Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).
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lunedì 30 gennaio 2012

Lino Balza ed i messaggi riassunti su: no centrali, no tav, pace, medicina democratica, etc.

Terra come bene comune


Riassumo i punti che ritengo più salienti del dibattito su: liste hyperlink, no centrali, pace, medicina democratica, ecc.

Dopo Vincenzo Miliucci, l’avevo avviato io: "L'operazione è il preludio di un'offensiva più massiccia contro il movimento popolare: sfondare in Val Susa sulla questione grandi opere vuol dire per lo stato mettere a segno un obbiettivo strategico ed un precedente che varrà per tutte le altre forme di opposizione sociale nelle lotte ecopacifiste. Ciò sta avvenendo nel vuoto politico senza incontrare resistenza, quella resistenza che i movimenti dis-organizzati non hanno saputo o voluto contrapporre -non convocando gli Stati Generali dei beni comuni come proposti, chiudendosi nel proprio particolare: esempio acqua- buttando all'aria l'occasione storica conquistata con i referendum. Una sconfitta epocale".

D’accordo Marinella, Michelangiolo Bolognini, Tiziana Volta, Katia Lumachi, Mario, Mena Moretta, Cesare Manachino, Dante Bedini, Leo Bolliger ecc. Articolati gli interventi di Danilo D’Antonio, Isidoro Malandra, Luca Benedini, Antonio Molli, Antonio Caracciolo, ecc.

Più esplicito di me, Marco Giustini: "Non aver unificato il Movimento per l'acqua (non semplicemente con un atto di solidarietà esterna) con il Movimento NOTAV, nei tempi e con i modi proposti, ha generato l'isolamento politico del Movimento NOTAV e di quello per l'acqua. L'attacco a quello NOTAV avviene ora per via giudiziaria, mentre per quello per l'acqua è bastato semplicemente non applicare il risultato referendario. Così la vittoria clamorosa del referendum è stata semplicemente buttata nel cesso per l'incapacità di analisi strategica di alcuni".

Sullo stesso tono, Isidoro Malandra: "La settorializzazione degli interessi (acqua, nucleare, grandi opere, rifiuti ecc) doveva servire ad esercitare una critica forte nei confronti dei singoli modelli imperanti e contribuire allo studio e all'elaborazione di proposte che, messe insieme, avrebbero dovuto configurare un progetto di cambiamento in grado di parlare alla maggioranza della popolazione, al di là non dell'ideologia ma aldilà degli schieramenti dati. Invece essa ha favorito l'emersione di una elìte (io li definisco "professionisti del movimento", letali quanto i burocrati di partito), capace di indirizzare la massa consistente di nuovi soggetti disposti a mobilitarsi e per questo motivo autolegittimantesi".

E Lorenzo Dellacorte: "(Concorre) l'infiltrazione nei movimenti ai posti di dirigenza di soggetti che quanto meno contengono le lotte per mantenere le loro misere posizioni di leaderschip e di "vantaggio"che sarebbero messe in discussione nella convergenza verso movimenti più vasti".

Siamo ancora in tempo a convocare gli Stati generali del governo dei beni comuni? L’interrogativo divide fra ottimisti, dubbiosi e pessimisti.Ottimisti come Leo Bolliger: "Chiamatelo come volete ma è assolutamente necessario un coordinamento nazionale, una rete che emerga e faccia emergere globalmente le nostre tesi, le nostre azioni, i nostri progetti, le nostre realizzazioni concrete di lotta ma anche e soprattutto costruttive nelle amministrazioni e nella società"

O come Frankoze: "Facciamo ancora in tempo, a formare un coordinamento nazionale che riunisca le tre A, Acqua, Aria, Ambiente, noi siamo cittadini di serie A è un dovere tentare insieme una resistenza, contro uno stato sordo alle richieste del popolo".

O come Ernesto Celestini: "Esistono centinaia di associazioni che parlano a nome di mille/duemila persone che nemmeno si conoscono tra loro e non sanno nemmeno come la pensano gli altri iscritti .... in questo modo la gente sa di aver dato la propria partecipazione e si sente impegnata ma ... è solo illusione. In questo vuoto politico tanto sintomatico, in un paese che corre con il pilota automatico, se non si riesce a spiegare che l'unico modo per tornare alla democrazia è quello che propone, da tanto tempo, Lino Balza ... allora siamo complici anche noi".

Ci sono i dubbiosi, con tendenza all’ottimismo, come Mauro Coltorti: "E' chiaro che senza una svolta netta e decisa verso una lotta su tutti i fronti dei Beni Comuni siamo perdenti. Non so neppure se siamo ancora in tempo a fare qualcosa. E' inutile lottare per il rimborso del 7 o del 15%. Il modo di recuperarli quei soldi li trovano comunque. E' un falso obiettivo, magari è d'effetto per i cittadini ma devia l'attenzione da tutto il resto… Gli inviti per fare l'Assemblea dei Beni Comuni dovrebbero partire da una delle associazioni che si occupano di Beni Comuni e dato che questo forum si occupa di acqua, il bene comune per eccellenza insieme all'aria, al mare ed alla terra, il mio invito, e mi sembra anche quello di altri partecipanti al forum, è che sia il Forum dell'Acqua ad attivarsi in tal senso. Innanzi tutto c'è bisogno che ad attivarsi sia un Forum forte ed autorevole. Il Forum è riuscito a coagulare le attività di centinaia di gruppi che lavorano su tutto il territorio nazionale. Inoltre il referendum ha dato forza ed autorevolezza al Forum.

