Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

giovedì 22 gennaio 2026

I Ching mensile. Dal 22 gennaio al 19 febbraio...

 


Dal 22 gennaio al 19 febbraio, “Esagramma 19, Lin – l’Avvicinamento” – Archetipo della Tigre. 

Il segno è caratterizzato da due linee chiare (intere) alla base che spingono verso l’alto 4 linee spezzate. Per I Ching è “La Terra sopra il Lago”. Si avvicina la primavera, si allungano le giornate, si vedono i primi segni di rinascita. Dopo il Solstizio invernale, la forza luminosa è nuovamente in fase crescente, portando con sé un sentimento di gioia, una spinta a perseverare nell’impegno per raggiungere i propri obiettivi. La primavera, come la giovinezza, non dura in eterno; se si affronterà il male prima che sia del tutto manifesto, lo si potrà padroneggiare e combattere, ma occorrerà prestare attenzione e non perdersi nelle correnti del tempo ed essere nel giusto: nel destino c’è anche il regresso, ma suscitando in tempo un movimento di ascesa, prendendo cioè la giusta direzione, individuando da subito gli errori, si potrà diventare abbastanza forti per contrastare anche momenti di destino avverso.

Consiglio dell’esagramma

Che abbia inizio un vero e proprio cambiamento! Muoviti, incontra, apri la strada alle novità e sarai così capace di sormontare qualsiasi ostacolo si frapponga sulla via, e di essere un esempio positivo per gli amici e per tutti coloro che ti seguiranno!

Alcune caratteristiche della Tigre

Dotata di una personalità complessa, sincera, sfacciata, autoritaria, ma anche dotata di un particolare fascino e magnetismo.

Previsioni

Il 4 febbraio 2026 inizia il nuovo anno dedicato al Cavallo di Fuoco (che termina il 3 febbraio 2027).  In generale tutti i segni ne saranno influenzati con  la sensazione di essere circondati da un tafferuglio. Il Cavallo di Fuoco è il più temuto dai cinesi per la sua tendenza ad uscire fuori dai canoni per affermare la propria personalità in tutta libertà. Ne soffriranno soprattutto i nativi della Tigre, della Lepre e del Drago che hanno il Legno come elemento costituente. 

– È il momento di ripulire il fegato, per ristabilire l’equilibrio dei liquidi e far fluire l’energia  che si avvicina.


Approfondimenti

Per approfondimenti sulla storia dell' I Ching e di questo metodo archetipale si può consultare il libro "Chi sei tu?" di Paolo D'Arpini - oppure contattare direttamente l'autore alla email: spiritolaico@gmail.com






lunedì 5 gennaio 2026

Epifania della natura! Memoria storica sulla “befana”...

 

