aggressioni dirette ed indirette ai popoli dei Paesi più deboli e rafforzamento del militarismo. Ancora una volta si stanno creando le condizioni per un nuovo conflitto mondiale che tutte le classi dirigenti dicono di non volere ma che rafforzano ogni giorno di più con le loro scelte economiche, politiche e militari.
Le potenze occidentali, con capofila gli USA, per quanto in competizione anche tra di loro, perseguono al momento una politica unitaria nei confronti delle potenze emergenti di Russia e Cina ma soprattutto nella manomissione e aggressione verso i Paesi più deboli. Di tale politica unitaria la NATO è il dispositivo principale: uno strumento di convergenza e di coordinamento degli interessi dominanti dell'imperialismo euro-atlantico, uno strumento offensivo al servizio delle mire espansionistiche ed interventistiche delle grandi potenze occidentali, a scala planetaria, che tanti disastri stanno provocando in giro per il mondo. Dalla ex Jugoslavia all’Afghanistan, dall’Iraq alla Libia, passando per il sostegno ai cosiddetti “rivoltosi” di Ucraina e Siria, la Nato ha seminato morte e distruzione contro popolazioni e Paesi che non rappresentavano nessuna minaccia per l’Europa e per gli USA. 
Ma il crescente militarismo, la corsa agli armamenti da esso indotto e la militarizzazione dei territori degli stessi Paesi facenti parte della NATO si rivela essere un potente strumento in mano ai governanti e alle classi dirigenti per disciplinare anche le proprie popolazioni, per imporre una gestione sempre più autoritaria delle istituzioni, per ridurre le possibilità di ribellarsi alle conseguenze della crisi ed alle politiche che l’accompagnano a difesa dei grandi poteri economici finanziari ed industriali.
Per tale motivo la lotta contro la NATO rappresenta uno dei nodi principali per contrastare il crescente militarismo, la politica di aggressione e le spinte verso una Terza guerra mondiale.
Dal 3 ottobre fino al 6 novembre si svolgerà in Italia, Spagna e Portogallo la «Trident Juncture 2015» (TJ15), definita dallo U.S. Army Europe «la più grande esercitazione Nato dalla caduta del Muro di Berlino». Con 36 mila uomini, oltre 60 navi e 200 aerei da guerra di 33 paesi (28 Nato più 5 alleati), questa esercitazione servirà a testare la forza di rapido intervento - Nato Response Force (NRF) - (circa 40mila effettivi) e soprattutto il suo corpo d’élite (5mila effettivi), la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), enfaticamente soprannominata “Spearhead” (punta di lancia), in grado di essere schierata in meno di 48 ore per rispondere “alle sfide alla sicurezza sui nostri fianchi meridionale e orientale”. In altre parole ad intervenire rapidamente, portando la “guerra preventiva”, ovunque si ritengono minacciati gli interessi occidentali estendendo, quindi, l’azione della Nato ad ogni angolo del mondo.La TJ15 sarà guidata dal Joint Force Command Brunssum (Olanda).
Parteciperanno all’esercitazione, oltre ad alcune tra le maggiori organizzazioni internazionali e governative, anche varie associazioni cosiddette umanitarie e diverse ONG, a dimostrazione della funzione collaterale alle politiche interventiste delle grandi potenze che molte di esse svolgono. Soprattutto vi parteciperanno le industrie militari di 15 paesi pronte a fare altri profitti fornendo le nuove armi di cui la Nato avrà bisogno.
Sebbene rappresenti un appuntamento decisivo per certificare le nuove strategie interventiste, Trident Juncture 2015 non è la sola grande esercitazione militare messa in campo dalla Nato.
Dall’“esplosione” della crisi ucraina le esercitazioni a ridosso dei confini russi sono più che raddoppiate. Decine di migliaia di uomini e centinaia di mezzi hanno partecipato alle manovre aereo-navali nel mar Nero, al largo delle coste sia di Romania e Bulgaria che della Georgia, nel mar Baltico, al largo della Norvegia e delle Repubbliche baltiche, rafforzando di fatto la presenza navale Nato. E ancora, esercitazioni terrestri in Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e nei Paesi baltici cui si sta accompagnando un crescente processo di riarmo con il trasferimento in questi Paesi di centinaia di carri armati, pezzi di artiglieria ed altri mezzi militari e l'avvio del programma di dispiegamento della cosiddetta “Difesa antimissile” in Polonia.
