Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).
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martedì 5 giugno 2012

AAM TERRA NUOVA e nuovo articolo sull'Incon​tro Collettivo Ecologista di Aprilia - Dal 22 al 24 giugno 2012



Reprimenda di Massimo Andellini, dell'ass. Unione Vegetariana Animalista: “CARISSIMO PAOLO, BIOREGIONALISMO... BIOREGIONALISMO, MA POI SUL GIORNALETTO DI SAUL CI SALUTI CON UNA "DICITURA" IN LINGUA ALBIONICA..”

Mia rispostina: “Eh, caro Massimo.. hai ragione. Nisargadatta, l'autore delle frasi che spesso inserisco, parlava solo in Marathi (la lingua del Maharastra) ma il testo mi giunge in inglese. Anche altri mi hanno chiesto di tradurle in italiano, delle volte l'ho fatto.. ma non sempre... (per questioni di tempo).

Ma questa te la traduco:

"There is no place for effort in reality. It is selfishness, due to a self-identification with the body, that is the main problem and the cause of all other problems. And selfishness cannot be removed by effort, only by clear insight into its causes and effects. Effort is a sign of conflict between incompatible desires. They should be seen as they are - then only they dissolve..." (Nisargadatta Maharaj)

Traduzione: “In realtà non c'è spazio per lo sforzo. E' l'egotismo, dovuto all'identificazione con il corpo, il problema principale e la causa di ogni altro problema. E l'egotismo non può essere rimosso con lo sforzo, solo con la chiara visione delle sue cause ed effetti. Lo sforzo è il segno di un conflitto fra desideri incompatibili. Questi debbono essere visti per quello che sono e solo allora svaniscono..”

Ah, a proposito di bioregionalismo.. AAM Terra Nuova ci ha dedicato una bella pagina sull'incontro di Aprilia del Solstizio Estivo e sulla nascita della Rete Bioregionale Italiana: http://www.aamterranuova.it/Incontri/Incontro-Collettivo-Ecologista

Ti aspetto ad Aprilia dal 22 al 24 giugno 2012, durante l'incontro verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale 2012 - Ringrazio per l'impaginazione Daniela Spurio e tutti gli autori degli articoli.
Per l'aiuto dato nell'organizzazione dell'incontro in particolare ringrazio: Riccardo Oliva e Benito Castorina.

Cari saluti, Paolo D'Arpini
circolo.vegetariano@libero.it


Programma del prossimo incontro collettivo ecologista del Solstizio Estivo ad Aprilia (Lazio): http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/post/2718386.html

giovedì 22 marzo 2012

La Bifolca di Vignola, Agribio Emilia Romagna, il mercatino campagnolo, i vini ed i canti di Quinzan… e la Festa di Primavera

Caterina Regazzi sorridente

Vi racconto una bella festa, in Emilia, come ai bei tempi… della nostra giovinezza

Mercoledì 21 marzo, primo giorno di primavera, nella corte dell’Azienda Agricola Biodinamica “La Bifolca” di Maria Miani a Vignola (Mo), sede dell’Associazione Agribio Emilia Romagna, si é tenuta un’edizione straordinaria del mercatino Biologico che era iniziato lo scorso anno, per celebrare l’equinozio di primavera e incontrare amici vecchi e nuovi.

Le previsioni del tempo non erano delle migliori ed il giorno precedente era stato un po’ nuvoloso, ma mercoledì pomeriggio la temperatura era mite e non c’era alcuna minaccia di pioggia.. Sono arrivata lì verso le 18 e 30 ed ho cominciato a chiacchierare qua e là, nell’attesa dell’arrivo di Quinzan.

Dalle 20 é stato ospite Pietro Bandini, detto Quinzan, rinomato cantautore romagnolo, proveniente direttamente da Faenza che ha suonato alcune sue canzoni in dialetto romagnolo (con traduzione a richiesta, anche se per i più che erano presenti, modenesi, non sarebbe stata necessaria) per accompagnare la degustazione dei vini prodotti dalla sua azienda agricola biologica.

La terra é la principale ispirazione per le sue canzoni, sia la sua terra, la Romagna, che la terra che coltiva sin dall’infanzia.

I suoi vini hanno nomi fantasiosi, come il Lòm a Mèrz (Lume a marzo?), un Sangiovese di Romagna. Il nome si rifà alla millenaria tradizione romagnola di accendere falò all’imbrunire negli ultimi giorni di febbraio per salutare la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera. Ed anche mercoledì sera un gran fuoco acceso dentro un calderone ha illuminato la serata, con fiamme che salivano verso il cielo, sempre rinfocolato, a turno, da diversi volontari. Le scintille che si sprigionavano creavano un effetto magico, da sogno. Altro vino particolare, il Romeo, dal nome del nonno, che campeggia in un’antica foto sull’etichetta, un Savignon Rosso o Centesimino.

A proposito di questo vino, ci ha raccontato la storia di questo vigneto: Quinzan padre ed uno zio scelsero una per una le viti da cui prelevare le marze per innestare il vigneto, assaggiando l’uva e segnando le piante con il profumo più intenso.

Il vino era ottimo, era accompagnato da un cibo tipico della nostra zona (il modenese, quindi sconosciuti per i romagnoli) come i “ciacci”, specie di focacce cotte tra due piastre di ghisa, e da una fumante zuppa di fagioli con i maltagliati.

C’erano Maria, la nostra ospite, sempre più che accogliente, Aldo, il nostro Presidente, con le uova delle sue galline, Antonella, la vicepresidente che faceva da sommellier, Giovanni con le sue verdure (broccoli, cavolo cappuccio e tre bellissimi porri sono finiti nella mia spesa), Manuela, la vivandiera, bravissima, mani d’oro, Daniela con i suoi sassi dipinti e i suoi programmi informatici (www.biologica.it ), Piero con il suo pane e le sue marmellate, Agnese con le saponette, Barbara e Lorenzo con i loro preparati a base di erbe e un bellissimo pancione con una nuova vita che sta per venire al mondo e tante belle speranze e tanti altri, sotto un cielo di stelle.

Davanti al fuoco

Il tutto, l’insieme della musica, il cibo, il vino, le persone in armonia e partecipazione, mi é parso un piccolo esempio di quel mondo che vorrei, che ci può essere, che c’é.

Caterina Regazzi
Referente Rapporto Uomo/Animali
Rete Bioregionale Italiana


sabato 11 febbraio 2012

Agricoltura Contadina .. che resiste ai gelidi venti della liberalizzazione.. malgrado tutto!

"Non così forte, però..." - Foto di Elke Colangelo

Care, cari,

anche l'agricoltura contadina viene strumentalizzata, in sintonia con la chiave della “liberalizzazione” del governo monti mario, detto il bancario.

Slow Food, ignorando completamente, o facendo finta di ignorare completamente, l'esistenza di un coordinamento di ecologisti e contadini nato per la presentazione di una legge a favore dell'Agricoltura Contadina.. cosa fa? Ti inventa un bel marchio “Resistenza contadina” per vendere una serie di prodotti che fanno comodo al mercato... Il famoso “mercato” del monti mario e delle multinazionali bancarie e finanziarie.

