Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).
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domenica 26 agosto 2012

Peppe Sini: "Commemorazione per dom Helder Camara, vescovo non-violento"



Il 27 agosto 1999 moriva a Recife in Brasile dom Helder Camara, il vescovo eroico difensore dei diritti umani e del mondo vivente, una delle piu' grandi figure della nonviolenza.

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo lo ricorda con un incontro di lettura e commento di alcuni suoi scritti.

Dalle parole come dai gesti, dalla riflessione come dalla vita di Helder Camara una luce e un invito generosi e ineludibili vengono ad ogni persona di retto sentire e di volonta' buona: l'esempio e l'appello alla dignita' umana, al bene che agisce; la chiamata alla lotta in difesa e per la liberazione degli umiliati e offesi, degli sfruttati ed oppressi; l'impegno a difendere la biosfera casa comune dell'intera umanita'; la scelta della verita' che salva le vite.

La nonviolenza in cammino, aperta ed empatica, femminista ed ecologista, socialista e libertaria, responsabile e solidale, sollecita del bene e del vero, nella testimonianza limpida e salda di Helder Camara riconosce una fonte di ispirazione, una incarnazione verace, ferace una seminagione.

Con gratitudine che non si estingue lo ricordiamo ancora, ed alla sua lezione invitiamo ad accostarsi, e a restare fedeli.

*

Helder Camara, nato a Fortaleza il 7 febbraio 1909, scomparso a Recife il 27 agosto 1999, arcivescovo di Recife nel nordeste brasiliano, straordinario difensore dei diritti umani, e' stato una delle voci piu' autorevoli del sud del mondo e della nonviolenza in cammino.

Tra le opere di Helder Camara: Chi sono io?, Cittadella, Assisi 1979; Fame e sete di pace con giustizia, Massimo, Milano 1974; Il deserto e' fecondo, Cittadella, Assisi 1982; Il vangelo con dom Helder, Cittadella, Assisi 1985, 1988; Il vangelo di dom Helder Camara, San Paolo, 2011; Interrogativi per vivere, Cittadella, Assisi 1985; Mille ragioni per vivere, Cittadella, Assisi 2000; Roma, due del mattino, San Paolo, 2011; Spirale di violenza, Massimo, Milano 1977; Violenza dei pacifici, Massimo, Milano 1973, 1977.

Tra le opere su Helder Camara: Jean Toulat, Dom Helder Camara, Cittadella, Assisi 1990.

Peppe Sini - Azione Non Violenta
Centro di ricerca per la pace e i diritti umani

sabato 30 giugno 2012

Viterbo, la città dei papi... e dell'arsenico



In quest'antica citta' di Viterbo da anni ed anni la popolazione e'
avvelenata dall'arsenico presente nell'acqua che viene erogata nelle
case dai pubblici acquedotti, arsenico presente in quantita'
enormemente superiori al limite massimo ammesso dall'Unione Europea
(limite massimo che oltretutto e' il doppio di quello stabilito
dall'Organizzazione Mondiale della Sanita').

E la popolazione paga salate bollette per il veleno che riceve al posto dell'acqua potabile.

E poiche' il Comune si rifiuta ostinatamente di realizzare i
dearsenificatori necessari per restituire alla popolazione il diritto
all'acqua potabile - un diritto semplicemente vitale -, ebbene, chi
puo' compra l'acqua minerale, chi puo' si rifornisce ad alcune poche
fontanelle di acqua dichiarata dearsenificata, e chi non puo' si
avvelena. Si avvelena. E, ripetiamolo, si avvelena perche' le
istituzioni locali non realizzano i dearsenificatori necessari.
Si dira': forse il Comune non dispone di fondi. Ma il Comune da anni
annuncia e promuove progetti faraonici per grandi opere assai
discutibili o assolutamente folli; il Comune sostiene largamente
attivita' di ogni sorta tra futili e superflue (per non dir peggio);
il Comune sperpera senza ritegno il pubblico denaro. E la gestione del
servizio idrico e' scandalosamente affidata a un carrozzone - la
Talete spa - la cui abolizione sarebbe il primo dovere di una pubblica
amministrazione decente.

