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In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

giovedì 20 agosto 2015

Salento Live - Notte della Taranta e favola della Xylella... - Appello a Luciano Ligabue special guest il 21 agosto 2015



L’accorato appello dal popolo dei salentini e degli amanti del Salento a Luciano Ligabue ospite attesissimo per il grandissimo evento del Concertone della
NOTTE DELLA TARANTA  del 21/08/2015 e a tutti gli altri cantanti, ballerini e musicisti:

gridate dal palco del Concertone inneggiando e levando al cielo rametti verdi d’Olivo:
«“Basta mistificazione pseudo-scientifica!”
“STOP FRODE XYLELLA”
via la motosega, i bulldozer e ogni agro-veleno dai sacri fortissimi ulivi
dell’agro foresta degli ulivi del Salento, sacro pluri-millenario Patrimonio di tutta l’Umanità!
Basta biocidi assurdi esecrabili ingiustificabili ed inammissibili contro la flora e fauna domestica e selvatica di questa terra, contro la salubrità per le persone, contro l’ economia della tradizione, con la scusa agro-terroristica dei naturalissimi patogeni!
BASTA
in nome di tutto ciò che è giusto!
W il Salento e tutto il sud Italia, che appartengono a chi li rispetta e a chi li ama!»


Con questo urgente comunicato stampa-lettera aperta, il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone, lancia un forte accorato appello nazionale ed internazionale a tutti i musicisti che parteciperanno al grande e bellissimo evento del Concertone della Notte della Taranta, la sera del giorno 22 agosto, e in particolar modo all' attesissimo grande artista italiano Luciano Ligabue, affinché dal palco lancino forti messaggi rivolti al Governo italiano e all'Unione Europea per evidenziare la pura follia insita nei cosiddetti piani anti-xylella che il Salento sta ignominiosamente subendo, quasi come se fosse seviziato da un assurdo regime oppressivo ademocratico, e contro le cui vessazioni sta resistendo con grande ed epico coraggio dignità e lezione di integerrimo inamovibile pacifismo difendendo i generosi e forti ma indifesi ulivi, persino interponendo il proprio corpo tra i tronchi e le motoseghe, e presidiando i campi notte e giorno, sotto la pioggia come sotto il sole cocente, mentre gli olivi, come sempre avvenuto, verdeggiano e portano a maturazione le loro olive promessa di un oro verde, l’ olio d’oliva, alimento principe della dieta mediterranea dichiarata Patrimonio UNESCO dell’ umanità, che così qui si sta difendendo.