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Conosciamo tutti il significato che la religione cattolica ha dato alla festività dell’Epifania, ma forse non tutti sappiamo che dietro la presunta storpiatura che ha trasformato il termine Epifania in “Befana”, c’è una serie di tradizioni antiche che sono riuscite, faticosamente, a sfidare i millenni ed a giungere fino a noi.
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L’origine della Befana è nel mondo agricolo e pastorale. Anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura di Madre Natura. In questa notte Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova.
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Per meglio capire questa figura dobbiamo andare fino al periodo dell’antica Roma. Già gli antichi Romani celebravano l’inizio d’anno con feste in onore al dio Giano (e di qui il nome Januarius al primo mese dell’anno) e alla dea Strenia (e di qui la parola strenna come sinonimo di regalo). Queste feste erano chiamate Sigillaria; ci si scambiavano auguri e doni in forma di statuette d’argilla, o di bronzo e perfino d’oro e d’argento. Queste statuette erano dette “sigilla”, dal latino “sigillum”, diminutivo di “signum”, statua. Le Sigillaria erano attese soprattutto dai bambini che ricevevano in dono i loro sigilla (di solito di pasta dolce) in forma di bamboline e animaletti. Questa tradizione di doni e auguri si radicò così profondamente nella gente, che la Chiesa dovette tollerarla e adattarla alla sua dottrina.
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In molte regioni italiane per l’Epifania si preparano torte a base di miele, proprio come facevano gli antichi Romani con la loro focaccia votiva dedicata a Giano nei primi giorni dell’anno. 
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Usanza antichissima e caratteristica è l’accensione del ceppo, grosso tronco che dovrà bruciare per dodici notti. E’ una tradizione risalente a forme di culto pagano di origine nordica: essa sopravvive l’antico rito del fuoco del solstizio d’inverno, con il quale si invocavano la luce e il calore del sole, e si propiziava la fertilità dei campi. E non è un caso se il carbone che rimane dopo la lenta combustione, che verrà utilizzato l’anno successivo per accendere il nuovo fuoco, è proprio tra i doni che la Befana distribuisce (trasformato chissà perché in un simbolo punitivo).
La tradizione è ancora conservata in alcune regioni d’Italia, con diverse varianti: a Genova viene acceso in alcune piazze, e l’usanza vuole che tutti vadano a prendere un tizzone di brace per il loro camino; in Puglia il ceppo viene circondato da 12 pezzi di legno diversi. In molte famiglie, il ceppo, acceso la sera la sera della Vigilia, deve ardere per tutta la notte, e al mattino le ceneri vengono sparse sui campi per garantirsi buoni raccolti.
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In epoca medioevale si dà molta importanza al periodo compreso tra il Natale e il 6 gennaio, un periodo di dodici notti dove la notte dell’Epifania è anche chiamata la “Dodicesima notte”. È un periodo molto delicato e critico per il calendario popolare, è il periodo che viene subito dopo la seminagione; è un periodo, quindi, pieno di speranze e di aspettative per il raccolto futuro, da cui dipende la sopravvivenza nel nuovo anno. In quelle dodici notti il popolo contadino credeva di vedere volare sopra i campi appena seminati Diana con un gruppo più o meno numeroso di donne, per rendere appunto fertili le campagne.
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Nell’antica Roma Diana era non solo la dea della luna, ma anche la dea della fertilità e nelle credenze popolari del Medioevo Diana, nonostante la cristianizzazione, continuava ad essere venerata come tale. All’inizio Diana e queste figure femminili non avevano nulla di maligno, ma la Chiesa cristiana le condannò in quanto pagane e per rendere più credibile e più temuta questa condanna le dichiarò figlie di Satana! Diana, da buona dea della fecondità diventa così una divinità infernale, che con le sue cavalcate notturne alla testa delle anime di molte donne stimola la fantasia dei popoli contadini. Diana, Dea della Caccia, della Luna, delle partorienti. La Befana è spesso ritratta con la Luna sullo sfondo.
Di qui nascono i racconti di vere e proprie streghe, dei loro voli e convegni a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Nasce anche da qui la tradizione diffusa in tutta Europa che il tempo tra Natale ed Epifania sia da ritenersi propizio alle streghe. E così presso i tedeschi del nord Diana diventa Frau Holle mentre nella Germania del sud, diventa Frau Berchta. Entrambe queste “Signore” portano in sé il bene e il male: sono gentili, benevole, sono le dee della vegetazione e della fertilità, le protettrici delle filatrici, ma nello stesso tempo si dimostrano cattive e spietate contro chi fa del male o è prepotente e violento. Si spostano volando o su una scopa o su un carro, seguite dalle “signore della notte”, le maghe e le streghe e le anime dei non battezzati.
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La Festa della Dodicesima Notte ispirò tra gli altri William Shakespeare che scrisse la omonima commedia che ebbe la prima rappresentazione il 6 Gennaio del 1601 al Globe Theatre di Londra. Daniel Maclise: La Dodicesima Notte, Malvolio e la Contessa.
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Strenia, Diana, Holle, Berchta,… da tutto questo complesso stregonesco, ecco che finalmente prende il volo sulla sua scopa una strega di buon cuore: la Befana. Valicate le Alpi, la Diana-Berchta presso gli italiani muta il suo nome e diventa la benefica Vecchia del 6 gennaio, la Befana, rappresentata come una strega a cavallo della scopa, che, volando nella dodicesima notte, lascia ai bambini dolci o carbone. Come Frau Holle e Frau Berchta, la Befana è spesso raffigurata con la rocca in mano e come loro protegge e aiuta le filatrici.
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Nella Befana si fondono tutti gli elementi della vecchia tradizione: la generosità della dea Strenia e lo spirito delle feste dell’antica Roma; i concetti di fertilità e fecondità della mite Diana; il truce aspetto esteriore avuto in eredità da certe streghe da tregenda (spostamento); una punta di crudeltà ereditata da Frau Berchta. Ancora oggi un po’ ovunque per l’Italia  si eseguono diversi riti purificatori simili a quelli del Carnevale, in cui si scaccia il maligno dai campi grazie a pentoloni che fanno gran chiasso: il 6 gennaio si accendono i falò, e, come una vera strega, anche la Befana viene qualche volta bruciata…

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martedì 23 dicembre 2025

Dov'è la libertà dell'occidente e dov'è la persecuzione russa contro il dissenso?...



