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lunedì 27 ottobre 2025

Il dr. Hamer e la responsabilità genitoriale...

 


Il Corriere della Sera, il giorno  21   ottobre 2025,   pubblica     la notizia del rinvio a giudizio dei genitori del ragazzo deceduto per aver seguito il “metodo”  del dr. Hamer   https://www.corriere.it/cronache/25_ottobre_21/genitori-francesco-morto-metodo-hamer-intervista-6acf9873-b7c1-498e-9d74-f0e4e57bfxlk.shtml?refresh_ce


La risposta  del medico dr. Matteo Penzo citato nell’articolo https://www.corriere.it/cronache/25_ottobre_26/metodo-hamer-matteo-penzo-francesco-gianello-intervista-2d95f400-7cdf-4631-8f2e-4b0e3dea1xlk.shtml

  

Massimo Mazzucco – sito Luogo Comune – pubblica l’articolo del Corriere con questa premessa:   “ Questo è un articolo del Corriere della Sera. Pone un problema molto delicato: la responsabilità dei genitori nello scegliere un percorso medico alternativo. L’articolo ovviamente è tutto distorto a favore della “scienza”, ma ritengo che la questione Hamer meriti uno spazio di discussione. ”  https://luogocomune.net/medicina-salute/francesco-gianello,-morto-di-tumore-a-14-anni,-e-il-metodo-hamer

Il dr. Hamer curava. Ne sono testimone. Curava anche con medicine allopatiche, a seconda del caso. Consigliava anche operazioni chirurgiche come fanno anche medici e terapeuti che conoscono le sue scoperte . La conoscenza delle 5 leggi biologiche sono importanti perché aiutano a capire le cause e ad evitare quindi possibili recidive oltre a comprendere quale possa essere la cura più efficace, sempre tenendo conto dell’unicità della persona. Ci sono persone, anche malate terminali, che sono guarite. Ho conosciuto fra queste Marisa Rossi, che ha scritto il libretto “volare più in alto di un aquilone – grazie dr. Hamer”, ce ne sono nei vari libri scritti da Pfister, Trupiano ed altri. La maggior parte dei guariti non ama esibire il loro percorso perché spesso vengono considerate guarigioni spontanee, esibizioni vane. 


Ad alcune hanno consigliato di attendere almeno dieci anni per testimoniare la loro guarigione, come ho riassunto qui (ora ne sono trascorsi venti) https://www.ingannati.it/2015/01/22/hamer-convegno-di-aosta-testimonianze-di-guarigione/  e qui    https://www.ingannati.it/category/nuova-medicina-germanica-del-dr-hamer/  fra le 19 pagine molte testimonianze di guarigioni. - 

La mia lettera alla giornalista Ceccacci che voleva intervistare persone guarite per la trasmissione Mattino Cinque:   https://www.ingannati.it/2016/09/21/tranelli-dellandare-tv/

Ricordiamo tutti i casi delle giornaliste Nadia Toffa e di Francesca Del Rosso nota come Wondy- , che scrissero libri dopo pochi mesi dalla loro ultima cura convenzionale. Per coloro che seguono altre vie suggeriscono invece che sia prudente attendere 10 o anche 20 anni prima di parlare della loro guarigione.


Un’amica medico, ha così commentato in un social la tragedia in questione: Simonetta Bertozzi:

"Un ragazzo di 14 anni circa ,figlio di una mia amica ,anni fa gli è stato diagnosticato un osteosarcoma tibiale. Ha seguito i protocolli ufficiali : chemio, chirurgia ... è morto ,devastato dalle terapie dopo 3-4 anni. Naturalmente il giornale locale ha scritto : è stato fatto tutto il possibile. Quanta gente muore per la chemio e le sue conseguenze? Ma non possiamo toccare l'argomento perché è una grande fonte di guadagno per le case farmaceutiche! È il più grande business del momento.”

Le scoperte del dr. Hamer dovrebbero essere spiegate anche ai bambini. Le persone devono conoscerle prima di eventuali diagnosi per diminuire il panico. Le cure poi possono essere molte ma la conoscenza delle cause spesso latita, come ho già scritto più volte.


Nel corso di un mio intervento del 10 ottobre 2025 ho ricordato il caso dei coniugi Bottaro, condannati in Cassazione per omicidio colposo per la morte della loro figlia Eleonora. Uno dei tanti commenti del loro amico Alberto Medici: https://www.ingannati.it/2019/06/21/qualche-informazione-in-piu-per-non-fermarsi-ai-titoli-dei-giornali/

In questo articolo https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/cronaca/18_luglio_18/rifiuto-chemio-mori-genitori-processo-29a5f904-8a50-11e8-ac88-a72c2447e2e2.shtml

“«E’ una decisione importante da parte della Corte d’Appello, non solo per questo caso e soprattutto in un momento in cui la medicina ufficiale è sotto attacco, vedi per esempio la questione vaccini — commenta il professor Giuseppe Basso, primario della Oncoemaologia pediatrica di Padova”.