Vessazioni ed interventi assurdi in nome di un fantomatico microrganismo, la ormai resa ad hoc strumentalmente iperfamosa “Xylella fastidiosa”; cosi chiamata, pensate, “fastidiosa”, proprio in virtù della difficoltà di dimostrarne la presenza nelle piante in cui taluni sostengono che è invece presente!
E in nome della affermata presenza di questo invisibile ad occhio nudo micro-organismo si vorrebbe procedere alla distruzione della foresta degli ulivi del Salento e dell'ecosistema mediterraneo ad essa annesso, letteralmente distruzione e avvelenamento di questo ecosistema che è innanzitutto ecosistema dell’ uomo da secoli e secoli in questo lembo di Italia proteso verso la Grecia, patria della civiltà mediterranea e occidentale greco-italica!
Chiediamo ai sensibili artisti che qui a Melpignano, nel cuore del basso Salento, saranno riuniti nel grande abbraccio universale di migliaia e migliaia di persone che stanno giungendo da ogni dove dell’ universo-mondo, senza enfasi alcuna, riuniti nel nome proprio della tradizione popolare identitaria del sud Italia, una cultura stratificata di popoli cresciuta all’ombra degli ulivi e nutrita dal sacro olio d’oliva, di portare su quel palco una mano al cuore e il verde ramo d’ulivo al cielo, per difendere l’olivo e l’ecosistema stesso del mitologico ragno Taranta, che nel Salento vive, e che con la pioggia speculativa e genocida di pesticidi ed erbicidi “xylellisti” si finirebbe per sterminare insieme a tutto il suo habitat, e così lì gridare: «“Basta mistificazione pseudo-scientifica!”,“STOP FRODE XYLELLA”Via la motosega, i bulldozer e ogni agro- veleno dai sacri fortissimi ulivi dell’agro foresta degli ulivi del Salento, sacro pluri-millenario Patrimonio di tutta l’Umanità! Basta biocidi assurdi esecrabili ingiustificabili ed inammissibili contro la flora e fauna domestica e selvatica di questa terra, contro la salubrità per le persone, contro l’ economia della tradizione, con la scusa agro-terroristica dei naturalissimi patogeni! BASTA, in nome di tutto ciò che e’ giusto! W il Salento e tutto il sud Italia, che appartengono a chi li rispetta e a chi li ama!»
Una denuncia doverosa, col senso morale insito nel cuore di ogni vero artista, una denuncia della pura follia di quanto sta avvenendo al di là anche dei possibili profili fraudolenti e vasti interessi sottesi che sono al vaglio della magistratura e in gran parte anche smascherati dal migliore giornalismo locale, nazionale ed internazionale ormai.
Artisti che venendo nel Salento in occasione dell’atteso evento avranno, poi, anche modo di verificare personalmente l'esagerazione che è stata fatta in questi mesi mediaticamente a livello nazionale e internazionale sulla sintomatologia di rami secchi a danno degli ulivi salentini, imputata forzatamente in maniera poco scientifica e molto nebulosa, proprio a “xylella” (pur in presenza di ben più evidenti cause effettive correlate anche a ben più facilmente diagnosticabili parassiti iper-presenti negli alberi colpiti). Una sintomatologia associata speculativamente proprio a “xylella”, per motivi ormai ben noti, e per fare scattare così anche una “quarantena” dei pieni poteri speciali, persino in deroga a norme volte alla tutela della salute pubblica, oltre che dell’ambiente. Una pura follia!
Artisti che potranno così rendersi conto con i loro occhi, (sempre se non siano accompagnati da personaggi “interessati”), di come tantissime aree del territorio salentino siano invece un tripudio di uliveti sanissimi argentei e in piena produzione, così nell’ otrantino e nelle stesse aree dell’ hinterland di Melpignano; e persino nelle zone dove la sintomatologia in questione si è presentata, ovvero nell' arco gallipolino, gli ulivi ripollonano dalla radice, segno di vita e forza rigenerativa non soppressa, quando non anche dai fusti rigermogliano, contrariamente a certe nefaste e “disperate” prognosi senza speranza emesse da taluni, presumibilmente pertanto interessati,  con fini evidentemente agroterroristici.

Il Salento, terra di Rinascita e di affermazione di un forte ambientalismo naturalista che migliora il paesaggio con il restauro dei suoi beni culturali “com’erano e dov’erano”, (e un grande esempio si può vedere quest’anno nella stessa Melpignano che mostra al mondo l’ eccellente certosino ed amorevole recupero, da poco inaugurato, del fossato del suo castello), salvando e vivificando i suoi beni culturali immateriali, (di cui la Notte della Taranta è un grande simbolo), e con la riaffermazione della biodiversità naturale e di quella domestica tradizionale, operando attraverso rinaturalizzazioni e seguendo e affermando le filosofie del biologico e dell’agroecologia in agricoltura, il tutto nel principio della ricerca del pittoresco nel paesaggio, stimolo creativo all’arte e alla ricerca scientifica, e operando con la massima attenzione verso la salubrità e la piacevolezza di vita, è però sotto attacco da parte di molteplici avide e spregiudicate lobby che vogliono questa terra ambita, che è potenzialmente un paradiso terrestre come i suoi abitanti migliori si stanno impegnando a rendere, lobby del cemento e dell’asfalto, della mala della Green Economy Industriale (di mega eolico, mega fotovoltaico nei campi e non sui tetti degli edifici recenti come sarebbe invece etico e giusto, e delle biomasse), delle trivellazioni petrolifere in mare, dei mega-gasdotti, dei rifiuti (lobby questa che non ricicla i materiali a favore invece di sempre pericolosissime inquinanti discariche e di speculativi tossici inceneritori, o che quando anche ricicla punta sui mega impianti sempre devastanti e impattanti per il territorio al posto delle soluzioni virtuose a misura di comunità), delle industrie insalubri ed altamente inquinanti, degli OGM e dell’agrochimica avverse al biologico, e persino del nucleare, contro cui si batte eroicamente e resiste il popolo dei salentini e di chi ama il Salento; e la Notte della Taranta è anche un momento per tutti per essere più uniti in un cuore unico di miriadi di cuori che battono all’ unisono per realizzare uno stesso grande sogno fattibile di un Salento più Naturale in nome della Bellezza e della Giustizia!
Durante il Concertone tanti cittadini saranno presenti per informare sulla follia di dei piani anti-xylella ormai al centro di tante inchieste giornalistiche, turisti e salentini in cerca della Verità!
Per cui, artisti carissimi, sappiate che non sarete soli nell’esprimere da quel palco queste importanti attesissime parole, che saranno fruttuosi macigni in grado di innalzare baluardi e cattedrali immense per il Bene di questa nostra grande amata Terra!    


