Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).
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martedì 26 giugno 2012

Ecologia profonda, bioregionalismo, spiritualità della natura… Pensieri sciolti e resoconto di Riccardo Oliva sull’Incontro Collettivo Ecologista 2012

Riccardo Oliva durante un momento dell'Incontro Collettivo Ecologista 2012


La tre giorni prevista per l’Incontro Collettivo Ecologista in occasione del Solstizio d’Estate 2012, si è tenuta nel Campo del Vetiver, la pianta dei mille segreti e soluzioni, in un ambiente ancora fortunatamente poco antropizzato dall’uomo, che ha permesso così di respirare una atmosfera diversa, finalmente lontana dalle scorie e dal cemento che non solo esteriormente accompagnano le nostre vite.

È stato un appuntamento intenso nel suo volersi ricollegare al sacro e attivo nel suo preferire quell’essere propositivi alla sterile ed infruttuosa tendenza a cercare polemiche a tutti i costi; ci auguriamo che le esperienze vissute o i messaggi lanciati, possano essere segnali incoraggianti o formativi in chi ha partecipato, perché si è voluto anche intenzionalmente giocare e riflettere, accompagnati dalle ritualità del mondo antico e delle note musicali, affrontando chiavi di lettura dell’attualità con tutti i limiti imposti dalla vita moderna, cercando di mantenere una condivisione con i cicli stagionali della Natura e cercando infine anche di trascorrere quel poco tempo, con un orientamento autosufficiente e funzionale, rivolto prima alla comunità e poi a se stessi.

I diversi momenti in cui sempre in cerchio, a dimostrazione di voler seguire l’esempio insegnatoci dalla Natura stessa, mai statica e fissa ma che ruota in dinamica attraverso i suoi tempi, le sue vibrazioni, i suoi suoni, i suoi colori, le sue energie etc. e che anche quando in apparenza ci appare ferma, nella realtà si muove anche se non tutti sono in grado di percepire appieno questo suo muoversi, abbiamo voluto affrontare tutti i possibili campi dello scibile, con un simposio in cui si sono alternati confronti a volte anche piuttosto accesi perché autentici, su proprie visioni soggettive o del mondo, religioni, ecologia profonda, spiritualità della Natura, yoga e sciamanesimo, unicità e molteplicità del Tutto, alimentazione vegetariana e medicine naturali, colori e sapori dei cibi, conoscenza delle erbe, igienismo e de-programmazione mentale, difesa della propria terra contro l’inquinamento geneticamente modificato, stile di vita, usurocrazia monetaria e signoraggio bancario, economia del dono e conseguente bellezza nel donarsi, tradizioni antiche e dimensioni sottili, verità controllate dal potere, politica, violenza o non violenza, fisica o verbale, nei confronti degli umani o di chi abita insieme a noi il pianeta, ma anche sentimenti assolutamente personali o situazioni piuttosto intime.

Tutto questo è avvenuto attraverso uno strumento che ha ritmato tutte le conversazioni che di volta in volta e con l’aggiunta di nuove persone andavano a crearsi: il bastone della parola a cui alla sua auctoritas tutti dovevano attenersi, un asse verticale che non poteva essere interrotto o scalfito da nessuno, una sorta di dirittura o calma interiore, una autodisciplina ed un autocontrollo che doveva per forza di cose esserci perché favoriva l’ascolto dell’altro anche se si era in disaccordo con lui e manteneva risanata sempre quella viva energia all’interno di quel cerchio, l’equilibrio e l’armonia, nonostante le possibili divergenze che potevano intercorrere visto che ognuno di noi rappresenta una natura irripetibile e differente rispetto all’altra.

È necessario quindi che a quel bastone, elemento di caratterizzazione forte e maschile, debba far seguito un elemento dolce e femminile, che come nel Tao è fondamentale da inserire se si vuole tendere consapevolmente all’Uno e non limitarsi solo alle dualità figlie della nostra manifestazione; così alla sua sommità si decide di porre un rametto di iperico, simbolo solstiziale e fecondo della Natura che circonda la stessa ghirlanda immersa tra verdeggianti prati e dorati raggi solari.

In questi momenti, in cui si ricerca quella propria consapevolezza interiore e in cui si cerca di mantenere la mente ricettiva e il cuore aperto alle possibilità di un confronto sarebbe forse più propizio al Sé, non illudere il proprio Ego di avere una bacchetta magica per risolvere tutti problemi o di possedere nelle proprie tasche un manuale tascabile della verità rivelata, ma piuttosto avere il coraggio di mettere da parte le proprie maschere o corazze, mettendo a nudo la propria vera identità.

Si inizia questo incontro venerdì 22 e come buon auspicio per l’avventura che si andrà a profilare, come Memento Naturae decidiamo di preparare una calorosa accoglienza agli ospiti in attesa e a contribuire a risolvere eventuali problemi logistici per gli organizzatori dell’evento, fornendo indicazioni utili, aiutando chi non è auto-munito, o svolgendo piccoli lavori per le sistemazioni del campo; ma per fare questa accoglienza non dobbiamo essere da soli, ma vogliamo riuscire a coinvolgere in perfetto stile bioregionale, chi vive in quel luogo e chi può raccontarci con l’esperienza diretta quel territorio di Aprilia che abbiamo scelto e deciso insieme mesi prima dell’incontro.

Il risultato è gratificante perché diversi insegnanti di un comprensorio si metteranno a completa disposizione per la riuscita della cosa, donando le loro prelibatezze locali fatte in maniera artigianale, i loro segreti nascosti nelle erbe selvatiche e tramandati dalle loro famiglie, le loro conoscenze astronomiche e geologiche dei fossi presenti nell’area del vulcano laziale; queste occasioni permetteranno di creare momenti magici durante i giorni e le notti che verranno trascorsi. Ma gli ospiti e gli ospitanti non sono solo persone e ci sono altre testimonianze che vanno assolutamente considerate; così per salutare e ringraziare il genius loci del luogo in cui andremo a stabilirci, sistemiamo un palus incoronato da una ghirlanda solstiziale, a voler rappresentare i quattro elementi indicati coi loro specifici colori, che oltre a collegare il mito della fondazione di Aprilia con il mito di Roma, andrà a scoccare l’orologio naturale che con il gioco delle ombre formate dai passaggi del sole, ci porterà ad una dimensione lontana dal tempo artificiale con cui condividiamo le nostre frenetiche ore.

Se a questo aggiungiamo uno sguardo notturno degli occhi e delle forme che qualcuno riesce bene ad intravedere e scoprire nelle penetranti luminosità del cielo accompagnate dai versi delle mitologie più arcaiche, troppo spesso violentato da un inquinamento luminoso che ne offusca la piena lettura; se a questo aggiungiamo il salto nel fuoco scandito da un tamburo sciamanico che vuole battere forte nel nostro cuore per insegnarci a non fermarci ma ad andare oltre quelle fiamme che si alzano e che non sono altro che impedimenti interiori e barriere limitanti e mentali che tutti in diversi grado abbiamo; se a questo aggiungiamo l’abluzione purificatrice per i nostri corpi di una acqua di fonte che si trasforma nella notte gradualmente con le sue piante immerse nel suo mnemonico fluire della vita del cosmo, abbiamo reso un quadro poetico dell’esperienze che molti, se non tutti, crediamo possano aver provato.

Ciò indica che la semplicità e l’essenzialità di seguire le pagine di un libro scritto non dalle nostre mani e presente istantaneamente sia fuori che dentro di noi, può condurre chi cerca di ottenere risposte alla sua esistenza. La vita di questa società insostenibile e completamente scollegata dal Tutto, in mano a quel potentissimo dio che si chiama Denaro e che ci tenta con i suoi bassi istinti e desideri poco nobili, vorrebbe continuamente cancellare questo bagaglio spirituale dalla nostra memoria. Anche se qualcuno sarà scettico, siamo positivi e fermamente convinti nell’affermare che questo suo tentativo non potrà mai riuscirgli!

Riccardo Oliva

martedì 5 giugno 2012

AAM TERRA NUOVA e nuovo articolo sull'Incon​tro Collettivo Ecologista di Aprilia - Dal 22 al 24 giugno 2012



Reprimenda di Massimo Andellini, dell'ass. Unione Vegetariana Animalista: “CARISSIMO PAOLO, BIOREGIONALISMO... BIOREGIONALISMO, MA POI SUL GIORNALETTO DI SAUL CI SALUTI CON UNA "DICITURA" IN LINGUA ALBIONICA..”