Ecco qua la notizia in cui si annuncia la presentazione del manifesto: “Presentazione del Manifesto di Resistenza Contadina. Giovedì 16 febbraio alle ore 11,00 presso il Ristorante Umberto di Napoli (via Alabardieri, 30) Slow Food Campania presenta il Manifesto di Resistenza Contadina, un documento nato dall’esigenza di contrastare la difficoltà perenne e crescente dell’agricoltura di piccola scala. Il Manifesto, realizzato grazie all’ascolto e al confronto con gli agricoltori, è aperto ai contributi di tutti i soggetti della società civile che intendono fotografare le difficoltà contemporanee e contribuire a combatterle con azioni precise e determinate a sostegno dell’agricoltura di prossimità. A condurre l’incontro, che vedrà protagonisti i contadini e le loro testimonianze di operatori in contesti non particolarmente favorevoli, sarà Geppina Landolfo, Presidente ARGA Campania. Interverranno inoltre Gaetano Pascale, Presidente Slow Food Campania, che illustrerà i contenuti e le azioni del progetto e Maria Scarinzi, graphic designer esperta in Comunicazione istituzionale e d’impresa, che illustrerà le caratteristiche del logo di Resistenza Contadina da lei realizzato. Nel corso della presentazione, sarà letto e distribuito il Manifesto”... (sic)

Ancora una volta, dopo la strumentalizzazione compiuta da varie associazioni politicizzate dei temi ecologisti usati a fini politici ed economici (legambiente oggi sponsorizza inceneritori e fotovoltaico a terra ed eolico industriale) ci voleva la “campagna” a favore degli “interessi contadini” da parte di slow food....

Eppure basta cercare su google “agricoltura contadina” e viene fuori una messe di articoli ed interventi (https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=agricoltura%20contadina) che slow (lento) food (magna magna) ha bellamente ignorato!

Bravi! E soprattutto “furbi”.....


......

Commento di Antonio Onorati: “Salute a voi, contadini invisibili e silenziosi. Non si sfugge, Solw Food dopo aver vinventato un nuovo prodotto da vendere (con buona pace di De Martino) la "MEMORIA CONTADINA" cioè quello che ha in testa mia padre, tua madre, tua sorella o il nonno, ora mette in vendita le nostre lotte sviluppate negli ultimi 25 anni. Sono furioso, e la cosa può non interessare, ma quando cambieremo questo paese se i ladri ci viaggiano accanto senza rispetto della storia, dei processi, dell'impegno personale...comunque aspettiamoci una bella trasmissione a uno mattino con un cuoco, una/uno presentatore di bella presenza, e tante storie tristi che ci presenteranno come casi sociali e non come attori per il cambiamento
Credo sinceramente, e nessuno me ne voglia , che sia anche un po colpa nostra..”

Mia rispostina: “... Forse hai ragione.. ma se ci pensavamo prima ad agire in quel modo non saremmo stati quel popolo pulito che siamo ma ci chiameremmo slow food o legambiente o simili marchietti di convenienza... Secondo me dobbiamo continuare tranquilli per la nostra strada.. magari “informando” gli slow food “dell'esistenza” preesistente del coordinamento per l'Agricoltura Contadina.. comunicando loro le nostre finalità... tutto qui... senza commenti..." (P.D'A.)

Commento di Andras Kocsis – Sul slow food che strumentalizza: “Unica cosa che non capisco, perchè i "CONTADINI ITALIANI" devono parlare inglese; chiamando le Slow Food qualcosa? La Lingua di Dante non ha abbastanza parole di esprimere un concetto rurale? Dovete per forza parlare "americano"(perchè per giunta,questo nemmeno inglese).Quando si comincia usare un "gergo", a me "puzza"!!!!!! I regimi amano questa forma per tirare scemo il " popolino ", parlare " sofisticato ". Io sono uno Straniero,che ha imparato la vostra bellissima lingua in un età adulta, (quindi imperfetto), per quale imperfezione il mio amico Paolo (oggi chi sa perchè " solo " Saul? Forse troppe battaglia con il suo amico Stefano?) mi ha anche difeso, mettendo una buona parola al mio favore prima di essere attaccato. Vi dico! Ogni giorno quando parlo Italiano, me lo GODO! Una Lingua Fantastica. I suoi radici LATINI, già UNIVERSALI, rendono ricco, bello espressivo. Usate questo e buttate fuori dai vostri discorsi queste schifose scorie americane!"

Commento di Caterina Regazzi: "Ho letto il commento finale di Andras su Slow food.... non sono i contadini che hanno adottato questo termine e slow food non é nato credo per i contadini, ma per un approccio al cibo diverso da quello del "fast food", che rappresenta la spogliazione del cibo d tutto quel che di "poetico" (perché no?) lo accompagna, la convivialità, il vivere "con lentezza", e la cura nella scelta delle materie prime e ...le materie prime dove nascono, per la maggior parte? In campagna e pertanto non sarei così "cattiva" nei confronti d questa organizzazione, sono loro che danno un marchio alle produzioni, una garanzia d qualità e di equità, forse... non siate sempre così sospettosi e lo dico anche a te, Paolo! Forse non si sono semplicemente accorti che c'era già una rete di associazioni a sostegno dell'agricoltura contadina, del resto se non ci si fa sentire......"

Mia Rispostina: “Grazie per le precisazioni, Schellino si era già fatto sentire... Un gruppo esterofilo slow nasce per contrastare un altro fast ma sempre allo scopo concorrenziale di vendita, non per promuovere uno stile di vita.. che non avrebbe bisogno in se stesso di marchi e marchietti..  In entrambi i casi è un'operazione commerciale... Potresti obiettare che anche Agricoltura Contadina lo è in fondo.. ed è vero.. però quella è una commercializzazione per la sopravvivenza.. Bacio”

Replica di Caterina: “Non so, amore, non credo che sia così di sicuro. Anche il Circolo vegetariano è un marchio, anche Caterina Regazzi é un nome, sono abbastanza credulona, io, credo che slow food sia nata come un gruppo di persone che semplicemente avevano voglia di godersi la vita, a cominciare dal cibo, poi magari vendono qualche libro e sponsorizzano qualche ristorante, ma se uno ci vuole andare perché è sponsorizzato da slow food, ci andrà una volta, ma se poi non si trova bene, spero che abbia la testa per cambiare o per mettersi a cucinare a casa propria le cose prodotte da sé o acquistate da un produttore locale, biologico, corretto, ecc. ecc. Se l'etichetta slow food sull'agricoltura contadina serve a richiamare l'attenzione di qualche manciata di persone sui problemi dei piccoli agricoltori.. non ci trovo per forza il male. E con questo direi che abbiamo a sufficienza sviscerato l'argomento..."

Commento di Antonio Onorati: "..credo che non abbiamo, né ne vedo l'utilità, energie da spendere in questo confronto, dovremmo però - a livello locale, credo - discutere con slow food e tra di noi approfondire una strategia nei confronti di queste organizzazioni situazionali. possiamo notare con soddisfazioni che noi continuiamo a produrre innovazione e loro ad inseguire ed "appropriarsi". Il nostro resta il problema dell'aggregazione e del rispetto tra di noi che, credo, non dobbiamo cambiare. il resto, a me sembra, sia quello di continuare ad essere un passo avanti perché in generale noi, con la nostra lunga resistenza abbiamo costruito - e continueremo, mi auguro - a costruire le alternative. Questa è una novità assoluta, praticamente quasi nessun altro settore sociale costruisce le alternative a partire dalla sua resistenza (senza aspettare che altri lo facciano per noi).."

Mia rispostina: “Mi piace molto questo approccio del genere "rompighiaccio".. ed in fondo se siamo onesti e sinceri lo siamo per noi stessi e perché non possiamo farne a meno.. d'altronde... senza bisogno di riflettori il percorso aperto diventa visibile... !"

Paolo D'Arpini – Rete Bioregionale Italiana

martedì 31 gennaio 2012

Note per il piccolo allevamento nella Proposta di Legge per l'Agricoltura Contadina

Caterina Regazzi, Rete Bioregionale Italiana


A proposito della proposta di legge sull'agricoltura contadina, di piccola scala, avrei qualcosa da dire a proposito del capitolo che riguarda l'allevamento e la macellazione degli animali. (Vedi proposta: http://www.agricolturacontadina.org/)

Nella proposta si parla di macellazione di un certo numero di animali, ma io risalirei a monte e cioè alla detenzione.