Forum Ambiente e Salute del Grande Salento
rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone
Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2

mercoledì 19 agosto 2015

Bologna. !2/15 settembre 2015: VeganFest cerca volontari



Vuoi essere uno dei volontari del VeganFest? La più grande esposizione del mondo Vegan, per “nutrire il pianeta” in modo etico, ti aspetta dal 12 al 15 Settembre 2015 a Bologna.

Il successo e la forza del VeganFest sta nel suo carattere partecipativo e di rete, costruito nel tempo grazie al contributo dello staff di VeganOK Network, dei tanti collaboratori e amici e della rete di volontari di Associazione Vegani Italiani Onlus che, condividendo le importanti finalità di questo grande progetto divulgativo, si sono impegnati a sostenerlo fin dalla sua prima edizione. Gli importanti risultati raggiunti sono la conferma di tanta dedizione e passione.

Vuoi partecipare come volontario al più grande evento Vegan d'Europa? Vuoi dare una mano alla divulgazione dell'etica vegan? Diventa volontario del VeganFest e unisciti ai tanti volontari che ogni anno rendono unico e speciale questo appuntamento!

Sarà uno splendido momento di condivisione, incontro e crescita! Tantissimi gli ospiti, i visitatori, le associazioni, le mostre animaliste, le aziende! Per rendere tutto ciò possibile abbiamo bisogno anche del tuo aiuto!

Viaggio e pernottamento saranno a carico dei volontari, è fondamentale quindi essere residenti a Bologna o essere comunque autonomi negli spostamenti e per il proprio pernottamento.  Ai volontari verrà inoltre offerto il pranzo e un originale veg-omaggio in ricordo dell’esperienza passata nelle 4 giornate totalmente vegan!

Ti aspettiamo al VeganFest dal 12 al 15 settembre presso il SANA di Bologna!



Per informazioni scrivere a info@assovegan.it

...il papa alla guida, a tutta manetta



Dopo aver caricato tutti i bagagli del Papa nella limousine, l'autista nota che Sua Santità sta ancora aspettando sul marciapiede.
"Mi scusi, Vostra Eminenza," dice l'autista,"Vorrebbe per favore sedersi in modo che possiamo andare?"
"Beh, per dirti la verità" risponde il Papa,"Non mi fanno mai guidare in Vaticano e oggi ne ho davvero voglia."
"Mi dispiace, ma non posso permetterglielo, perderei il lavoro! E se succedesse qualcosa?"
protesta l'autista, desiderando di non essere andato al lavoro quella mattina.
"Ci sarebbero degli extra non indifferenti per te", dice il Papa.
Riluttante, l'autista sale dietro mentre il Papa si mette al volante.
L'autista si pente della sua decisione appena usciti dall'aeroporto, vedendo il Pontefice spingere l'acceleratore portando la limousine a 170 Km/h.
"La prego, rallenti, Vostra Santità!!!" Si dispera l'autista.
Ma il Papa continua a tavoletta fino a quando si sentono delle sirene.
"Oh mio Dio, mi ritireranno la patente!", piagnucola l'autista.
Il Papa accosta e tira giù il finestrino.
Il carabiniere si avvicina, da un'occhiata, torna alla moto e prende la radio.
"Devo parlare col capo..."
Il capo risponde alla radio e il carabiniere gli dice di aver fermato una limousine che andava a 170.
"Beh, sbattilo dentro!" Dice il capo.
"Non credo che vogliamo davvero farlo, è un tipo molto importante..." Dice il carabiniere.
"Una ragione di più!" Esclama il capo.
"No, intendo DAVVERO importante..." Risponde il carabiniere.
Il capo allora chiede: "Beh, chi hai lì, il Sindaco?"
"Più in alto!"
"Il Governatore?"
"Di più!"
"Va bene..." Dice il capo "Allora chi è?"
"Credo sia Dio!"
"Che cosa ti fa credere che sia Dio???"
"Ha il Papa come autista...


http://www.xmx.it/passatempo/barztutti_01.htm

martedì 18 agosto 2015

Politica estera - Jeremy Corbyn, una speranza per l'Europa libera dai legacci USA e NATO



Nato graphic

Jeremy Corbyn è sempre stato molto radicale, contro la NATO, contro Israele, a favore di Hezbollah e di Hamas. Erano anni che non si sentiva qualcuno parlare così duramente contro la NATO.

