Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

domenica 10 maggio 2015

Marcia Perugia Assisi 2015 - "Sogniamo un paese civile"



Grande partecipazione, entusiasmo e speranza la marcia del 9 maggio 2015 , nel contesto magico di una terra magnifica, ha raccolto cittadini di tutta la penisola, si può cambiare direzione,si può ambire alla ripresa consapevole di un'intera nazione, basta fare le scelte giuste, smantellare pezzo per pezzo il potere del sistema, uno dei punti cardine per la buona riuscita è senz'altro l'accoglimento del reddito di cittadinanza, un reddito che garantisca la dignità del cittadino, ma che io personalmente amo definirlo reddito di "opportunità" l'opportunità di non essere messo all'angolo, di non essere escluso dalla vita sociale, di non essere "ricattabile" dal primo signorotto di paese che ne approfitta per l'assoggettamento.con promesse di un posto di lavoro, o con l'infamia del pagamento di una bolletta.... quando i diritti di un essere umano diventano "piaceri" si cade nell'ignobile contesa del raccoglimento di voti...

Sogniamo un Paese dove i genitori non devono ritirare i figli dalle università perché un investimento sulle menti è stato tradotto da questo sistema in un costo insostenibile, sogniamo un Paese dove nessuno deve essere costretto a svendere la propria casa perché impossibilitato a pagare la rata di mutuo... e dove una malattia venga affrontata con la sola preoccupazione della guarigione e non di come trovare i fondi per affrontarla... sogniamo un Paese civile. 

P. ELI: maggio 2015

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Video collegato: https://www.facebook.com/pages/Roberta-Lombardi/350507821724351

sabato 9 maggio 2015

Manifesto Terra Viva: la nuova democrazia è quella della terra

Presentato  a Cascina Triulza, il padiglione della Società Civile ad Expo 2015, “Terra Viva”, il manifesto per un nuovo patto sociale, economico, agricolo. All'evento erano presenti l'ambientalista Vandana Shiva, Ugo Biggeri di Banca Etica, Don Luigi Ciotti di Libera e Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. 

La democrazia della Terra

Il manifesto, promosso da Banca Etica, Etica SGR, Navdanya International e Fondazione Triulza, indica una nuova strada per superare la crisi ambientale ed economica che colpisce il pianeta, in un momento in cui al suolo urbanizzato, entro il 2030, si aggiungerà una città estesa come tutto il Sudafrica. La terra fertile viene erosa a una velocità tra le 10 e le 40 volte superiore la sua capacità di rigenerazione. Il 40% delle guerre degli ultimi 60 anni è stato causato da clima, suolo, risorse. 
Il manifesto Terra Viva è frutto del lavoro e dell’elaborazione – guidata dall’ambientalista Vandana Shiva – di un panel di ricercatori ed esperti provenienti da tutto il mondo, fra i quali Luc Gnacadja, ex segretario della Convenzione Onu di lotta alla desertificazione; Andrea Baranes, economista; Nnimmo Bassey, premio Nobel alternativo.
Nella visione proposta dal manifesto l’agricoltura ha un ruolo determinante. La nuova agricoltura restituisce fertilità al terreno attraverso metodi biologici. Assicura prezzi giusti agli agricoltori in modo che possano restare sulle loro terre per continuare a produrre cibo per i cittadini e le comunità. Sostituisce il processo lineare di sfruttamento del suolo e delle risorse con un processo circolare di restituzione che garantisce la resilienza, la sostenibilità, la giustizia e la pace. E’ un’agricoltura che può generare una nuova economia e una nuova democrazia: la democrazia della Terra. 
Nel futuro proposto dal Manifesto la finanza deve essere uno strumento al servizio delle persone e dell'economia reale: attraverso la separazione delle banche commerciali da quelle di investimento, la tassa sulle transazioni finanziarie, il divieto dell'uso speculativo dei derivati sulle materie prime e sul cibo.