Mia rispostina: “Eh, caro Massimo.. hai ragione. Nisargadatta, l'autore delle frasi che spesso inserisco, parlava solo in Marathi (la lingua del Maharastra) ma il testo mi giunge in inglese. Anche altri mi hanno chiesto di tradurle in italiano, delle volte l'ho fatto.. ma non sempre... (per questioni di tempo).

Ma questa te la traduco:

"There is no place for effort in reality. It is selfishness, due to a self-identification with the body, that is the main problem and the cause of all other problems. And selfishness cannot be removed by effort, only by clear insight into its causes and effects. Effort is a sign of conflict between incompatible desires. They should be seen as they are - then only they dissolve..." (Nisargadatta Maharaj)

Traduzione: “In realtà non c'è spazio per lo sforzo. E' l'egotismo, dovuto all'identificazione con il corpo, il problema principale e la causa di ogni altro problema. E l'egotismo non può essere rimosso con lo sforzo, solo con la chiara visione delle sue cause ed effetti. Lo sforzo è il segno di un conflitto fra desideri incompatibili. Questi debbono essere visti per quello che sono e solo allora svaniscono..”

Ah, a proposito di bioregionalismo.. AAM Terra Nuova ci ha dedicato una bella pagina sull'incontro di Aprilia del Solstizio Estivo e sulla nascita della Rete Bioregionale Italiana: http://www.aamterranuova.it/Incontri/Incontro-Collettivo-Ecologista

Ti aspetto ad Aprilia dal 22 al 24 giugno 2012, durante l'incontro verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale 2012 - Ringrazio per l'impaginazione Daniela Spurio e tutti gli autori degli articoli.
Per l'aiuto dato nell'organizzazione dell'incontro in particolare ringrazio: Riccardo Oliva e Benito Castorina.

Cari saluti, Paolo D'Arpini
circolo.vegetariano@libero.it


Programma del prossimo incontro collettivo ecologista del Solstizio Estivo ad Aprilia (Lazio): http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/post/2718386.html

lunedì 4 giugno 2012

Memoria bioregiona​le e intenti per l'attuazio​ne del bioregiona​lismo in Italia - Se ne parla all'Incont​ro Collettivo Ecologista 2012



Nei giorni del solstizio estivo, dal 22 al 24 giugno 2012, si tiene ad Aprilia l'Incontro Collettivo Ecologista.

Considerando che questi incontri, sul tema del bioregionalismo, dell'ecologia e della spiritualità della natura, sono iniziati dal 1984 fate un po' voi il calcolo di quante edizioni sono trascorse. Però dal punto di vista ufficiale la Rete Bioregionale Italiana nacque ad Acquapendente (Vt), nel parco di Monte Rufeno, nella primavera del 1996. Quindi le proposte politiche e sociali relative all'attuazione bioregionale ebbero "inizio" in quell'anno.

Io fui uno dei fondatori del Movimento e sono rimasto nella Rete malgrado le correnti avverse che, come spesso accade, hanno suddiviso il gruppo iniziale in rivoli e rivoletti con varie etichette. Nel frattempo, a mano a mano che qualcuno usciva c'è stato anche qualcuno che entrava e tutto sommato possiamo dire che il movimento ecologista profondo, facente riferimento alla Rete Bioregionale Italiana, è tutt'ora vivo e vegeto e fortemente operativo.

Potrei segnalarvi tutte le battaglie portate avanti nel corso degli anni ma perchè farlo..? Chi sa sa e chi non sa non sa! Però una chicca storica ve la voglio sottoporre, si tratta di un comunicato stampa ripreso da Antonello Palieri dell'ADNkronos, risalente al 1996. Non so se ricordate che in quell'anno Umberto Bossi aveva iniziato il pattugliamento sul fiume Po, per promuovere il suo regionalismo separativo leghista. Noi partimmo da Calcata ed organizzammo un contro-presidio, sulle rive del Po. Potranno testimoniarlo Antonio D'Andrea, del Movimento Uomini Casalinghi, che era lì con me.. ed anche Lina Boner di Verona ed altri che ora non ricordo.. Ah, c'era pure Stefano Disegni, il vignettista, che aveva disegnato il logo del nostro Ostello per Erbivori.

Lì sul Po, in provincia di Mantova, vissi una esperienza mista.

Eravamo arrivati dal mattino presto, la natura era molto bella, passeggiai in lungo ed in largo sulle sponde del fiume, mentre i navigli della Lega facevano avanti ed indrè sull'acqua limacciosa, A contrastarli c'era una mongolfiera della Lega per l'Ambiente ormeggiata a terra, con tanti bei colori... Ma la lunga giornata al sole mi aveva proprio incocciato.. ed infatti ricordo che dovetti andare a rifugiarmi in un boschetto per sfuggire ai cocenti raggi e perciò non potei intervenire sul palco dove si tenevano gli interventi.. Ma Stefano Disegni disse qualcosa su di noi.. tanto per stabilire la nostra presenza. Sostanzialmente la proposta di attuazione del bioregionalismo è sotto riportata dall'Adnkronos. Ah ricordo che finimmo pure in prima pagina su Repubblica....


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Storico flash di agenzia: BIOREGIONALISMO LA PROPOSTA SARA' RILANCIATA SUL PO IL 15SETTEMBRE

Roma, 30 ago. 1996 (Adnkronos)- ''Bossi faccia pure il suo raduno fluviale il 15 settembre, noi ci batteremo per il riconoscimento di un nuovo ordinamento regionale basato sul ''bioregionalismo'' (luoghi riconoscibili per le affinita' culturali, dialettali, della flora e della fauna) e su effettive automonie locali.''
Lo dichiara il Presidente del Circolo vegetariano VV.TT. di Calcata, Paolo D'Arpini che la settimana scorsa ha lanciato ''con grande successo'' la proposta del bioregionalismo. ''Il 15 settembre, giorno dell'imbarazzante 'uscita fluviale' di Bossi, noi riproporremo l'Italia dei bioregionalismi e del federalismo effettivo che ci unisca nel nome d'Italia -ma nel rispetto autentico delle autonomie- e non separi quanto e' stato unito attraverso drammatiche e secolari vicende.''
''Lo riproporremo in tre diverse sedi e manifestazioni: il primo sull'altra sponda del Po, davanti a Ponte di Legno (nell'ambito di una manifestazione dell'Unione italiana ed Europea), il secondo nell'incontro di San Benedetto del Po, organizzato dai verdi della Regione Lombarda ed infine il terzo a Calcata, nella Valle del Treja, per rilanciare il modello etrusco come metodo di aggregazione per una bioregione sperimentale dell'Etruria''.
Intanto ''giungono lettere di adesione alla nostra proposta'' precisa Paolo d'Arpini'' anche dagli abitanti della cosiddetta 'Padania'. Dai confini di questa inesistente 'regione federata' M.F. di Gorizia ci comunica che chiede asilo politico a Calcata nell'evetualita', sia pure remota, di una vittoria bossista. Lo chiede in qualita' di 'barbaro illirico simpatizzante' con il bioregionalismo etrusco'"
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Purtroppo l'idea bioregionale non ha ancora attecchito, ed il sistema "regionalista politico" ha nel frattempo dimostrato tutte le sue pecche.. Le Regioni sono carrozzoni che appesantiscono il bilancio dello Stato e servono solo a mantenere una massa di corrotti e di scansafatiche. Dividendo inoltre gli ambiti omogenei e le comunità. Per quento riguarda la visione bioregionale e su quello che dovrebbe essere l'ordinamento e la riorganizzazione territoriale dello stato (secondo la nostra visione), vi rimando agli articoli: https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=no%20regioni%20carrozzoni%20paolo%20d'arpini.

Beh, la nostra battaglia bioregionale continua, vi aspettiamo all'Incontro Collettivo Ecologista 2012, aperto a tutti coloro che si riconoscono nell'ecologia profonda e nella biospiritualità.


