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domenica 25 dicembre 2011

Regione Puglia: STOP al mega eolico nel Parco dei Paduli in feudo di Supersano, SI alla Rinascita della Foresta del Belvedere



Premessa: Cogliamo l’occasione, nella divulgazione di questo importante comunicato stampa, per rivolgere a voi tutti i nostri più sentiti Auguri di Buone Feste, felici anche finalmente di poter divulgare una notizia positiva, il parere sfavorevole espresso dalla Regione Puglia ad un mega impianto eolico devastante nel cuore del Salento, e la cronaca di una giornata pre-natalizia densa di ottime promesse, che ha visto la Regione Puglia, e tutti gli altri enti, Provincia di Lecce, Comune di Supersano, e l’Università del Salento, piantare insieme i semi per la Rinascita dell’antica magnifica e vasta Foresta salentina del Belvedere, che ammantava il cuore del basso Salento nei secoli passati.
Un buon inizio d’anno che deve veder sempre più in prima linea tutti questi enti pubblici e di ricerca scientifica nella difesa vera del territorio contro tutte le assurde minacce industrialiste e di iperinfrastrutturazione che lo minacciano, sia che siano o meno infarcite di falsa-ecologia, e dall’altro lato, deve vederle operare sempre al fianco dei cittadini per il miglioramento visibile e la rinaturalizzazione e restauro del nostro “paesaggio quotidiano” dell’entroterra e costiero-marino, nel massimo rispetto della sua anima caratteristica, che attingendo alla cultura antica italica e latina, possiamo definire il suo "Genius loci".

Forum Ambiente Salute Salento - forum.salento@yahoo.it



Comunicato stampa congiunto del Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino Forum Ambiente e Salute del Grande Salento (province di Lecce, Brindisi, Taranto) Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi (più in generale “aree naturali”)
25 dicembre 2011
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Un Bel Regalo di Natale dalla Regione Puglia per il “Parco naturale dei Paduli”:
SI alla Rinascita della Foresta Belvedere,
NO alle immorali devastazioni della Green Economy Industriale!


Dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Lecce giunge lo stop al mega eolico nel Parco dei Paduli in feudo di Supersano e negli altri feudi;

e da Regione Puglia, Provincia di Lecce ed Università del Salento, e dai comuni coinvolti,
giunge l’impegno per ripiantarla, facendola rinascere per il bene di tutti, l’antica estesissima Foresta del Belvedere che ammantava il cuore del Salento, con una riforestazione “dolce”, “razionale” e “partecipata”!

Al Salento il Natale 2011 porta le fondamenta d’impegno istituzionale per la Rinascita dell’ antica Foresta del Belvedere e un importante “divieto” al mega eolico e alle sue conseguenti devastazioni nel Parco dei Paduli!

Ma adesso la Regione Puglia deve replicare quest’impegno, perché sia concreto e reale e non ne sia vanificato, in tutti gli altri scorci di paesaggio del Grande Salento e del suo mare su cui pende la medesima gravissima minaccia dell’eolico e del fotovoltaico industriali!

Così al Comune di Supersano:
si chiede un atto di responsabilità, onore delle istituzioni e coerenza affinché esprima e porti il suo parere totalmente sfavorevole nelle conferenze dei servizi in Regione a questo assurdo progetto industriale eolico in piena zona agricolo-naturale ricadente nel suo feudo, e per tutti gli eventuali altri progetti impattanti di eolico o fotovoltaico industriale progettati nel suo feudo, o se in altri feudi, ricadenti comunque nel cono visuale del suo territorio.

Idem richiesta di impegno anche ad ARPA Puglia, l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e l’Ambiente, alla Soprintendenza ai Beni Culturali, Archeologici e Paesaggistici, e a tutti gli altri enti interpellati nelle conferenze dei servizi
perché esprimano pareri sempre fortemente sfavorevoli nei vari uffici pubblici preposti, negli iter di valutazione di tutti questi assurdi impianti altamente impattanti per loro fisiologia di eolico on-shore e off-shore, come anche di fotovoltaico industriale, per la vendita prioritaria dell’energia prodotta, ubicati in aree agricole, naturali o addirittura lacustri; stigmatizzando ogni tentativo di cosiddetto “agro-fotovoltaico” ossia di ubicazione su serre o altra trovata per asserire una possibile combinazione tra attività agricola e fotovoltaico industriale, altamente deleteria sempre comunque per il paesaggio e anche per l’appeal e/o la qualità del prodotto agro-alimentare!


A Supersano, in provincia di Lecce, durante il convegno organizzato a favore del “Parco dei Paduli – Foresta Belvedere”, che in Supersano ha uno dei suoi principali fulcri, e pertanto contro la devastazione del mega eolico speculativo e devastante che minaccia proprio quei luoghi, un convegno tenutosi il 21 dicembre 2011, l’Assessore della Regione Puglia alle risorse agro-alimentari, Dario Stefàno, intervenuto in rappresentanza della Regione Puglia, ha espresso con forza la contrarietà del suo assessorato a tale impianto, sottolineando come il territorio pugliese sia profondamente vulnerabile ai mega progetti devastanti di eolico e fotovoltaico industriale, anche a causa di politiche energetiche nazionali poco attente alle tipicità territoriali, che dovrebbero portare il nuovo Governo ad un serio cambio di politica e legislazione volta a tutelare un territorio così caratterizzato e dalle delicate tipicità paesaggistiche storico-naturali e rurali incompatibili con i grandi impianti. Impianti che nulla hanno di ecologico!

Il momento di maggiore acme ed importanza della serata si è avuto quando l’ Assessore ha letto, durante il suo intervento, il messaggio-documento scritto, affidatogli dalla Prof.ssa Architetto Angela Barbanente, Assessore Regionale all’Assetto del Territorio, con il quale l’Assessore, definita dai locali ormai l’ “Angelo dei Paduli”, ha ricordato che l'intera area dei Paduli è stata da tempo dichiarata, proprio per le sue valenza naturalistiche e storico-rurali, “Parco”, anche nel PPTR il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, e vasta area assolutamente non idonea all'insediamento di impianti energetici da fonte rinnovabile industriali, ovvero volti alla vendita prioritaria dell’ energia prodotta, in base alla norma del Regolamento n. 24 del 30.12.2010, in attuazione delle linee guida statali in materia. Ha dichiarato inoltre, in anteprima assoluta, che: in data 16.12.2011 il Servizio Assetto del Territorio, Ufficio Attuazione Pianificazione Paesaggistica, nell’ambito del Procedimento di Autorizzazione Unica ex D. Lgs n. 387/2003, ha espresso parere sfavorevole al progetto eolico in prioritaria questione in feudo di Supersano.