"Non è una questione di linguaggio: la NATO da anni di fatto ha sequestrato il 2% del bilancio degli stati membri per un progetto che io contrasto. La NATO doveva essere sciolta con la caduta del muro di Berlino e la fine del patto di Varsavia. L'unico modo concepibile per gestire le divergenze in politica estera è il dialogo".

Vuole il dialogo con Putin: è pronto ad accettare come un dato di fatto l'ingresso di truppe russe in Ucraina?
"Io non sostengo nessuna azione militare, non sono un ammiratore della politica estera di Putin, delle politiche di espansione della Russia o della NATO. Ma dobbiamo avviare una seria discussione su come raffreddare la crisi militare in Europa centrale: l'espansione della NATO e quella della Russia sono speculari, interagiscono l'una con l'altra. Far entrare una Ucraina divisa come quella di oggi nella NATO sarebbe pericoloso, e probabilmente fu un errore lasciare entrare nella NATO gli ex paesi del Patto di Varsavia come la Polonia".

No Nato - byebyeunclesam@gmail.com

Articolo collegato: http://stopwar.org.uk/news/iraq-crisis-shows-it-s-time-for-uk-to-cut-free-from-us-and-nato-war-policies-says-jeremy-corbyn-mp


lunedì 17 agosto 2015

EcoFuturo, dal 1 al 6 settembre 2015 ad Alcatraz in Umbria


Dal 1 al 6 settembre 2015: ECOFUTURO, IL FESTIVAL DELLE ECOTECNOLOGIE E DELL'AUTOCOSTRUZIONE


Dopo il successo della prima edizione, a settembre 2015 torna EcoFuturo ad Alcatraz, il Festival delle EcoTecnologie e dell’Autocostruzione!


Non è soltanto una fiera di innovazioni ecotecnologiche, EcoFuturo nasce dall’incontro di alcune persone e realtà che insieme maturano una precisa consapevolezza: quella che in Italia esiste un patrimonio straordinario di idee, esperienze e progettualità che coinvolge l’ecologismo in tutte le sue diverse espressioni.


Un patrimonio troppo spesso invisibile. Associazionismo, imprese innovative, amministrazioni virtuose, mondo della ricerca e dell’informazione spesso rappresentano delle vere e proprie eccellenze, a livello europeo e in alcuni casi addirittura mondiale!


Eppure, paradossalmente, l’ecologismo nel suo insieme appare piuttosto debole, a nostro avviso soprattutto perché ancora estremamente frammentato. EcoFuturo si pone dunque l’obiettivo di costruire ponti, di far incontrare fra loro queste eccellenze, dare loro voce e visibilità attraverso una imponente rete di comunicazione (web, tv, radio, giornali…) e la possibilità di confrontarsi – in una cornice conviviale, creativa e cooperativa – per fare nascere nuove idee e possibili collaborazioni.


Perché il nostro futuro passa necessariamente da un conversione ecologica della società – a tutti i livelli – in cui tutti gli attori devono essere protagonisti.


E tutti insieme! Il Futuro è Eco e ognuno di noi ne è l’artefice con le proprie scelte.


(Troppo serio… avremmo dovuto anche dire che ci piace stare insieme, suonare, ballare, cantare, filosofare, brindare, guardare il tramonto, scrivere poesie, camminare, sperimentare, fare sogni e insieme realizzarli!)


Per tutte le altre informazioni vai al sito
 www.festivalecofuturo.it

domenica 16 agosto 2015

Strulgador - Tempo di more.. e di marmellate




Ferragosto. Quando tutti si preparano per mare, monti, fiumi,
pranzoni e cenette, noi strulga no, ci diamo invece alla marmellata di
more e sambuco: la più pesante da fare!