La verita' e' che i fondi per realizzare i dearsenificatori sarebbero
reperibili con una adeguata ricognizione del bilancio, con interventi
impegnativi persuasi e appropriati (e nei mesi scorsi abbiamo anche
formulato delle proposte operative al riguardo), con scelte di rigore
e trasparenza nitide e intransigenti orientate al pubblico bene, ai
bisogni primari di tutta la popolazione. Ma chi governa il Comune - e
non solo - resta sordo, dando flagrante prova di insipienza ed
irresponsabilita' (ed usiamo un eufemismo).
Cosi', tra clientes e circenses, l'avvelenamento continua, in
quest'antica citta' di Viterbo.

*

Lo ripetiamo una volta ancora - come facciamo ormai da due anni a
questa parte -:
a) le istituzioni locali devono prendere atto della drammatica realta'
e dire finalmente la triste verita' ai cittadini: ovvero che da anni
vengono avvelenati, che l'acqua che ricevono nelle case e per la quale
pagano salate bollette e' semplicemente avvelenata;
b) le istituzioni locali devono realizzare subito dearsenificatori
alla fonte impegnando per questo fondi del proprio bilancio, salvo
successivamente rivalersi sulla Regione Lazio e su altri eventuali
soggetti gestionali ed istituzionali inadempienti.

*

L'accesso all'acqua potabile e' un fondamentale dirittto umano.
Una pubblica amministrazione che non si impegna con tutte le sue
risorse per garantire alla popolazione l'accesso all'acqua potabile e'
semplicemente criminale.

Dearsenificare e rendere potabile l'acqua a Viterbo e' possibile e
necessario: occorre quindi farlo subito.
Cessi finalmente l'avvelenamento della popolazione.

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i
diritti umani" di Viterbo


Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di
Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac@tin.it ,
web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

venerdì 20 aprile 2012

Sui diritti dell'uomo... Lettera di Peppe Sini alla ministra dell'Interno




Gentilissima Ministra dell'Interno,

Lei dice bene: offende che a degli esseri umani sia impedito di parlare sigillando la loro bocca con del nastro adesivo.

Ma offende anche che lo stato italiano deporti degli esseri umani. Deporti degli esseri umani.

Lei dice bene: offende che degli esseri umani siano maltrattati.

Ma offende anche che lo stato italiano dal 1998 abbia riaperto i campi di concentramento in cui i migranti sono detenuti. Abbia riaperto i campi di concentramento in cui i migranti sono detenuti.

Lei dice bene: offende che taluni adottino comportamenti che violano la dignita' delle persone.

Ma offende anche che lo stato italiano nel corso degli anni abbia imposto un cumulo di scellerate misure razziste che favoreggiano la schiavizzazione, la persecuzione e fin la morte di esseri umani che in Italia speravano di trovare invece accoglienza, aiuto, rispetto. Abbia imposto un cumulo di scellerate misure razziste che favoreggiano la schiavizzazione, la persecuzione e fin la morte di esseri umani che in Italia speravano di trovare invece accoglienza, aiuto, rispetto.


Gentilissima Ministra dell'Interno,

faccia quindi una cosa buona e giusta: presenti in Consiglio dei Ministri un decreto per abolire immediatamente tutte le misure razziste introdotte nella legislazione italiana dalla fine del secolo scorso ad oggi.

Una cosa buona e giusta: abrogare il razzismo di stato in Italia e ripristinare la vigenza della Costituzione repubblicana, dello stato di diritto, della civiltà. Della civilta' umana.

Una cosa buona e giusta: abrogare il razzismo di stato in Italia e ripristinare il rispetto della dignità umana nel nostro paese. Per tutti gli esseri umani.

Distinti saluti,

Peppe Sini



"Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac@tin.it

mercoledì 16 novembre 2011

Osvaldo Ercoli: "Nonviolenza.. dimostriamo con le opere il nostro impegno costante..."