Paolo D'Arpini
Referente Rete Bioregionale Italiana - circolo.vegetariano@libero.it

Vedi programma: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/post/2718386.html


Paolo D'Arpini sotto una vecchia quercia

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Commento di Rosario Borrelli: "Grati a Paolo per condividere in rete questa esperienza molto 'territoriale'. Per un attimo prescindendo dai contenuti, citerò Ignazia, una mia amica 'militante' , che pure aveva posizioni piuttosto diverse dalle mie, per una sua frase in ...merito alla politica : sosteneva che "ci vuole continuità". E difatti pur avendo fatto e disfatto gruppi e associazioni, il risultato si stabilizza solo grazie a una struttura che resiste nel tempo. Ci vuole però un'"idea guida", altrimenti la 'struttura' sussume a sè. L'idea guida è il motore che resiste al tempo ed ai cambiamenti; può perdersi allora anche la struttura ma altri raccoglieranno il testimone dell'idea guida e le daranno, probabilmente, una sorta di continuità. Che poi la continuità possa divenire dis/continuità, rompendo gli schemi e adeguandosi ai cambiamenti in corso, ciò non cambia la sostanza, ma solo la forma. Nel merito della testimonianza del Circolo Vegetariano Calcata, e dell'articolo specialmente, mi piace rac/cogliere il testimone della rete Bioregionale, un'idea guida che porta con sè una forza di cambiamento e di trasformazione, preservando i caratteri che fanno d'ogni terra e popolazione un meraviglioso mosaico di biodiversità"

martedì 13 marzo 2012

G.A.T. ... 5 stelle e la Rete delle Reti

Gruppo fondatore della Rete delle Reti


Ante Scriptum

Approfitto di questo post per rinnovare l'invito a tutti i lettori, ai gruppi, alle associazioni, ai movimenti, etc. che si occipano di tematiche culturali ed ambientali, di ecologia profonda, di bioregionalismo, di spiritualità laica, di diete e cure naturali, di economia solidale, e dir si voglia.. di inviare i propri comunicati (per la pubblicazione sul blog Rete delle Reti) a: Paolo D'Arpini - circolo.vegetariano@libero.it


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G.A.T. ovvero gruppo acquisto terreni; Si tratta di un gruppo di persone che decidono di investire la propria vita (Chi lavora direttamente la terra) e i propri
risparmi (Gli investitori, cioè chi aquista una o piu’ quote per la creazione dell’azienda agricola) attivandosi per una finanza etica.


E un modo di prendersi cura della terra con un’attività che è di per
sé stessa la più green che esista, promuovendo la produzione di
prodotti biologici e l’utilizzo di tecniche e pratiche agricole
naturali, lasciando poco spazio alla chimica.

Il G.A.T. si pone i seguenti obiettivi economici ed etici:

1. Difesa del valore dell’investimento

2. Incremento patrimoniale

3. Ricavo di eventuale reddito dalla produzione agricola

4. Condivisione di valori

5. Incentivazione della coltivazione naturale

6. Avvicinamento dell’agricoltura alla platea cittadina

7. Disintermediazione tra produttore e consumatore (filiera corta)

8. Rivalutazione ambientale

Nella puntata di “Presa Diretta” del 29 Gennaio 2012 e’ stato trattato
l’argomento approfondendo le devastazioni e le ferite che il nostro
territorio per molti motivi ha subito e continua a subire, e
l’importanza dei G.a.t. come presidio al territorio.

E’ emerso un messaggio : “Se vogliamo salvare la nostra terra, bisogna
riprendere a lavorarla, a viverla”, come ci viene insegnato
dall’esperienza del G.a.t.di Scansano (http://www.gatscansano.it/) il
secondo dopo l’esperienza di Mantova.

Castelvetro5stelle - http://castelvetro5stelle.wordpress.com/2012/03/12/g-a-t/

domenica 8 gennaio 2012

Aprilia - Presentazione dell'Incontro Collettivo Ecologista del 22, 23, 24 giugno 2012 - Per un solstizio estivo di rinascita vitale e spirituale....




Abbiamo sentito nelle nostre budella il richiamo di Madre Terra, stremata per le brutture a cui viene sottoposta da noi umani...


In questa atmosfera grigia in cui si respira a fatica, con l'acqua impura, le risorse alimentari piene di veleni, le montagne, le valli, le foreste, i campi e le città cosparse da una sottile polvere di morte, con l'impossibilità di dialogare pacificamente fra esseri umani e con le altre specie viventi.... non abbiamo saputo resistere al pianto della Madre ed abbiamo perciò pensato di compiere, nei limiti del nostro possibile, un gesto di pacificazione, un tentativo di inversione di marcia, insomma di prendere coscienza che così continuando la civiltà e la nostra stessa esistenza non sarà più possibile.


Da parecchi anni compiamo un rito incontrandoci nell'occasione del Solstizio Estivo per scambiare le nostre esperienze bioregionali e per tentare nuovi approcci di vita. Stavolta però dobbiamo compiere uno sforzo ulteriore, non possiamo limitarci al piccolo gruppo di “bioregionalisti” e non possiamo limitarci a scambiare quattro chiacchiere in piacevole compagnia. In un primo momento avevamo pensato di indire una assemblea formativa di una “rete delle reti” denominata “Stati generali per l'Ecologia profonda, la biospiritualità ed il riabitare gentile della Terra”, poi qualcuno ha obiettato che la parola “stati generali” evocava qualcosa di “politicizzato e di stantio” perciò abbiamo risolto di modificare il titolo in “Incontro Collettivo Ecologista”.. Comunque il nome dell'evento ha poca importanza, quel che conta è che durante l'incontro si possano manifestare reali prospettive di un cambiamento (ormai inevitabile), sia nelle nostre vite che negli ambiti in cui siamo connessi. L'incontro dovrebbe avere una valenza che supera i confini della penisola, per abbracciare l'intera Europa ed il mondo, ma d'altronde possiamo farci portatori di una crescita solo per noi stessi e pertanto il coordinamento avviene fra ecologisti italiani, provenienti da varie bioregioni e città. Negli altri paesi ognuno farà la parte che gli compete.....


Tanto per cominciare diciamo che l'incontro si terrà in provincia di Roma, ad Aprilia, in modo che il sito sia facilmente raggiungibile dal nord e dal sud. Non sono previste spese di permanenza poiché saremo ospiti nel podere del Vetiver di Benito Castorina che rinuncia ad ogni prebenda (pur che -chi lo desidera- potrà lasciare un contributo volontario per le spese di gestione generale).


Aprilia si trova a soli sette kilometri dal mare ed è facilmente raggiungibile con mezzi pubblici da Roma. Le sistemazioni al coperto sono sufficienti per due o tre dozzine di partecipanti, invece all'aperto o sotto alcune tettoie c'è posto per molte altre persone, che potranno arrangiarsi con campers, tende, amache, sacchi a pelo, etc. La preferenza per i posti al coperto, nei limiti del possibile, verrà data ad anziani, donne e bambini.


Ognuno è invitato a portare con sé stoviglie e canovacci e cibo cotto e crudo, possibilmente biologico e vegetariano, la cucina e la vesseille sono in comune come pure la pulizia del posto. In modo da fare un esperienza conviviale di vita comunitaria alla pari.


Durante il pomeriggio del 22 giugno 2012 si potrà giungere per familiarizzarsi e sistemarsi e magari andare al mare per un bagno corroborante. Il 23 giugno si tengono due sessioni per trasmettere proposte ed esperienze, comprese le presentazione di progetti, di libri, etc. e magari la sera si farà un po' di festa con musica e canti. Ed anche il 24 giugno qualcosa di simile... ma non vogliamo ora prefigurare tutto quel che succederà, l'importante è sapere che ognuno dei partecipanti potrà dire la sua, a rotazione e con tempi accessibili a tutti.


Inoltre per facilitare la condivisione dei temi chiediamo sin d'ora alle persone che intendono partecipare di inviare un loro scritto/intervento (alquanto sintetico) che troverà spazio nel nuovo numero annuale dei Quaderni di Vita Bioregionale (quest'anno curato da Daniela Spurio), che verrà presentato contestualmente all'incontro e successivamente divulgato anche su internet a mezzo PDF. Gli argomenti che si prevede di trattare sono: ecologia profonda, bioregionalismo, biospiritualità, agricoltura contadina, cure naturali, alimentazione naturale, economia sostenibile, lavoro ecologico, produzione energetica pulita, rapporto uomo natura animali, e simili....


Preghiamo poi tutti gli aderenti di farsi loro stessi portavoce e divulgatori dell'evento.....