Una provocatoria stretta militare sulla Russia che, insieme alle pressioni sulla Cina con il dispiegarsi di mezzi militari nel Mar Cinese, aumenta il rischio di uno scontro diretto tra grandi potenze, portandoci dritti ad un nuovo conflitto militare internazionale.
Ma l’esercitazione è anche una prova di forza diretta a quei Paesi o pezzi di Paesi (ormai) riluttanti ad accettare supinamente il dominio dell’imperialismo. E’ di appena qualche giorno fa il minaccioso appello che i principali membri della Nato, Italia in primis, hanno indirizzato “a tutte le fazioni libiche” perché arrivino ad un “governo di concordia nazionale che, in cooperazione con la comunità internazionale, possa garantire la sicurezza al Paese(alias agli affari dei “nostri” imprenditori, al “nostro” petrolio, alle “nostre” coste) contro i gruppi di estremisti violenti che cercano di destabilizzarlo”. 
Un pretesto, quello del terrorismo e dell’ISIS, che, insieme alla lotta contro i trafficanti di esseri umani, serve a legittimare le guerre e le occupazioni militari in corso in alcuni Paesi e le nuove aggressioni, al Medio e Vicino Oriente come ai Paesi dell’Africa Nord e sub-sahariana. Il via libera alla missione navale EuNavForMed con cinque navi militari, due sottomarini, l’uso dei droni, tre elicotteri e un migliaio di soldati per bloccare la partenza dei migranti dalle coste libiche, è solo la fase preparatoria di un nuovo intervento in Libia di cui l’Italia si candida ad essere capofila. Così come l’annuncio da parte di Francia e Gran Bretagna dell’invio di aerei in Siria per bombardare ufficialmente le postazioni dell’ISIS, ma di fatto l’esercito siriano, è un salto di qualità in direzione di un’aggressione diretta alla Siria.
Come al solito le diplomazie dei governi occidentali si vestono da (presunti) pompieri dopo che hanno provveduto essi stessi ad appiccare l’incendio. Così ora si crea un allarme per l’arrivo di tanti immigrati come se le politiche di strozzinaggio e di rapina prima e di aggressione militare diretta ed indiretta poi, di cui sono stati artefici, non fossero la causa scatenante di questo enorme afflusso di immigrati. Così l’emergenza immigrati viene strumentalizzata per giustificare un ulteriore livello di militarizzazione e per creare consenso alle politiche interventiste facendo leva sulla più bieca propaganda razzista di cui in Italia è capofila la Lega di Salvini. Le orribili scene di morte, che, data la presenza dei  barconi, l’esercitazione nel Mediterraneo rischia di moltiplicare,  e la repressione di questi giorni verso chi fugge da guerra, fame e devastazione ambientale rendono ancora più doveroso uno schieramento netto al fianco degli immigrati ed una mobilitazione forte contro queste odiose campagne xenofobe. 
Opporsi alle esercitazioni per dire no alla politica di aggressione della Nato ed alla politica militarista del nostro governo è necessario.
Non possiamo essere complici della politica imperialista di distruzione e sfruttamento. Non possiamo più accettare che mentre ci chiedono continui sacrifici per “uscire dalla crisi economica”, mentre tagliano salari e pensioni, la sanità, la scuola, i trasporti, rendendo precaria la nostra stessa sopravvivenza, continuano a spendere miliardi per le spese militari che hanno ormai raggiunto cifre spaventose (la spesa militare italiana, secondo il SIPRI, nel 2014, è stata di circa 30 miliardi di dollari).