Scrive l'amico fraterno Osvaldo Ercoli:

“Il centro di ricerca per la pace di Viterbo, direttore, Peppe Sini, anche quest’anno ha promosso e sostenuto con entusiasmo l’iniziativa “ogni vittima ha il volto di Abele’, iniziativa che si svolge dal 4-nov. del 2002 ed intende commemorare le vittime di tutte le guerre con quell’impegno civile e politico che stimola a risvegliare l’umanità intera, e ricordare ad essa che ogni guerra è un‘inutile strage”, e che è un dovere di tutti finalizzare il nostro operare ad una lotta senza tregua e senza timori contro uccisioni e persecuzioni.

Reputiamo quindi che la voce della Non Violenza si levi più forte , più chiara e meno timorosa non solo per il 4- nov. ma per tutte le manifestazioni similari tipo 2-giugno “festa della Repubblica” che viene oscurata ed offesa da una immonda ed offensiva sfilata di armi tra le più sofisticate, da fare invidia al dittatore più crudele sulla faccia della terra. La festa della “vittoria” non deve più continuare ad essere l’iniquo monopolio delle gerarchie militari per falsa retorica patriottica, né lasciato alle loro menzogne, né alla loro propaganda necrofila che riesce a far prevalere la finzione che la guerra è bella e che le vittime debbano essere contente di essere state trucidate Leggo con piacere che è cresciuto l’apprezzamento ed il sostegno a questa iniziativa, particolarmente tra i pubblici amministratori di enti locali, quali Comuni, Province, Regioni. evento questo beneaugurate in prospettiva per le commemorazioni nonviolente che potranno sostituire quelle ufficiali che allo stato attuale sono ancora scelleratamente e stoltamente belliciste”

martedì 25 ottobre 2011

4 novembre 2011 - Ricordare le vittime e non la "vittoria" - Appello del Movimento Nonviolento




Il 4 novembre 1918 per l'Italia finì la prima guerra mondiale, quell'immensa carneficina che nella storiografia e nella memoria di ogni persona cosciente resta fissata nella lapidaria definizione che ne diede Benedetto XV: una "inutile strage".

Ma per i poteri dominanti in Italia il 4 novembre divenne la festa della vittoria guerriera, della patria in armi, delle forze armate, e come tale è stata lungamente utilizzata a fini di consenso e di propaganda, delle innocenti vittime facendo ancora uso per nuove vittime innocenti provocare. Ripugnante uso.

Come sempre hanno saputo coloro che in guerra vengono mandati a morire per gli altrui vergognosi interessi, la guerra e' un crimine contro l'umanita'; e il 4 novembre e' quindi non un giorno di festa ma un giorno di lutto, il lutto per tutti gli assassinati dalla Grande guerra, per tutti gli assassinati da tutte le guerre. "4 novembre, non festa ma lutto" e' l'incipit di uno storico manifesto del Movimento Nonviolento che da decenni ha chiarito la situazione e i compiti di ogni persona decente: l'unico modo di ricordare e onorare le vittime delle guerre e' battersi contro le guerre; e battersi contro le guerre implica anche in primo luogo l'impegno per la smilitarizzazione e per il disarmo. Il disarmo vero e immediato: unilaterale; la smilitarizzazione vera, reale: abolendo gli eserciti, cominciando noi, qui, adesso.

E' una proposta concreta, che implica ovviamente altresi' la costruzione degli strumenti adeguati ad una modalita' alternativa di gestione e risoluzione dei conflitti internazionali: e questa alternativa e' costituita, oltre che dalle modalita' consuete del diritto internazionale e della diplomazia, oltre all'espansione pacifica e solidale della democrazia e del rispetto dei diritti umani, oltre alla cooperazione internazionale nella consapevolezza che una e' l'umanita' e una la casa comune di essa - la biosfera -, soprattutto da specifici strumenti e forme organizzative e d'intervento peculiarmente e coerentemente nonviolenti: come i Corpi civili di pace (li propose molti anni fa Alexander Langer al Parlamento Europeo, ma l'Unione Europea ha fin qui disatteso quella profetica indicazione); come la Difesa popolare nonviolenta (presente da anni nella legislazione italiana, ma ancora pressoche' del tutto inapplicata dalle istituzioni anche a livello di mera sperimentazione). Molte esperienze concrete si sono ormai date di gestione e risoluzione nonviolenta dei conflitti, esperienze scaturite perlopiu' dall'azione della societa' civile: occorre che finalmente la nonviolenza diventi legge e la guerra diventi fuorilegge.