Ottimo è stato anche il parere espresso nel convegno dell'Assessore provinciale all'Agricoltura ed al Turismo Dott. Francesco Pacella, che, parlando anche a nome del presidente della Provincia di Lecce, Dott. Antonio Gabellone, ha dichiarato la più assoluta incompatibilità ed inconsistenza di un progetto di eolico nell'area naturale del Parco dei Paduli, area da tutelare già riconosciuta per la sua grande importanza naturalistica e paesaggistica nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Lecce, PTCP, varato nel 2008.

Ma il giorno 21.12.2011 si deve ritenere, allo scadere del 2011, proclamato dall’ONU l’ “Anno internazionale per le Foreste”, il tanto atteso “Dies mirabilis” per la Rinascita della Foresta Belvedere nel Parco dei Paduli, dopo una forte richiesta partita in tal senso dal basso, dai cittadini, comitati e associazioni ambientaliste con tanti articoli, studi scientifici e storici, articoli, iniziative, convegni, ecc.

Infatti, lo stesso giorno a Supersano, poco prima del convegno sopra citato, presso il Castello cittadino e sede del Municipio, insieme ai massimi rappresentanti della Provincia di Lecce, tra cui il Pres. Gabellone, e dell’ Università del Salento, si è inaugurato proprio il Museo del Bosco Belvedere, il museo di quella foresta, la grande “Silva” anche chiamata localmente, la bellissima selva che ammantava nei secoli passati il cuore del basso Salento, tra la Serra di Poggiardo-Giuggianello-Palmariggi e quella di Parabita-Matino, dalla biodiversità ricchissima e dalle caratteristiche miste appenninico-mediterranee, e di cui negli ultimi secoli un’azione antropica scellerata, oggi da invertire, ha portato al suo quasi totale, ma fortunatamente non totale, eradicamento!
Nella partecipatissima inaugurazione il prof. Paul Arthur archeologo dell' Università del Salento, e massimo curatore scientifico del Museo, ha chiesto alle autorità presenti il massimo appoggio per iniziare a ripiantare quella foresta con le essenze di un tempo, molte ancora vegetanti relitte e sparse nella vallata dei Paduli e sulle Serre, altre da reintrodurre dalle stazioni naturali più prossime spazialmente in cui ancora vi vegetano. La bellissima richiesta è stata accolta con grandissima gioia ed entusiasmo da tutti i presenti ed in breve tempo di bocca in bocca è stata anche diffusa per tutto il Salento! Finalmente la più intima e virtuosa volontà e speranza popolare di vedere tornare in vita e florida ovunque la nostra antica e vilipesa foresta, il grande sogno di chiome verdi e al contempo di riscatto storico del Salento ipersfruttato colonialmente e devastato-depredato nelle sue risorse naturali, prendeva voce nella persona di una delle più importanti autorità scientifiche del mondo accademico pugliese!
La Provincia di Lecce e il Comune hanno dato la loro massima disponibilità a supportare l’Università in questa sua virtuosa azione, che rappresenta un primo seme che deve essere piantato e attecchire, coinvolgendo tutti i comuni del cuore del Salento.

Così nell’altro ed immediatamente successivo convegno, altrettanto partecipato dai cittadini, tenutosi, sempre a Supersano, nel grande teatro parrocchiale, Dario Stefàno, l’Assessore alla Agricoltura della Regione Puglia ha assunto l'impegno, su richiesta esplicita dei cittadini, di sviluppare politiche volte ad una riforestazione dell'area del Parco Paduli, da integrare con saggezza ad un’ agricoltura di qualità, biologico ed eccellenza, fondata sul recupero della tradizione e delle antiche cultivar, dove lo stesso uliveto o frutteto o vigneto, come agro-foresta, diventa parte integrante di un' unica osmotica realtà marco-forestale, in cui i seminativi diventano le radure coltivate tra gli alberi!
All’Assessore Dario Stefàno, che ha chiesto che oltre ai giusti “NO” alle opere industriali anacronistiche, possano giungere anche richieste propositive da parte dei cittadini per il bene e miglioramento del parco e di tutto il territorio, i rappresentanti del Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute nel Grande Salento, hanno chiesto, presa la parola nel convegno, che la Regione abbassi subito la soglia minima di suolo privato da rimboschire per accedere agli incentivi pro rimboschimento con piante autoctone, proprie del sud Italia, che attualmente è di 10 ettari, portandola a mezzo ettaro! La soglia dei 10 ettari, data la caratteristica tipica della microproprietà del Salento, impedisce di fatto il rimboschimento a favore invece della dannosa contaminazione del territorio da parte degli insidiosi e deleteri speculatori del fotovoltaico e dell’ eolico della Green Economy Industriale! Dario Stefàno ha preso atto di questa richiesta propositiva e si è detto favorevole ad impegnarsi in tal senso nell’accoglimento di questa valida ed importante proposta volta a favorire quel processo partecipativo della gente in un’ azione di rimboschimento “partecipato” del parco. Allo stesso tempo ha accolto l’ invito rivoltogli ad operare incentivando politiche per il Parco dei Paduli di riforestazione dolce razionale e partecipata dove integrare, come abbiamo richiesto, anche l' ecosistema uliveto, che deve essere già considerato agro-foresta e così massimamente tutelato come ambiente boschivo! Un intervento che deve vedere al Regione impegnata in un’ azione propositiva e di pungolo, stimolo, e coordinamento-coinvolgimento di tutti gli enti pubblici e di ricerca e dei cittadini per la Rinascita della Foresta Belvedere ovunque nella percezione del territorio, con interventi estesi dove possibile di rimboschimento, e minimali, come semplici bordure di strade e canali altrove, per la creazione di una rete polinucleata a macchia di leopardo di rimboschimento a iniziale risanamento del territorio e del paesaggio, con recupero così a 360° delle antiche suggestioni e scorci paesaggistici pittoreschi, tutto secondo appunto quella che si è definita “riforestazione razionale”, che affianchi economie silvicole, integrandole, alle attività agro-pastorali, che così ne traggono ulteriore giovamento, come giovamento ne trae l’intera salubrità e l’appeal del territorio!