In Gran Bretagna Greta Thumberg viene arrestata mentre, da sola, seduta per terra, esibisce un cartello con sopra scritto: "Sostengo i prigionieri palestinesi e mi oppongo al genocidio in Palestina".

"Greta stava protestando pacificamente fuori dalla sede di Aspen, compagnia assicurativa del più grande produttore di armi israeliano, Elbit Systems. I detenuti di Palestine Action in sciopero della fame per protesta ieri sono stati portati all’ospedale. Alcuni di loro nei giorni scorsi avevano denunciato il trattamento inumano ricevuto in carcere dove gli sono state negate le cure mediche necessarie. Lo Stato di apartheid non è più confinato in un solo territorio..." (Federica D'Alessio)

Per fare un paragone tra la presunta libertà di espressione esibita dall'occidente e l'accusa di coercizione contro i dissidenti russi  Vladimir Putin risponde ad una insinuante domanda di un giornalista della BBC britannica a proposito della persecuzione russa contro gli oppositori interni.

In questo passaggio, Vladimir Putin rispondendo al corrispondente della BBC, dà vita a uno scambio trasparente sui temi del dissenso politico, della libertà di informazione, dell’espansione della NATO e del futuro dei rapporti tra Russia ed Europa. Putin respinge le accuse britanniche rivolte a Mosca, difende la legislazione sugli “agenti stranieri” e accusa i governi occidentali di costruire l’immagine di un nemico esterno per coprire errori interni di politica economica e sociale: https://www.youtube.com/watch?v=qFYpKRw-T-g (Estratto da “I risultati dell’anno con Vladimir Putin” del 19 dicembre 2025, l’evento annuale in formato ibrido che unisce la Linea Diretta con i cittadini russi e la conferenza stampa con i media internazionali.

Commento di Carlo Rovelli: "Si può non credere a tutto quello che Putin dice, si può criticarlo per vari motivi, e non essere d'accordo, ovviamente. Ma non ascoltare quello che dice è un errore , sia dal punto di vista razionale, sia dal punto di vista morale. La prima cosa che serve per uscire da un conflitto è rispetto reciproco, come dice in questa intervista, come dice il papa, come dice la ragione. Se lo censuriamo (come ahimè fanno tutti, e per primo il giornale su cui scrivo), se lo chiamiamo costantemente "zar" con disprezzo siamo piccoli di mente, piccoli di morale, e piccoli di ragione, perché accecati dal conflitto e dai giochi di potere, camminano come sonnambuli verso il peggio per tutti. (...) Per questo, per il bene nostro nel futuro, per evitare guerre, penso bisogna innanzitutto ascoltare il punto di vista di chi chiamiamo nemico".



sabato 20 dicembre 2025

Da ogni fine sorge un nuovo inizio: il Ritorno...



Ricominciare da dove si è finito. I cambiamenti stagionali erano di vitale importanza per l'agricoltura e la sussistenza in ogni cultura dell'emisfero nord. Il ritorno dell'allungarsi delle ore di luce, che giunge con il solstizio invernale, è anche un segnale di carattere spirituale, in tutte le religioni è visto come il momento più propizio dell'anno.

Così fu per tutte le popolazioni di origine indoeuropea, per i nativi nord americani e non poteva essere diverso in Cina. Anzi è proprio in Cina che esiste la tradizione più antica e confermata storicamente sulla sacralità del solstizio invernale.

Nel Libro dei Mutamenti (I Ching), il testo più antico  non solo della Cina ma dell'umanità intera, il solstizio invernale è collegato all'esagramma "Fu", che significa "Il Ritorno".

Il segno è caratterizzato da una linea chiara che ritorna dal basso e sale verso l’alto. Esso significa radice e tronco del carattere. Il bene che compare in basso è all’inizio, quasi insignificante, ma è abbastanza forte per affermarsi durevolmente, nella sua peculiarità (come gli è congeniale), di fronte a ogni tentazione dell’ambiente.

La parola “ritorno” suggerisce anche l’idea di una continua inversione di rotta dopo gli errori, nonché l’idea della conoscenza di sé e dell’autocritica occorrente per correggersi.

In riferimento alla formazione del carattere si intende che il principio chiaro si dirige di nuovo verso la luce interiore voltando le spalle alla confusione dell’esteriorità. Nel fondo dell’anima, allora, si scorge il divino (l’Uno).