Scarica il manifesto Terra Viva 

Le parole dei protagonisti della presentazione del 2 maggio

Vandana Shiva, leader di Navdanya International: “L’economia, che è parte della società, è stata posta al di sopra della società, al di fuori del controllo democratico. Il benessere delle persone e delle comunità è stato sostituito dal benessere delle multinazionali, mentre la produzione reale è stata rimpiazzata dall’astratta moltiplicazione del capitale. Il risultato è la scomparsa della democrazia e l’aumento degli squilibri economici. C’è bisogno di un nuovo patto che riconosca che noi siamo il suolo: veniamo dal suolo, siamo sostenuti dal suolo. Prendersi cura della terra è il lavoro più importante che gli agricoltori possano fare. Il messaggio che lanciamo dall’importante vetrina di Expo è forte e chiaro: la nuova democrazia è la democrazia della Terra”
Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica e di Etica SGR: "Banca Etica ed Etica sgr lavorano in rete con le principali istituzioni che in tutto il mondo cercano di dare vita a una finanza al servizio dello sviluppo sostenibile nell'interesse di tutte le persone e del nostro pianeta. Negli ultimi decenni purtroppo la finanza speculativa non ha esitato a utilizzare anche beni primari come il cibo per scommettere e aumentare i profitti di pochissimi ai danni di intere popolazioni. Noi chiediamo che le materie prime alimentari siano sottratte ai mercati speculativi, che rendono i prezzi degli alimenti volatili e spesso inaccessibili o ingiustificatamente costosi. Nei nostri investimenti escludiamo tutte le multinazionali che producono OGM, sfruttano il suolo indiscriminatamente, inquinano, speculano sul cibo. Diamo credito, invece, ai tantissimi piccoli imprenditori che scelgono di coltivare la terra con metodi biologici, nel rispetto dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori, creando un ritorno positivo per la propria comunità"
Sabina Siniscalchi, Vicepresidente Vicario Fondazione Triulza: “Le organizzazioni della società civile operano nei luoghi dove si manifestano con più virulenza i problemi legati alla nutrizione. Nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo  dove vive la maggior parte degli affamati, nelle periferie degradate delle megalopoli dove non ci sono le condizioni igienico-sanitarie per un’alimentazione sana, ma anche nei settori sociali poveri e svantaggiati del mondo industrializzato dove la mancanza di opportunità e di risorse è associata a forme “moderne” di malnutrizione come l’obesità. Proprio impegnandosi nelle aree della fame,  le nostre organizzazioni hanno messo a punto soluzioni innovative per assicurare l’autosufficienza alimentare e attivare sistemi di produzione agricola sostenibili.”
Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera: “Dobbiamo ripartire dalla cura del nostro pianeta perché non può esistere un’etica della convivenza senza un’etica della terra. La terra non è solo generatrice, è anche maestra di vita. Insegna la costanza, la profondità, la corresponsabilità e – come bene comune – indica la via della condivisione e della giustizia sociale”.

venerdì 8 maggio 2015

Tuscia - Eolico pesante contro chiese antiche... succede a Tuscania ed a Orvieto




Foto notizia

«A Tuscania e a Orvieto è imminente il rischio che si realizzino due progetti di impianti eolici inaccettabili perché troppo invasivi e collocati nel posto sbagliato. I progetti eolici che impegneranno le prospettive intorno alla chiesa di san Pietro a Tuscania e il Duomo di Orvieto minacciano di stravolgere paesaggi pregiati, alterandone fortemente la percezione sociale e compromettendone la bellezza e il paesaggio che le circonda. Le due chiese sono capolavori identitari della storia e della cultura del nostro Paese». L’allarme viene da un gruppo di associazioni (Amici della Terra, AssoTuscania, CTS, Comitato per la Bellezza, FAI, Italia Nostra, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, Mountain Wilderness, Pro-Natura, Forum Salviamo il Paesaggio, Touring Club Italiano, WWF) che hanno anche reso pubbliche clamorose immagini di cosa diventerebbero quegli straordinari paesaggi se i progetti, presentato dalla Innova Wind di Napoli, fossero realizzati.