Come veterinaria di una usl, so che attualmente, ci sono limiti entro cui si deve stare per poter considerare l'allevamento "familiare" non dovendo così sottostare ai controlli della stessa Usl, tenuta di registri, ecc.
La macellazione è autorizzata solo per pollame e avicoli per uso proprio e per uno- due suini all'anno per uso familiare, nel periodo invernale. Le scappatoie comunque ci sono, non essendoci un numero prefissato, per cui si assiste a macellazioni anche di 3-5 suini in un'azienda in un periodo di tempo ristretto.
La detenzione di animali senza sottostare ai controlli usl secondo me dovrebbe rientrare in certi parametri numerici:
Bovini 2 (sia da latte che da carne)
Ovicaprini 10
Pollame - conigli 250
suini 3 suini da ingrasso oppure una scrofa con i suinetti dell'anno.
I suinetti prodotti dalla scrofa potrebbero essere allevati in azienda e di questi ne potrebbero essere macellati solo 2 o 3, gli altri dovrebbero essere venduti o macellati in macelli autorizzati.
Per la macellazione di tali animali ritengo che dovrebbe essere permessa dietro verifica, almeno, della presenza in azienda delle strutture e attrezzature necessarie allo stordimento, all'appendimento della carcassa e della eviscerazione pronta e completa, onde evitare l'inquinamento delle carni.
La macellazione dei bovini, suini ovicaprini dovrebbe essere concordata con il servizio veterinario per poter effettuare la visita ispettiva.
Per quanto riguarda il pollame, le macellazioni dovrebbero essere concordate, ad esempio, ogni due settimane anche in questo caso per permettere la visita.
Del resto, già attualmente, molti agriturismi che allevano pollame, si appoggiano a macelli locali per avere la garanzia della visita e di condizioni igieniche adeguate.
Sulle carni e sui prodotti di origine animale, valgono si le comuni norme igieniche ma poter effettuare le proprie produzioni in un ambiente ad hoc, ritengo che sia una garanzia di salubrità che merita anche per la tranquillità sia del produttore che del consumatore.
La possibilità del seppellimento dei resti della macellazione sarebbe da verificare con gli enti preposti per evitare l'inquinamento delle falde acquifere e problemi di igiene ambientale vari.
L'allevamento poi, in questo tipo di azienda, dovrebbe essere un'attività marginale, per la produzione del letame, la pulizia del terreno, l'utilizzo degli scarti di produzione (paglia, erbe di sfalcio dei fossi), l'arricchimento dell'habitat , ma se diventa attività importante o prevalente dovrebbe sottostare a tutte le regole sanitarie previste per gli allevamenti tradizionali.

Caterina Regazzi
Referente per il rapporto uomo-animali
Rete Bioregionale Italiana

giovedì 29 dicembre 2011

Benito Castorina: "L'economia riparte con l'uso alternativo sociale e collettivo delle terre demaniali..."

Ritorno alla campagna


LA POPOLAZIONE, I PARTITI, I SINDACATI, DEVONO PRETENDERE L’INVENTARIO ATTUALE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA E PATRIMONIALE DEL PAESE, QUELLA DELLE RISORSE UMANE, DELLE CONDIZIONI DELLA GENTE CHE LAVORA e poi come modificherà la manovra e quelle successive le condizioni e i dati dichiarati e che nessuna manovra può prevedere l’impoverimento del Paese con la svendita dei suoi patrimoni.

INSISTERE SULLE CONDIZIONI DI APPLICABILITA’ della clausola prevista dal trattato europeo che consente - in tempi di crisi - una moratoria nel rapporto tra debito nazionale e prodotto interno lordo.

Come richiesto da noti economisti italiani:
DEROGHE EUROPEE. «Chiediamo dunque che il governo», è scritto nella pubblica missiva, «si attivi presso la Commissione europea e il Consiglio europeo al fine di riconoscere all’Italia, a causa di una grave recessione economica, la possibilità di superare il valore di riferimento del rapporto disavanzo pubblico-Pil 2012 in via eccezionale e temporanea, restando il rapporto vicino al valore di riferimento. Ciò allevierà la trappola perversa dell’austerità. Il non farlo è scelta politica».

Poi tornando al discorso delle terre (vedi articolo: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/12/28/agricoltura-contadina-la-vendita-delle-terre-di-proprieta-pubblica-deve-essere-fermata/) e del patrimonio artistico ed archeologico dello Stato che non può e non deve essere venduto e mi fa specie che quel tale bersani se ne esca in TV dicendo: ma se la famiglia muore di fame, per sfamarla si vendono i gioielli… e poi la casa, l’onore… (ndr)

Quelle terre si possono usare in mille modi producendo occupazione e valorizzando le loro potenzialità.

Si può per esempio piantumare il vetiver per produrre energia elettrica e affrancarsi del debito per l’inquinamento ambientale (GHG), che pare si aggiri intorno a un miliardo e quattrocentomilioni l’anno (dato di 3 anni fa, da aggiornare), oltre a far nascere migliaia di imprese di giovani a tali fini occupate, salvare il territorio e contribuire al risanamento dell’economia nazionale.

Inoltre molti di questi territori sono parchi e boschi per i quali la CE ci riconosce solo il 10% circa della superficie totale (dato da verificare).

L’Appennino Italiano che si estende per tutto lo stivale è il parco dell’Europa e va rivalutato, ristrutturato con percorsi agibili per consentirne il godimento dietro modesti contributi che verrebbero investiti per l’assunzione di personale idoneo.

Il Danubio con i suoi 300 affluenti che insieme raccolgono tutti gli agenti inquinanti derivanti dalle attività antropiche dei Paesi attraversati da questi fiumi, hanno determinato la morte del Mar Nero, che ci regala attraverso il Bosforo e i Dardanelli 450 chilometri cubici di acqua inquinata. Cosa si fa per salvaguardare il mare nostro? Chi ci risarcisce il danno?

I pensionati possono salvare l’Italia, utilizzando le loro entrate fisse per la realizzazione di progetti agroindustriali che riportano benessere e rendono appetibile per i giovani il ritorno alle attività agricole, creando nuove forme di comunità, nuovi modelli di aggregazione per restituire al quotidiano i debiti spazi sociali e di relazione.

Trasformiamo questo momento in un momento positivo guardando in faccia la realtà, dobbiamo essere uniti siamo quel 90% che detiene pari ricchezza del 10% di italiani che dalla loro posizione di privilegio ci chiedono, anzi, ci vorrebbero costringere a sacrifici ciclici che portano per fasi successive alla umiliazione dell’intero 90% della popolazione che sino a ieri è stata amministrata da due coalizioni concorrenti chiamate dx e sx, che non erano contrapposte, ma concorrenti e apiravano allo stesso posto di governo non dimostrando le loro capacità e professionalità come si fa normalmente quando si concorre, ma denigrando l’altro e nel fare ciò denigrando il Paese. E cosa ha fatto quel grande arbitro che è la popolazione? Li ha imitati grandemente, schierandosi in posizioni di difesa dell’uno o dell’altro, credendo di nobilitarsi, mentre dietro il gioco dei pudori e dei prudori, si giocava il destino degli italiani la cui sola colpa è quella di non aver capito che non bisogna seguire l’onda che copre la visuale, ma bisogna cavalcarla.

Quanti erano disgustati del comportamento litigioso e del linguaggio scurrile dei nostri politici?

Quanti si sono stupiti nel sentire pronunciare a Berlusconi la frase: i mercati non possono condizionare un Paese? E Alfano ribadire questo concetto dopo che Bersani aveva corretto Berlusconi asserendo che non erano i mercati ma i BOT dei lavoratori?

Titoli, depositi e investimenti finanziari PERCHE’ SFUGGONO ALLA MANOVRA?

DIMENTICAVO… perché li possiedono i lavoratori!!!

LA POPOLAZIONE, I PARTITI, I SINDACATI, DEVONO PRETENDERE L’INVENTARIO ATTUALE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA E PATRIMONIALE DEL PAESE, di ogni cittadino italiano, QUELLA DELLE RISORSE UMANE, DELLE CONDIZIONI di vita DELLA GENTE CHE LAVORA e poi come modificherà la manovra attuale e quelle successive le condizioni e i dati che dovranno essere dichiarati e soprattutto che nessuna manovra deve prevedere l’impoverimento del Paese con la svendita dei suoi patrimoni.

