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giovedì 5 luglio 2012

Naturisti perseguitati dalla forze dell'oscurantismo.. e la chiamano "morale"

Il fiore dell'anima - Dipinto di Franco Farina


Soprusi, intimidazioni e accanimento da parte di chi dovrebbe difendere i cittadini, contro chi pratica naturismo. Un tristissimo e vergognoso salto all'indietro di quarant'anni.

FORZE DELL'ORDINE, CON VIGILANTES PRIVATI, MOBILITATE CONTRO I NATURISTI. GOVERNO CHIARISCA LE RAGIONI DI TALI AZIONI CHE VANNO CONTRO GIURISPRUDENZA CORTE DI CASSAZIONE. IL PARLAMENTO DISCUTA IL DISEGNO DI LEGGE DEI RADICALI. AL SENATO INTERROGAZIONE URGENTE SU OPPORTUNITÀ DI TALI AZIONI CHE DANNEGGIANO INNANZITUTTO IL TURISMO.

Quanto sta accadendo in questi giorni in alcune spiagge dove si pratica il naturismo ha dell'incredibile. In almeno tre spiagge italiane, dove da decenni si pratica il naturismo, le forze dell'ordine svolgono azioni che nulla hanno a che vedere con la prevenzione e la repressione del crimine.

Tra i casi segnalare vi è quello della Spiaggia dell'Arenauta di Gaeta, frequentata anche dalla comunità Lgbte, dove da alcuni giorni agenti della Polizia Municipale e Guardia Costiera, accompagnati da Vigilantes armati di agenzie private, stazionano nel tratto di spiaggia frequentata da naturisti, imponendo ai bagnanti di mettersi il costume. Alcuni anni fa il Governo rispose ad una interrogazione parlamentare dei deputati della Rosa nel Pugno, prendendo una posizione netta e chiara e dichiarando che era stata sollecitata la Prefettura di Latina affinchè verificasse se la concessione delle licenze date alle società di vigilanza private armate prevedevano di andare per le spiagge a intimidire i bagnanti. Durante una Conferenza Stampa svoltasi venerdì scorso a Gaeta dal Comitato per la difesa e la tutela della spiaggia dell'Arenauta è stato evidenziata anche la disponibilità dell'Assessore all'Ambiente del Comune di Gaeta a individuare in quell'area la destinazione della pratica del naturismo.


Altre vicende simili segnalate riguardano le spiagge di Lido Pizzo e Punta della Suina di Gallipoli (Lecce) e quella di lido di Dante (Ravenna) dove forze dell'ordine in borghese, da alcuni giorni, presidiano le aree dove si pratica il naturismo.

I Parlamentari Radicali Donatella Poretti e Marco Perduca, insieme ad altri Senatori del Pd, hanno depositato ad inizio Legislatura un Disegno di Legge che chiede la regolamentazione della pratica del naturismo in Italia.


Non essendoci una legislazione nazionale sul tema del naturismo nel corso degli anni la giurisprudenza ha più volte ribadito che la pratica del naturismo non è perseguibile perché l' esposizione del corpo nudo su una spiaggia, quando viene effettuata senza esibizioni, senza platealità e senza scopi provocatori ma con naturalezza e riservatezza, non può vedere applicato l'art. 726 del c. p. (atti contrari alla pubblica decenza) perché il naturista "sta" nudo e trovandosi in uno "stato" non compie alcun "atto" ed è agli "atti" cui tale articolo di legge si riferisce.

La Corte di Cassazione ha ripetutamente stabilito, obiter dictum, che 'il nudo integrale riguarda l'espressione della libertà individuale o derivare da convinzioni salutiste o da un costume particolarmente disinibito. Esso, se praticato in una spiaggia appartata, frequentata da soli naturisti, è penalmente irrilevante'; e, ancora obiter, che 'non può considerarsi indecente la nudità integrale (…) di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata': tale comportamento non costituisce quindi 'atto contrario alla pubblica decenza' ai sensi dell'articolo 726 del codice penale (così Cass. pen., III sez., n.8959/1997, 1765/2000 e la n.3557/2000).

Su quanto sta accadendo nelle spiagge naturiste italiane, i Senatori Radicali eletti nel Pd, Donatella Poretti e Marco Perduca hanno oggi depositato una interrogazione urgente al Ministro degli Interni, della Difesa e del Turismo per conoscere i costi degli interventi delle forze dell'ordine e delle società di vigilanza privata e se non ritengano che tali azioni non siano un grave disincentivo al turismo nazionale e internazionale.


