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martedì 15 novembre 2011

Censura e colpi di stato in corso - "Sempre all'erta sto....."

"Perché non parli...?"


Care, cari,

Avevo pubblicato alcuni giorni fa nel blog di Paolo D'Arpini l'articolo originale di Paolo Barnard su questo tema, con l'aggiunta di denuncia particolareggiata di Orazio Fergnani contro le istituzioni preposte al golpe.... ed il blog per due giorni è stato rimosso senza spiegazioni... stamattina è nuovamente online.

Nel frattempo le stesse cose stanno andando su internet e vengono discusse a raffica in vari siti... Ormai la cosa è di dominio pubblico... Riprendo la lettera di Barnard qui di seguito, ma non la denuncia di Orazio, con una premessa dell'amica Doriana.... - (P.D'A.)


Scrive Doriana Goracci:
Lo so che non è bello scrivere certe cose, quando tra pochissimo avremo la rosa dei nuovi ministri, persone nuove di zecca, quasi vergini della politica, solo tecnici…quasi che essere tecnici vira in sinonimo di onestà. In ogni caso mi sembra che tra tante chiacchiere si possa dare anche la parola a uno come Paolo Barnard. Chiede di citarlo, penso che possa ritenersi soddisfatto, anche se il trampolino non è dei più noti, ma è vero…su questo Paolo Barnard, e chi ci legge, può contarci. Nessuno ci paga. Non siamo stati noi, non siete Stato voi.Non sono stato io. Sarà stata la Gatta Mammona.

.............

Lettera di Paolo Barnard:

Draghi e Napolitano devono essere arrestati e processati – di Paolo Barnard

I golpisti finanziari che hanno terminato la nostra democrazia dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, come da lui stesso dichiarato molti anni or sono su Business Week.

Si consideri quanto segue:

1) La sovranità legislativa italiana, quella economica ed esecutiva, già compromesse dai Trattati europei e dall’Euro (si legga Il Più Grande Crimine 2011), sono state terminate del tutto. Ciò è evidente persino nei titoli del Corriere di questi giorni, non c’è bisogno di leggere Barnard o altri.

2) Le misure di austerità – si legga la rapina della pubblica ricchezza e del futuro di milioni di famiglie italiane attraverso un collasso pilotato dell’economia che tali misure portano senza dubbio – non hanno ora più ostacoli, e sono espressione del volere di poteri finanziari non eletti dagli italiani. Il Parlamento non ha avuto voce in capitolo, ha dovuto obbedire di corsa, cioè è stato esautorato di fatto da forze straniere.

3) Saranno decenni di sofferenze e lacrime e sangue per i cittadini, un impoverimento mai visto dal 1948 e tanti morti anzi tempo a causa della demolizione dei servizi.

I punti 1, 2 e 3 formano i contenuti sufficienti per un’accusa di alto tradimento della patria da parte di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che devono essere incriminati e arrestati. Se pensate che questa sia retorica di un esagitato, si legga la letteratura economica americana sulla crisi dell’Eurozona per fugare ogni dubbio, e si visiti l’Irlanda o la Grecia, vittime prima di noi di questi golpisti.

Questo è un colpo di Stato.

Mario Draghi è membro del Group of Thirty (GOT), dove la sua presenza segna il più scandaloso conflitto d’interessi della storia italiana, alla luce del disastro democratico che stiamo vivendo (prendano nota i demenziali travagliati dipietrosi che per anni sono corsi dietro al conflitto d’interessi del presunto ladro di polli e hanno ignorato quello dei veri ladri planetari). Il lavoro dell’eccellente Corporate Europe Observatory ha denunciato il GOT e ciò che vi accade. Fondato nel 1978, è una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello. Ecco i principali membri: Jacob A. Frenkel, di Jp Morgan Chase – Gerald Corrigan, Managing Director del Goldman Sachs Group – Jacques de Larosière, Presidente del Gruppo UE sulle risposte alla crisi finanziaria – William C. Dudley, ex Goldman Sachs oggi alla Federal Reserve di NY – Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra – Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro USA, oggi al Bilderberg Group – Jean-Claude Trichet, uno dei padri dell’Euro, ex governatore della BCE – David Walker Senior Advisor, Morgan Stanley International – Zhou Xiaochuan, governatore Banca Centrale Cinese – John Heimann, Istituto per la Stabilità Finanziaria – Shijuro Ogata, Vice Presidente, Commissione Trilaterale – inoltre vi sono passati Tommaso Padoa-Schioppa (ex Min. Finanze) e Timothy Geithner (attuale Min. Finanza USA). Ripeto: Draghi ne è membro oggi.
Cioè, in esso si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della Storia e i pubblici controllori delle medesime banche.