DI CONTRO: BISOGNA INSISTERE SULLE CONDIZIONI DI APPLICABILITA’ della clausola prevista dal trattato europeo che consente - in tempi di crisi - una moratoria nel rapporto tra debito nazionale e prodotto interno lordo.

QUESTA AZIONE CONSENTIREBBE AL PAESE DI PRENDERE FIATO ED INTRAPRENDERE LA VIA DELLA salvezza per raggiungere la quale è ESSENZIALE abbandonare il terreno della critica a tutti i costi e dell’oltraggio, che divide, umilia e fa regredire, mentre bisogna ricercare i comportamenti e i modi per progettare una via da percorrere uniti per il bene comune e per la costruzione di una società equa e solidale.

Forza Signore e Signori del 90%!!!

Benito Castorina

Referente per l'agricoltura della Rete Bioregionale Italiana

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Di queste e simili proposte se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista previsto al solstizio estivo, dal 22 al 24 giugno 2012, da tenersi nel podere del vetiver di Aprilia (Roma) - Info: circolo.vegetariano@libero.it

domenica 18 dicembre 2011

Agricoltura contadina e incontro collegiale ecologista del solstizio estivo 2012


Approfitto per confermare la disponibilità a lavorare assieme, sul progetto dell'agricoltura contadina, nei limiti del possibile e delle disponibilità.. Purtroppo in questo momento non possiamo garantire una presenza a Firenze, anche perchè stiamo attivamente lavorando, come annunciato da Aldo Nardini, ad una serie di incontri per presentare il progetto di Incontro Collegiale Ecologista da tenersi a Roma al solstizio estivo 2012, di cui -in seguito all'abbocco di ieri con Riccardo Oliva a Sassuolo- abbiamo redatto alcune linee guida, che in calce vi sottopongo, invitandovi ad esprimere un vostro parere in merito....
(Paolo D'Arpini)


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Il giorno 18 dicembre 2011 15:08, Associazione Agri.Bio Emilia-Romagna ha scritto:

In riferimento alla corrisposndenza intercorsa: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/12/14/agricoltura-contadina-proposte-e-discorso-critico-sulla-situazione-dei-contadini-in-italia/

Ringrazio Roberto Pisani e Paolo d'Arpini che hanno rammentato a tutti quali dovevano essere gli scopi della campagna per l'agricoltura contadina, che doveva trovare punti di unione, aspetti e valori condivisi per attivare una sinergica collaborazione nella direzione degli obbiettivi comuni e dare più forza a un settore profondamente diviso e frammentato e già in crisi da molti anni con moltissime aziende che hanno chiuso, come ricordava Emilio. E che, oltre a tutti i fattori già citati da altri ( mercato, concorrenza di prodotti esteri, agricoltura industriale, prodotti non raccolti perchè al produttore costava di piu la raccolta di quanto avrebbe preso vendendoli, enorme e lentissima burocrazia, cambia climatico con alternanza di siccità che eccessi e alluvioni, frane, danni da fauna selvatica, cavallette, ecc) , con la nuova manovra economica che il parlamento sta varando l'agricoltura, verrà sottoposta a pesanti aumenti di imposizione fiscale col risultato che molti altri contadini che ora stanno sopravvivendo per passione pagandosi anche i contributi inps con i risparmi degli anni passati quando la annata è sfavorevole e non si produce, o non si guadagna, quasi niente, me compreso, saranno costretti a chiudere.
Sarebbe auspicabile che in questa lista oltre ai diverbi, ci fossero idee e proposte di iniziative costruttive.
Citando Buckminster Fuller : “Se vuoi insegnare alle persone un nuovo modo di pensare, non preoccuparti di provare ad
insegnare loro. Invece dagli uno strumento, l’uso del quale li condurrà a nuovi modi di pensare” -


Da parte nostra come Agri.Bio Emilia Romagna, siamo una piccola associazione regionale e stiamo portando avanti alcune iniziative locali per i contadini in collaborazione con altre associazioni e con tutte quelle aderenti alla campagna contadina, che hanno risposto al nostro invito ( civiltà contadina e la rete bioregionale, nessuna notizia dalle altre con sedi in emilia) e a breve
avremo un altro incontro con Paolo e Caterina, una cooperativa sociale di giovani che vogliono investire e lavorare nel settore agricoltura e ambiente e con altre associazioni del territorio.
Il convegno collegiale ecologista di cui ha accennato Paolo D'Arpini è un'altra iniziativa molto interessante che noi appoggeremo fermo restando che oltre alle inziative, tipo evento spot di livello nazionale, servono iniziative sparse sul territorio locale, ricordando - Rob Hopkins fondatore del movimento delle Transition Town, “se aspettiamo i governi, sarà troppo poco e troppo tardi.
Se agiamo da soli, sarà troppo poco. Ma se lavoriamo alla scala delle comunità locali, può essere abbastanza e appena in tempo”

Ciao e buone feste a tutti!!!
Aldo Nardini Agribio E.R.


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Care, cari,



il 17 dicembre u.s. Caterina Regazzi ed io siamo stati al Temple Bar di Sassuolo, per una conferenza con Riccardo Oliva, il tema iniziale e principale è stato quello della sperimentazione “scientifica” sugli animali. Nella vivisezione e negli esperimenti mortali sugli animali si cerca di giustificare una ricerca medica che poco o nulla ha a che fare con l’uomo, infatti animali ed umani non hanno le stesse reazioni alle stesse sostanze.. ma egualmente provano dolore se tormentati e avvelenati. In questa operazione pseudosceintifica i soggetti alla tortura sono definiti “materiale biologico” in modo da cancellare la loro identità come esseri viventi. Tutte queste cose ci ha illustrato l’eccellente e preparato relatore.. mentre slide allucinanti passavano davanti ai nostri occhi.. esperimenti sadici su primati, capre, cani e molti altri animali compiuti asetticamente con guanti di lattice, camice bianco, tubicini di plastica alambicchi bisturi forbici .. Insomma abbiamo appreso che la vivisezione è una forma di tortura legalizzata al fine di soddisfare turpi tendenze all’omicidio.. persino completamente inutile ai fini della ricerca medica, in quanto sappiamo che esistono metodi alternativi di estrema efficacia basati su analisi e sperimentazione sulle cellule umane coltivate in vitro, ad esempio, o attraverso altre forme di conoscenza dolce.. come la ricettività e la reattività ai numerosi “medicinali” naturali conosciuti da millenni dall’uomo… Insomma lo sfruttamento animale, per fini sperimentali o per alimentazione, è semplicemente un meccanismo economico finalizzato alla distruzione della natura e della vita sul pianeta.. Per scopi monetari, ovvero completamente virtuali e consumistici, si distrugge tutto quel che esiste ed è vivo…



Questa conoscenza è stata una buona premessa per affrontare successivamente il discorso programmatico sull’Incontro Collettivo Ecologista che si vuole organizzare in occasione del solstizio estivo a Roma, esattamente nei giorni 23 e 24 giugno 2012.



Non eravamo molti al tavolo ma gli argomenti sono stati sufficientemente approfonditi, soprattutto negli aspetti tecnici dell’organizzazione. Avevamo precendetemente avuto un abbocco con Enzo Parisi di IDEM e delle conferme ed adesioni da parte del CIR e di altre realtà ecologiste, eco-villaggi, associazioni di consumatori, operatori nel sociale….. Ad esempio per mercoledi p.v. abbiamo fissato un appuntamento con Agribio e Civiltà contadina per presentare il progetto e simili iniziative verranno fatte prossimamente anche ad Imola, Bologna, etc. Alcuni dei presenti hanno anche illustrato le loro attività, come ad esempio Dario Vesprini che ha parlato della sua Marcia Ecologista organizzata ogni anno in montagna (a Prignano sulla Secchia) o Teodolinda Guerra che ci ha parlato della sua intenzione di lanciare uno specifico messaggio sulle tematiche del lavoro ecologico.