Questa coscienza è ancora allo stato germinale, appena un inizio, ma come tale chiaramente distinto da tutti gli oggetti esterni.

Riconoscere questo Uno significa riconoscere la propria natura nella forza ascendente della vita.

Nel commento all'esagramma  Confucio dice: “Nel segno Il Ritorno si vede il senso del Cielo e della Terra”. Qui si esprime l’idea che la forza luminosa è il principio creativo del Cielo e della Terra.

E’ un ciclo eterno, dal quale, l’esistenza scaturisce sempre di nuovo, proprio nel momento in cui può sembrare completamente sconfitta. Da questo si traggono le conclusioni che indicano il giusto comportamento in questo tempo.

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana



mercoledì 26 novembre 2025

Trieste. Se la Palestina è "tabù"...

 


Da 11 anni mi onoro di collaborare con l’Università delle Terza Età “Danilo Dobrina” di Trieste. Un’esperienza della quale sono debitore all’Università nel suo insieme, Presidenza, Direzione, Segreteria, ed alle e ai partecipanti agli incontri.  Un’esperienza che a malincuore concludo e che non si ripeterà per le ragioni che spiego.


Avevo proposto e programmato tre argomenti per l’anno accademico in corso, due sono stati ammessi, il terzo “Lampi di Storia sulla Palestina”, approfondimento di un tema già altre volte da me trattato nella stessa Sede, è stato escluso. 


Ho chiesto per iscritto le ragioni di ciò e mi è stato risposto a voce che non era il momento per tale trattazione. Una esclusione, che considero censura, dalla quale non posso prescindere.


Viviamo tempi in cui parlare di tante cose è difficile, ma, nel solco dell’interrogativo posto da Primo Levi, “Se non ora, quando?”, penso che proprio per questo si debba parlarne.


Un’ultima considerazione, posso immaginare che Codesta Università, come accade oramai ad altre Università, Istituzioni, editoria ecc., possa essere stata oggetto di pressioni nel prendere la decisone che ha preso.


Qual’ora così fosse, quale occasione migliore per non badarci. Avrebbe ricordato il gesto che il Rettore dell’Università di Padova, Concetto Marchesi *, compì il primo dicembre 1943. Gesto che segnò un’epoca non molto diversa dalla nostra.


Giorgio Stern


Lettera Aperta - Trieste 21 novembre 2025



 Concetto Marchesi fu latinista, intellettuale e politico, e Rettore dell'Università di Padova dal 1943. Divenne noto per il suo appello antifascista agli studenti nel novembre 1943, in cui li esortava a opporsi alla guerra e a ricostruire il Paese dopo il conflitto. Dopo la guerra, fu eletto all'Assemblea Costituente, contribuendo alla stesura della Costituzione italiana.


Articolo in sintonia: Parla il Rabbino Ahron Cohen del Movimento Ebraico Neturei Karta: “Noi restiamo orripilati di fronte a questo spargimento di sangue in Palestina. L’unica vera soluzione per porre termine a tutto questo sarebbe un accordo per la dissoluzione pacifica e totale dello Stato illegittimo conosciuto col nome di “Israele” e la sua sostituzione con un governo accettabile per i Palestinesi” - Continua: https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2025/11/il-movimento-ebraico-neturei-karta.html

sabato 15 novembre 2025

Appello ai giovani di Rol - del Boca e Faggin...

 



GUSTAVO ADOLFO ROL: APPELLO AI GIOVANI

https://www.youtube.com/watch?v=dYTEvXGr2Ps

 

BERNARDINO DEL BOCA: I GIOVANI E IL NUOVO PIANO DI COSCIENZA  http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/categorie/giovani-nuovo-piano-coscienza/