Si fa a staffetta: uno rimane a casa con le figlie, l'altro va a
raccogliere. Poi, se si sopravvive, si fa cambio fino all'imbrunire,
ed il giorno seguente si cuoce. Io e Lorenz abbiamo, per ogni pianta o
prodotto agreste che sia, delle aree (o macchie), che noi
chiamiamo "zone"; c'è la zona dell'iperico, quella dell'equiseto,
quella con gli ontani, e quelle delle more. Per le more, di zone ne
abbiamo molte, perchè ne servono tante e perchè se da qualche parte
non vengono bene, almeno c'è la scorta. Ogni anno è una sorpresa; non
si sa mai se riusciremo o meno a fare questa marmellata, gli
imprevisti climatici sono tanti: c'è l'anno in cui piove troppo e le
more marciscono ed il sambuco cade. C'è l'anno in cui sia more che
sambuco si essicano direttamente sulla pianta. Beh, ci sono anche gli
anni in cui va tutto bene. Quest'anno siamo a posto, c'è secco, ma i
frutti son maturati in tempo. Ci si arma di stivaloni, gerla,
cassette, e "rampino", ossia bastone con gancio, che serve per tirare
giù i rami o i tralci. Ieri toccava a me fare le more.


Comincio dalla zona più in giù, così non fa troppo caldo. Qualche
insidia c'è sempre; questa volta c'erano troppi insetti: mosche,
zanzare tigre, tafani bastardi. Avevo le gambe nere di zanzare, e i
tafani mi ronzavano intorno agli occhi, mentre altri mi succhiavano
sul collo. Puoi raccogliere alcune more che sporgono sui sentieri, o
puoi letteralmente buttarti nei rovi e trovare grappoli giganti!
Quando mi butto, lo faccio aprendomi un varco col rampino o con una
falce, poi a grandi falcate calpesto i tralci più grossi e spinosi e
mi addentro con la gerla. Dei tralci più piccoli me ne frego e mi
lascio graffiare stoicamente. E poi via che raccolgo, dando cricchi
sulle more che hanno sopra le cimici, e schivando le tele di certi
"ragnazzi" neri e gialli tipo api, che tessono così spesso che ci
fanno pure la cucitura a zig-zag e sembrano stoffe. La gerla si
riempie lentamente, e intanto assaggio queste bontà di frutti.
Talvolta trovo mele selvatiche o piante utili; così le raccolgo e le
infilo ai lati della gerla, che diventa mimetica. Sento e vedo tutto
quello che accade intorno a me, ma nessuno mi vede. Cerco d'essere
silenziosa e cauta, così talvolta incontro qualche animale: caprioli,
scoiattoli, uccelli vari.... Se intro cinghiali non è
buona cosa; se vado troppo vicino alla tana e ci sono dei piccoli,
la madre diventa furiosa. Entro nel selvatico, ne faccio parte; se
si avvicina un umano io mi nascondo, proprio come gli animali.
Quando ormai sono coperta di graffi, punture sanguinanti, spine
prurito, dichiaro chiusa la raccolta. Verso il contenuto della gerla
nelle cassette in auto: sono soddisfatta, sono tante e belle. Sono
le 20 e 40; non c'è più tempo per il sambuco, domani.

Barbara Pisa degli Strulgador

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Articolo in sintonia:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2012/09/calcata-il-tempo-delle-more-e-dellolmo.html

sabato 15 agosto 2015

Storia e origini del Ferragosto



La parola Ferragosto deriva dalle feriae Augusti, il riposo di Augusto, una festività pagana decisa dall’imperatore romano Ottaviano Augusto nel 18 avanti Cristo e si rifaceva in parte ai Consualia, le antiche feste delle religione romana dedicate a Conso, il dio dei granai e della fertilità, celebrate durante il periodo del raccolto e la fine dei lavori agricoli. Ferragosto aveva quindi lo scopo di mettere insieme un certo numero di giorni di riposo per consentire a chi aveva lavorato nei campi di recuperare le energie. I giorni di riposo erano accompagnati da feste e celebrazioni.

Tali celebrazioni che di solito venivano festeggiate in settembre alla fine del ciclo della stagione estiva, vennero spostata dall'imperatore Augusto all'inizio del mese che porta il suo nome.

Queste festività che raggiungevano il loro picco il 15 del mese, erano così radicate che la Chiesa decise di cristianizzarle, piuttosto che provare a sradicarle. 

Così, nel secolo VI, le Feriae Augusti vennero assorbite e trasformate nella celebrazione dell’Assunzione in cielo di Maria Vergine che, terminata la sua vita terrena, fu elevata alla gloria celeste con l’anima e con il corpo. 


A questo proposito, erano e sono celebrate tutt’oggi, in varie località italiane, imponenti processioni religiose. 

Pur se svolta in tono solenne però, la festa non perde il suo carattere fortemente popolare tanto che conserva l’uso delle scampagnate e delle gite fuori porta.

Antonio A.