Ma veniamo ad dunque… Abbiamo durante la chiacchierata preso in esame le varie possibilità e modalità sul luogo dell’incontro e suo svolgimento. Avevamo già ricevuto la disponibilità di Benito Castorina, il quale ha offerto le strutture e il podere del vetiver ad Aprilia. Il luogo è ben collegato con mezzi pubblici, lo spazio aperto a disposizione è molto grande, vi si può liberamente campeggiare, esiste inoltre un edificio abitabile di discrete dimensioni in cui poter organizzare la cucina collettiva, i servizi ed un certo numero di posti letto arrangiati.. l’ospitalità è gratuita.



L’altra possibilità esaminata, proposta da Stefano Panzarasa, è quella di un ostello all’interno del Parco dei Monti Lucretili, i posti letto sono una sessantina ed esistono servizi comuni, etc. In quest’ultimo caso però c’è da considerare una spesa di circa 25 euro a persona per la locazione. Per questo se dovessimo decidere per tale opzione sarebbe necessario conoscere con un certo anticipo il numero dei partecipanti e dovremmo inoltre, attraverso l’ausilio di Riccardo Oliva ed altri, aprire una cassa collettiva per affrontare le varie spese e versare l’anticipo, etc. Chiediamo perciò che a stretto giro di posta vengano definite le preferenze, se per l’uno o per l’altra possibilità… E’ importante muoversi con il dovuto anticipo, anche se mancano ancora sei mesi all’incontro, perché una gestione efficace comporta una serie di oneri che vanno affrontati con cognizione di causa e competenza.



In entrambi i casi bisognerebbe che ognuno portasse cibo, preferibilmente vegetariano, da condividere nei due giorni dell’assemblea, ed anche posate e piatti e canovacci personali, e che la vesseile e la cucina e la pulizia dei luoghi venisse svolta in modo democratico con la partecipazione di tutti.



Altro argomento affrontato è quello relativo alle tematiche ed agli interventi. Allora, tanto per iniziare ripetiamo qui lo scopo generale di questo Incontro Collegiale Ecologista, che è quello di craere un coordinamento efficace e di comune ausilio sulle iniziative portate avanti dai gruppi e dalle persone che in Italia si riconoscono nell’ecologia profonda, nel bioregionalismo, nella biospiritualità e nel riabitare la terra in modo gentile e solidale. Potremmo dire che lo scopo evidente è quello di definire i nodi di una Rete delle Reti degli operatori sensibili all’ambiente ed alla vita.



Quindi durante il convegno sono ben accette proposte operative, e descrizioni di progetti già avviati in chiave locale da tutti i partecipanti, insomma si parla di condivisione delle esperienze e di trasmissione delle stesse, se utili alla causa comune. La formazione di gruppi di lavoro specifici è auspicabile, per un successivo approfondimento sui temi di maggior interesse… Chiunque potrà partecipare ai gruppi di lavoro che ritiene più prossimi ai propri intendimenti e competenze. Per semplificare l’esposizione dei temi da affrontare ci siamo dati un indirizzo (già sperimentato in simili occasioni) di partecipazione diretta al dialogo in tempi stabiliti.



La scaletta potrebbe essere così concepita: la mattina di sabato 23 giugno 2012, appuntamento e sistemazione nel luogo dell’incontro, piccola passeggiata nei dintorni per familiarizzarci con il luogo e l’habitat. Verso il mezzogiorno preparazione del pasto collettivo, pranzo e successiva vesseille. Nel primo pomeriggio prima sessione di sharing e proposte, ognuno è invitato a portare un suo intervento scritto in cui sintetizzare il proprio pensiero e proposta, in una lettura non superiore ai 10 minuti. Le letture avverrano a rotazione. Ovviamente ci sarà la presenza di un moderatore facilitatore scelto fra i presenti che consenta l’ordinato svolgimento degli interventi nei tempi stabiliti, e che restituisca la parola a chi vuole ribattere dopo il primo diro di condivisione. Scende la sera e si prepara quindi la cena, la sala, etc. dopo mangiato si potrà tenere una esibizione di talenti artistici per allietare i presenti, con canti, poesie, musica, etc.



La mattina di domenica 24 giugno 2012, dopo una colazione mattiniera, ci potrà essere una più approfondita visita ai luoghi circostanti e se il tempo lo consente magari sedersi in una radura per la seconda sessione di pareri e proposte, con le stesse modalità del giorno precedente. Al ritorno alla struttura preparazione del pasto e dopo mangiato un cerchio di saluto e conclusioni con le ultime idee e con la formazione dei gruppi tematici e adesioni, scambio di indirizzi, etc.



Tutti gli interventi che saranno portati in forma scritta verranno successivamente riuniti in un “quaderno” che potrà essere inviato, come atti dell’Incontro, a tutti i partecipanti e ad altri interessati, in modo che possano divulgarne i contenuti in ogni modo.



La raccomandazione ricevuta da più parti in questa fase preliminare dell’organizzazione è che l’assemblea di cui sopra contribuisca alla forma di Rete collettiva sui temi trattati, con il mantenimento delle identità dei vari nodi. Quindi non si parla della formazione di una associazione o partito o simile aggregazione.

Paolo D’Arpini




Integrazione di Teodolinda Guerra: “Caro Paolo, ti scrivo due righe per la presentazione dell'incontro in Giugno,dimmi se possono andare bene,grazie.Se intanto ci teniamo in contatto vediamo se emergono delle idee da sviluppare insieme. Un caro saluto a te e a Caterina, a presto. - Proposta di discussione sulla possibile integrazione di passioni,aspirazioni e competenze professionali di persone che hanno fatto dei percorsi formativi accomunati dall'interesse per il mondo naturale in tutti i suoi aspetti,e che potrebbero unire le proprie forze e collaborare per creare delle sinergie per sviluppare progetti anche lavorativi che permettano di mettere in campo le reciproche potenzialità,coniugando l'esigenza di lavorare con il desiderio di concretizzare azioni,scelte e progetti che rispecchino i valori coerenti con le finalità del movimento per l'ecologia profonda”

Condivisione - Scrive Riccardo Oliva: "Sottoscrivo e condivido il testo qui riportato. Presidente Associazione Memento Naturae Volontari a Difesa di Ciò che è Vita!!!"


giovedì 8 dicembre 2011

La Rete delle Reti come forma di coordinamento collettivo fra le varie realtà ecologiste in Italia




Lettera inormativa

Cari amici, vi informo degli sviluppi sulla preparazione dell'incontro collegiale per la nascita di una Rete delle Reti su ecologia profonda, bioregionalismo, biospiritualità ed in generale sul riabitare la Terra in modo sostenibile e solidale. Ieri ho incontrato alcuni ecologisti operanti nella zona marchigiana, fra cui Felice del Seminasogni, mi sembra che siano tutti favorevoli alla creazione di una Rete per lo scambio di informazioni e di coordinamento fra le varie realtà che operano sui territori. Quello che ho percepito attraverso vari abbocchi con varie persone è che tutti, pur sentendo l'esigenza di un contenitore comune, una Rete appunto, in cui potersi riconoscere e collaborare, ritengono che il mantenimento delle realtà già costituite sia essenzxiale, quindi la Rete nascerebbe come forma di collaborazione, informazione ed aiuto reciproco fra le varie realtà. E questo atteggiamento mi trova concorde.....