Associazione Radicale Certi Diritti:


(Fonte: condominioTerra)

martedì 9 agosto 2011

Sistemi pietosi fraudolenti per derubare i passanti




Una sera, mentre percorrevo una via secondaria per tornare a casa, ho notato, sul seggiolino di un'auto ferma a bordo della strada, un bambino coperto da un panno.
Non so spiegare perchè - e la ragione poco importa - ma non mi sono fermata...
Quando sono arrivata a casa, ho telefonato alla polizia che mi ha assicurato che sarebbe andata a vedere Nel contempo, però, ecco quello di cui la polizia mi ha informata: le bande di malviventi, i Rom e i ladri stanno escogitando vari stratagemmi perchè gli automobilisti (soprattutto donne) fermino il proprio veicolo e ne scendano (in zone isolate).

Il metodo praticato da certe bande consiste nel posizionare una macchina lungo la strada con un falso bebè seduto dentro, aspettando che una donna si fermi per andare a vedere quello che lei crede essere un bimbo abbandonato.
Da notare che la macchina è solitamente messa vicino a un bosco e ad un campo con l'erba alta: la persona che ha la malaugurata idea di fermarsi sarà trascinata nel bosco, violentata, picchiata e derubata...

Non fermatevi mai, ma chiamate il 113 appena possibile, raccontando quello che avete visto e dove l'avete visto, MA CONTINUATE LA VOSTRA STRADA!

Altro espediente: Se, mentre state guidando, vi 'arrivano' delle uova sul parabrezza, non fermatevi, ma soprattutto non azionate il lavavetri, perchè le uova miste all'acqua diventano collose e vi oscurerebbero il parabrezza fino a più del 90%! Sareste allora costretti a fermarvi al bordo della strada, diventando potenziali vittime di criminali.

Ecco qualcuna delle nuove tecniche utilizzate dalle gang.
Informate i vostri amici, per favore

Francesca Salvucci

martedì 5 luglio 2011

Lettera silvana da Silvano della Val di Susa



Mi chiamo Silvano Xxxxx e sono un cittadino, abitante della Valle di Susa, luogo ormai noto, ahimè, più come sinonimo di Tav che come bel territorio alpino dove fare qualche passeggiata in relax.

Come cittadino, sono preoccupato. Il giorno dopo la manifestazione No Tav di Domenica 3 Luglio in Valle di Susa, sono preoccupato per la libertà degli italiani, costretti a ricevere un'informazione parziale, distorta e schierata. Gli italiani hanno visto in televisione scene di guerriglia con protagonisti due-trecento (forse) attivisti e centinaia di agenti. Gli italiani non hanno visto – o non è stato presentato loro nel modo corretto – il fiume delle decine di migliaia di persone che hanno sfilato pacificamente.E agli italiani non sono state raccontate le ragioni che hanno portato migliaia e migliaia di famiglie sulle strade della Val di Susa per manifestare. Sono preoccupato perché la rappresentazione che media e politici danno della realtà è scollata da quanto succede davvero. Partecipo ad una manifestazione No Tav, poi sento il servizio del TG di turno e non ritrovo nulla di quanto ho visto e sentito. Sono preoccupato perché giornali, tv e politici ripetono il mantra che lega il movimento No Tav a black-block e anarco-insurrezionalisti, ricordando ogni giorno di più i proclami dei nazisti contro i “banditen” partigiani, volti soltanto a spaventare e fare dell'altro un “nemico”, una minaccia. Sono preoccupato perché sul campo, sulla strada, nel corteo ho visto polizia e carabinieri incapaci di isolare i violenti.

Sono preoccupato per la sicurezza di noi cittadini perché ho visto gli agenti attaccare indiscriminatamente. Ho visto una trentina (quindi per la questura erano in 3!) di attivisti cercare di forzare le barriere alla centrale idroelettrica, a fronte di migliaia e migliaia di donne, uomini, bambini che manifestavano tanto rumorosamente quanto pacificamente. E ho visto polizia e carabinieri colpire senza distinzione chiunque, con idranti e lacrimogeni sparati ad alzo zero. Ho visto lacrimogeni lanciati contro il presidio di pronto soccorso, sulle persone a oltre duecento metri dalla “zona calda”, dove c'erano famiglie con bambini. Ho visto la furia di forze dell'ordine in guerra contro i cittadini: decine e decine di lacrimogeni sparati sulla gente. Sono preoccupato perché i miei figli sono ragazzi e si stanno formando, stanno maturando la loro idea di società, di legalità, di Stato. Ieri hanno respirato i gas irritanti dei rappresentanti della legge, loro che stavano ben lontani dagli scontri. Hanno visto la violenza vestita in divisa comportarsi come e peggio dei (pochi) violenti che stavano al di qua delle barricate erette a difesa del cosiddetto cantiere. Hanno sperimentato che non basta essere onesti e pacifici per non rischiare di essere colpiti e fatti oggetto di violenza da coloro che noi cittadini paghiamo per tutelare l'ordine e la legge. Sono preoccupato perché ho visto poliziotti e carabinieri protetti da caschi, scudi, protezioni integrali del corpo, schierati dietro 3 barriere di ferro e cemento, sparare ad alzo zero lacrimogeni sulla gente.