“La mente acquista conoscenza con le esperienze che le permettono di guardare più avanti, più lontano. La mente umana, spinta inconsciamente e contemporaneamente, sia dall’avidità, dal desiderio di potere e dalla paura, sia dalle spinte nobili dei sentimenti umanitari, è ora giunta a concepire una nuova rivoluzione, una rivoluzione  “totale” al cui confronto le precedenti esperienze rivoluzionarie appaiono come semplici rivolgimenti riformistici. …L’era tecnotronica (tecnologia + elettronica) sta aprendosi nei grandi paesi industriali con i rapidi e massicci progressi resi possibili dal computer e con la  divulgazione capillare e intensiva delle moderne comunicazioni, e già appare come sarà la futura società tecnotronica formata da una gran massa di uomini divenuti robot e da minoranze che cercheranno di imporre ideologie di rifiuto sul modello di quella di Frantz Fanon, che aumenteranno i già pericolosi distacchi psicologici ed emotivi che dividono gli uomini. Ma sarà allora che le verità spirituali troveranno il modo di trasformare veramente la vita di coloro che devono preparare l’avvento del nuovo piano di coscienza. Come una dolce musica dissolve i pericolosi infrasuoni generati da motori diesels e da grandi ventilatori industriali, così le verità spirituali neutralizzeranno i danni provocati dalla tecnotronica e permetteranno lo sviluppo di individui veramente liberi.”    (BdB – “La Dimensione Umana” – ed. 1971 pag. 338 – 339; ed. 1986– pag. 248-249; ed. 2006 pag. 305-306))

 

FEDERICO FAGGIN – MESSAGGIO AI GIOVANI

 Faggin all'ITIS  di Bergamo    https://www.youtube.com/watch?v=ywtfLrEJ2ps

 all'ITIS Rossi di Vicenza    https://www.youtube.com/watch?v=Gf7-u6k498Y

alla Scuola di Medicina Ippocrate    https://www.youtube.com/watch?v=1COHHPYCAL4

Università  di Bologna -  premio Sigillum Magnum a Federico  Faggin  - 29/5/2023  https://www.youtube.com/watch?v=bypq53IFKBc

al Politecnico di Torino    https://www.youtube.com/watch?v=xYjzQgdC3QU

a Festa Scienza Filosofia  - Unione tra scienza e spiritualità  https://www.youtube.com/watch?v=nQGOR_M36NI   (A 55’:  IL LIBRO CHE LEI  LEGGE E’ COMPRENSIBILE SOLTANTO   NELLA MISURA IN CUI  CHI LEGGE IL LIBRO HA AVUTO  ESPERIENZE SIMILI A QUELLE DESCRITTE NEL LIBRO. ALTRIMENTI NON SI CAPISCE)

 Faggin – “Coscienza e Spiritualità” – Tavola rotonda on line 12/4/2024     https://www.youtube.com/watch?v=lDSl07c3tMg  -  nell'intervento  la psichiatra-psicoterapeuta Erica Poli a 2,43' afferma: 

 “ la questione cruciale è il fatto che dobbiamo cambiare la metodologia di studio . Questo fu un tema già visto alla Normale di Pisa 10 anni fa in un convegno sulla soggettività nella scienza – Allora dobbiamo ripartire da delle autoevidenze che non   sono dogmatiche ma sono quello su cui si basa ciò che noi siamo. … e questo comporta che il metodo sperimentale venga fatto non in forma oggettiva ma in forma soggettiva, cioè esperienze personali …   se non capiremo questo finiremo in una catastrofe. E se invece capiamo questo finiremo in un’altra catastrofe, cioè quella del significato etimologico della parola catastrofe che è capovolgimento, inversione di rotta…” Federico  Faggin ovviamente  concorda.

 Paola Botta Beltramo



lunedì 27 ottobre 2025

Il dr. Hamer e la responsabilità genitoriale...

 


Il Corriere della Sera, il giorno  21   ottobre 2025,   pubblica     la notizia del rinvio a giudizio dei genitori del ragazzo deceduto per aver seguito il “metodo”  del dr. Hamer   https://www.corriere.it/cronache/25_ottobre_21/genitori-francesco-morto-metodo-hamer-intervista-6acf9873-b7c1-498e-9d74-f0e4e57bfxlk.shtml?refresh_ce


La risposta  del medico dr. Matteo Penzo citato nell’articolo https://www.corriere.it/cronache/25_ottobre_26/metodo-hamer-matteo-penzo-francesco-gianello-intervista-2d95f400-7cdf-4631-8f2e-4b0e3dea1xlk.shtml

  

Massimo Mazzucco – sito Luogo Comune – pubblica l’articolo del Corriere con questa premessa:   “ Questo è un articolo del Corriere della Sera. Pone un problema molto delicato: la responsabilità dei genitori nello scegliere un percorso medico alternativo. L’articolo ovviamente è tutto distorto a favore della “scienza”, ma ritengo che la questione Hamer meriti uno spazio di discussione. ”  https://luogocomune.net/medicina-salute/francesco-gianello,-morto-di-tumore-a-14-anni,-e-il-metodo-hamer