Il prossimo 4 novembre la nonviolenza in Italia sfidera' la menzogna e la violenza dominante, l'ideologia e le pratiche del sistema militarista e razzista, per fare del giorno che ricorda le vittime dell'"inutile strage" un giorno di lotta contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni: e' l'unico modo per rendere autentico omaggio alle vittime. Grida il sangue degli uccisi. Le persone amiche della nonviolenza intendono raccogliere quel grido e fare del 4 novembre un giorno di lutto e di lotta.

Dopo la marcia Perugia-Assisi del 25 settembre, dopo la giornata internazionale della nonviolenza del 2 ottobre, il prossimo 4 novembre in Italia la nonviolenza sfida la guerra promuovendo in molte citta' - e se vi riusciremo, in tutte le citta' italiane - l'iniziatva "Ogni vittima ha il volto di Abele" (riprendendo questa formula di Heinrich Boll). Poiche' "ogni vittima ha il volto di Abele" adoperiamoci per far cessare tutte le guerre, subito.

E mentre mostruosamente lo stato italiano sta partecipando a due scellerate guerre e sta praticando una scellerata persecuzione razzista nei confronti di migranti e viaggianti, sia il 4 novembre un giorno di lotta nonviolenta contro questi due crimini, un giorno di lotta nonviolenta che nel ricordo delle vittime passate impedisca che si continui a mietere nuove vittime.

Un 4 novembre di azione nonviolenta con obiettivi politici precisi e concreti, che per dirlo in poche essenziali parole sono semplicemente questi: che cessi immediatamente la partecipazione dello stato italiano alle guerre assassine in Afghanistan e in Libia; che cessi immediatamente la persecuzione razzista dello stato italiano nei confronti di migranti e viaggianti; che siano abrogate immediatamente le misure legislative ed amministrative anomiche e disumane in cui si e' concretizzato il colpo di stato razzista; che cessi immediatamente il colossale infame sperpero dei pubblici denari per le armi, gli armigeri, le guerre e le stragi; che si dimetta immediatamente il governo della guerra e del razzismo, delle uccisioni e delle persecuzioni; che si torni al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana che ripudia la guerra e riconosce e sostiene la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.



2. INIZIATIVE. UN APPELLO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO, DI PEACELINK E DEL CENTRO DI RICERCA PER LA PACE DI VITERBO PER IL 4 NOVEMBRE: OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE


Intendiamo proporre per il 4 novembre l'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele".

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta' d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.

Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.

*

Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.

Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.

Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.

Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.

*

A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.

Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.

Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

*

Movimento Nonviolento

per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an@nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Peacelink

per contatti: e-mail: info@peacelink.it, sito: www.peacelink.it

Centro di ricerca per la pace di Viterbo

per contatti: e-mail: nbawac@tin.it, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

lunedì 5 settembre 2011

La nonviolenza è in cammino... verso la marcia Perugia Assisi - 25 settembre 2011


Una immagine della comunità di Calcata (Viterbo)


TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 669 del 5 settembre 2011

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it


VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI. PAOLO D'ARPINI: LO SPIRITO DI ALDO CAPITINI, NONVIOLENTO E VEGETARIANO, ALLA MARCIA PERUGIA-ASSISI DEL 25 SETTEMBRE 2011

[Ringraziamo Paolo D'Arpini (per contatti: circolovegetariano@gmail.com) per questo intervento, di cui riportiamo ampi stralci, in risposta a una richiesta di intervista.