Da qui anche deriva la nostra forte raccomandazione alla Regione Puglia perché tutti gli interventi nei Paduli relativi a tutti i possibili progetti da svolgervi e da autorizzare lì d’ora in avanti, siano rigorosamente vagliati al setaccio e giudicati severamente sulla base di un criterio semplice ma essenziale e fondamentale, inderogabile: il rispetto e la valorizzazione ed esaltazione del loro “Genius loci”, che è l’ “anima del luogo” frutto della stratificata amalgama di storia naturale ed umana, consolidatasi nei secoli e millenni; un rispetto che passa da un lato dall' uso dei materiali dei Paduli e del Salento tutto, il legno e/o la pietra calcarea locale, e non assolutamente il metallo (eccezion fatta per il ferro battuto), o la plastica (preludio di rapida usura), né vetro (o comunque con moderazione), né il cemento, né reti metalliche o altro asfalto; dall’altro il rispetto degli stili storici, delle tecniche e dei colori tipici stratificati nei millenni, come l’architettura in pietre informi a secco, lo stile neoclassico, quello dei giardini liberty o eclettici neo-gotici, lo stile megalitico, oggi nelle forme del neomegalitismo dei menhir informi e dei dolmen e triliti con enormi massi dalle forme rigorosamente grezze e naturali di forte carica suggestiva ed evocativa, che vengono talvolta innalzati nei giardini privati, e ancora negli edifici l’uso eventuale dell’ imbiancatura con la calce delle pareti degli edifici, della “terra rossa e bolo” come malta, del cocciopesto, o della nuda roccia o delle “chianche” in pietra leccese come pavimentazione, l’uso nelle pavimentazioni urbane dei basoli di “leccisu” dalle forme antiche di locale compatto calcare salentino, ecc. ecc. Ma non certamente soluzioni hi-tech dalle forme e dai materiali improbabili, anacronistici da arte post-moderna da periferia metropolitana post-industriale, o di cosiddetta “land art” (arte?!), che sarebbero offensive e deturpanti, esteticamente “inquinanti”, opere calate dall’alto, prive di alcun valore simbolico poiché innanzitutto aliene e parti di menti aliene per tutto al locale, da esse vilipeso, “Genius loci”, a-democratiche ed anti-comunitarie, da censurare senza se e senza ma, e da stigmatizzare in ogni modo, in un’ area che proprio per la per la sua verginità ed incontaminazione, proprio da improbabili installazioni hi-tech e infrastrutture moderne, è già oggi set di tanti film storici o comunque che richiedono scenografie incontaminate e naturali, di produzioni italiane e non! Luogo in cui ritrovare e riconciliarsi con la propria storia locale identitaria e con la Natura più vera e genuina del proprio territorio traendone al contempo pieno benessere nell’anima e nel corpo, mens sana in corpore sano, in un ambiente salubre e bello poiché esaltante la “wilderness”, la “selvatichezza”, la “naturalità”, nel massimo rispetto e nella massima valorizzazione del Genius loci!

Un primo seme da cui partire oggi per la ricostruzione razionale e partecipata della nostra foresta del cuore del Salento come tessuto connettivo e vitale del territorio!

Infine all’ Assessore Dario Stefàno si è chiesto il massimo impegno per fermare tutti i progetti di mega eolico che minacciano l’intera valle dei Paduli, e i sui suoi naturali preziosi bordi di contono, le Serre, ed in particolar modo quelle occidentali di Ruffano-Taurisano-Parabita, e quelle orientali, la Serra di Poggiardo-Giuggianello-Minervino di Lecce e Palmariggi-Cannole, dove è la famosa mitologica “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe”, sede del più grande scandalo italiano relativo ai minacciosi assurdi mega-progetti eolici, che tiene con il fiato sospeso l’ intera Italia!

Grande è stata la gioia di tutti i presenti, tanto all’ inaugurazione del Museo del Bosco, tanto al successivo convegno contro il mega eolico! Gioia per le tante associazioni ambientaliste e comitati civici di tutto il Grande Salento (Province di Lecce, Brindisi e Taranto) lì rappresentate, anche per l’importante conferma di impegno, massa anche nero su bianco, da parte della Regione Puglia, della Provincia di Lecce e dell’Università del Salento, per la tutela vera del territorio Salentino. Un importante ritorno di una più piena speranza per il futuro. In particolar modo si segnala la soddisfazione dei giovani supersanesi che si sono impegnati per la difesa del territorio organizzati nel comitato CSTSA (Comitato Supersanese di Tutela della Salute e dell'Ambiente), curatori del convegno che ha avuto sede nel teatro dell’oratorio parrocchiale di Supersano, in via Roma, i quali hanno così commentato: «per il comitato e per tutti quelli che hanno creduto nelle nostre intenzioni, è stato un grande giorno»; veramente una dimostrazione di impegno e amore per l’integrità e il miglioramento paesaggistico del proprio territorio che da Supersano lancia un esempio importante e fulgido per i giovani e non di tutte le altre comunità salentine, pugliesi ed italiane, che vivono le medesime pene e sul cui futuro pendono altrettanti progetti speculativi colonizzanti e devastanti di mega eolico, o anche di mega fotovoltaico, o di cementificazione o iperinfrastrutturazione anche stradale superflua e ridondante, o di industrializzazione, di costruzione di assurde discariche, o anche di mega eolico off-shore e di trivellazioni per l’estrazione degli idrocarburi che minacciano anche il mare di Puglia, non solo la terraferma!

Ma come si è giunti a Supersano a questo punto?! La comunità di Supersano da sempre ostile alle istallazioni eoliche e di fotovoltaico nei campi, si è trovata da ottobre a vivere una situazione assolutamente paradossale. Il nuovo sindaco della città, infatti è stato eletto pochi anni fa, nel giugno 2009, proprio con un preciso mandato: salvare e valorizzare paesaggisticamente il feudo di Supersano e tutto l’orizzonte che si gode dalla città che ricade nel Parco Paduli-Foresta Belvedere. Nero su bianco il sindaco aveva posto questo suo impegno, anche contro proprio il mega eolico a cui la passata amministrazione aveva sciaguratamente aperto le porte, per poi esprimere a distanza di mesi il suo pieno pentimento, una volta compresi gli impatti sul territorio della mastodontica infrastrutturazione industriale falso-green, che erano stati del tutto sottostimati e sottovalutati inizialmente, complice anche la politica regionale all’epoca!
Il nuovo sindaco, pertanto, coerentemente con i suoi impegni, dopo la sua non a caso quasi plebiscitaria elezione, (dopo i malumori sollevati dalle nefaste tendenze industrialiste falso-green dalla passata amministrazione), aveva espresso il diniego al nulla-osta richiesto e necessario per le pale eoliche che progetti eolici nei feudi dei paesi vicini avevano ubicato entro 500 metri dai confini comunali di Supersano, facendole stracciare da quei progetti; è il caso di altri impianti eolici sempre follemente previsti nel Parco Paduli; è il caso del confinante Comune di Nociglia. Non solo, il Sindaco si era impegnato nei ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato contro quel precedente impianto progettato nel suo comune. Ma dai primi di ottobre 2011 la svolta assolutamente inattesa che ha scioccato l’intera cittadinanza facendola risvegliare in un incubo che sembrava ormai scongiurato: il sindaco, riunita la cittadinanza, annuncia in piazza, era domenica 2 ottobre, che la Regione avrebbe autorizzato l’impianto eolico di Supersano, affermazione oggi palesemente smentita dalla stessa Regione, e informa d’essere riuscito a spillare un vantaggioso accordo monetario per le casse del comune con la ditta eolica proponitrice del progetto, in cambio del rilascio del nulla-osta comunale al progetto stesso! Da lì, un’immediata sollevazione popolare pacifista ma forte ed inamovibile della gente che ha portato ad un’ “esondazione” dei cittadini di Supersano e di tutto il Salento nel consiglio comunale che il 6 ottobre il sindaco aveva indetto per autorizzare l’orrore eolico! “La Rivoluzione di Ottobre – è stata chiamata - per difesa del Parco Naturale dei Paduli e della Foresta Belvedere”; una dimostrazione coesa di determinata volontà popolare, un coro crescente a mille voci, che ha portato il sindaco e la sua giunta al ritiro di quella scandalosa “delibera della vergogna” che era stata preparata e che si preparavano a varare disonorevolmente in fretta e furia! Una mannaia che era pronta a cadere sulle teste dei cittadini di oggi e di domani di tutta la bellissima area, paradiso in cui volano le Cicogne, e dove ancora crescono, ormai rarissimi, alberi di Castagno, ben più diffusi lì un tempo.