Sono preoccupato perché poliziotti e carabinieri non solo non ne sono stati capaci, ma non si sono minimamente curati di isolare il gruppetto di violenti, sparando invece nel mucchio e innescando una tensione violenta fino a quel momento inesistente. Sono preoccupato perché ho visto nei telegiornali immagini che ritraevano ragazzi tirare oggetti contro gli agenti, ma raccontavano solo il finale della scena: il resto, l'inizio (e io l'ho visto), era invece dato dal lancio folle di lacrimogeni, che poi i ragazzi avrebbero cercato di restituire al mittente. Sono preoccupato perché ho sentito politici di quasi ogni parte politica condannare la violenza dei manifestanti, mentre se ne stavano seduti comodi in qualche poltrona; non sanno niente, non vedono niente, non ci sono mai e tranciano giudizi senza appello. Dovrebbero rappresentare i cittadini e non si accorgono neanche della loro esistenza. Domenica eravamo certamente almeno settantamila a manifestare pacificamente e risolutamente contro un'opera inutile e devastante: su questa folla, neanche una parola. Sono preoccupato perché voi che avete le leve del potere concepite e vi occupate solo della violenza: vi accorgete di un centinaio di violenti a fronte di decine di migliaia di persone pacifiche e rispondete unicamente con la violenza di polizia e carabinieri, incapaci peraltro di gestire un ordine pubblico.

Per voi non esiste altro.

E quando commentate la giornata di domenica, parlate solo degli scontri, non fate riflessioni sul perché, sui contenuti, sulle ragioni delle donne e degli uomini (decine di migliaia!) che portavano la propria persona pacificamente a manifestare. Come si fa a sentirsi rappresentati e tutelati da persone come voi? Sono preoccupato perché ho imparato che le forze di polizia non distinguono e non proteggono: attaccano indiscriminatamente un'intera popolazione: forse per paura, forse per inadeguatezza, forse per qualche altro motivo peggiore... non lo so. Ma di certo li ho sentiti contro, li ho sentiti aggressori, li ho sentiti nemici nei miei confronti: io che non ho mai tirato una pietra o qualsivoglia altro oggetto. Sono preoccupato perché alla fine degli scontri, alla centrale, ho visto poliziotti e carabinieri continuare a sparare decine di lacrimogeni sulla gente in fuga, li ho visti correre dietro i singoli rimasti isolati, li ho visti spaccare i resti delle tende e dei cartelli portati dalla manifestazione. Li ho visti lanciare ogni sorta di oggetto nel fiume, in spregio al territorio e di conseguenza alla gente che lo vive. Sono preoccupato perché ho visto atteggiamenti da esercito invasore, non da tutori dell'ordine.E sono preoccupato perché questi atteggiamenti (che magari – chissà? - sono di singoli esagitati) non vengono mai stigmatizzati e perseguiti dalle gerarchie, tant'è vero che si ripresentano puntualmente.

Questi non possono rappresentare lo Stato, il bene comune ed esserne tutori. Sono preoccupato perché ho visto e sentito persone normali, tranquille, uscire esasperate e incattivite da quelle strade pregne di gas lacrimogeno: donne e uomini sfiduciati, amareggiati, traditi nel loro essere e sentirsi cittadini.Così non si difende il bene pubblico, ma si violenta una società, creando lacerazioni e risentimento. Sono preoccupato perché questa mia voce resterà con ogni probabilità inascoltata; e se fosse la voce di un singolo, sarebbe poca cosa. Ma invece resta inascoltata la voce di decine di migliaia di cittadini onesti, informati e pacifici. Sono preoccupato perché il cantiere Tav si doveva fare solo “con il consenso” delle popolazioni interessate: in una valle di sessantamila abitanti, ieri avete avuto settantamila no.

Cos'altro vi serve? Sono preoccupato perché la scuola dei miei figli subisce tagli, il loro futuro è incerto e vedo avviare delle “grandi opere” da decine di miliardi di euro, con l'unica spiegazione che sono “strategiche”, senza uno straccio di dato ad avvalorare questa tesi. Sono preoccupato perché se il mio stato, l'Italia, è disposto a militarizzare e attaccare un'intera popolazione per il “progresso”, allora abbiamo davanti anni bui, di paura e tensione.Questo non è progresso. E' follia. E' antiStato.

Silvano Xxxxxxx – Villar Focchiardo (TO), 4 Luglio 2011