Paolo D'Arpini




Per info. generali ed invio interventi per i Quaderni scrivere a circolo.vegetariano@libero.it


Per info. logistiche e sul luogo dell'incontro telefonare al: 338.4603719


Altri articoli sull'Incontro Collettivo Ecologista 2012:
https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=incontro%20collettivo%20ecologista%20solstizio%20estivo%202012

Manifesto Bioregionale e per l'Ecologia profonda: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856

domenica 18 dicembre 2011

Agricoltura contadina e incontro collegiale ecologista del solstizio estivo 2012


Approfitto per confermare la disponibilità a lavorare assieme, sul progetto dell'agricoltura contadina, nei limiti del possibile e delle disponibilità.. Purtroppo in questo momento non possiamo garantire una presenza a Firenze, anche perchè stiamo attivamente lavorando, come annunciato da Aldo Nardini, ad una serie di incontri per presentare il progetto di Incontro Collegiale Ecologista da tenersi a Roma al solstizio estivo 2012, di cui -in seguito all'abbocco di ieri con Riccardo Oliva a Sassuolo- abbiamo redatto alcune linee guida, che in calce vi sottopongo, invitandovi ad esprimere un vostro parere in merito....
(Paolo D'Arpini)


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Il giorno 18 dicembre 2011 15:08, Associazione Agri.Bio Emilia-Romagna ha scritto:

In riferimento alla corrisposndenza intercorsa: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/12/14/agricoltura-contadina-proposte-e-discorso-critico-sulla-situazione-dei-contadini-in-italia/

Ringrazio Roberto Pisani e Paolo d'Arpini che hanno rammentato a tutti quali dovevano essere gli scopi della campagna per l'agricoltura contadina, che doveva trovare punti di unione, aspetti e valori condivisi per attivare una sinergica collaborazione nella direzione degli obbiettivi comuni e dare più forza a un settore profondamente diviso e frammentato e già in crisi da molti anni con moltissime aziende che hanno chiuso, come ricordava Emilio. E che, oltre a tutti i fattori già citati da altri ( mercato, concorrenza di prodotti esteri, agricoltura industriale, prodotti non raccolti perchè al produttore costava di piu la raccolta di quanto avrebbe preso vendendoli, enorme e lentissima burocrazia, cambia climatico con alternanza di siccità che eccessi e alluvioni, frane, danni da fauna selvatica, cavallette, ecc) , con la nuova manovra economica che il parlamento sta varando l'agricoltura, verrà sottoposta a pesanti aumenti di imposizione fiscale col risultato che molti altri contadini che ora stanno sopravvivendo per passione pagandosi anche i contributi inps con i risparmi degli anni passati quando la annata è sfavorevole e non si produce, o non si guadagna, quasi niente, me compreso, saranno costretti a chiudere.
Sarebbe auspicabile che in questa lista oltre ai diverbi, ci fossero idee e proposte di iniziative costruttive.
Citando Buckminster Fuller : “Se vuoi insegnare alle persone un nuovo modo di pensare, non preoccuparti di provare ad
insegnare loro. Invece dagli uno strumento, l’uso del quale li condurrà a nuovi modi di pensare” -


Da parte nostra come Agri.Bio Emilia Romagna, siamo una piccola associazione regionale e stiamo portando avanti alcune iniziative locali per i contadini in collaborazione con altre associazioni e con tutte quelle aderenti alla campagna contadina, che hanno risposto al nostro invito ( civiltà contadina e la rete bioregionale, nessuna notizia dalle altre con sedi in emilia) e a breve
avremo un altro incontro con Paolo e Caterina, una cooperativa sociale di giovani che vogliono investire e lavorare nel settore agricoltura e ambiente e con altre associazioni del territorio.
Il convegno collegiale ecologista di cui ha accennato Paolo D'Arpini è un'altra iniziativa molto interessante che noi appoggeremo fermo restando che oltre alle inziative, tipo evento spot di livello nazionale, servono iniziative sparse sul territorio locale, ricordando - Rob Hopkins fondatore del movimento delle Transition Town, “se aspettiamo i governi, sarà troppo poco e troppo tardi.
Se agiamo da soli, sarà troppo poco. Ma se lavoriamo alla scala delle comunità locali, può essere abbastanza e appena in tempo”

Ciao e buone feste a tutti!!!
Aldo Nardini Agribio E.R.


...............

Care, cari,



il 17 dicembre u.s. Caterina Regazzi ed io siamo stati al Temple Bar di Sassuolo, per una conferenza con Riccardo Oliva, il tema iniziale e principale è stato quello della sperimentazione “scientifica” sugli animali. Nella vivisezione e negli esperimenti mortali sugli animali si cerca di giustificare una ricerca medica che poco o nulla ha a che fare con l’uomo, infatti animali ed umani non hanno le stesse reazioni alle stesse sostanze.. ma egualmente provano dolore se tormentati e avvelenati. In questa operazione pseudosceintifica i soggetti alla tortura sono definiti “materiale biologico” in modo da cancellare la loro identità come esseri viventi. Tutte queste cose ci ha illustrato l’eccellente e preparato relatore.. mentre slide allucinanti passavano davanti ai nostri occhi.. esperimenti sadici su primati, capre, cani e molti altri animali compiuti asetticamente con guanti di lattice, camice bianco, tubicini di plastica alambicchi bisturi forbici .. Insomma abbiamo appreso che la vivisezione è una forma di tortura legalizzata al fine di soddisfare turpi tendenze all’omicidio.. persino completamente inutile ai fini della ricerca medica, in quanto sappiamo che esistono metodi alternativi di estrema efficacia basati su analisi e sperimentazione sulle cellule umane coltivate in vitro, ad esempio, o attraverso altre forme di conoscenza dolce.. come la ricettività e la reattività ai numerosi “medicinali” naturali conosciuti da millenni dall’uomo… Insomma lo sfruttamento animale, per fini sperimentali o per alimentazione, è semplicemente un meccanismo economico finalizzato alla distruzione della natura e della vita sul pianeta.. Per scopi monetari, ovvero completamente virtuali e consumistici, si distrugge tutto quel che esiste ed è vivo…



Questa conoscenza è stata una buona premessa per affrontare successivamente il discorso programmatico sull’Incontro Collettivo Ecologista che si vuole organizzare in occasione del solstizio estivo a Roma, esattamente nei giorni 23 e 24 giugno 2012.



Non eravamo molti al tavolo ma gli argomenti sono stati sufficientemente approfonditi, soprattutto negli aspetti tecnici dell’organizzazione. Avevamo precendetemente avuto un abbocco con Enzo Parisi di IDEM e delle conferme ed adesioni da parte del CIR e di altre realtà ecologiste, eco-villaggi, associazioni di consumatori, operatori nel sociale….. Ad esempio per mercoledi p.v. abbiamo fissato un appuntamento con Agribio e Civiltà contadina per presentare il progetto e simili iniziative verranno fatte prossimamente anche ad Imola, Bologna, etc. Alcuni dei presenti hanno anche illustrato le loro attività, come ad esempio Dario Vesprini che ha parlato della sua Marcia Ecologista organizzata ogni anno in montagna (a Prignano sulla Secchia) o Teodolinda Guerra che ci ha parlato della sua intenzione di lanciare uno specifico messaggio sulle tematiche del lavoro ecologico.



Ma veniamo ad dunque… Abbiamo durante la chiacchierata preso in esame le varie possibilità e modalità sul luogo dell’incontro e suo svolgimento. Avevamo già ricevuto la disponibilità di Benito Castorina, il quale ha offerto le strutture e il podere del vetiver ad Aprilia. Il luogo è ben collegato con mezzi pubblici, lo spazio aperto a disposizione è molto grande, vi si può liberamente campeggiare, esiste inoltre un edificio abitabile di discrete dimensioni in cui poter organizzare la cucina collettiva, i servizi ed un certo numero di posti letto arrangiati.. l’ospitalità è gratuita.



L’altra possibilità esaminata, proposta da Stefano Panzarasa, è quella di un ostello all’interno del Parco dei Monti Lucretili, i posti letto sono una sessantina ed esistono servizi comuni, etc. In quest’ultimo caso però c’è da considerare una spesa di circa 25 euro a persona per la locazione. Per questo se dovessimo decidere per tale opzione sarebbe necessario conoscere con un certo anticipo il numero dei partecipanti e dovremmo inoltre, attraverso l’ausilio di Riccardo Oliva ed altri, aprire una cassa collettiva per affrontare le varie spese e versare l’anticipo, etc. Chiediamo perciò che a stretto giro di posta vengano definite le preferenze, se per l’uno o per l’altra possibilità… E’ importante muoversi con il dovuto anticipo, anche se mancano ancora sei mesi all’incontro, perché una gestione efficace comporta una serie di oneri che vanno affrontati con cognizione di causa e competenza.