Nell'area di Roma, in cui si presuppone di poter svolgere l'incontro collegiale, alcuni operatori di vari gruppi si stanno già muovendo alla ricerca di una struttura idonea, possibilemnete situata in un parco regionale, con possibilità di campeggio e di ostello e di cucina, per svolgervi l'incontro di due giorni. Una simile struttura potrebbe risultare reperibile nel Parco dei Monti Lucretili, che si trova nella Sabina Romana (a pochi kilometri da Roma) siamo in attesa di conosce i costi e le condizioni.. Nei prossimi giorni, per l'esattezza il 17 dicembre pv conto di incontrarmi con Riccardo Oliva di Memento Naturae, che si troverà in Emilia, a Sassuolo (Mo), per conoscerci personalmente e trovare sinergie operative per l'organizzazione dell'incontro collettivo, da lui stesso in precedenza prospettato. La data che sembra più accettabile per tale incontro, anche parlandone con diversi altri, sembra quella del fine settimana 23 e 24 giugno 2012.


Qui di seguito vi segnalo la mail di adesione di Alessandro Marescotti, coordinatore della Lista Peacelink, da voi sicuramente conosciuta....

Paolo D'Arpini


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Scrive Alessandro Marescotti a Paolo D'Arpini:

Caro Paolo, ovviamente non posso che augurare la crescita di questa rete e peacelink e' disponibile a far circolare le info. In questo periodo sono un po' affannato ma se posso dare una piccola mano lo faro'. Ciao. Alessandro

Precedente lettera da: Paolo D'Arpini ad Alessandro Marescotti
Oggetto: Riunione collegiale su ecologia
Caro Alessandro Marescotti, si sta lavorando ad organizzare una riunione collegiale di tutti i gruppi che si interessano di ecologia, vedi qui alcune proposte: Solstizio estivo 2012 – Proposta per un incontro collegiale anche dal CIR: “Come potete vedere dalla lettera sottostante sia noi che il CIR, la Rete per l'Ecologia Profonda e la Rete Ecovillaggi ci stiamo muovendo per una Rete collettiva... (continua)


Facci sapere cosa ne pensi...

Ciao, Paolo D'Arpini

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Precedenti articoli sul tema:

http://retedellereti.blogspot.com/2011/12/proposto-un-incontro-su-ecologia.html

lunedì 17 ottobre 2011

Tarquinia, 17 ottobre 2011 - Marzia Marzoli: "Mesta cerimonia comunale: Autostrada Livorno Civitavecchia battezzata e SS Aurelia condannata a morte!"

"Luogo di sosta" - Foto di Gustavo Piccinini

Le proteste popolari? Non servono a nulla! La protervia dei potenti che amano distruggere il territorio per mangiarci sopra.. è la rappresentazione della stupidità umana  di colui che per sfamarsi si taglia una mano  e se la mangia... Così sta a posto, per un giorno, poi magari l'indomani ripete l'operazione e si mutila completamente... Questo fanno gli amministratori, tanto sono impuniti e impunibili,  tanto qualsiasi danno lo pagheranno i posteri e non loro... Con la scusa del lavoro, dicevo.  Un esempio viene dall’intenzione governativa di completare la litoranea tirrenica da Livorno a Civitavecchia. Una fettuccia che crea un distacco fra la costa e l’entroterra, mentre  –secondo i fautori- "aiuterà i commerci ed il turismo" (di massa). Certo sarà un turismo veloce, di passaggio, ed i commerci saranno limitati alle pompe di benzina ed autogrill  ma in questi momenti di crisi ci si arrabatta con tutto, pur di agitare le acque della ripresa economica. Ed oggi, 17 ottobre 2011,  con le benedizioni dei potenti (il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, l’assessore regionale, Luca Malcotti, il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, l’amministratore unico dell’Anas, Pietro Ciucci, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, il presidente e l’ad della Sat, Antonio Bargone e Ruggiero Borgia) si è tenuta una Mesta cerimonia al comune di Tarquinia: Autostrada Livorno Civitavecchia battezzata e SS Aurelia condannata a morte!

Ecco cosa scrive Marzia Marzoli da Tarquinia, il 17 ottobre 2011:

Vi racconto come è andata oggi...

ovvero tutto ciò che sui giornali non leggerete mai!... Oggi eravamo davanti all'entrata del comune di Tarquinia aspettando.... per la cerimonia di avvio ai lavori della SUPPOSTA TIRRENICA... (Autostrada Livorno Civitavecchia).

Siamo stati recintati e nastrati tutt'intorno come le pecore.... Tanta polizia a protezione dei politici (?) ..avete capito bene!

Le macchine blu sono arrivate una ad una... e ...mentre chiedevamo loro di rispondere alle nostre domande... li abbiamo visti salire le scale senza neanche girarsi...

OGGI NON SI CELEBRA NESSUNA CERIMONIA.. MA SOLO IL FUNERALE DELLA SS AURELIA!..

Tutte le autorità come alieni non affrontano i problemi...sono solo capaci di tagliare nastri e di farsi un brindisi alla faccia nostra!...non sono stati eletti?..non sono rappresentanti di una democrazia?..il consigliere Tosoni, autorizzato al solo ruolo di invitato ad ascoltare la cerimonia ha cercato di esprimere la stessa domanda che volevamo porre noi!!!..E' STATO ALLONTANATO A FORZA DALLA POLIZIA!...Se ci avessero invitato a parlare avremmo potuto ascoltare delle ragioni... hanno usato la forza e l'arroganza per tenerci fuori...

HANNO DIMOSTRATO CHE NON SONO DALLA PARTE DELLA RAGIONE..MA SOLO DA QUELLA DELLA PREPOTENZA..CON CUI TI OBBLIGANO A PAGARE UN PEDAGGIO SU UNA STRADA CHE E' UN BENE COMUNE..

IL SINDACO DI TARQUINIA IL PIU' TRISTO DI TUTTI: GIACCA E CRAVATTA INTONATA AD UN SORRISO DI COMPIACIMENTO per il POTENTE DI TURNO, LO STESSO SORRISO CHE AVEVA QUANDO ENEL GLI FIRMAVA LE CONVENZIONI ECONOMICHE... PARLA SOLO DI INDENNIZZO E DI SOLDI... continua a vendere i gioielli di famiglia ..ad imporre schiavitù-servitù alle lobbies ..perchè non ha la minima capacità... come tutti i sindaci che oggi vanno di moda!

...Dunque è andata che la politica ora si deve blindare...xchè non rappresenta i cittadini ma la volontà delle lobbies..si autocelebra e incassa!!..

GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE ERANO DALLA PARTE DELLA GENTE.. DALLA PARTE PIU FATICOSA DEL CIELO..PER DIFENDERE IL TERRITORIO.. I NOSTRI FIGLI DA SCELTE SBAGLIATE E DALLA RASSEGNAZIONE CHE LA POLITICA CHE CI MERITIAMO SIA QUESTA!!!...
(Marzia Marzoli)

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Paolo D'Arpini

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana


Leggi articoli sul tema:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=autostrada+livorno+civitavecchia

martedì 13 settembre 2011

L'impronta bioregionale sociale e territoriale della Sabina... Un luogo in cui vale la pena di vivere

Soratte, la montagna sacra, vista dalla Sabina


Il territorio della Sabina, dove abito ormai da più di 5 anni, è veramente ancora uno dei luoghi poco compromessi di tutto il Lazio, sono d’accordo con il bell’articolo di Luca Bellincioni (http://retedellereti.blogspot.com/2011/09/luca-bellincioni-proposta-per-un-parco.html).

Quando venni ad abitare in questo splendido territorio, mi chiesi spesso come mai fosse così difficile per la popolazione favorire lo sviluppo turistico ed economico di questi stupendi luoghi. Poi, dopo aver conosciuto un po’ più da vicino gli abitanti locali e soprattutto la loro mentalità, ne ho capito il perché. Da questo punto di vista non c’è Bioregione più Bioregione della Sabina..

La gente Sabina è una popolazione soprattutto agricola, che ha mantenuto questa caratteristica nonostante la vicinanza di Roma, a differenza di altri territori del Lazio che sono perfino più distanti, come ad esempio la zona di Frosinone che ha caratteristiche più imprenditoriali soprattutto nel settore del mattone. La Sabina si sente più vicina a Rieti come mentalità e molto lontana dal Terminillo che sicuramente è fuori dalla logica agricola!