Paolo D'Arpini e' animatore del Circolo vegetariano di Calcata (in provincia di Viterbo) e di rilevanti esperienze ecologiste, di spiritualita', di solidarieta', di incontro tra le persone, le culture, con la natura vivente; "scrittore bioregionale, esperto di erbe selvatiche, dinamizzatore di eventi culturali ed ecologisti", un suo profilo autobiografico e' nel sito www.circolovegetarianocalcata.it

Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato, docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Opere di Aldo Capitini: la miglior antologia degli scritti e' ancora quella a cura di Giovanni Cacioppo e vari collaboratori, Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale - ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca - bibliografia degli scritti di Capitini); ma notevole ed oggi imprescindibile e' anche la recente antologia degli scritti a cura di Mario Martini, Le ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004, 2007; delle singole opere capitiniane sono state recentemente ripubblicate: Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989, Edizioni dell'asino, Roma 2009; Elementi di un'esperienza religiosa, Cappelli, Bologna 1990; Colloquio corale, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2005; L'atto di educare, Armando Editore, Roma 2010; cfr. inoltre la raccolta di scritti autobiografici Opposizione e liberazione, Linea d'ombra, Milano 1991, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2003; gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996; La religione dell'educazione, La Meridiana, Molfetta 2008; segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri, Edizioni Associate, Roma 1991. Presso la redazione di "Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta@sis.it, sito: www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi ed opuscoli di Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui Il potere di tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi, Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo Capitini, Perugia 1998. Piu' recente e' la pubblicazione di alcuni carteggi particolarmente rilevanti: Aldo Capitini, Walter Binni, Lettere 1931-1968, Carocci, Roma 2007; Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lettere 1952-1968, Carocci, Roma 2008; Aldo Capitini, Guido Calogero, Lettere 1936-1968, Carocci, Roma 2009. Opere su Aldo Capitini: a) per la bibliografia: Fondazione Centro studi Aldo Capitini, Bibliografia di scritti su Aldo Capitini, a cura di Laura Zazzerini, Volumnia Editrice, Perugia 2007; Caterina Foppa Pedretti, Bibliografia primaria e secondaria di Aldo Capitini, Vita e Pensiero, Milano 2007; segnaliamo anche che la gia' citata bibliografia essenziale degli scritti di Aldo Capitini pubblicati dal 1926 al 1973, a cura di Aldo Stella, pubblicata in Il messaggio di Aldo Capitini, cit., abbiamo recentemente ripubblicato in "Coi piedi per terra" n. 298 del 20 luglio 2010; b) per la critica e la documentazione: oltre alle introduzioni alle singole sezioni del sopra citato Il messaggio di Aldo Capitini, tra le pubblicazioni recenti si veda almeno: Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci, Torino 1988; Clara Cutini (a cura di), Uno schedato politico: Aldo Capitini, Editoriale Umbra, Perugia 1988; Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La pedagogia del nuovo di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, Clueb, Bologna 1991; Fondazione "Centro studi Aldo Capitini", Elementi dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998, 2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume monografico de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante, La realta' liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia 1999; Mario Martini (a cura di), Aldo Capitini libero religioso rivoluzionario nonviolento. Atti del Convegno, Comune di Perugia - Fondazione Aldo Capitini, Perugia 1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta 2001; Gian Biagio Furiozzi (a cura di), Aldo Capitini tra socialismo e liberalismo, Franco Angeli, Milano 2001; Federica Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella, Assisi 2004; Massimo Pomi, Al servizio dell'impossibile. Un profilo pedagogico di Aldo Capitini, Rcs - La Nuova Italia, Milano-Firenze 2005; Andrea Tortoreto, La filosofia di Aldo Capitini, Clinamen, Firenze 2005; Maurizio Cavicchi, Aldo Capitini. Un itinerario di vita e di pensiero, Lacaita, Manduria 2005; Marco Catarci, Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini, Ega, Torino 2007; Alarico Mariani Marini, Eligio Resta, Marciare per la pace. Il mondo nonviolento di Aldo Capitini, Plus, Pisa 2007; Maura Caracciolo, Aldo Capitini e Giorgio La Pira. Profeti di pace sul sentiero di Isaia, Milella, Lecce 2008; Mario Martini, Franca Bolotti (a cura di), Capitini incontra i giovani, Morlacchi, Perugia 2009; Giuseppe Moscati (a cura di), Il pensiero e le opere di Aldo Capitini nella coscienza delle giovani generazioni, Levante, Bari 2010; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi, Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; e Amoreno Martellini, Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell'Italia del Novecento, Donzelli, Roma 2006; c) per una bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito citato ed i volumi bibliografici segnalati sopra; numerosi utilissimi materiali di e su Aldo Capitini sono nel sito dell'Associazione nazionale amici di Aldo Capitini: www.aldocapitini.it; una assai utile mostra e un altrettanto utile dvd su Aldo Capitini possono essere richiesti scrivendo a Luciano Capitini: capitps@libero.it, o anche a Lanfranco Mencaroni: l.mencaroni@libero.it, o anche al Movimento Nonviolento: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: azionenonviolenta@sis.it o anche redazione@nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org]



