Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).
Visualizzazione post con etichetta pace. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pace. Mostra tutti i post

martedì 3 luglio 2012

Tavola della Pace in Palestina - Dal 27 ottobre al 3 novembre 2012

Il gioco della vita

Missione di Pace 27 ottobre – 3 novembre 2012 in Israele e Palestina sulle orme di Giorgio La Pira a vent’anni dalla scomparsa di padre Ernesto Balducci, maestro di pace.

La pace che tante volte abbiamo invocato per Gerusalemme non è ancora arrivata. E i problemi che ieri dovevano essere risolti sono diventati ancora più complicati. Costruire la pace è difficile ma è necessario. L’alternativa è troppo inquietante per essere considerata. Per questo dobbiamo accrescere il nostro impegno di città e cittadini responsabili.

La prima cosa che dobbiamo fare è costruire vicinanza. La vicinanza con chi è vittima di un conflitto senza fine, con chi ci chiede aiuto, con chi sta lottando per esistere e per resistere. La vicinanza consente un altro punto di vista, offre un’altra prospettiva, apre un altro orizzonte. Ci sarà d’aiuto anche per superare la crisi profonda che ci sta travolgendo.

Per questo ti chiediamo di venire “In Missione di Pace” a Gerusalemme, il cuore del conflitto più lungo del nostro tempo, laddove la pace appare più lontana e urgente.

Sarà un viaggio bello e importante, che ci aiuterà a capire e quindi ad agire con maggiore consapevolezza e determinazione. Mentre il mondo sembra cedere alla paralisi e alla rassegnazione, noi cercheremo nuove strade di pace da percorrere insieme. L’anno scorso abbiamo marciato da Perugia ad Assisi. Quest’anno vogliamo tornare a battere le strade della Palestina e di Israele nella convinzione che ogni sforzo di pace in quelle terre avrà una ripercussione sul mondo intero.

Ti chiediamo di venire coinvolgendo la tua città, il tuo Comune e le autorità locali, i tuoi amici, il tuo gruppo, la tua scuola, la tua associazione, la tua parrocchia. Perché accanto all’esperienza personale ci sia anche un’esperienza collettiva. Perché accanto all’IO cresca sempre di più il NOI e la nostra capacità di agire insieme con spirito di solidarietà e condivisione.

Ti chiediamo di fare uno sforzo per coinvolgere i giovani e gli studenti: sarà una di quelle poche esperienze che restano per sempre. Sarà un’occasione speciale di studio e di formazione, di educazione alla cittadinanza planetaria che oggi definisce compiutamente la nostra condizione umana.

Stringeremo le mani di tante vittime dell’ingiustizia. Attraverseremo muri visibili e invisibili. Ascolteremo le voci di tanti costruttori di pace. Visiteremo i luoghi del dolore e della speranza. Rifletteremo sui troppi conflitti aperti, sul futuro della primavera araba e del Mediterraneo, sulla diplomazia delle città e dei popoli, sulle nostre responsabilità di italiani ed europei. Riscopriremo il gusto straordinario della solidarietà e rinnoveremo i nostri progetti di cooperazione. Proveremo a ridare un ordine alle cose, il giusto significato alle parole, nuovo spazio ai valori che contano. Andremo nel punto più basso della Terra per cercare di capire come possiamo uscire dalla crisi epocale in cui siamo precipitati. Sarà un’esperienza unica e indimenticabile.

Se accetti il nostro invito,
se vuoi saperne di più
chiamaci o scrivici:

Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
via della Viola 1 (06100) Perugia - tel. 075/5722479 - fax 075/5721234
email: medio.oriente@perlapace.it

lunedì 30 gennaio 2012

Lino Balza ed i messaggi riassunti su: no centrali, no tav, pace, medicina democratica, etc.

Terra come bene comune


Riassumo i punti che ritengo più salienti del dibattito su: liste hyperlink, no centrali, pace, medicina democratica, ecc.

Dopo Vincenzo Miliucci, l’avevo avviato io: "L'operazione è il preludio di un'offensiva più massiccia contro il movimento popolare: sfondare in Val Susa sulla questione grandi opere vuol dire per lo stato mettere a segno un obbiettivo strategico ed un precedente che varrà per tutte le altre forme di opposizione sociale nelle lotte ecopacifiste. Ciò sta avvenendo nel vuoto politico senza incontrare resistenza, quella resistenza che i movimenti dis-organizzati non hanno saputo o voluto contrapporre -non convocando gli Stati Generali dei beni comuni come proposti, chiudendosi nel proprio particolare: esempio acqua- buttando all'aria l'occasione storica conquistata con i referendum. Una sconfitta epocale".

D’accordo Marinella, Michelangiolo Bolognini, Tiziana Volta, Katia Lumachi, Mario, Mena Moretta, Cesare Manachino, Dante Bedini, Leo Bolliger ecc. Articolati gli interventi di Danilo D’Antonio, Isidoro Malandra, Luca Benedini, Antonio Molli, Antonio Caracciolo, ecc.