A proposito del Terminillo, c’è da dire che i frequentatori degli impianti sciistici per lo più non provengono dai comuni della Sabina, ma da Roma o da altri territori del Lazio. Il sabino non va a sciare la domenica, preferisce prendere il trattore ed andare a lavorare nei campi, a curare le piante di olivo che tanto ama, o l’orticello che quasi tutti hanno, compresi gli abitanti di Rieti (come si può constatare attraversando alcune vie di questa deliziosa cittadina). Il nativo sabino, anche se durante la settimana lavora a Rieti o a
Roma, non considera la domenica come un giorno di riposo, ma come un giorno utile per la campagna! La mentalità del week-end non è di questi luoghi!

Le persone che ho conosciuto nei comuni che ho frequentato, e nella stessa Rieti, sono tutte famiglie che hanno parenti che si intrecciano in quasi tutti i comuni della Sabina e questo si ripercuote anche nell’economia locale. A Rieti, ad esempio, se una persona che proviene da fuori Sabina desidera aprire una attività di qualsiasi tipo, non trova spazio perché tutte le occasioni di lavoro o di sviluppo economico sono riservate ai parenti delle varie famiglie locali, pertanto: o hai qualche parente in loco oppure non lavori! Tutti gli esercizi commerciali di Rieti fanno capo a famiglie e parenti di quelle famiglie, e proprio per questo si registrano pochissimi stranieri in quanto una famiglia fa tutto da sé risparmiando parecchi soldi! Anche il lavoro domestico non è tipico di queste zone. Qui le donne sono tutte bravissime nelle faccende domestiche, preferiscono farlo in prima persona piuttosto che pagare una colf.

Poi sono tutte molto brave a cucinare e a preparare dolci locali che sfoggiano nelle occasioni festive in buffet veramente abbondanti! E’ un vanto locale! Gli stranieri che vivono in questi comuni, che sono sempre molto meno rispetto al resto della regione, trovano lavoro qualche volta come badanti, nei casi di malati di alzeimer, o nel settore agricolo, come raccoglitori di olive, e ciò in quanto i vecchi contadini non ce la fanno più a fare questo lavoro da soli e i loro figli non ne vogliono sapere, preferiscono passare i pomeriggi al bar a bere birra piuttosto che aiutare i propri genitori a lavorare la terra!

Questo è veramente un grande problema perché quando non ci saranno più i vecchi, le terre saranno abbandonate! Ho constatato che questo amore incredibile che i contadini hanno per la propria terra, un amore veramente inimmaginabile, non sono riusciti a trasmetterlo alle generazioni future che invece disprezzano l’ operato dei loro genitori! I giovani vorrebbero andare in città a fare un lavoro comodo e ben pagato, senza però impegnarsi neppure con lo studio!

Infatti pochi decidono di frequentare l’università o perfino conseguire un diploma. La prova di questo me l’ha fornita una mia amica che il mese scorso era andata a Rieti ad informarsi sulle modalità di iscrizione alla scuola alberghiera per suo figlio. Mi ha detto che negli ultimi tre anni, la sede della scuola aveva cambiato sede già tre volte ed ogni volta cercavano una sede più grande almeno del doppio rispetto alla precedente. L’ultima sede dove si è trasferita la scuola quest’anno ospiterà più di 1000 ragazzi, tutti con semplice licenza media, l’unica condizione per frequentare l’alberghiera, la quale offre loro perfino il convitto, quindi è perfetta per chi non vuole studiare molto e desidera realizzare subito un mestiere per poter lavorare nel settore della ristorazione (spesso familiare).

La popolazione sabina segue dei ritmi sempre uguali durante tutto l’anno, attendendo i soliti appuntamenti fondamentali che riguardano tutti: la raccolta delle olive nei periodi di novembre/dicembre, la produzione dell’olio nei frantoi di cui il territorio è ben fornito, la potatura delle piante, la legna per l’inverno, e poi durante l’estate le feste religiose e le sagre locali organizzate dalla pro-loco dove tutti partecipano molto volentieri, giovani compresi.

Da questo punto di vista si può proprio dire che questi paesi vivono proprio in comunità, e proprio per questo non escono fuori dai loro nuclei familiari o comunali! La difficoltà di sviluppo del territorio purtroppo è causata proprio dal non aprirsi all’esterno, è un fatto di mentalità. Ciò che manca è lo spirito imprenditoriale che dovrebbe uscire fuori dal nucleo familiare.

Faccio un esempio. Quasi tutti producono l’olio, molti soltanto per fabbisogno personale, altri invece lo vendono anche all’esterno. Molti di loro, pur iscritti a cooperative locali, non riescono a vendere l’olio se non a quella catena di conoscenze che hanno creato con il passa parola. E per questo ogni anno rimangono scorte abbondanti di olio invendute. Pochissimi pensano di usare internet per la vendita dell’olio, quasi nessuno di loro utilizza il computer come potenziale strumento di sviluppo economico. Il concetto di pubblicità è molto lontano dalla loro mentaità. Quasi nessuno di loro pensa di partecipare a delle fiere anche in altre regioni per far conoscere i propri prodotti locali.

Il sabino non esce dal proprio comune neppure se deve partecipare ad una sagra organizzata dal comune attiguo, pertanto lascia scorrere il tempo seguendo il solito ritmo che conosce e che gli è stato trasmesso non si sa quando. Lo spirito di iniziativa non appartiene alla mentalità dei giovani sabini e pertanto il territorio continuerà a rimanere quello che era chissà per quanto tempo ancora. Peccato, perché la potenzialità di questi luoghi sarebbe veramente immensa, anche per l’economia italiana…..


Lidia

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Nota sull'autrice.
Lidia, che per la sua posizione istituzionale preferisce non essere identificata, ha partecipato alla fondazione della Rete Bioregionale Italiana, avvenuta nella primavera del 1996 al Parco di Monte Rufeno di Acquapendente (Vt). Per lunghi anni ha partecipato alle attività del Circolo Vegetariano VV.TT., essendo lei stessa vegetariana, contribuendo alla realizzazione di varie manifestazioni di carattere bioregionale. Alcune delle quali hanno fatto la storia del Bioregionalismo in Italia...
Sono perciò lieto che abbia ripreso a collaborare con noi dopo un periodo di silenzio...

Paolo D'Arpini - Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana

Contatti: circolo.vegetariano@libero.it

giovedì 25 agosto 2011

Salviamo la Maremma, la Tuscia ed il litorale Tirrenico dallo scempio dell'autostrada Livorno Civitavecchia




Le strade nella civiltà degli Etruschi avevano lo scopo di collegare in un reticolo, seguendo le vie naturali di comunicazione, il territorio circostante. Poi i Romani affermarono l’importanza delle strade come trait d’union fra luoghi distanti, seguendo tracciati veloci e diretti, trascurando cioè il territorio circostante. Ancora oggi nella Tuscia si combatte tra l'uno o l’altro metodo di contatto. Ogni qualvolta che si vuole costruire una superstrada od autostrada immediatamente sorge una protesta locale, nella consapevolezza che in tal modo il territorio viene “tagliato” con una ferita dolorosa per l’organismo della comunità, la biografia comunitaria peggiora e si drammatizza la qualità della vita ed il senso della collettività. Ricordo la battaglia più che decennale contro la Super-Cassia....

Un altro esempio viene dal progettato completamento dell’autostrada litoranea tirrenica da Livorno a Civitavecchia. Una fettuccia che creerebbe un distacco fra la costa e l’entroterra ma -secondo gli speculatori di centro, destra e sinistra- aiuterebbe i commerci ed il turismo. Certo si tratterebbe di un turismo veloce ed i commerci sarebbero limitati alle grandi distribuzioni ma in questi momenti di crisi ci si arrabatta con tutto, pur di agitare le acque della ripresa economica. Insomma si vuole ravvivare il morto…. Ed in effetti nel momento storico in cui viviamo sembra necessario “mantenere in vita” il corpo del consumismo inquinante già in catalessi, altrimenti il sistema crolla e buonanotte al secchio! Questa società viene gestita dai poteri del mantenimento dello status quo o dell’imbellettamento del marcio (come nel medioevo si usava profumare il corpo senza mai lavarlo).