Battaglia anche del Corriere

Del progetto, e delle proteste, si occupò già il nostro Gian Antonio Stella il 2 aprile 2014 sul Corriere della Sera. Secondo le associazioni «a Tuscania e a Orvieto non è in discussione il tema degli impianti eolici in quanto tali, bensì un grave esempio di mancata armonizzazione tra le tutele che derivano dagli articoli 9 e 32 della Costituzione. I casi di Tuscania e Orvieto rimandano senz’altro alla necessità di una più ampia riflessione sulla normativa di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio italiano, troppo spesso disattesa». L’articolo 9 della Costituzione, è bene ricordarlo, obbliga la Repubblica a tutelare non solo il patrimonio artistico ma anche il Paesaggio, visto come sintesi delle bellezze naturali e della mano dell’uomo: quindi la cura della natura e gi interventi architettonici. Tuscania e Orvieto rappresentano forse al meglio questo concetto, nell’equilibrio irripetibile tra la bellezza del contesto naturale e le chiese note in tutto il mondo.

L’impatto ambientale

Le associazioni non hanno la stessa visione sulle energie rinnovabili ma si ritrovano compatte sulla valutazione dell’impatto ambientale: «Le associazioni firmatarie, pur nella diversità delle posizioni sul tema delle energie rinnovabili, chiedono con forza che questi due progetti vengano bloccati. Sono progetti comunque inopportuni, comunque li si voglia considerare - privi di rispetto per le radici della nostra cultura e della nostra storia». La conferenza stampa delle associazioni è stata organizzata nella sala stampa della Camera dei Deputati, proprio per sensibilizzare il mondo politico. Hanno espresso la loro opinione anche i due sindaci. Secondo Fabio Bartolacci (Tuscania) e Giuseppe Germani (Orvieto) i due progetti «sono troppo invasivi, collocati nei posti sbagliati e talmente alti che impegnerebbero per chilometri le prospettive dei due capolavori».

L’appoggio del Mibact

Secondo Francesco Scoppola, direttore generale Belle arti e Paesaggio per il ministero di Beni culturali e turismo, «mettere invece il fotovoltaico già solo su metà dei capannoni industriali esistenti ci metterebbe in pari con la quota di Kyoto che facciamo fatica a raggiungere. Quanto all’eolico, in Italia, eccetto in Sardegna e a Trieste con la Bora, di vento ce n’è poco ma ovunque. Perché allora trasportarlo da una parte all’altra? Puntiamo piuttosto all’energia eolica a chilometro zero, che è quella dei vecchi pozzi a vento». Una prima raccolta di firme contro le pale eoliche a Orvieto risale al marzo 2013 quando protestarono, tra gli altri, Folco Quilici, Stefano Rodotà, Oreste Rutigliano. 


Paolo Conti - Corriere.It

(Fonte secondaria: La Tua Voce)  

giovedì 7 maggio 2015

Savignano sul Panaro, 13 maggio 2015 - Incontro seed savers e contadini



Si informa che  mercoledì 13 maggio 2015
presso l'agriturismo la Fontana-Via Belvedere 4- Garofano di Savignano sul Panaro (Modena)
si svolgerà un incontro bio&dinamico aperto ai soci di Agri.Bio, Civiltà Contadina e a altri interessati per discutere attività e progetti locali su biodiversità e agricoltura contadina.

Argomenti della serata:
·         conservazione della biodiversità con discussione su nuovi progetti  e di quelli in corso sulle attività del locale gruppo seed savers,
·          progetto  ampliamento dell'orto sperimentale a Spilamberto (MO) con attività didattiche e possibilità di realizzare un orto personale o condiviso per i soci che non hanno terreno a disposizione,
·           discussione e presentazione di attività di informazione, didattiche e formative teoriche e pratiche previste per i prossimi mesi ( api e semi antichi, apicoltura, piccoli frutti, potatura, possibili forme di collaborazione fra aziende contadine e cittadini, promozione dei prodotti contadini ecc),
  • possibiità di scambio semi e piantine  durante la serata.