L’evento dell’inaugurazione del Museo del Bosco da parte del Comune di Supersano oggi, e dello stesso sindaco, dal comportamento tanto contraddittorio, le posizioni, le dichiarazioni e gli impegni assunti dalla Regione Puglia, dalla Provincia, dall’ Università del Salento e dallo stesso Comune segnano una svolta decisiva contro il mega progetto eolico supersanese, contro i simili assurdi progetti nei comuni prossimi, e contro l’assalto fotovoltaico alla ruralità salentina, e più in generale anche contro tutte le altre “eco-idiozie”; progetti cioè che snaturano il territorio, speculativi e che si servono dell’ “ecologia” strumentalizzandola e calpestandola per fini nei fatti anti-ecologici, che deturpano paesaggio e/o anche la qualità dell’ambiente, si pensi alle biomasse industriali o alla costosissima inutile ed esteticamente inquinate “land art” infarcita di falso ecologismo e comportante istallazioni permanenti e il più delle volte aliene per forme e materiali nel paesaggio patrimonio comune di tutti!
Dario Stefàno, Assessore alle politiche Agroalimentari della Regione Puglia, intervenuto al convegno, in merito alla piaga del fotovoltaico nei campi, gemella della piaga eolica sulla terraferma ed in mare, ha in questi giorni sottolineato anche alla stampa, quanto nel convegno ha affermato: “per noi l’agricoltura e i terreni agricoli devono, prima di tutto, produrre alimenti!”. Proprio a tal fine il Coordinamento Civico ha chiesto all’ Assessore nel convegno, che il cuore del Salento, con i suoi parchi naturali ed agricoli, a partire proprio dal Parco Paduli-Foresta Belvedere, contribuisca a salvare il pianeta e la natura essenzialmente attraverso il rimboschimento, e non con sovrapproduzioni di energia assurde e dannose, come oggi in vile progetto, con i grandi impattanti impianti eolici, fotovoltaici e di biomasse; un modello nuovo, che sia d’esempio internazionale per l’ intera Europa, di una realtà territoriale che rimedia in casa propria ai secolari errori di disboscamento selvaggio, divenendo protagonista scientificamente consapevole e tecnicamente avanzata della rinascita dell’ecosistema forestale d’un tempo integrandolo con tutte le attività umane presenti e future sul territorio, trasformando cittadini e amministratori in una sorta di neorinascimentali pittori, che in processo invertito, ridipingono idealmente i paesaggi d’un tempo impressi e conservati simbolicamente sulle tele dei pittori, nei paesaggi reali; una metafora questa per indicare più in generale una nuova politica, una nuova cultura ed attenzione pragmatica che agisce sul paesaggio attraverso interventi di decementificazione, bonifica dagli inquinanti, restauro paesaggistico, rinaturalizzazione, ripristinando la ricchezza di vita, la biodiversità, e quella bellezza del pittoresco storico-naturale e dunque qualità di vita e salubrità, nella concretezza del paesaggio quotidiano che ci circonda a 360°!
Più di un primo importante seme per la Rinascita dell’antica magica Foresta nel cuore del basso Salento, la Foresta del Belvedere, è stato dunque piantato! Ora il grande fertilizzante naturale per tutto questo è l'impegno, l'azione di pungolo crescente nei confronti di tutte le istituzioni ed enti e l'Amore per il territorio e la sua più vera ed antica anima da parte di tutti i veri salentini, quelli cioè che, al di là di ogni aspetto, amano il Salento pur magari non essendovi neppure nati! Questo il fertilizzante che ridonerà al Salento concretamente la nobile dimora del suo spirito, la sua incantata ubertosa Foresta!

Cogliamo l’ occasione per Ringraziare infine:

il Comitato Parchi Nazionali - Gruppo Alberi Sacri che ha scritto al Coordinamento Civico in merito all’impegno per la Rinascita della Foresta Belvedere: «aderiamo pienamente alla vostra civile campagna a favore del bosco, e contro la scellerata proliferazione delle tecnologie invasive... Con vivi e sinceri auguri di pieno successo!», e il grande naturalista italiano, il Prof. Franco Tassi, coordinatore del Comitato Parchi Nazionali e del Centro Studi Ecologici Appenninici - Sezione Alberi Sacri, che ha aggiunto: «Ribadiamo, documentiamo e diffondiamo il nostro appoggio alla vostra civile battaglia ecologica.»;
e
il Centro Internazionale di Cooperazione Culturale e Scientifica ( CICC ), il cui presidente il Prof. Giulio C. Giordano ha scritto al Coordinamento Civico, sempre in merito all’impegno per la Rinascita della Foresta Belvedere: «In qualità di Presidente del Centro Internazionale di Cooperazione Culturale e Scientifica ( CICC ) con una sede operativa anche in Salento presso l’ex Palazzo Comunale di Martignano (Lecce), non posso che plaudere alla vostra iniziativa e vi prego di considerare l’Organizzazione Internazionale che ho l’onore di presiedere, al vostro fianco in questa e in altre battaglie per la difesa dello stupendo patrimonio agricolo, paesaggistico e ambientale del Salento . Vera, e forse unica risorsa, anche economica, del territorio salentino.»