Paolo D'Arpini

Referente Rete Bioregionale Italiana
Portavoce European Consumers Tuscia



Commento aggiunto di Marzia Marzoli, della Rete dei Cittadini:

Caro Paolo, proprio ora ho finito di scrivere le osservazioni al tracciato A12 tratto 6A, quello per Tarquinia, che dovranno essere presentate entro il 25 agosto mattina...che dire.. barbarie e lucro a tutti i costi??..In un silenzio assordante si vogliono dar via a 0 cent una strada statale, un bene comune per regalarlo alla sat... ma SVEGLIAMOCI!

venerdì 24 giugno 2011

Resoconto e significato del 17° incontro della Rete Bioregionale Italiana – Ospitaletto di Marano (Modena) 18 e 19 giugno 2011


Resoconto e significato del 17° incontro della Rete Bioregionale Italiana – Ospitaletto di Marano (Modena) 18 e 19 giugno 2011

L’incontro “della svolta” è stato questo della Rete Bioregionale Italiana, tenuto il 18 e 19 giugno 2011 a Ospitaletto di Marano. Il secondo dopo la scissione del gruppo originario. Lo scorso anno la Rete si era riunita a San Severino Marche per scoprire se c’erano ancora i presupposti per una continuazione di percorso, per salvaguardare l’aggregazione e riconsiderare i temi portati avanti. La partecipazione, tutto sommato era stata lusinghiera, almeno una trentina di persone si alternarono durante i due giorni di mezzo autunno (il 30 ed il 31 ottobre), a discutere di agricoltura bioregionale e contadina, insomma a ri-vedere i canoni del nostro riabitare la Terra. Durante quella sessione di recupero d’idenità si formò un coordinamentoo di referenti tematici e fu ripreso il lavoro in vari ambiti del bioregionalismo.

Quest’anno il target che ci eravamo posto era notevole, in primis riproporre una nuova edizione dei Quaderni di Vita Bioregionale e -soprattutto di rivedere i vecchi schemi consolidati sul tema alimentare, cioè parlare dell’alimentazione bioregionale senza preclusioni ideologiche ed inoltre analizzare le radici storiche del bioregionalismo, uno degli argomenti cari a Stefano Panzarasa. Solo che l’amico Stefano, pur avendoci inviato un intervento “cogente” (pubblicato nel blog della Rete) alla fine lui non è potuto intervenire per esigenze di lavoro.. E stranamente nei pochi giorni precedenti l’incontro ricevevamo anche da Benito Castorina, da Fulvio Di Dio, da Vittorio Marinelli e da Rita De Angelis, tutti residenti nel Lazio, l’annuncio che sarebbe stato per loro impossibile salire in Emilia in quei giorni del solstizio, per varie ragioni giustificatissime. Così ero un po’ duibbioso sui possibili esiti dell’incontro.. ma poi tutto si è risolto per il meglio e veramente ho vissuto in quei due giorni di massima crescita della luce anche la sensazione che il nostro progetto stava prendendo la giusta direzione. Certo, i modi erano imprevisti e inaspettati, ma tutto si è svolto come in una commedia dell’arte, con continue apparizioni e sparizioni, con continui colpi di scena e sorpresa finale…..

Pane biologico integrale, verdure selvatiche, nuove impostazioni nel rapporto uomo animali, convivenza pacifica e solidale, educazione reciproca fra adulti e bambini senza forzature di posizioni precostituite, semplicità nel rapporto uomo donna e intelligenza creativa…

Ma ora passiamo all’aspetto pratico della descrizione degli eventi vissuti….

Sabato 18 e domenica 19 giugno u.s. alcune persone di buona volontà, amanti della natura e del futuro del pianeta si sono incontrate a Ospitaletto di Marano (MO) per scambiarsi idee, proposte e condividere un paio di giornate all'insegna della semplicità, della vita all'aria aperta, della condivisione e del confronto.

La mattina del sabato è iniziata con una passeggiata nel bosco alla ricerca di erbe commestibili per l’insalata, alla vista di caprioli selvatici e mucche al pascolo montano. La temperatura era primaverile e piacevole.

Ritornati in casa tutti hanno contribuito alla gestione degli spazi e delle attrezzature messe gentilmente a disposizione con la loro consueta generosità da Marco e Valeria, preparando il cibo che è stato fraternamente condiviso: cibo quasi completamente vegano, anche se non erano state fatte richieste particolari a questo proposito. Il tepore dell’estate incipiente con tutto il suo splendore evidentemente aveva suggerito di rifornirci dei prodotti diretti della natura, ormai abbondanti.

Sono intervenuti, tra gli altri: Anna, con i suoi pani e pizze fatte in casa con il lievito madre, accompagnata dalla giovane figlia e fidanzato, una famiglia piemontese (Davide Pellegrini con la moglie Marta e la piccola Emma) che si è rivelata particolarmente efficace nella elaborazione del progetto di cui accennerò in seguito, una giovane e dinamica coppia di Imola (Alessandro e Irene) ed altri, da varie parti d'Italia.

Non sono mancati i bambini che ci hanno allietato con la loro innocenza ed i loro giochi e un cane (Tao), il cui nome rispecchiava fedelmente l'equilibrio della simpatica bestiola.

Alcuni sono venuti da lontano in camper ed hanno raggiunto con difficoltà il luogo predisposto per il parcheggio, alquanto complicato, ma alla fine ce l'hanno fatta: chi ci doveva essere c'era!

Nel corso della prima giornata si sono letti gli interventi di Stefano Panzarasa e di Teodoro Margarita, membri "ufficiali" della Rete Bioregionale che, per ragioni diverse non avevano potuto essere presenti. I commenti agli stessi interventi hanno dato origine alla discussione sulle scelte alimentari dell'uomo e per avere maggiori argomenti si è passati alla visione di un dvd sull'allevamento intensivo del suino, prodotto da un'associazione ecologista inglese, ricevuto dopo uno scambio di mail da Luigi Gaudio, rappresentante della stessa ("pigbusiness"). Si è parlato anche della produzione di alimenti di origine animale diversi dalla carne (latte, formaggi, uova, miele).

Nella seconda giornata Manuel Olivares della RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici) ha lanciato l'idea della creazione di un blog che fosse un contenitore di idee, proposte, pareri, esperienze di tutti gli ecologisti che vogliono confrontarsi ed apportare un contributo al "movimento" in movimento. Il nome proposto all'inizio era stato proprio questo ("In movimento"), ma purtroppo o per fortuna non era disponibile sulla rete, per cui la scelta è caduta su quello che era più significativo per la finalità di intenti del gruppo propositore: unire in una Rete delle Reti tutti gli individui e i gruppi ecologisti che hanno semplicemente voglia di dire la loro cercando le convergenze invece delle differenze, come troppo spesso si è fatto negli ultimi tempi in questo ambito. (http://retedellereti.blogspot.com/)

La proposta è stata subito accolta con entusiasmo e durante tutta la seconda giornata si è alacremente lavorato per la elaborazione e l'approntamento del blog, che, a sera, ha visto la luce, con una presentazione di Manuel e pensieri di buon auspicio da parte di alcuni presenti.

Il mezzo è lì, a disposizione di tutti noi, di tutti voi. Siamo tutti su questa Terra, tutti noi l'amiamo come la nostra Casa e la nostra Madre e vogliamo preservarla per i nostri figli e per chi comunque verrà dopo di noi. Questo credo che accomuni tante tante persone, anche quelle che magari ancora neanche lo sanno.

Speriamo di vedere condivise, in questo blog, esperienze, proposte e pareri i più disparati, senza preclusioni e ideologie.

Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini

Rete Bioregionale Italiana
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/