L'incontro Organizzato dal gruppo Emilia di Civiltà Contadina e dall'associazione Agri.Bio Emilia Romagna con la collaborazione associazione PRORA è previsto dalle 20,30

tel e fax agriturismo: 0039 059785145 Cellulare: 0039 3476747231 Cellulare: 0039 3208451044 E-Mail:Palbel@libero.it

per ulteriori informazioni sull'incontro potete scrivere a agribioer@email.it o chiamare il 3387117351

martedì 5 maggio 2015

Brescia una città inquinata



BRESCIA UNA CITTA'  CONTAMINATA. L'ennesima conferma arriva dai
risultati delle analisi Arpa, effettuate con 171 piezometri in diversi
punti di falda, dove scorre l'acqua. Risultati shock, ancora una
volta, diffusi dal Corriere della Sera: dall'ex Caffaro all'Iveco di
Via Volturno, da Via Padova a Via Orzinuovi. Tutte le attività
industriali della città hanno lasciato un segno profondo.

LIMITI DI LEGGE SURCLASSATI, ma è quasi un eufemismo. Brescia è
malata di cromo esavalente, residuo chimico di cui è primatista. Gli
epicentri della contaminazione sono noti e arcinoti: la Caffaro di Via
Milano (410 microgrammi [ug] per litro di acqua, a fronte di un limite
di 5), la Baratti Inselvini di Via Padova (21800 ug per litro, quasi
5000 volte fuorilegge), l'ex Forzanini di Via Ancona (1821 ug/l), il
deposito automezzi del Monte Maniva (514 ug/l).

POI, A SCENDERE: L'OTO MELARA, l'Ideal Standard, l'Iveco, la Ori
Martin, l'ex Pietra di Via Orzinuovi. Ma anche la scuola Deledda di
Via Parenzo, con 47.5 ug/l di cromo nell'acqua. Si aggiungono
contaminazioni di tetracloretilene: limite di legge fissato in 1.1 ug
per litro, la Caffaro è oltre per 20 volte, la Baratti Inselvini di
30, la zona industriale di Via Flero di 40, la Ori Martin di 150
volte.

O IL TETRACLORURO DI CARBONIO, un composto sintetico considerato
pericolosissimo e ad alta tossicità, capace di innescare reazioni a
catena che degradano le membrane cellulari. Con un limite di legge
fissato in 0.15 ug per litro, quando alla Caffaro la quota è di 53.6
ug/l, e all'Oto Melara invece addirittura 276. L'elenco sembra non
finire mai: c'è l'arsenico, il mercurio, il sempreverde Pcb.

LA CONFERMA DI UN DATO DI FATTO amarissimo, da parte della direttrice
dell'Arpa di Brescia, Maria Luisa Pastore. Parlando dell'inquinamento
da cromo, ma con chiaro riferimento anche agli altri indicatori:
Brescia, una delle situazioni peggiori d'Italia.

lunedì 4 maggio 2015

L'atto creativo con l'argilla




"Dio dorme nella roccia,
sogna nel fiore,
si desta nell'animale e
sa di essere desto nell'Uomo"
(antico proverbio Tibetano).