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Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino
rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali – area di prioritaria azione il Grande Salento (province di Lecce, Brindisi e Taranto)
sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva
c/o Ospedale di Maglie "M.Tamborino"
Via N. Ferramosca, c.a.p. 73024 Maglie (LECCE)
e-mail: coordinamento.civico@libero.it , coordinamentocivico@yahoo.it


Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2
e-mail: forum.salento@yahoo.it, forum.salento@libero.it ,
Sito web: http://forumambientesalute.splinder.com/
Gruppo facebook, di circa 3000 iscritti: http://www.facebook.com/groups/123107425150/

Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi
Il cui giovanissimo gruppo facebook conta già oltre 5100 iscitti: http://www.facebook.com/groups/192311587488270/
Sito web: http://comitatonazionalecontrofotovoltaicoeolico.wordpress.com/

lunedì 19 dicembre 2011

Supersano (Lecce), Parco dei Paduli: "Si al rtimboschimento non all'eolico industriale..



Nuovi alberi autoctoni, non pale eoliche aliene nel Parco dei Paduli!
Rimboschimento dell’antica Foresta, non vilipendio industriale del paesaggio!

NO al PARCO INDUSTRIALE EOLICO!
SI alla RINASCITA della FORESTA del VERO PARCO dei PADULI!

Il Comune di Supersano (Lecce) inaugura il Museo del Bosco e le associazioni ambientaliste tappezzano la città di manifesti : « è questa la strada che dovete seguire “SI AL PARCO NATURALE DELLA FORESTA BELVEDERE! NO AL FALSO PARCO INDUSTRIALE EOLICO!” »

Tale inaugurazione giunge dopo quella che è stata definita la “Rivoluzione di Ottobre per la Salvezza del Parco naturale dei Paduli-Foresta Belvedere”, che ha visto poco più di un mese fa, le donne, i giovani e tantissimi uomini di Supersano insieme a tanti cittadini giunti dai paesi, vicini e non, del Salento, “esondare” nell’aula del consiglio comunale convocato dal Sindaco, inaspettatamente in tutta improvvisa fretta, il 6 ottobre, per deliberare a favore della realizzazione di un mega impianto di pale eoliche mastodontiche nei Paduli, contravvenendo così, il sindaco e la sua maggioranza, a precisi plateali impegni, messi anche nero su bianco, assunti con la cittadinanza in campagna elettorale per la massima difesa del territorio. La popolazione ad espressione di un’ elevatissima sensibilità ambientalista civica e culturale, pacificamente ma con determinazione e fermezza inamovibile, ha impedito che la maggioranza, agendo in fretta e furia, potesse compiere questo grave misfatto ai danni del bene comune, riportando così la ragione e la luce della saggezza, e portando l’intero consiglio al ritiro della proposta autorizzativa dello scempio eolico-industriale in un’area di altissimo pregio agricolo-naturale.

E’ per questo che il Coordinamento Civico Per La Tutela Del Territorio, Della Salute E Dei Diritti Del Cittadino rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali del Grande Salento (province di Lecce, Brindisi e Taranto), accoglie con gioia e speranza l’inaugurazione del Museo proprio di quel Bosco Belvedere così legato visceralmente all’area in cui i cittadini del Salento, dal basso, hanno chiesto l’istituzione di un parco “vero”, naturale dunque, incentrato su natura, agricoltura e paesaggio storico-identitario; non certo un falso-parco industriale eolico o fotovoltaico o di biomasse come qualcuno stava tentando di rifilare con vari assurdi progetti in tutta la vasta area e ai suoi margini; o altre invenzioni ad hoc per intercettare finanziamenti e poi andare in tutt’altra direzione da quella maestra della tutela della “Natura”, dell’ “Agricoltura della Salubrità”, e del “Paesaggio Identitario”!
E’ stato infatti già con il varo del PTCP, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Lecce, che si è riconosciuta e sottolineata l’importanza della vasta area del Parco dei Paduli-Foresta Belvedere, dove si estendeva la vasta foresta nei secoli scorsi; da Cutrofiano-Galatina a Nord, a Montesano-Specchia-Tricase a Sud, e dalla “Serra”, la collina di Parabita-Matino (luogo più elevato del basso Salento di circa 200 m s.l.m.) a Ovest, alle Serre di Poggiardo-Giuggianello-Palmariggi a Est! Il cuore del basso Salento! Una foresta unica e variegata, ricchissima di biodiversità appenninico-mediterranea e di infiniti scorci pittoreschi, e caratterizzata da una natura lacustre, più fresca e acquitrinosa nelle sue porzioni più interne, e della quale restano ancor oggi numerose preziosissime tracce relitte nella flora spontanea.

Il PTCP si deve considerare il prodotto più nobile della politica salentina di inizio millennio poiché ha definito “Il Salento come Parco naturale e culturale dei cento comuni”! Questa visione del Salento e del Grande Salento come Parco è certamente il parto più virtuoso della nostra classe dirigente tutta. Si può dire di fronte a questo piano che “non abbiamo bisogno di altro”; abbiamo bisogno soltanto del massimo impegno per fare germogliare quel seme, scacciando tutti gli inquinanti che dalla mala politica vengono gettati per impedire il compimento di quel progetto, del Salento come parco naturale, virtuoso e strategico, fisiologico e naturale, salubre e vantaggioso davvero sotto ogni buon punto di vista, condiviso da ogni uomo giusto! Questo piano è stato trasversalmente votato dall' assise provinciale, da destra, centro e sinistra, nel marzo del 2008!

Il PTCP rappresenta un momento cruciale per l'identificazione istituzionale del Parco dei Paduli nell'area ammantata un tempo dall’ antica Foresta Belvedere, poiché lì, vi ha individuato la "casa del parco", il cuore meglio preservato, sotto ogni profilo, e con elementi di forte tipicità ed interesse, dell' intero Salento concepito appunto come parco naturale dei cento comuni!

Ha fatto seguito, dal punto di vista istituzionale, per il riconoscimento dell’importanza storica, naturale e paesaggistica dell’area Parco Paduli – Bosco Belvedere, come vero e proprio “patrimonio territoriale collettivo”, il successivamente adottato nel 2009-2010, dall’ Ente Regione, PPTR, il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, dove espressamente si parla di “Parco dei Paduli”, e macro area del “Bosco Belvedere”.
Un primo intervento regionale di protezione vera della vasta area si registra nel 2010-2011 attraverso il divieto di ubicazione in essa di impianti eolici e fotovoltaici industriali, volti cioè alla vendita dell’energia prodotta; questo divieto previsto nel Regolamento Regionale n.24 del 30 dicembre 2010, entrato in vigore il 1 gennaio 2011, “Linee Guida in tema di ubicazione degli impianti industriali di energie rinnovabili”.