Chi altri? Ci sono infine i pessimisti che non sperano che di essere smentiti, come Lino Balza che pensa che i buoi sono già scappati dalla stalla, o come Marco Giustini: "Il Movimento per l'acqua aveva tutte le carte in mano per attivare un processo di unificazione dei movimenti. Aveva l'indubbia autorevolezza datagli dalla vittoria referendaria ed in più anche i soldi, derivanti dai rimborsi referendari, per creare una organizzazione autonoma. Peccato aver perso questa occasione unica".

In disaccordo Lucio Beloni: "Io fino ad oggi, considero il percorso di tutto il Forum più vincente che perdente. Ci sono partite tutte da giocare come quella dell'Obbedienza Civile".

Messaggio di pace e salute di Lino Balza
Via Dante 86 15121 Alessandria Tel. 3470182679 - 013143650 linobalzamedicinadem@libero.it

sabato 25 giugno 2011

Lino Balza: "Appello ai comitati per la salute pubblica"



Pensare globalmente e agire localmente: abbiamo sempre detto, però più che mai è tempo che la dimensione locale diventi quella italiana. Come indirizza l’esito dei referendum. Se invece continuiamo a ragionare per compartimenti stagni, ognuno curando il proprio “bene comune”, non faremo molta strada, né globalmente né localmente. Esempio attualissimo: “bene comune” è il territorio, è il territorio della Val di Susa minacciata dal TAV, è qui la resistenza di riferimento a tutte le resistenze italiane. Se perdiamo questo “bene comune” sulla trincea più forte, saremo perdenti ovunque.

Saremo perdenti se non difendiamo, conquistiamo tutti i “beni comuni”, uno per volta ma tutti. “Beni comuni” sono l’acqua, i servizi pubblici, l’aria, le energie, zero rifiuti, ma anche la salute, la sanità pubblica, i saperi, l’istruzione, ma anche il territorio, le fonti non rinnovabili, la vita del pianeta, gli ecosistemi, la biodiversità, ma anche il lavoro, la casa, il cibo, la sociodiversità, le relazioni sociali. Gli strumenti di conquista sono, dal basso, la partecipazione e la democrazia. Complessivamente, la difesa e la conquista , la riappropriazione e la messa in comune di questi “beni comuni” significano la conquista e la costruzione di un modello alternativo di politica e di sviluppo, alternativo all’espropriazione-privatizzazione capitalistica dei beni e dei luoghi comuni materiali e immateriali che si avvale della stessa provocata crisi economica e sociale per accrescere precarietà, povertà e profitti.

Se tale è il progetto che ereditiamo dai referendum, non dobbiamo perdere tempo in compartimenti stagni, a lavorare separatamente chi per l’acqua, chi per le fonti rinnovabili, chi per i rifiuti ecc. Organizziamo la partecipazione, la democrazia. Dopo lo straordinario avvenimento politico del referendum, i movimenti non devono fondersi ma conservare la propria specificità. Però, allo stesso tempo, hanno tre esigenze ineludibili: mantenere alta l’iniziativa, costruire un progetto politico ambizioso, essere presenti dove si lotta. Non sediamoci sugli allori ma restiamo al centro della scena, perché tutto è ancora da conquistare . Proprio perchè ha trionfato un nuovo modo di fare politica, ed è nato un nuovo laboratorio politico, la partecipazione e i beni comuni sono le nuove categorie per la nascita di nuove soggettività di politiche fuori e oltre il sistema dei partiti. Perciò dobbiamo impegnarci per un “manifesto dei beni comuni”. Gli “Stati generali del governo dei beni comuni” dovrebbero essere il primo e rapido atto costituente del popolo dei beni comuni.

Dove convocare gli Stati generali? In Valsusa. Perché? Perché è stato sui territori dove abbiamo costruito la vittoria dei referendum. La Val di Susa è “il territorio” per eccellenza. Da Chiomonte ci hanno lanciato un drammatico appello di aiuto. Dobbiamo uscire da Roma.

Il presidio No Tav della Maddalena rischia di essere spazzato via da una nuova prova di forza tipo Venaus. Le prossime sono settimane decisive. L’esigenza primaria in questo momento è dunque la partecipazione dei movimenti in questo territorio strategico. La FIOM si è già mossa. Se perdiamo qui, sarebbe veramente il fallimento definitivo del “Patto di mutuo soccorso”, se perdiamo qui, diamo un segnale di frammentazione nazionale dei movimenti.
Allora eleggiamo simbolicamente la Val di Susa quale sede nazionale degli Stati generali. Convochiamoli lì.

Il solo annuncio, della Maddalena in Chiomonte quale presidio nazionale della democrazia, del rispetto della volontà delle popolazioni locali e del voto referendario, per un modello di politica e di sviluppo alternativi, il solo annuncio di fare della “Libera Repubblica della Maddalena” la capitale morale d’Italia, oggi, avrebbe un impatto mediatico enorme, avrebbe un effetto dissuasorio formidabile sui falchi politici di destra e di sinistra più di tutte le barricate che si stanno erigendo.

Lino Balza
Medicina democratica- Movimento della lotta per la salute