Nel corso dello stesso intervento del 10 ottobre ho ricordato la diagnosi di tumore metastatico fatta, nel 2001,   al figlio di una mia amica. Quando seppe, dopo due anni, che il figlio era guarito riscontrò nel suo seno sinistro un nodulo che era la riparazione dei dotti galattofori ulcerati, ovvero del “tumore duttale infiltrante “ causato dallo shock emotivo scatenato dalla diagnosi metastatica., perché percepì allora la malattia del figlio come fosse mortale. .Guarirono entrambi. La madre rese testimonianza nel corso del convegno di Aosta già citato prima-   E sempre nel corso della serata del 10   ottobre ho presentato un breve intervento del 2014 della dr. Erica Poli- a 23,20 www.youtube.com/watch?v=MRjJYU3dD0c    e prima - a 16,16’ ca - uno recente di lei con Federico Faggin – 


Paola  Botta Beltramo 




Facebook e la polizia del pensiero...


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Viviamo tempi pericolosi, specialmente perché molti non se ne accorgono nemmeno.

Ho scritto su Facebook per dieci anni. Nessuno mi obbligava, nessuno mi ha mai pagato per farlo. Lo trovavo piacevole e divertente. Poi anche utile, talvolta persino importante. Ci sono sempre state delle regole, dei limiti, talvolta piuttosto ipocriti, fastidiosi o stupidi, ma il loro scopo era mantenere civile il dialogo. Ora si tenta di imporre una linea editoriale, si silenziano i contenuti scomodi, si pretende di valutare i pensieri di chi scrive e decidere quali siano “giusti” e quali “sbagliati”, quali pensieri lasciare esprimere e quali sanzionare. 


Si impone l’adesione al pensiero unico. Facebook è stato un luogo in cui esprimere e discutere pensiero alternativo, ora sta diventando rapidamente un luogo in cui viene stabilito cosa pensare, non diversamente dalle tv o dai quotidiani. Non serve più ad esprimervi, serve a programmarvi.

Eppure, questo imbastardimento di Facebook non vi condiziona come la TV: fa molto peggio. La TV impone contenuti, interpretazioni della realtà dall’esterno. Tu li ricevi, e la sua capillarità li rende potentissimi nel condizionarti, ma puoi comunque rifiutarli come esterni a te. Facebook è fatto dei *tuoi* pensieri, dei pensieri dei tuoi “amici”. Condizionare queste espressioni non è solo importi un punto di vista: è importi quale debba essere il TUO punto di vista. La censura su Facebook non riguarda i pensieri altrui, riguarda i TUOI pensieri. 


Il motivo per cui i social network erano una occasione di libertà è precisamente il motivo per cui oggi diventano la più sottile e perfida delle prigioni: li stanno usando per riprogrammare direttamente *quello che esprimete*.

Se con la teoria molti si perdono, eccovi un esempio semplice: su Facebook è ora vietato usare alcune parole specifiche. Alcune di esse sono parole “brutte e cattive”, usate spregiativamente per indicare persone omosessuali, oppure persone di colore. Voi direte: cosa c’è di sbagliato nel fatto che queste parole vengano bandite da un social network? Così smettiamo di diffonderle e di usarle! Verissimo, ma chi lo ha deciso? La differenza tra smettere di usare alcune parole ed essere costretti a non usarle è ENORME. 


Nel primo caso si CAPISCE quel che si sta facendo e si DECIDE cosa fare e cosa non fare. C’è responsabilità. Nel secondo si viene ADDESTRATI a non usare certe parole. E ad usarne altre. È quello che si fa con gli animali: li si addestra.

Ma oltre alle parole "razziste", adesso è vietato anche esprimere concetti “antiscientifici” – fermo restando che chi decida *cosa* sia scientifico o invece antiscientifico lo decide… qualcun altro. 


Ancora non vi è chiaro? Si è aperta la caccia al pensiero “socialmente pericoloso” direttamente nella vostra stessa mente. Roba da fare venire un orgasmo a Goebbels anche da morto. Roba che Orwell machetelodicoafare.

Per chi ancora faticasse ad arrivarci: le parole che usiamo decidono la percezione del mondo e di noi stessi che formiamo, dentro cui poi abitiamo. Decidono in che mondo viviamo e decidono chi siamo. Poter imporre quali parole usare e quali no, significa imporvi direttamente *chi siete*. Ed è esattamente quello che stanno facendo, qui ed ora.

Viviamo tempi pericolosi, specialmente perché molti non se ne accorgono nemmeno.

Sara Realini  


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