In entrambi i casi bisognerebbe che ognuno portasse cibo, preferibilmente vegetariano, da condividere nei due giorni dell’assemblea, ed anche posate e piatti e canovacci personali, e che la vesseile e la cucina e la pulizia dei luoghi venisse svolta in modo democratico con la partecipazione di tutti.



Altro argomento affrontato è quello relativo alle tematiche ed agli interventi. Allora, tanto per iniziare ripetiamo qui lo scopo generale di questo Incontro Collegiale Ecologista, che è quello di craere un coordinamento efficace e di comune ausilio sulle iniziative portate avanti dai gruppi e dalle persone che in Italia si riconoscono nell’ecologia profonda, nel bioregionalismo, nella biospiritualità e nel riabitare la terra in modo gentile e solidale. Potremmo dire che lo scopo evidente è quello di definire i nodi di una Rete delle Reti degli operatori sensibili all’ambiente ed alla vita.



Quindi durante il convegno sono ben accette proposte operative, e descrizioni di progetti già avviati in chiave locale da tutti i partecipanti, insomma si parla di condivisione delle esperienze e di trasmissione delle stesse, se utili alla causa comune. La formazione di gruppi di lavoro specifici è auspicabile, per un successivo approfondimento sui temi di maggior interesse… Chiunque potrà partecipare ai gruppi di lavoro che ritiene più prossimi ai propri intendimenti e competenze. Per semplificare l’esposizione dei temi da affrontare ci siamo dati un indirizzo (già sperimentato in simili occasioni) di partecipazione diretta al dialogo in tempi stabiliti.



La scaletta potrebbe essere così concepita: la mattina di sabato 23 giugno 2012, appuntamento e sistemazione nel luogo dell’incontro, piccola passeggiata nei dintorni per familiarizzarci con il luogo e l’habitat. Verso il mezzogiorno preparazione del pasto collettivo, pranzo e successiva vesseille. Nel primo pomeriggio prima sessione di sharing e proposte, ognuno è invitato a portare un suo intervento scritto in cui sintetizzare il proprio pensiero e proposta, in una lettura non superiore ai 10 minuti. Le letture avverrano a rotazione. Ovviamente ci sarà la presenza di un moderatore facilitatore scelto fra i presenti che consenta l’ordinato svolgimento degli interventi nei tempi stabiliti, e che restituisca la parola a chi vuole ribattere dopo il primo diro di condivisione. Scende la sera e si prepara quindi la cena, la sala, etc. dopo mangiato si potrà tenere una esibizione di talenti artistici per allietare i presenti, con canti, poesie, musica, etc.



La mattina di domenica 24 giugno 2012, dopo una colazione mattiniera, ci potrà essere una più approfondita visita ai luoghi circostanti e se il tempo lo consente magari sedersi in una radura per la seconda sessione di pareri e proposte, con le stesse modalità del giorno precedente. Al ritorno alla struttura preparazione del pasto e dopo mangiato un cerchio di saluto e conclusioni con le ultime idee e con la formazione dei gruppi tematici e adesioni, scambio di indirizzi, etc.



Tutti gli interventi che saranno portati in forma scritta verranno successivamente riuniti in un “quaderno” che potrà essere inviato, come atti dell’Incontro, a tutti i partecipanti e ad altri interessati, in modo che possano divulgarne i contenuti in ogni modo.



La raccomandazione ricevuta da più parti in questa fase preliminare dell’organizzazione è che l’assemblea di cui sopra contribuisca alla forma di Rete collettiva sui temi trattati, con il mantenimento delle identità dei vari nodi. Quindi non si parla della formazione di una associazione o partito o simile aggregazione.

Paolo D’Arpini




Integrazione di Teodolinda Guerra: “Caro Paolo, ti scrivo due righe per la presentazione dell'incontro in Giugno,dimmi se possono andare bene,grazie.Se intanto ci teniamo in contatto vediamo se emergono delle idee da sviluppare insieme. Un caro saluto a te e a Caterina, a presto. - Proposta di discussione sulla possibile integrazione di passioni,aspirazioni e competenze professionali di persone che hanno fatto dei percorsi formativi accomunati dall'interesse per il mondo naturale in tutti i suoi aspetti,e che potrebbero unire le proprie forze e collaborare per creare delle sinergie per sviluppare progetti anche lavorativi che permettano di mettere in campo le reciproche potenzialità,coniugando l'esigenza di lavorare con il desiderio di concretizzare azioni,scelte e progetti che rispecchino i valori coerenti con le finalità del movimento per l'ecologia profonda”

Condivisione - Scrive Riccardo Oliva: "Sottoscrivo e condivido il testo qui riportato. Presidente Associazione Memento Naturae Volontari a Difesa di Ciò che è Vita!!!"


domenica 4 dicembre 2011

Se la "soluzione finale" è l'unica strada per attuare l'ecologia profonda



Ecologia profonda d'assalto – Scrive Anthony Ceresa: “Caro Paolo D'Arpini, ti invio un nuovo articolo per tua opportuna considerazione: ASPETTANDO LA GUERRA COME ULTIMO BALUARDO DI SPERANZA PER LA DIFFUSIONE DEL CODICE ETICO DI ECOLOGIA PROFONDA...”

Siamo molto vicini al detonatore, anche se l’orrore della guerra produce soltanto sofferenza e morte, ma tantissimi gentiluomini non si rendono ancora conto dello stato pietoso in cui riversa il nostro Paese, portato ad una degenerazione di Civiltà, soffocato da continue ingiustizie, senza la minima considerazione sull’Etica di Ecologia Profonda, come funzione primaria nella Politica e nella Giustizia.

Sono molti anni ormai che è nell’aria il mal contento generale dove il MALE – la MAFIA e le SPECULAZIONI ISTITUZIONALIZZATE, si sono evolute sino a concludersi con il colpo di Stato attuale, mettendo a repentaglio la serietà della Nazione, pesando sempre di più sulla già difficile situazione della vita dei più deboli.
Seguire alla lettera le imposizioni delle Lobby Europee, finiranno per deviare la nostra cultura Italiana in un Oceano pronto ad ingoiarci.

I nostri problemi interni richiedono determinazione nel risolvere la Mala Politica, Mala Giustizia, Mala Sanità, Mala Fede, mentre il dilagare della corruzione agli alti livelli dello Stato, ha raggiunto Poteri preoccupanti nelle Istituzioni, con scandali seriali generati da Politici infami, Giudici Malavitosi, Dottori e Ospedali formati da Organizzazioni criminali, Sacerdoti corrotti dalle tentazioni, Aria e Alimenti contraffatti, mentre il tutto messo a tacere dai Media ben rimunerati attraverso concessioni Statali, per impedire la diffusione della verità.

Sembrerebbe che la soluzione più attesa per riportare l’Ordine e il buon senso fra gli eletti al servizio dello Stato, sarebbe il ricorso alla Guerra, fra il Popolo Sovrano e l’intero corpo Politico e Giuridico, i quali con le infinite battaglie per occupare le poltrone, hanno indotto il Paese al fallimento totale.
Qualcuno si chiederà perché si rende necessario arrivare alla guerra. E’ semplicissimo, questi Signori non si considerano servitori del Paese, ma bensì padroni di tutto ciò che li circonda, comprese le vite umane e il sudore dei lavoratori.

Sulle esperienze dei fatti accaduti in Africa Settentrionale, dove si trattava di uno o tuttalpiù due Despota, il popolo ha dovuto cacciarli con le pietre per liberarsi. Da noi invece sono in migliaia che la fanno da padroni per tradizione e sarà molto più difficile liberarsi.

A completare il rancio Nazionale, il nuovo Premier Monti, insediato per vie traverse, intende iniziare la Sua esperienza alla guida del Paese con il piede sinistro, e anziché scovare i ladri che hanno causato il spaventoso Debito Pubblico, mantenendo i costi esorbitanti della Politica, intende iniziare con Decreti Legge portati a sopprimere ulteriormente i lavoratori, le famiglie, i Pensionati, gli Ammalati e i Giovani senza futuro.

L’idea di nascondere le malefatte Politiche del passato non possono essere cancellate con la forza. Gli Italiani si augurano un netto cambiamento delle regole individuando i colpevoli e obbligandoli a restituire il maltolto.
Dove sono finiti i sistemi di controllo e di Etica Politica e Giuridica conclamati dalla Costituzione?

Dove sono finiti gli insegnamenti di quella Fede arricchita, divenuta una funzione puramente commerciale, la quale in nome di Dio, chiude gli occhi sostenendo il male traendo i propri profitti?