Non possiamo permettere che mentre si strozzano Paesi come la Grecia e si spendono centinaia di milioni per impedire l’arrivo dei migranti o per tenerli in lager come i CIE, ogni minuto si spendono nel mondo, con scopi militari, 3,4 milioni di dollari, 204 milioni ogni ora, 4,9 miliardi al giorno con il solo obiettivo di accrescere i profitti e difendere i privilegi delle classi dominanti.
L’esercitazione Trident Juncture 2015 vedrà il ruolo strategico del Jfc Naples, comando Nato (con quartier generale a Lago Patria, Napoli) agli ordini dell’ammiraglio USA Ferguson, che è a capo delle Forze navali USA in Europa e delle Forze navali del Comando Africa. Non è occasionale: il Jfc Naples, infatti, si alternerà annualmente con Brunssum (Olanda) nel comando operativo della Nato Response Force, confermando il ruolo decisivo di Napoli nelle strategie dei comandi militari.
E’ per questo che, a partire dalla Sicilia (dove il governo tenta d’imporre l’entrata in funzione del micidiale Muos a Niscemi), dalla Sardegna, da Poggio Renatico (Ferrara), da Pratica di Mare e Pisa, tutti coinvolti nell’esercitazione, proponiamo di costruire insieme una forte mobilitazione contro la Trident Juncture, la militarizzazione dei territori e le politiche di guerra, su tutto il territorio nazionale da far confluire in una manifestazione nazionale a Napoli il 24 ottobre.
Anche negli altri Paesi coinvolti dall’esercitazione - ad es., a Saragoza e Barbate, in Spagna - gli attivisti antimilitaristi hanno avviato una campagna di opposizione alle manovre Nato e stanno preparando mobilitazioni.
Lavoriamo sin da ora a coordinare le tante opposizioni che si daranno dentro e fuori dall’Italia per allargare e dare continuità ad un movimento contro la Nato e la guerra.
 
Napoli 24 ottobre 2015 Manifestazione Nazionale per dire:
•       No all’esercitazione militare NATO “Trident Juncture 2015”
•       No alle aggressioni militari e a qualsiasi ingerenza e manomissione portata avanti dalle potenze imperialiste
•       No alla militarizzazione dei territori, alle servitù militari e alla devastazione ambientale
•       No alle campagne razziste e xenofobe
•       Sì al diritto d’asilo europeo per tutti i profughi ed al diritto alla libera circolazione per tutti gli immigrati;
•       Sì al taglio delle spese militari e l’incremento delle spese sociali per: casa, lavoro, servizi sociali, reddito garantito, provvedimenti a difesa del territorio e dell’ambiente...
 
                                   
Per info, adesioni e contatti: 
 
Promotori:
Alex Zanotelli, missionario comboniano
Comitato Pace, Disarmo e Smilitarizzazione del Territorio - Campania
Rete Napoli No War
 
Prime adesioni collettive:
Assadakah; Alba informazione; Associazione "La Città Felice" di Catania; Associazione Claudio Miccoli; Associazione Asper-Eritrea; Biblioteca Ramondino e Newiller – Napoli; Centro sociale ex Canapificio di Caserta; Circolo Vegetariano VV.TT.; Cobas Napoli; Collettivo Comunista ( maxista-leninista) di Nuoro; Comitato BDS Campania; Comitato di sostegno alla resistenza palestinese- Napoli; Comitato Ucraina Antifascista di Bologna; Comitato Promotore coordinamento nazionale di solidarietà con il Donbasse e l’Ucraina antifascista; Confederazione Cobas Sicilia; Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia ONLUS; Comitato NO Base NATO Lago Patria; Comitato di base NoMuos/NoSigonella (Ct); Comitato No Muos No war di Piazza Armerina; Comitato No inceneritore San Salvatore