Non molti sanno che in Italia il Movimento Nonviolento fu fondato da Aldo Capitini quasi contemporaneamente alla fondazione della Societa' Vegetariana Italiana (oggi Avi). Avvenne quando parlare di nonviolenza e di vegetarismo sembrava un'utopia... Il mondo era appena reduce da una guerra mondiale e si viveva in piena guerra fredda, mentre il messaggio della bistecca facile cominciava ad imporsi come nuovo modello alimentare e sociale.

Aldo Capitini maturo' la sua esperienza vegetariana e nonviolenta attraverso lo studio e l'esempio di Gandhi, il liberatore pacifico dell'India dal giogo coloniale inglese...

Aldo Capitini fu consapevole che la sofferenza data agli animali e' la stessa cosa della sofferenza imposta agli uomini con la guerra, infatti la sofferenza che l'uomo subisce su di se' e' la diretta conseguenza di un atteggiamento violento, in generale, nei confronti della vita. Questa presa di coscienza forse potra' portare molti a cambiare abitudini alimentari e di costume ed a rispettare la vita degli animali che sanno dare gioia e amore all'uomo e cooperare nella vita del pianeta e nell'ecosistema di cui siamo parte. Diceva Carl G. Jung: "Negli istituti di fisiologia dove si indebolisce volutamente la capacita' di giudizio morale degli studenti attraverso sperimentazioni barbare e nocive e torture di animali contrarie a qualsiasi senso di umanita' si dovrebbe invece insegnare che nessuna verita' va cercata con mezzi immorali".

Aldo Capitini, percio', denuncia e condanna ogni forma di violenza, da quella brutalmente fisica a quella psicologica, da quella sugli uomini a quella sugli animali, all'inganno della disinformazione che rende tutti inconsapevoli e nello stesso tempo responsabili, convinto che ogni innovazione debba sempre ri-partire dal basso.

E' con queste premesse che si manifesta la marcia Perugia-Assisi che ogni anno si svolge a memoria dello spirito nonviolento e vegetariano del suo fondatore. Termino invitando tutte le persone nonviolente, ecologiste, spiritualiste laiche e vegetariane a partecipare alla marcia che si svolge il 25 settembre 2011.

domenica 26 giugno 2011

Azione Nonviolenta: “Mongolfiere in cielo per impedire l’alzata dei caccia-bombardieri NATO”



Guida pratica all’azione diretta nonviolenta delle mongolfiere per la pace con cui bloccare i decolli dei bombardieri.

Qui è riproposto il ragionamento, la sperimentazione e la proposta dell’azione diretta nonviolenta che nel 1999 per alcune ore bloccò i decolli dei bombardieri ad Aviano. Sottolineiamo ancora una volta che questa azione è stata l’unica concepita e realizzata in Italia nel periodo della guerra dei Balcani con lo scopo preciso di bloccare realmente con la forza della nonviolenza i decolli dei bombardieri, in una logica non simbolica o testimoniale ma concretamente operativa; l’esperienza condotta dimostra che la nonviolenza può fronteggiare efficacemente, e – se condotta da un numero adeguato di persone adeguatamente preparate – può mettere in scacco la più forte macchina bellica del mondo.