Il dr. Hamer curava. Ne sono testimone. Curava anche con medicine allopatiche, a seconda del caso. Consigliava anche operazioni chirurgiche come fanno anche medici e terapeuti che conoscono le sue scoperte . La conoscenza delle 5 leggi biologiche sono importanti perché aiutano a capire le cause e ad evitare quindi possibili recidive oltre a comprendere quale possa essere la cura più efficace, sempre tenendo conto dell’unicità della persona. Ci sono persone, anche malate terminali, che sono guarite. Ho conosciuto fra queste Marisa Rossi, che ha scritto il libretto “volare più in alto di un aquilone – grazie dr. Hamer”, ce ne sono nei vari libri scritti da Pfister, Trupiano ed altri. La maggior parte dei guariti non ama esibire il loro percorso perché spesso vengono considerate guarigioni spontanee, esibizioni vane. 


Ad alcune hanno consigliato di attendere almeno dieci anni per testimoniare la loro guarigione, come ho riassunto qui (ora ne sono trascorsi venti) https://www.ingannati.it/2015/01/22/hamer-convegno-di-aosta-testimonianze-di-guarigione/  e qui    https://www.ingannati.it/category/nuova-medicina-germanica-del-dr-hamer/  fra le 19 pagine molte testimonianze di guarigioni. - 

La mia lettera alla giornalista Ceccacci che voleva intervistare persone guarite per la trasmissione Mattino Cinque:   https://www.ingannati.it/2016/09/21/tranelli-dellandare-tv/

Ricordiamo tutti i casi delle giornaliste Nadia Toffa e di Francesca Del Rosso nota come Wondy- , che scrissero libri dopo pochi mesi dalla loro ultima cura convenzionale. Per coloro che seguono altre vie suggeriscono invece che sia prudente attendere 10 o anche 20 anni prima di parlare della loro guarigione.


Un’amica medico, ha così commentato in un social la tragedia in questione: Simonetta Bertozzi:

"Un ragazzo di 14 anni circa ,figlio di una mia amica ,anni fa gli è stato diagnosticato un osteosarcoma tibiale. Ha seguito i protocolli ufficiali : chemio, chirurgia ... è morto ,devastato dalle terapie dopo 3-4 anni. Naturalmente il giornale locale ha scritto : è stato fatto tutto il possibile. Quanta gente muore per la chemio e le sue conseguenze? Ma non possiamo toccare l'argomento perché è una grande fonte di guadagno per le case farmaceutiche! È il più grande business del momento.”

Le scoperte del dr. Hamer dovrebbero essere spiegate anche ai bambini. Le persone devono conoscerle prima di eventuali diagnosi per diminuire il panico. Le cure poi possono essere molte ma la conoscenza delle cause spesso latita, come ho già scritto più volte.


Nel corso di un mio intervento del 10 ottobre 2025 ho ricordato il caso dei coniugi Bottaro, condannati in Cassazione per omicidio colposo per la morte della loro figlia Eleonora. Uno dei tanti commenti del loro amico Alberto Medici: https://www.ingannati.it/2019/06/21/qualche-informazione-in-piu-per-non-fermarsi-ai-titoli-dei-giornali/

In questo articolo https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/cronaca/18_luglio_18/rifiuto-chemio-mori-genitori-processo-29a5f904-8a50-11e8-ac88-a72c2447e2e2.shtml

“«E’ una decisione importante da parte della Corte d’Appello, non solo per questo caso e soprattutto in un momento in cui la medicina ufficiale è sotto attacco, vedi per esempio la questione vaccini — commenta il professor Giuseppe Basso, primario della Oncoemaologia pediatrica di Padova”.


Nel corso dello stesso intervento del 10 ottobre ho ricordato la diagnosi di tumore metastatico fatta, nel 2001,   al figlio di una mia amica. Quando seppe, dopo due anni, che il figlio era guarito riscontrò nel suo seno sinistro un nodulo che era la riparazione dei dotti galattofori ulcerati, ovvero del “tumore duttale infiltrante “ causato dallo shock emotivo scatenato dalla diagnosi metastatica., perché percepì allora la malattia del figlio come fosse mortale. .Guarirono entrambi. La madre rese testimonianza nel corso del convegno di Aosta già citato prima-   E sempre nel corso della serata del 10   ottobre ho presentato un breve intervento del 2014 della dr. Erica Poli- a 23,20 www.youtube.com/watch?v=MRjJYU3dD0c    e prima - a 16,16’ ca - uno recente di lei con Federico Faggin – 


Paola  Botta Beltramo