Telesino; Comitato A Guardia dell'Ambiente Guardia Sanframondi; Comunità Palestinese della Campania; Cooperativa Sociale 'E Pappeci; Coordinamento campano per la gestione pubblica dell'Acqua; Coordinamento NoTriv Terra di Bari; C.S.O.A. Officina99-Lab.Occ.Ska; E la caserma crollò – Napoli; Ex Opg Occupato "Je so' Pazzo"; Esseblog; IPRI - Rete CCP (Istituto Italiano di Ricerca per la Pace  -  Rete Corpi Civili di Pace); Forum mediterraneoforpeace;L’amico dolce – gruppo di volontariato; Laboratorio Politico Iskra; Laboratorio Politico Kamo; Mensa Occupata; Mondo senza Guerre e senza Violenza; Movimento di lotta per il lavoro Banchi Nuovi; Movimento immigrati e rifugiati di Caserta; Movimento No Muos; Peacelink Campania; Peacelink Italia; Pax Christi Italia; Pax Christi Napoli; Partito della Rifondazione Comunista; Redazionewww.ildialogo.org (Giovanni Sarubbi – direttore); Radio Vostok; Red Link; Rete antirazzista catanese; Rete campana salute e ambiente; Rete dei Comunisti; Rete No War – Roma; Rete Radiè Resch – Gruppo di Salerno; Ross@; Scuola di Pace – Napoli; Si Cobas Napoli; Si Cobas Caserta; Sinistra anticapitalista Napoli; VAS (Verdi Ambiente e Società) NAPOLI; Laboratorio Zero81 - Napoli
 
Prime adesioni individuali
Alessandro Santoro - prete della comunità delle Piagge; Angelo Agrippa operatore culturale Napoli; Antonio Mangione giornalista Giugliano; Antonio Rega Giugliano; Antonella Santarelli, sociologo e scrittrice; Antonina Piras –Napoli; Antonio Mazzeo – mediattivista; Alfonso Pirozzi –Giugliano; Bruno Antonio Bellerate Professore- Rocca di Papa (RM); Celeste Bucci -Prignano Cilento; Tanio Uberto Gioino ingegnere Villaricca; Massimo Guida Padova; Claudia Berton, Verona (insegnante e scrittrice); Daniela Aluzzi impiegata Pozzuoli; Emanuela Maglione neuropsicomotricista Napoli; Fabrizio Cracolici - A.N.P.I. Nova Milanese (Monza e Brianza); Franceschino Nieddu  impiegato da Nuoro; Francesco Cacciapuoti studente universitario/attivista Movimento Polis; Francesco Perrotti –Napoli; Gianni Lixi Cagliari; Gigliola Izzo scrittora Lago Patria; Giuseppe Zambon Frankfurt; Guido Piccoli – giornalista; Luisa Cerqua agente di commercio Giugliano; Luigi Grillo- avvocato di Torre del Greco; Laura Tussi – PeaceLink; Maite (Maria Teresa Iervolino), Prc Napoli; Marcello Console, Lanciano; Milena Roberti insegnante Napoli; Ottavio Iommelli medico Napoli; Pasquale Pirozzi- Parete; Pietro Evangelista ricercatore Napoli; Roberto Sabia ricercatore Roma; Raffaele Gargiulo fisioterapista Napoli; Salvatore Giordano, sociologo, scrittore; Marco Armiero ricercatore Stoccolma; Gaia Parise Lago Patria; Luca Gatto Lago Patria
 
 
Prime adesioni di artisti
Associazione Illimitarte; Associazione Angeliblues; Capatosta; Juke Joint bb; Lino Vairetti musicista Napoli; Donato Corbo musicista Potenza; Lorenzo Federici musicista Napoli; Canio Loguercio artista Roma; Enzo Nini musicista Napoli; Brunella Selo musicista Napoli; Manuel Carotenuto musicista Napoli; Renato Federico musicista Napoli; Geremia Tierno musicista Napoli; Umberto Sirigatti musicista Napoli; Guido Migliaro musicista Napoli; Raffaele Cardone musicista Villaricca; Luciano Nini musicista Napoli; Maurizio Capone musicista Napoli; Daniele Sepe musicista Napoli; Rocco de Rosa musicista Roma; Gennaro Porcelli musicista Napoli; Mario Insenga musicista Arpino (Frosinone); Blue Stuff; Patrizio Esposito fotografo; Massimo Ferrante cantante-musicista; E Zezi Gruppo Operaio; Francesco Matarrese artista;