Dove sono finiti i sostenitori della Pace, mentre i nemici del Paese e dell’umanità arrecano danni incalcolabili all’essere umano, alle famiglie, alle persone di rispetto?

Illustrissimo Onorevole Mario Monti. Con la serie di Decreti Legge già pronti all’avvio, gli Italiani si chiedono a che cosa servono il Parlamento, il Senato e tantissime Organizzazioni inutili al Paese?
Eliminarle sarebbe un atto doveroso, oltre ad un sostanziale risparmio.

Il nostro debito Pubblico Estero, potrebbe essere risolto amorevolmente, fingendo di abbandonare l’EURO e non riconoscere i debiti gonfiati dalle speculazioni finanziarie Internazionali, impegnandoci di ripagare il debito puro senza interessi nell’arco di 10 anni.

Molto diverso dal comportamento dell’Islanda la quale ha disconosciuto i debiti creati dai Politici, la confisca dei beni, facendoli provare la gioia del Carcere a vita.

Naturalmente nel nostro caso, bisognerebbe risolvere le infinite rivendicazioni interne del Paese ed essere eventualmente pronti a coniare una nostra Moneta, come ad esempio il Dollaro Italiano, di pari valore con quello Americano per gli scambi Internazionali, mentre localmente sarebbe sufficiente una Credit Card dove verrebbero accreditate le entrate e le uscite di denaro, in collaborazione con le Poste Italiane.

Le cose da fare sono tante e mi permetta una fraterna confidenza, per rimettere in piedi il nostro Paese, servono persone nuove rispettose dell’Etica di Ecologia Profonda, iniziando dalla Costituzione di un Ente per il rispetto dei Diritti Umani e non Banchieri o Professori abituati a seguire i testi scolastici.
Per offrire una migliore qualità della vita, l’Economia Moderna nelle Nazioni avanzate ricorrono all’ausilio della Scienza, della Ricerca, dell’Innovazione asservita da nuove tecnologie Produttive ed Organizzative, impostate soprattutto sull’utilizzazione di sistemi di energia naturale più consoni al risparmio.

Quanto si potrebbe risparmiare nel caso non importiamo più Petrolio e Gas per far funzionare la Macchina Produttiva del Paese? Vi sono soluzioni innovatrici che permetterebbero grandi risparmi in un clima di ripresa Economica non comprensibile con le lobby che hanno in pugno il Paese.

Per decenni il Paese è stato guidato da tradizioni impostate su Economie limitate ai Monopoli di Stato, imponendo prezzi politici su quasi tutti i prodotti di prima necessità, con finalità di creare un maggior numero di poltrone dove collocare i raccomandati.

Concludo con l’ultimo paragrafo molto importante: Innalzare l’IVA sarebbe un grave errore, il quale creerebbe un innalzamento a catena del costo della vita, martellando la nostra già scarsa competitività produttiva che verrebbe a pesare maggiormente sulla parte debole della Società.

Ho molta paura che stiamo per saltare dalla padella direttamente sulla brace accesa, dove fra non molto ne usciremo abbrustoliti.

Anthony Ceresa

venerdì 2 dicembre 2011

Proposto un incontro su ecologia profonda bioregionalismo biospiritualità e per un nuovo modo di riabitare la terra. Solstizio estivo 2012



Cari amici, abbiamo avuto la stessa idea..

Come potete vedere dalla lettera sottostante sia noi che il CIR, la Rete per l'Ecologia Profonda e la Rete Ecovillaggi ci stiamo muovendo per una Rete collettiva... Tra l'altro già da diversi mesi è operativo il blog La Rete delle Reti, con le stesse finalità enunciate, il blog è stato creato l'estate scorsa durante l'incontro RBI in Emilia, assieme a Manuel Olivares auture del libro Comunità ed ecovillaggi in Italia di Aam Terra Nuova, ed altri gruppi... Nel blog già ci sono anche diversi articoli del CIR di Civiltà Contadina, di Agribio, della RBI, della Rete Ecologia Profonda, etc.

Per qualto riguartda l'incontro collegiale già da qualche tempo si sta lavorando fra i vari gruppi, fra cui noi della Rete Bioregionale Italiana, per fare un incontro delle varie associazioni sul tema dell'Ecologia profonda, bioregionalismo e spiritualità della natura e per un nuovo modo di riabitare la Terra. Ci si sta muovendo per organizzare questo incontro fra tutte le varie realtà del settore da tenersi verso il solstizio estivo del 2012. Ed abbiamo individuato un luogo centrale, nei dintorni di Roma, forse nel Parco dei Monti Lucretili, dove c'è una idonea struttura ricettiva spaziosa nel verde.

Spero dunque che si possa fare questo meeting fondativo tutti assieme, con il CIR, Ecovillaggi, ecologisti vari, spiritualisti della natura, etc. per veder finalmente nascere una Rete che tutti ci rappresenti.....

Vi segnaliamo qui di seguito qualche corrispondenza e proposta:

http://retedellereti.blogspot.com/search?q=ecologia+profonda

http://lists.peacelink.it/ecologia/2011/11/msg00092.html

http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/search?q=ecologia+profonda

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2011/11/25/idee_per_un_incontro_su_bioreg.html

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=proposta+agricoltura+contadina

http://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/groups/177360162346656/

http://www.facebook.com/groups/177360162346656/#!/groups/196354403713283/

Cordiali saluti a tutti,

Paolo D'Arpini
(Referente Rete Bioregionale Italiana)



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Lettera ricevuta oggi dal CIR

Il 02 dicembre 2011 15:55, C.I.R. info ha scritto:

Ciao a tutti!!!
eccoci, con gran fatica per reperire un internet...ma ci siamo
Allego un invito alle varie reti e associazioni per attivarci nella
creazione di una RETE DELLE RETI, idea partita dall'ultimo incontro R.I.V.E. perciò fatemi sapere al più presto la vostra disponibilità...mi sembra fantastico!!! che ne dite??
Ovviamente il CIR parteciperà!!!

Richiedo cortesemente di avere una risposta ad anno nuovo, se possibile...

Fate girare, chi più ne ha più ne metta. Ho pensato anche alle associazioni firmatarie della legge per i piccoli contadini, che da tempo lottano in un campo d'interesse collettivo, ma io non ho contatti con loro. Qualcuno ne ha? tanti baciiiiiiii


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Modello di Lettera divulgativa proposta dal CIR:

Cari......

da quasi un anno l'assemblea della Rete Italiana dei Villaggi Ecologici, si sta interrogando su quale strada è possibile percorrere al fine di contribuire ad un cambiamento concreto e necessario in questo nostro territorio, in un Italia che sta cambiando velocemente, in un modo, concorderete, per niente positivo, sia a livello ambientale che umano.
La nostra scelta di vita ci spinge a non rimanere inermi a guardare un'umanità allo sbaraglio, restare impotenti quando dentro di noi sappiamo che è possibile fare in un'altro modo, perchè lo stiamo già facendo, perchè la nostra vita è dedicata a questo. E siamo consapevoli che come noi, in altri modi e forme, con un'altri nomi e accenti, ci sono tante altre realtà che lavorano quotidianamente nella direzione della pace, della ricerca di una consociazione positiva tra ambiente e vita umana; custodi della terra e cittadini responsabili.
Il nostro obbiettivo è riunire nello stesso luogo, preferibilmente già dalla prossima primavera 2012, tutti i portavoce delle realtà che sentiamo affini.
Riteniamo che le differenze siano una grande forza creativa, perchè nella nostra esperienza associativa hanno quasi sempre portato a buone conclusioni. Inoltre siamo convinti che il vero cambiamento si può fare solo insieme agli altri; da soli, al massimo possiamo cambiare la nostra vita e quella di qualche d'un altro.
Oltre a questo non abbiamo nessun altro scopo: desideriamo che sia l'incontro stesso a far scaturire un percorso comune, frutto dell'interazione delle proposte di tutti.
L'idea di fondo è una "Rete delle Reti" che ci aiuti a riconoscersi e farsi riconoscere, convogliare le nostre forze per una serie di azioni politiche (che non hanno niente a che fare con la politica partitica o di governo, piuttosto con una scelta di etica e di vita) incisive sulla nostra società, che ora più che mai, ha bisogno anche di noi.

In attesa di riscontro, sperando nella vostra presenza e partecipazione, vi auguriamo un sereno svolgimento delle vostre attività.