Nella creazione di un vaso di argilla come in ogni altra cosa entrano
in gioco due fattori apparentemente separati . Uno è l'ambiente ,
l'esterno . L'altro è la creatività e l'uso della stessa tramite il
corpo fisico, l'interno, l ' io. Si inizia scavando una quantità di
argilla e lo si fa ad esempio facendo una buca , il tutto con relativo
dispendio energetico . Si porta l argilla in un luogo idoneo , si
modella , la si fa asciugare , si raccoglie della legna , si accende
un fuoco per cuocerla . Ogni azione che si compie ha delle componenti
parallele , ad esempio , si sporca il tavolo con l argilla cruda ,si
crea della cenere ecc. Una volta ho ascoltato una maestra dire che
lego è una parte della creazione e che noi nella creazione possiamo
solo amarlo . Mi diceva che è un corollario della creatività .
Paragonando lego alla cenere , alla buca scavata, alle mani sporche di
argilla è possibile amarlo mettendo una pianta nella buca , nutrendo
la pianta con la cenere , annaffiando col l'acqua usata per pulire gli
strumenti . Usando il vaso stesso come contenitore . Se non amiamo
pulire , seminare , riciclare è possibile avere amore per il vaso fino
al punto di percepire che la creazione è reciproca ? -"il vaso crea
noi e noi il vaso"- riusciamo a percepire che siamo un vaso ? Che il
contenitore è vita allo stesso modo del contenuto e di ciò in cui sono
posti ? Arti creative, bioregionalismo, ecologia profonda ,
spiritualità laica , un vaso . Possiamo scegliere se riempire la buca
o meno , possiamo evitare di inquinare con i "residui o scarti di
lavorazione " possiamo cambiare il nome delle cose , il loro "suono "
siamo coocreatori . Non che una scelta sia migliore dell'altra , la
vita su questo pianeta non esiste da sempre e non esisterà per sempre
, ma che perlomeno le decisioni della specie Homo sapiens siano
allineate a quelle della coscienza collettiva biologica definibile
gaia . Se avvenisse , se Gaia riuscisse a produrre un organismo
consapevole come l'uomo ma non deleterio come una malattia autoimmune
, non escludo che altre forme di consapevolezza si mostrerebbero alla
massa . Credo che da un punto di evoluzione biologica siamo costretti
a delle scelte che continuiamo a rimandare e rimandandole le rendiamo
sempre più difficili : Gestione consapevole delle nascite e dei
corollari del gioco di creare HOMOOMOH SAPIENSSEIPAS ,un nuovo uomo,
più "peloso ". Con meno necessità o , più tipologie di homo , come in
un alveare . Biodiversità intraspecificoa e competizione
intraspecifica sono strade che la vita prende per migliorare se stessa
ma nel' uomo di oggi la prima devia nel razzismo , la seconda nella
guerra . I vari istinti che hanno funzionato per migliaia di anni di
nomadismo sono diventate psicosi sociali , le medicine malattie ,le
malattie medicine . È vero ,l'uomo si è posto sempre le "grandi
domande" , ma mai l'uomo ha intaccato così gli equilibri del pianeta .
Ormai siamo portati ad ascoltare la "grande risposta" della vita .

Felix D'Arpini

sabato 2 maggio 2015

Expo, Italicum, Jobs Act ed altri alambicchi

"Expò, la fiera della schiavitù che si inaugura il Primo Maggio! - Le multinazionali partecipano per nutrire se stesse, non il mondo...". 
Il Primo Maggio è nato come data di lotta e ora torna ad esserlo. Giornata di lotta per i tanti lavoratori che rischiano i diritti, il salario o il proprio lavoro, ultimi quelli della Whirpool e dell'Auchan, che dal Primo Maggio saranno costretti a lavorare in attesa di essere licenziati.
Renzi ha dimostrato quanto fosse vera l'affermazione di Giuseppe DiVittorio che la Costituzione doveva entrare nelle fabbriche per realizzarsi davvero. Completando l'opera avviata dal suo grande sponsor Marchionne e dai suoi predecessori, l'attuale presidente del consiglio con il Jobsact ha definitivamente abolito ogni libertà di chi lavora e garantito all'impresa un potere assoluto di stampo medievale. Reduce da questo successo, il governo ha quindi iniziato a procedere allo smantellamento anche della costituzione formale, dopo aver cancellato quella reale. L'Italicum e le altre riforme cancellano l'equilibrio tra i poteri previsto dalla nostra Carta e creano la figura di un capo del governo padrone assoluto delle istituzioni del paese. Si chiude così il cerchio, dalla fabbrica, alla società, alle istituzioni.