Più esplicito di me, Marco Giustini: "Non aver unificato il Movimento per l'acqua (non semplicemente con un atto di solidarietà esterna) con il Movimento NOTAV, nei tempi e con i modi proposti, ha generato l'isolamento politico del Movimento NOTAV e di quello per l'acqua. L'attacco a quello NOTAV avviene ora per via giudiziaria, mentre per quello per l'acqua è bastato semplicemente non applicare il risultato referendario. Così la vittoria clamorosa del referendum è stata semplicemente buttata nel cesso per l'incapacità di analisi strategica di alcuni".

Sullo stesso tono, Isidoro Malandra: "La settorializzazione degli interessi (acqua, nucleare, grandi opere, rifiuti ecc) doveva servire ad esercitare una critica forte nei confronti dei singoli modelli imperanti e contribuire allo studio e all'elaborazione di proposte che, messe insieme, avrebbero dovuto configurare un progetto di cambiamento in grado di parlare alla maggioranza della popolazione, al di là non dell'ideologia ma aldilà degli schieramenti dati. Invece essa ha favorito l'emersione di una elìte (io li definisco "professionisti del movimento", letali quanto i burocrati di partito), capace di indirizzare la massa consistente di nuovi soggetti disposti a mobilitarsi e per questo motivo autolegittimantesi".

E Lorenzo Dellacorte: "(Concorre) l'infiltrazione nei movimenti ai posti di dirigenza di soggetti che quanto meno contengono le lotte per mantenere le loro misere posizioni di leaderschip e di "vantaggio"che sarebbero messe in discussione nella convergenza verso movimenti più vasti".

Siamo ancora in tempo a convocare gli Stati generali del governo dei beni comuni? L’interrogativo divide fra ottimisti, dubbiosi e pessimisti.Ottimisti come Leo Bolliger: "Chiamatelo come volete ma è assolutamente necessario un coordinamento nazionale, una rete che emerga e faccia emergere globalmente le nostre tesi, le nostre azioni, i nostri progetti, le nostre realizzazioni concrete di lotta ma anche e soprattutto costruttive nelle amministrazioni e nella società"

O come Frankoze: "Facciamo ancora in tempo, a formare un coordinamento nazionale che riunisca le tre A, Acqua, Aria, Ambiente, noi siamo cittadini di serie A è un dovere tentare insieme una resistenza, contro uno stato sordo alle richieste del popolo".

O come Ernesto Celestini: "Esistono centinaia di associazioni che parlano a nome di mille/duemila persone che nemmeno si conoscono tra loro e non sanno nemmeno come la pensano gli altri iscritti .... in questo modo la gente sa di aver dato la propria partecipazione e si sente impegnata ma ... è solo illusione. In questo vuoto politico tanto sintomatico, in un paese che corre con il pilota automatico, se non si riesce a spiegare che l'unico modo per tornare alla democrazia è quello che propone, da tanto tempo, Lino Balza ... allora siamo complici anche noi".

Ci sono i dubbiosi, con tendenza all’ottimismo, come Mauro Coltorti: "E' chiaro che senza una svolta netta e decisa verso una lotta su tutti i fronti dei Beni Comuni siamo perdenti. Non so neppure se siamo ancora in tempo a fare qualcosa. E' inutile lottare per il rimborso del 7 o del 15%. Il modo di recuperarli quei soldi li trovano comunque. E' un falso obiettivo, magari è d'effetto per i cittadini ma devia l'attenzione da tutto il resto… Gli inviti per fare l'Assemblea dei Beni Comuni dovrebbero partire da una delle associazioni che si occupano di Beni Comuni e dato che questo forum si occupa di acqua, il bene comune per eccellenza insieme all'aria, al mare ed alla terra, il mio invito, e mi sembra anche quello di altri partecipanti al forum, è che sia il Forum dell'Acqua ad attivarsi in tal senso. Innanzi tutto c'è bisogno che ad attivarsi sia un Forum forte ed autorevole. Il Forum è riuscito a coagulare le attività di centinaia di gruppi che lavorano su tutto il territorio nazionale. Inoltre il referendum ha dato forza ed autorevolezza al Forum.

Chi altri? Ci sono infine i pessimisti che non sperano che di essere smentiti, come Lino Balza che pensa che i buoi sono già scappati dalla stalla, o come Marco Giustini: "Il Movimento per l'acqua aveva tutte le carte in mano per attivare un processo di unificazione dei movimenti. Aveva l'indubbia autorevolezza datagli dalla vittoria referendaria ed in più anche i soldi, derivanti dai rimborsi referendari, per creare una organizzazione autonoma. Peccato aver perso questa occasione unica".

In disaccordo Lucio Beloni: "Io fino ad oggi, considero il percorso di tutto il Forum più vincente che perdente. Ci sono partite tutte da giocare come quella dell'Obbedienza Civile".

Messaggio di pace e salute di Lino Balza
Via Dante 86 15121 Alessandria Tel. 3470182679 - 013143650 linobalzamedicinadem@libero.it