Mario Draghi arriva alla BCE fra il 31 ottobre e il primo novembre. Il colpo di Stato finanziario contro l’Italia si svolge nella settimana successiva, il governo eletto ne è spazzato via. Mario Draghi poteva fermare la mano degli speculatori golpisti semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori golpisti. Essi sarebbero stati fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri. Draghi poteva agire, eccome.
Risultato: il golpe. Da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento.

Tutto ciò è stato ampiamente discusso da Mario Draghi con i suoi camerati al Group of Thirty, secondo un copione che trapelava da anni sulle pagine della stampa finanziaria anglosassone. Silvio Berlusconi era stato avvistato più volte dell’esistenza di quel copione: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi privati, e rendere più facili i licenziamenti”, cioè esattamente quello che sta accadendo in queste ore nelle riforme che il golpe ci ha imposto, facendosi beffe, come già detto, del Parlamento non più sovrano. La prescrizione in corsivo è del Neoliberista fanatico Alberto Alesina nell’Aprile del 2006. Lo stessa anno in cui Draghi prendeva il comando della Banca d’Italia, dopo aver lasciato la banca d’investimento più criminosa del mondo, Goldman Sachs, in cui resse una posizione di comando nel settore Europa proprio mentre la Goldman aiutava la Grecia a truccare i propri conti pubblici nel 2002. Draghi mentì negando di essere stato in carica a Golman Sachs nei mesi della truffa, ma fu smascherato dalle audizioni del Senato USA, nientemeno.

Tornando al golpe. Le conseguenze sociali, le sofferenze per milioni di italiani per decenni, la scure che si abbatte sul futuro dei nostri piccoli, sui pochi preziosi anni che rimangono agli anziani indigenti, sull’ambiente, e sulla democrazia, saranno tragici. Nell’ordine di migliaia di volte peggiori di qualsiasi danno le mafie regionali abbiano mai potuto infliggere all’Italia, e col concreto pericolo di prostrarla per intere generazioni. Alla luce di tutto ciò, e mentre si fatica a non emigrare di fronte all’idiozia epica di masse di italiani che festeggiano l’arrivo dei golpisti (sic), è doveroso chiedere l’incriminazione e l’arresto per alto tradimento di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano in quanto cittadini italiani. Prego quindi l’eventuale giurista che leggesse queste righe di informarmi sulla procedura per inoltrare una denuncia in tal senso. Se, come temo, essa non esiste, nulla cambia della sostanza morale di quanto scritto.

Paolo Barnard

p.s. Prego i diversi colleghi che usano in Tv, ai dibattiti o in radio i fatti che scopro e denuncio, di almeno citarmi come fonte. Grazie.

sabato 10 settembre 2011

22 e 23 ottobre 2011, Chianciano Terme - Rivoluzione Democratica: "Fuori dall'euro e cancellazione del debito..."



«Mai come in questo momento le persone serie si riconoscono non solo da quello che fanno, ma dal fine che perseguono»

Un mese è passato da quando abbiamo annunciato l’ASSEMBLEA del 22 e 23 ottobre 2011 e diffuso il testo di convocazione (vai su «sollevazione.blogpsot.com»). L'ampio interesse sin qui registrato ci fa ben sperare sul successo di questa iniziativa. La qual cosa si spiega anzitutto perché essa è in sintonia con l’evoluzione della situazione.

Come noi avevamo previsto non sarebbe bastata la “manovra” di luglio a fermare l’attacco della grande finanza predatoria contro l’euro e il debito pubblico italiano, considerato il boccone più ghiotto. Dopo quella di luglio è venuta la “Manovra” draconiana Bis di metà agosto, imposta d’imperio, dopo patetici e reiterati aggiustamenti, alle masse popolari e alla camere da un governo-zombi.