In questo quadro l’inaugurazione del Museo del Bosco da parte dello stesso Comune di Supersano rappresenta per noi tutti un seme importante per la RINASCITA dell' antica Foresta nel cuore del basso Salento, la FORESTA DEL BELVEDERE all’ interno dell’area vasta del Parco Paduli e proprio attraverso la saggia applicazioni di tutti gli sforzi ed impegni politici ad ogni livello, in seno al Parco, ministeriali, regionali, provinciali e comunali, universitari interdisciplinari, associativi, volontariato e liberi cittadini, ecc.; un impegno forte da affiancare accanto al rilancio del settore silvo-agro-pastorale con conversione di tutta l’agricoltura del parco verso il biologico e la tradizione, vigilando ed impedendo che energie e risorse pubbliche siano sperperate in inutili e talvolta persino paesaggisticamente dannose infrastrutturazioni ridicole e superflue, incentrate sul concetto spesso fuorviante e fuorviato di “fruizione”, come talvolta altrove già tristemente avvenuto in aree parco!
Dobbiamo essere tutti in questa fase innanzitutto protettori e costruttori-restauratori di “paesaggio” nelle sue suggestioni pittoresche storico-naturali identitarie proprie del locale Genius loci, non consumatori-fruitori di un paesaggio che è già altissimamente fruibile ed infrastrutturato ad esempio dal punto di vista viario!

Un primo importante seme per la rinascita dell' antica magica Foresta nel cuore del basso Salento, la Foresta del Belvedere, viene piantato simbolicamente dunque dal Comune di Supersano, che inaugura il "Museo del Bosco" fulcro di studio e ricerca sull'antica foresta che si estendeva in tutto il cuore del Basso Salento, oggi "Parco naturale dei Paduli-Foresta Belvedere", e di cui rimangano, dopo secoli di ingiustificabili violenze, tagli e incendi, tracce comunque importanti da cui partire oggi per la sua ricostruzione “razionale e partecipata”! (Vedi sotto nota sul concetto di "Riforestazione Razionale e Partecipata")
Vivo è il nostro augurio che sia questo l'inizio di una svolta vera e seria verso una politica amministrativa davvero etico-ambientalista che faccia scuola in Italia e diventi modello di emulazione, incentrata nella valorizzazione e cura paesaggistica del Parco dei Paduli-Foresta Belvedere, di cui Supersano insieme a numerose altre realtà comunali ha la fortuna di fare parte, riportiamo il seguente:


Riportiamo qui il

Comunicato stampa del Comune di Supersano (LECCE)

L’Amministrazione Comunale di Supersano ha il piacere di annunciare l’apertura del MUBO, il Museo del Bosco, ospitato nel palazzo municipale, lo storico Castello Manfredi, nel cuore del centro abitato.

Inaugurazione alla presenza della autorità politiche e dei curatori scientifici:
mercoledì 21 dicembre 2011, ore 18.00
Castello Manfredi, piazza IV Novembre – Supersano

Realizzato con fondi regionali PIS 14, il Museo nasce per raccontare la storia della eccezionale scoperta di un villaggio bizantino in località “Scorpo” e quella di uno specifico ecosistema del territorio salentino, testimoniato cronologicamente già in età romana e fino agli inizi del secolo scorso, il “Bosco del Belvedere”. Dove oggi prevale la cultura dell’olivo, fino a poco più di cento anni fa si estendeva, infatti, un’area boschiva che interessava l’agro di ben quindici comuni. Il Museo vuole porsi perciò come punto di riferimento per un vasto territorio al di là dei limiti comunali di Supersano.
L’allestimento coniuga le esigenze didattiche con una attenta ricostruzione ambientale, archeologica e storica, garantita dalla partecipazione al progetto di docenti dell’Università del Salento sotto la direzione scientifica del prof. Paul Arthur.
Le diverse sale espositive, le ricostruzioni grafiche realizzate dallo studio Inklink di Firenze, i reperti archeologici, la riproduzione di manufatti ceramici e degli strumenti litici atti a alla loro lavorazione, consentono al visitatore di fruire di un percorso informativo di particolare interesse e suggestione.

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Questo il testo del manifesto fatto affiggere a Supersano dal Coordinamento Civico :

SI AL PARCO NATURALE DELLA FORESTA BELVEDERE! NO AL FALSO PARCO INDUSTRIALE EOLICO!

RINGRAZIAMO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE per l’inaugurazione dell’importantissimo Museo del Bosco Belvedere, in collaborazione con l’Università del Salento, che segna palesemente il ritorno della stessa sulla retta strada, quella della tutela e massima valorizzazione di tutto il prezioso feudo di Supersano e dell’intero Parco Naturale e Culturale dei Paduli, e sancisce la chiusura di una delle più brutte pagine della politica locale, quella legata alla speculazione dell’eolico e del fotovoltaico industriali.
GRAZIE A TUTTI I CITTADINI che si sono mobilitati senza distinzioni partitiche, da destra, da centro e da sinistra, ma anche grazie al ritrovato senso di responsabilità e onore delle istituzioni, di tutti gli amministratori di maggioranza e opposizione, con l’ augurio di ogni buon uomo che tale pagina di cattiva politica locale resti chiusa, o meglio, venga del tutto bruciata per sempre per il bene di tutta la comunità nostra e dei paesi limitrofi, di quanti amano questa terra, pur lontani da essa per varie ragioni, di tutti coloro che nel resto d’Italia hanno e stanno traendo forza, coraggio ed esempio dal moto di indignazione e di resistenza civica dei salentini a difesa della gente e della terra del Parco dei Paduli, e dei diritti delle future generazioni alle quali abbiamo il dovere di lasciare una Supersano ben più bella paesaggisticamente e sana, esempio virtuoso da emulare per tutte le altre comunità; una Supersano de-cementificata, liberata dalla morsa oppressiva e crescente dell’asfalto e del cemento, bonificata da ogni inquinante, restaurata paesaggisticamente nelle sue suggestioni pittoresche storico-naturali, dove si producono prodotti tipici d’eccellenza e qualità da agricoltura biologica ovunque, e ancora più verde e rimboschita nel nome e con la guida scientifica del nostro nuovo Museo e del nostro stemma civico in cui è effigiata quella:
NOSTRA FORESTA “BELLA DA VEDERE” LE CUI CHIOME OGNI CITTADINO DEVE POTER PRESTO TORNARE AD AMMIRARE E CONTEMPLARE IN OGNI ORIZZONTE IN UNA CITTÀ SUPER-SANA.