E’ un troppo grande dolore per noi non essere riusciti a persuadere di questo piu’ che poche persone; fossimo stati capaci di spostare il movimento pacifista sulle posizioni della nonviolenza, e si fosse stati capaci di passare all’azione diretta nonviolenta a livello di massa, molte vite umane sarebbero state salvate]

Quattro regole di condotta obbligatorie per partecipare all’azione diretta nonviolenta delle mongolfiere per la pace

I. A un’iniziativa nonviolenta possono partecipare solo le persone che accettano incondizionatamente di attenersi alle regole della nonviolenza.
II. Tutti i partecipanti devono saper comunicare parlando con chiarezza, con tranquillita’, con rispetto per tutti, e senza mai offendere nessuno.
III. Tutti i partecipanti devono conoscere perfettamente senso e fini di questa azione diretta nonviolenta delle “mongolfiere per la pace”, vale a dire:
a) fare un’azione nonviolenta concreta:
- per impedire il decollo dei bombardieri;
- opporsi alla guerra, alle stragi, alle deportazioni, alle devastazioni, al razzismo;
- chiedere il rispetto della legalita’ costituzionale e del diritto internazionale che proibiscono questa guerra;
b) le conseguenze cui ogni singolo partecipante puo’ andare incontro (possibilita’ di fermo e di arresto), conseguenze che vanno accettate pacificamente e onestamente, ed alle quali nessuno deve cercare di sottrarsi.
IV. Tutti devono rispettare i seguenti principi della nonviolenza:
- non fare del male a nessuno (se una sola persona dice o fa delle stupidaggini, o una sola persona si fa male, la nostra azione diretta nonviolenta e’ irrimediabilmente e totalmente fallita, e deve essere immediatamente sospesa);
- spiegare a tutti (amici, autorita’, interlocutori, interpositori, eventuali oppositori) cosa si intende fare, e che l’azione diretta nonviolenta non e’ rivolta contro qualcuno, ma contro la violenza (in questo caso lo scopo e’ fermare la guerra, cercar di impedire che avvengano altre stragi ed atrocita’);
- dire sempre e solo la verita’;
- fare solo le cose decise prima insieme con il metodo del consenso ed annunciate pubblicamente (cioe’ a tutti note e da tutti condivise); nessuno deve prendere iniziative personali di nessun genere; la nonviolenza richiede lealta’ e disciplina;
- assumersi la responsabilita’ delle proprie azioni e quindi subire anche le conseguenze che ne derivano;
- mantenere una condotta nonviolenta anche di fronte all’eventuale violenza altrui.
Chi non accetta queste regole non puo’ partecipare all’azione diretta nonviolenta, poiche’ sarebbe di pericolo per se’, per gli altri e per la riuscita dell’iniziativa che e’ rigorosamente nonviolenta.

Possibili conseguenze penali per chi promuove e per chi partecipa all’azione diretta nonviolenta delle “mongolfiere per la pace”
- Chi promuove, propaganda, sostiene ed invita a realizzare l’azione diretta nonviolenta delle “mongolfiere per la pace” puo’ essere incriminato per Istigazione a delinquere, reato previsto e punito dall’art. 414 del Codice Penale.
La pena prevista e’ da uno a cinque anni di reclusione; l’arresto e’ facoltativo in flagranza (vale a dire che si puo’ essere effettivamente arrestati); sono consentite le misure cautelari personali (compresa la carcerazione preventiva); la procedibilita’ e’ d’ufficio.
- Chi esegue o tenta di eseguire l’azione diretta nonviolenta delle “mongolfiere per la pace” puo’ essere incriminato per Attentato alla sicurezza dei trasporti, reato previsto e punito dall’art. 432 del Codice Penale.
Anche per questa fattispecie di reato la pena prevista e’ da uno a cinque anni di reclusione; l’arresto e’ facoltativo in flagranza (vale a dire che si puo’ essere effettivamente arrestati); sono consentite le misure cautelari personali (compresa la carcerazione preventiva); la procedibilita’ e’ d’ufficio.

Peppe Sini
Nonviolenza in cammino del 26 giugno 2011