Neanche questo basterà a saziare i “mercati”. Non passerà molto tempo che, tappata la falla, se ne aprirà un’altra. L’effetto narcotico degli acquisti da parte della Bce e quello delle Manovre tremontiane finirà, e l’Italia potrebbe ritrovarsi prima o poi sull’orlo della catastrofe. Di qui lo spettro di un «governo dei tecnici», sostenuto da «larghe intese» a cui verranno attribuiti poteri emergenziali e diretta espressione del grande capitale finanziario.

Le forze politiche, da destra a sinistra, tutte succubi della finanza speculativa globale, divergono sulle dosi, ma tutte convergono sulla medesima terapia: una cura da cavallo per reperire le risorse sufficienti allo scopo di salvare l’euro, l’Unione europea, le banche e i vampiri della speculazione.

Cancellare il debito e uscire dall’eurozona sono da queste forze considerate proposte irrealizzabili ed eversive. Noi pensiamo il contrario. Pensiamo che la tendenza oggettiva dominante è quella che porta alla fine dell’euro e con esso dell’Unione europea. Utopista e stolto è chi si ostina a non guardare in faccia la realtà e, in nome di un malinteso europeismo, frusta il cavallo morto dell’euro, e suggerisce cure drastiche che se poco incideranno sui portafogli dei ricchi, porteranno alla fame la povera gente, non solo i lavoratori dipendenti, ma chi fino a ieri veniva considerato “ceto medio”. Siamo contro al massacro sociale non solo perché è classista e ingiusto, anche perché, mentre fallirà l’obbiettivo, avrà strangolato l’economia italiana e aperto la strada alla catastrofe sociale.

Non tutti sono d’accordo con noi, nemmeno alcuni di quelli che parteciperanno all’ASSEMBLEA del 22 e 23 ottobre. L’ASSEMBLEA non è un raduno di adepti, vuole essere un’occasione di confronto libero ma serrato sul da farsi, non solo sul qui e ora, ma pure sul dopo. Poiché mai come in questo momento le persone serie si riconoscono non solo da quello che fanno, ma dal fine che perseguono, da come vogliono evitare il baratro, da come immaginano il dopo. L’ASSEMBLEA avrà dunque due momenti, strettamente intrecciati, l’analisi rigorosa della crisi sociale e la proposta politica che le forze antagoniste debbono avanzare se vogliono giocare un ruolo attivo e non essere travolte dallo sfascio e dalla minaccia di una svolta reazionaria.

Numerosi gli interventi previsti, tra i quali:

Stefano D'Andrea, docente di Diritto Privato, Università della Tuscia, curatore di Appello al Popolo
Sergio Cesaratto, docente di Politica economica, Università di Siena, collabora con il manifesto, l l'Unità e Politica&Economia.it
Marino Badiale, Università di Torino, segretario di Alternativa
Danilo Zolo, giurista e filosofo del diritto
Piero Bernocchi, Cobas scuola
Lucio Manisco, Giornalista
Marco Ferrando, portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori
Marco Rizzo, segretario nazionale di Comunisti-Sinistra Popolare
Leonardo Mazzei, del Comitato esecutivo del Campo Antimperialista
Paolo Babini, direzione nazionale del Partito dei Carc
Moreno Pasquinelli, portavoce di Rivoluzione democratica, redattore di Sollevazione

Ordine dei lavori

L’assemblea si terrà presso la Sala convegni dell’Hotel Sole, via delle Rose 40, a Chianciano Terme.
I lavori inizieranno sabato 22 ottobre 2011 alle ore 10:00 in punto.
Dopo la pausa pranzo (ore 13:00-14:50) ricominceremo alle ore 15:00, per concludere alle ore 19:30.
I lavori saranno ripresi la mattina di domenica 23 alle ore 09:00, per concludere alle ore 13:30.
Sabato sera alle ore 21:30 è prevista la riunione dei compagni di Rivoluzione democratica.

Prenotazioni
Per ogni richiesta di informazioni sui costi, etc.: riv.dem@gmail.com
Si raccomanda la prenotazione, inviando una mail: riv.dem@gmail.com.
E’ ovviamente possibile partecipare all’ASSEMBLEA NAZIONALE sia per chi voglia arrangiarsi per fatti suoi, che per i pendolari.