GRAZIE A TUTTI, AI CITTADINI IN PRIMIS E AI LORO, DEMOCRATICAMENTE ELETTI, AMMINISTRATORI


Riportiamo infine un’importantissima e strettamente correlata nota di approfondimento

Per il Salento una nuova “Riforestazione Razionale e Partecipata”

Il concetto di “RIFORESTAZIONE RAZIONALE PARTECIPATA”.


Quella che si richiede per il Salento è una “riforestazione razionale”, cioè un rimboschimento realizzato in maniera razionale per ricostruire l’antico ecosistema e l’originario paesaggio, ma intendendo l’elemento “bosco”, “foresta”, in termini di ricostruzione del tessuto connettivo naturale in cui si inseriscono tutte le attività umane a cominciare da quelle agricolo-pastorali, nella ricerca di un equilibrio nuovo e perfetto, senza che l’elemento bosco sia visto come in un aut-aut con l’agricoltura, o con la presenza urbana. Motivo per cui, se è vero che si devono realizzare grandi estensioni di bosco, di macchia, “interventi massivi” per così dire, sia pubblici, che privati incentivati, è pur vero che si devono favorire parallelamente “interventi dolci”, apparentemente minimali, in collaborazione con i privati, ma di grande valore ecologico e paesaggistico, come la piantumazione delle essenze forestali autoctone lungo i margini dei coltivi, e lungo le rive dei canali, come un tempo, in modo che ogni agricoltore destini fasce, alberature, porzioni dei suoi terreni al bosco, al boschetto, di cui diventa curatore e fruitore. Tanti i vantaggi economico-produttivi connessi: le possibilità infinite di economia silvicola, dall’allevamento animale, all’incremento delle specie animali selvatiche, a produzioni come il sughero, dalla Quercia da sughero salentina, alla dolce manna dal Frassino orno salentino, al legno con i cedui, ai tartufi e funghi, come i porcini, con la piantumazione di querce ed altre piante micorrizate, ecc. ecc., produzioni che si affiancano a quelle agricole tradizionali, ma con il valore aggiunto della ricostruzione dell’elemento paesaggio naturale-locale, sinonimo di salubrità, cultura e storica, che aumenta il valore stesso dei prodotti della terra, favorendo al contempo l’attrattività agrituristica e l’appeal turistico del territorio. Un processo guidato da agronomi, dottori forestali e biologi, che si avvale dello studio della paleobotanica, della geologia, della pedologia ed idrologia dei luoghi per la scelta delle essenze ed il recupero del germoplasma.
Una riforestazione dove lo stesso elemento uliveto viene gestito e concepito come costituente della foresta salentina; dove alla riforestazione partecipano anche le città, e i tanti paesi del Salento con le loro alberature urbane ed extraurbane, con i boschi periferici volti alla rottura della cesura, oggi spesso esistente e forte, tra città e campagna, rendendo il passaggio tra queste due realtà graduale e gradevole al contempo. Dove prati umidi e rocciosi, laghi e ruscelli, campi coltivati, frutteti e vigneti, sono elementi di fondamentale importanza, che si innestano perfettamente in questo tessuto connettivo vitale che chiamiamo “foresta”, e di cui sono parti integranti essi stessi. Un tessuto connettivo che diffonde benessere e salubrità, vita, e che è ammortizzatore degli squilibri e fonte di armonizzazione dell’intero organismo territorio. In quest’ottica la “riforestazione” si svincola dal mero confino delle aree parco, zone protette, oasi, ma includendo queste, attraverso la modalità definita “dolce” del rimboschimento, delle piantumazioni arboree e arbustive, si estende ad ogni area della terraferma, ai margini delle strade, alle aree urbane, alle zone agricole e di naturalità, fin dentro le aree industriali, artigianali, produttive e di servizi.
L’assenza dei naturali boschi nel Grande Salento è causa di dissesto idrogeologico, di cambiamenti microclimatici locali, di diminuzione della fertilità dei suoli, di interruzione di una naturale rigenerazione-purificazione dell’aria dall’inquinamento, di diminuzione della piovosità, di impoverimento della biodiversità, di crisi del settore zootecnico d’eccellenza e qualità, di scomparsa delle produzioni silvicole, ecc. ecc. E’ un danno al paesaggio, all’economia e alla salubrità del territorio salentino inimmaginabile ed inquantificato!
Un “imperativo categorico” irrinunciabile e non più procrastinabile del nostro territorio e della sua gestione ed amministrazione, è quello della “Riforestazione” e “Rinaturalizzazione” con essenze autoctone e reintroduzione delle specie botaniche recentemente scomparse, a seconda dei casi previa “Bonifica” dei luoghi!
Il Grande Salento era fino a non molti decenti or sono, terra di boschi e foreste immense e pittoresche, nel leccese, nel tarantino e nel brindisino!
Se oggi ciò non è più così, se il vitale tessuto connettivo forestale di questa terra è stato depauperato all’inverosimile, non si deve ai cosiddetti “cambiamenti climatici” o a qualche altro effetto naturale, ma solo e soltanto all’azione devastatrice dell’uomo, alla barbarie del fuoco doloso e della scure indiscriminata, all’ iper-infrastrutturazione, all’iper-sfruttamento del territorio, alle esigenze voraci dell’industria e dell’industrializzazione selvaggia, alla mala politica, alla speculazione, all’avidità di denaro facile, alla colonizzazione e svendita del Salento!
Questa è un EMERGENZA, e deve essere la priorità politico-amministrativa delle tre province! Del Grande Salento!
La vera prioritaria infrastruttura veramente vitale che manca a noi salentini è quella dei vasti boschi pubblici e privati, della riforestazione del Grande Salento!
L’unica sulla quale nessun cittadino in buona fede, o sano di mente, avrà mai nulla da eccepirvi contro! Un’infrastruttura la cui ricostruzione, costituisce un fattore strategico di sviluppo e di benessere autentico per il sud della Puglia, nonché una notevole occasione di impiego e lavoro per numerosissimi giovani ed imprese locali.
L’unica vera grande e vitale infrastruttura di cui ha urgentemente bisogno il Grande Salento è la sua originaria antica Foresta, ricostruita oggi secondo la moderna saggia filosofia della “riforestazione razionale” e “partecipata” dal felice impegno e coinvolgimento di tutti, istituzioni e cittadini!

Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio, della Salute e dei diritti del Cittadino
rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali, a tutela del Grande Salento (province di Lecce, Brindisi e Taranto)
sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva
c/o Ospedale di Maglie "M.Tamborino"
Via N. Ferramosca, c.a.p. 73024 Maglie (LECCE)
e-mail: coordinamento.civico@libero.it , coordinamentocivico@yahoo.it

sabato 29 ottobre 2011

No all'eolico pesante... il Salento non volerà via col vento... La Puglia ed il suo mare restino liberi da impianti off shore




No all'eolico pesante in Puglia... la regione deve rimanere libera da impianti che ne deturperebbero la bellezza paesistica

Fermati virtuosamente dalla Regione Puglia gli impianti eolici off-shore devastanti nei mari del nord della Puglia, ora lo stesso il medesimo Ente deve fare, alla luce delle medesime, se non maggiori, problematiche di impatto ambientale, per i progetti eolici progettati follemente nei mari del Salento, a partire da quello al largo nel Canale d’Otranto dalle catastrofiche conseguente internazionali per la tutela degli uccelli!

Ottimo: l’Ente Regione Puglia ferma un mega progetto di pale eoliche off-shore in mare, al largo della Capitanata nello skyline antistante Manfredonia (Fg) per il "forte impatto paesaggistico oltre che sulle ripercussioni ambientali, in merito alle rotte prioritarie degli uccelli migratori in zona di Capitanata, e archeologiche sul sito storico a mare del parco di Siponto. La condivisione, in sede di conferenza, di questi elementi ha determinato il parere negativo in ragione dell'eccessivo stress ambientale procurato dalla realizzazione del progetto e dalle ripercussioni in termini di attività di pesca e di navigazione con grave pregiudizio economico per il territorio, non compensato dalle ricadute previste dall'impianto" (parla così l’Ente Regione Puglia ed il suo Assessore all’ Ambiente Lorenzo Nicastro – 27 ottobre 2011)

PERTANTO faccia lo stesso l’Ente Regione Puglia per fermare il mega impianto eolico off-shore in progetto al largo del Canale d’Otranto, a stupro dell’orizzonte marino visto dalla costa di Otranto, da Castro, da Santa Cesarea, dalla costa di Andrano, da Tricase, dalla costa di Corsano e da Leuca! Un impianto di decine di mastodontiche torri alte ben oltre cento metri dal livello del mare, che sarebbero visibili di giorno e di notte per le loro luci hi-tech di segnalazione anti-incidenti aerei e navali! Visibili di giorno come una lunghissima corona di spine rotanti all’orizzonte, e di notte come una sequela di fari a luce rossa, aliena, che si accendono e spengono eternamente cancellando nottetempo, con il loro apportato inquinamento luminoso, lo stesso godimento del cielo stellato!

Un impianto che danneggia e rende pericolosa la navigazione in un tratto tra i più trafficati del Mediterraneo; un impianto dal grave stress ambientale intrinseco, sulle protette praterie subacquee di Posidonia oceanica, anche con i suoi cavidotti sommersi; sui cetacei (balene, capodogli, delfini, ecc.) per l’ inquinamento acustico introdotto e deleterio per la vita di questi mammiferi marini che usano sistemi biologici di eco-localizzazione con sonar per la navigazione e l’alimentazione; sul turismo costiero che rischierebbe il collasso per la sua presenza industriale anacronistica e alienizzante nel paesaggio oggi integro, per cui quell’intero impianto deve ritenersi in blocco elemento di grave deturpante “inquinamento” da evitare; sul Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, per il cavidotto che lo attraverserebbe portando nel territorio di Tricase l’ubicazione delle mega cabine di trasformazione della corrente con consumo di nuovo suolo agricolo, danno paesaggistico e pericoloso inquinamento elettromagnetico per la salubrità dei luoghi e la salute delle persone che vi abitano regolarmente e ancor più nei mesi estivi; e soprattutto sulla avifauna migratoria e marina; un impatto quest’ultimo di gran lunga superiore, a quello connesso all’impianto eolico offshore fermato, giustissimamente, nella Capitanata, nel nord della Puglia!

Il Canale d’Otranto rappresenta una delle rotte migratorie internazionali più importanti del Mediterraneo per la vicinanza massima che in esso si registra tra la Penisola Italiana e quella Balca...nica, come documentato del resto, se ve ne fosse bisogno, in decine di studi scientifici ornitologici, alcuni commissionati dalla stessa Provincia di Lecce!
Un’ importanza tale per miriadi di specie migratorie, dai rapaci, ai passeriformi, agli uccelli acquatici, ai gruiformi, ecc. ecc., sancita a livello internazionale nella Conferenza internazionale di Ramsar in Iran, del 1971, ratificata dall’ Italia, e che aveva come tema la protezione delle zone umide in correlazione anche all’avifauna, e all’avifauna migratoria. Anche al fine di garantire per gli uccelli lungo le loro rotte migratorie internazionali, stazioni protette di sosta e rifocillamento. Così per la traversata dello stretto di mare del Canale d’Otranto, si individuò la zona umida e pinetata delle Cesine, sulla costa adriatica salentina a nord di Otranto, come luogo di importanza prioritaria da proteggere. Li vi è oggi una riserva dello Stato, in parte gestita anche dal WWF (World Wildlife Fund) nota come l’ Oasi delle Cesine. Ma non solo, la stessa istituzione del Parco naturale regionale Otranto-Santa Maria di Leuca, va anche nella direzione di proteggere le aree costiere, vietandone la caccia, in cui giungono gli uccelli dopo la traversata e vi cercano riposo e rifocillamento!

Il Canale d’Otranto è inoltre un santuario per i cetacei, in particolare per i capodogli come confermato recentemente soprattutto dagli approfonditi studi dei biologi greci, ma non solo, anche di altri scienziati italiani e non; ma è anche un’area di notevole importanza per l’alimentazione in alto mare degli uccelli delle tempeste, le Berte della colonia che ha sede nelle Isole Tremiti, una delle colonie di Berte maggiori e minori più importante del Mediterraneo!

La Regione deve fermare l’impianto eolico off-shore in progetto nel Canale d’Otranto, e tutti gli eventuali progetti per mega torri off-shore falcidia paesaggio e uccelli nei mari del Salento (Province di Lecce, Brindisi e Taranto), come fatto virtuosamente oggi con dignità e senso delle istituzioni e del valore dell’ambiente e della necessità di tutelarlo, per i mari del nord della Puglia, delle province di Foggia e Bari!

Una tale disparità di trattamento risulterebbe per ogni salentino totalmente inaccettabile, e ferirebbe oltre a questa terra, anche profondamente il senso di appartenenza a questa comune istituzione regionale, per i cittadini del sud della Puglia, i salentini, che si scoprirebbero trattati come pugliesi di serie B, da parte della Regione, cittadini i cui diritti, e quelli del loro territorio, possono essere calpestati impunemente!

Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e la Salute dei Cittadini