Per qualsiasi domanda, rivolgersi a (mettiamo il nome del referente che li contatta?) Vi preghiamo di darci risposta entro la metà di dicembre (???)

sabato 26 novembre 2011

Anthony Ceresa: "...la mia opinione su Ecologia profonda, bioregionalismo, spiritualità della natura"




Abbiamo ricevuto un intervento (in riferimento all'articolo: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2011/11/idee-per-una-assemblea-comunitaria-su.html) dalla Lista Ecologia Peacelink, da cui Anthony Ceresa scrive:

Carissimi amici,

Chiedo scusa se mi intrometto senza titolo sull'Ecologia Profonda o meglio sulla spiritualità umana verso un maggiore rispetto per la Natura.

Mi sembra tutto così introverso da saltellare con trampoli altissimi per compiere passi giganteschi, sorvolando i grandi temi intermedi, passando attraverso la vita di un comune mortale, guidato da politiche di comportamento, di interesse e molto spesso di ricatto, per discutere di ecologia profonda, di Etica, di doveri, di spiritualità delle coscienze, di rispetto verso il prossimo, i quali esigono un ponte di collaborazione fra l'Autorità ed i cittadini nello scambio del mutuo rispetto e del sapere.

Qualcuno mi ha chiesto che cosé? Non sanno più dove mettere la spazzatura umana che é cresciuta oltre misura?

Gli risposi: Non esattamente, anche se nella domanda c'é un principio di verità.

L'uomo ha imparato a dialogare ed é una bella cosa, però, non per condividere ed attuarre il pensiero del saggio, ma per dimostrare l'abisso critico che divide il cittadino dalle imposizioni spesso di interessi di parte che vengono dettate dall'alto.

L'Ecologia profonda é correlata ad un insieme di fattori interconnessi i quali si arrestano dinnanzi alla mancanza di Etica generale a catena, con esempi negativi trasmessi proprio dall'alto, ossia da chi ci Governa, chi dovrebbe dare il buon esempio.

Quindi, ritengo molto importante alla base dell'analisi profonda sull'Ecologia, seguire a priori un Etica sociale di comportamento e di collaborazione del sapere, per trattare professionalmente coinvolgendo la Comunità, su qualsiasi argomento di interesse comune per il bene di una Nazione.

L'Ecologia profonda dovrebbe iniziare a ripulire il marciume esistente nella Politica dei Partiti, con gente nuova di ampie vedute, inclini al principio che il Governo é guidato dallo Stato, dove lo Stato rappresenta tutti i cittadini, senza particolari privilegi, dove la Giustizia é uguale per tutti.

L'Ecologia profonsa dovrebbe trattare con serietà gli effetti devastanti della Globalizzazione che ha causato tanta disoccupazione.

L'Ecologia profonda, ripulire la Mafia Istituzionalizzata che molti fingono di non vedere.

L'essere umano é portato a sputare dove tutti sputano, a rispettare chi ti rispetta, a diffidare del prossimo poiché la Politica ha ucciso la fiducia, la morale e il futuro della Nazione.


Anthony Ceresa

lunedì 21 novembre 2011

Politica, economia e spiritualità laica non possono essere scisse.... allorché si desidera la vera “crescita”, quella personale e sociale!

"Gioia nella libertà dai preconcetti e dalle ideologie" (Saul Arpino)


“I falsi buoni sono i ladri della virtù” (Lin Yutang)

Delegare la gestione della propria esistenza ad un “governo” o ad una “chiesa” equivale ad abbandonare le proprie responsabilità basandosi sul fatto che vi sono persone altre da noi stessi che veramente sanno come fare a mandare avanti le cose.

Questo ovviamente vale in ogni campo dell'esistenza umana.. ma per il momento lasciamo da parte l'aspetto “religioso” di questo atteggiamento “rinunciatario” e di delega all'altrui.. e rivolgiamo la nostra attenzione all'aspetto politico.

Un partito politico, e di conseguenza un governo, viene apparentemente fondato per il bene del popolo.. ma in realtà diviene una corporazione che serve solo a se stessa.

Una amministrazione tiene le cose sotto il suo controllo e prolifera leggi di una sempre crescente complessità ed incomprensibilità. In effetti ostacola il lavoro produttivo domandando tanti rendiconti sicché il registrare quanto è stato fatto diventa più importante di quel che è stato realmente fatto. In questo modo, incrementando la burocrazia ed i cavilli, si può andare sempre più in là nell'astrazione... tuttavia nella crescente angoscia riguardante la sovrappopolazione, la massificazione culturale, la mistificazione negli interessi economici occulti, l'inquinamento e lo squilibrio ecologico, i disastri potenziali dell'incremento tecnologico militaresco, etc. soltanto di rado siamo in grado di riconoscere che i nostri governi sono diventati auto-distruttori delle istituzioni umanitarie.

I governi -come affermava Alan W. Watts- restano impantanati nel tentativo di soddisfare una sempre crescente alienazione dalla vita pratica e dalle esigenze primarie dell'uomo, soffocati e paralizzati, come sono, sotto montagne di complicazioni di bilanci e di scartoffie.

La considerazione successiva, per non dover ripetere gli errori del passato, è che né l'individuo né la società possono tirarsi fuori dalla situazione attuale in modo autonomo e facendo uso della forza. Pur che ancora oggi assistiamo ad uno svolgimento in tal senso della spinta al cambiamento sociale... Sino a quando faremo uso della forza, sia fisica che morale o religiosa, nel tentativo di migliorare noi stessi ed il mondo.. andremo in verità sprecando energia che potrebbe essere altrimenti usata per cose che realmente possono essere fatte..

Occorre cambiare il nostro approccio di vita e la considerazione della nostra partecipazione all'insieme delle cose. Nell'ecologia profonda e nella spiritualità laica c'è l'indicazione verso il recupero della fiducia in se stessi e negli altri. La nuova visione, il nuovo metodo, non può essere aggressivo e nemmeno passivo, non è un atteggiamento sentimentale. Occorre riconoscere che in alcuni casi l'uso della violenza può essere necessario.. ma sarà una violenza mite, educativa.. somigliante alla severità della madre che intende educare il figlio e non reprimerlo.

Ecologia profonda e spiritualità laica, attuate nel campo della politica e dell'amministrazione della cosa pubblica, conducono non alla soddisfazione di cieche rivalse popolari, non all'attuazione di una “giustizia livellatrice”, bensì a favore della “generosità umana”. Che non è semplice benevolenza e perdono, come si potrebbe supporre, ma il mantenimento dell'onestà e delle qualità “umane” nella loro pienezza. Come diceva Ezra Pound: “L'onestà è la ricchezza di una nazione”.

L'equilibrata severità e correttezza, che potremmo definire in termini matristici “intelligenza minervina”, richiede una grande capacità discriminativa e la strada verso di essa è difficile da raggiungere, abituati come siamo a delegare alla giustizia esterna (governativa e religiosa) ogni funzione emendatrice.

Perciò se un uomo integro cerca di raggiungere la maturazione spirituale e politica dovrà necessariamente riscattarsi da ogni modello coercitivo attualmente presente nella società... Non possiamo però chiamare questo processo “anarchia” in quanto si presuppone un indirizzo definito rivolto al “bene comune”. Non più misurando le cose attraverso il modello della giustizia “dei codicilli” ma portando l'umano al suo massimo livello di responsabilità. In cui le azioni non sono conseguenti a corsi precostituiti o tabù, le contingenze e la saggezza ed onestà acquisita indicano al momento quale sia la cosa giusta da fare....

In altre parole un essere umano consapevole di appartenere ad un contesto vitale e spirituale inscindibile non ha bisogno di incarnare modelli prefissati di “rettitudine”, non è un “buonista”, e nemmeno un presuntuoso, un pedante, ma riconosce che possono avvenire alcuni errori nel perseguimento della genuina natura umana. Gli errori -se non ripetuti- sono il sale della vita. Sono l'indicazione del retto percorso da seguire.

Infatti che si maschera da ligio osservante delle leggi è un ipocrita ed un falso uomo pubblico (sia in senso politico che religioso), invero è completamente privo di “umorismo”, non sa ridere di se stesso e degli altri ed allo stesso modo, e non lascia che la sua natura umana possa completarsi e giungere a maturazione. Egli, meschinello, si ferma alla “forma” e di conseguenza è condannato a trasgredire anche quella (forse in segreto) restando inconsciamente legato alle proprie ombre. Un legalista sarà semplicemente un ficcanaso ed un acquisitore di “meriti presunti”, sulla base della sua adesione ad una fede politica o religiosa. Chi basa la giustizia sulla rigorosa sottomissione a regolamentazioni lineari non sarà mai in grado di percepire la verità dietro le forme. Questi ipotetici buoni governanti, così seri e riguardosi dei loro giusti principi (o peggio ancora dei loro sordidi interessi) giustificano ogni iniquità con la forza dalle ragioni politiche o religiose. Poveretti, non saranno mai in grado di godere di un sano “spirito” libero e laico, assai meno nocivo della loro sudditanza all'ideologia (o peggio ancora all'interesse).