Questo è proprio ciò che chiedeva l' ufficio studi della Banca Morgan, quando il 28 maggio 2013 scriveva che le costituzioni antifasciste europee sono troppo segnate dal pensiero socialista e dal peso della sinistra e che per questo sono un ostacolo da rimuovere, per realizzare le riforme liberiste chieste della finanza internazionale. Come scriveva Primo Levi , il fascismo si ripresenta in ogni epoca e sempre in forme diverse. Ed è bene ricordare che tra gli scopritori di Renzi c'è quel Tony Blair che è consigliere lautamente retribuito della banca Morgan.
Naturalmente Renzi non avrebbe mai realizzato la sua resistibile ascesa da solo o con i suoi pur considerevoli appoggi finanziari. Decisivo, come per un'altra scalata al potere negli anni 20 del secolo scorso, è stato il sostegno istituzionale della più alta carica dello stato, quel presidente Napolitano verso il quale la storia democratica futura non sarà impietosa nel paragone con Vittorio Emanuele III. E ancora più importante è stato il potere bancario e finanziario europeo, impersonato da Mario Draghi. Che assieme al suo predecessore Trichet scrisse il 5 agosto del 2011 una lettera nella quale sono contenute tutte le disposizioni attuate e in via di realizzazione da parte dei governi della Repubblica; dalle pensioni, ai licenziamenti, allo smantellamento dei contratti nazionali e dello stato sociale, alle privatizzazioni. Così da noi viene realizzata in modo e per vie diverse quella stessa politica che la famigerata Troika ha imposto e vuol continuare ad imporre alla Grecia.
Per questo chi vuole difendere i diritti del lavoro, lo stato e l'eguaglianza sociale oggi ha di fronte a sé il governo Renzi come primo e più diretto avversario. Ora l'accelerazione brutale sulle riforme fa sì che l'opposizione oggi comprenda anche vasti settori del sindacalismo confederale, la Cgil in primo luogo, e gran parte della vecchia classe dirigente del PD e del centro sinistra. Ma costoro, pur nella onesta indignazione che esprimono, sono destinati a mostrare le stesse debolezze e contraddizioni dei liberali di novant'anni fa verso il fascismo. La vecchia leadership del centrosinistra e CGIlCISL UIL sono corresponsabili di molte delle riforme economiche e politiche liberiste , fino a quelle dei governi Monti e Letta. La loro opposizione attuale è quindi debolissima e sostanzialmente inefficace, cosa che Renzi ha compreso perfettamente e che usa per rafforzare il proprio potere.

La resistenza sociale che sicuramente vedremo crescere ed organizzarsi è quella  in corteo a Milano il Primo Maggio contro Expo. Quella fiera è diventata la prima grande opera del nuovo regime.
L'Expo si è avvolta nella bandiera della nazione, si alimenta della propaganda a reti unificate, condanna come antipatriottico chiunque la contesti. Che invece ne ha ben motivo, tra lavoro sottopagato gratuito, speculazione sulle aree, ruberie varie, il tutto sotto la sponsorizzazione e l'occhio vigile delle peggiori multinazionali del cibo. Expo è la vetrina del peggio di questo paese e delle peggiori ipocrisie della globalizzazione, e per questo è diventata così importante. Expo è la fiera di tutto ciò che il mondo del lavoro nei suoi momenti più duri e veri ha combattuto con la data del Primo Maggio e non è un caso che ora essa sia diventata anche una scusa per cancellare il diritto di sciopero. I movimenti ambientalisti, i precari, le lavoratrici ed i lavoratori organizzati nel sindacalismo conflittuale si troveranno assieme contro il modello Expo, e saranno l'embrione di quella coalizione sociale che può davvero contrastare il governo Renzi e ciò che rappresenta.

Il Primo Maggio sarà di lotta contro il governo in tutta Italia, ma la sua capitale quest'anno è a Milano.
Giorgio Cremaschi