Ed una una delle peggiori ideologie, in questo momento storico, è quella relativa al concetto di “utile” e di “guadagno”, che persino supera ogni altra convinzione politica e religiosa.. ed è in nome dell'utile e del guadagno che la società umana va sprofondando verso la perdita dell'anima e della capacità d'intendere e di volere. Questa ideologia, chiamiamola pure “bancaria”, così amata dai ragionieri della vita, rischia di forzare sempre più l'uomo in direzione della rinuncia ad ogni umanità e capacità discriminante. E con la perdita dell'intelligenza subentra anche la perdita della capacità di sopravvivenza della specie umana.

Paolo D'Arpini


Circolo Vegetariano VV.TT.
Vicolo Sacchette, 15/a
Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293

giovedì 8 settembre 2011

Spiritualità Laica: “L'anima bioregionale ed ecologica delle forme viventi, il senso dell'identità e della sapienza...”


Discorso sulla spiritualità laica al Circolo Vegetariano VV.TT. a Calcata


Da diversi anni sono approdato alla constatazione che il bioregionalismo e l'ecologia profonda sono due aspetti della stessa idea, due facce.


Il bioregionalismo si occupa dell'individuazione degli organi geografici e biosistemici della terra mentre l'ecologia profonda ne deduce i meccanismi funzionali, comprendendone le inter-connessioni e le reciproche dipendenze. Questo va bene per spiegare gli aspetti materiali ed organici del sistema vita.. ma in questa descrizione ho sempre sentito la mancanza dell'aspetto trascendente, o spirituale. Infatti la coscienza non può essere spiegata solo in termini di consequenzialità fisica, deve -e sicuramente ha- possedere una sua propria natura e realtà. E lo dimostra il fatto che l'osservato non può essere scisso dall'osservatore, l'immagine non può mai sostituirsi alla sostanza.


L'aspetto psichico non basta a completare il quadro della vita dandogli un interezza. Perciò alla ricerca di una matrice comune, a se stante ed allo stesso tempo onnicomprensiva, mi sono interrogato ed ho indagato sulla natura di colui che si interroga. Ho chiamato questo riflettere sulla riflessione: Spiritualità Laica.


Spiritualità Laica è un neologismo, come lo stesso Bioregionalismo e l'Ecologia profonda, non esisteva come concetto onnicomprensivo della percezione di sé finché un giorno di 15 anni fa (sarà stato il 1996..) non fu coniato dall'amico giornalista Antonello Palieri.


Accadde durante un incontro al Circolo vegetariano di Calcata, si parlava appunto di bioregionalismo ed ecologia profonda e si cercava di individuare un modo descrittivo per l'aspetto “spirituale”. Io avevo suggerito la parola “spiritualità della natura” (facendo anche riferimento al luogo così denominato che avevo dedicato alla meditazione e riflessione sulla vita naturale: il tempio della Spiritualità della Natura). Ma andando avanti nell'estrinsecazione dei concetti e delle realtà connesse a questa spiritualità naturale ci si rese conto che veniva a mancare la fisionomia concettuale, tipica del ragionamento umano, che poteva qualificare intellettualmente il processo conoscitivo della coscienza, in termini spirituali.


Quello che si voleva descrivere è il senso della spiritualità naturale, insita nell'uomo come in ogni altra creatura e cosa. Una spiritualità antecedente la religione e l'ideologia e che comunque integrasse la capacità speculativa della mente nel descrivere le sue funzioni astrattive, ma riconoscitive dell'aura sottile che permea tutte le cose e la mente stessa.


Insomma l'uomo doveva starci dentro come la natura, perciò Antonello suggerì: “Insomma potremmo definirla una spiritualità laica...”... Ed il termine risvegliò immediatamente in me e nei presenti una comprensione innata e diretta. Sì questa spiritualità è sicuramente “laica”, in quanto non appartiene al mondo della religione , di ogni religione e di ogni teismo o ateismo, ma appartiene direttamente ed incontestabilmente ad ognuno di noi. Inserendo in quel “noi” ogni essere senziente ed ogni materia organica ed inorganica componente.


Nacque così la Spiritualità Laica come sostantivo, come nome.


Ma un nome è solo un nome e non può sostituirsi all'essere che così viene evocato. Infatti come diciamo acqua o water od eau in varie lingue, con ciò non si muta la sostanza indicata. Me ne avvidi più tardi allorché, approfondendo le mie ricerche sulle radici dell'ecologia profonda e del bioregionalismo e della spiritualità laica, scoprii che questi concetti erano chiaramente espressi in varie culture. Erano presenti nella civiltà matristica del neolitico, erano individuati nella filosofia Nonduale dell'India e nel Taoismo cinese. Insomma -com'è ovvio- non può essere l'uso di un neologismo a santificare un processo pre-esistente.


Con queste premesse vorrei qui indicare alcuni aspetti “pratici” della cosiddetta “spiritualità laica”, aspetti che riguardano la corresponsione nei processi vitali e sociali. Ovviamente la accettazione di una tale spiritualità implica la non interferenza diversificativa con i processi naturali della vita, implica anzi un accompagnamento consapevole dei processi di crescita che la vita manifesta. Infatti la tendenza scientista e religiosa a mantenere le cose sotto controllo ingenera una società schematizzata in modelli prefissati, stabiliti per legge. Questo atteggiamento coercitivo ostacola l'evoluzione spontanea dello spirito umano e persino il lavoro produttivo verso il benessere materiale. Lo osserviamo con il proliferare della burocratizzazione in cui il registrare diviene più importante dell'azione stessa.


Tuttavia nell'attuale angoscia riguardante la sovrappopolazione, l'inquinamento, lo squilibrio ecologico ed i disastri potenziali e reali causati dalle guerre e dalla spoliazione delle risorse del pianeta, solo di rado si riconosce che il sistema di governo, il metodo del controllo, è la matrice stessa dell'autodistruzione a cui andiamo incontro. Il presupposto primo di tale sfacelo è la considerazione che non ci si può più fidare di una naturale e spontanea capacità dell'uomo di uniformarsi alla natura, sempre si presuppone che “il controllo” sulla natura e sull'uomo debba essere l'unico metodo di funzionamento. Finché continueremo a far uso della forza fisica (scienza) e morale (religione) per cercare di migliore il mondo (e noi stessi) vanificheremo ogni spinta naturale al riconoscimento intelligente dell'andamento vitale. Mancherà il buon senso delle piccole cose che contano rispetto ai giganteschi problemi auto-creati nella società del benessere economico e consumista.


Insomma dobbiamo compiere il primo passo verso noi stessi, aldilà del contesto sociale o della ideologia in cui crediamo, concentrando la nostra attenzione sulle cose che possono essere fatte, per noi stessi e da noi stessi, nell'immediato presente.


Per cominciare riponiamo fiducia nelle nostre personali capacità innate di riconoscerci nella grande espressione dell'esistenza. Questo non significa abbandono della comunità, anzi una tale consapevolezza corrisponde alla riscoperta dei valori della comunità, valori basati sulla propria autoresponsabilizzazione nei confronti di noi stessi -in primis- e successivamente verso i nostri consimili (i viventi nella loro totalità). Questo non può essere un atteggiamento sentimentale, bensì operativo, organico, definitivo e totale. Comprendente i vari piani dell'andamento vitale senza esclusione di modi e senza eccessi.


Qui parlo anche di “generosità umana” come la definiscono in Cina i taoisti ed anche i confuciani ed i buddisti, una generosità che non è semplice “benevolenza” (o nonviolenza) bensì la confacente espressione della propria natura umana, ivi compresa la capacità (o coraggio) di manifestare opposizione alla prevaricazione ed alla strumentalizzazione del paradigma dell'ecologia profonda, del bioregionalismo e della spiritualità laica. In quanto la “sostanza” non può essere “descrizione” e la summa teoretica non può superare la pratica.


Paolo D'Arpini


Circolo Vegetariano VV.TT.
Rete Bioregionale Italiana