Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 30 ottobre 2019

Salviamo il paesaggio - Formazione dei Gruppi di Lavoro


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Sono in corso di formazione i vari Gruppi di Lavoro che avranno il compito di trasformare in azioni quotidiane la nostra linea strategica: chiediamo a ognuno di scegliere il Gruppo o i Gruppi di suo interesse e a indicarci la sua intenzione di farne parte.

Gruppo di Coordinamento nazionale. E' l'organo del Forum che ha il compito di discutere, analizzare e decidere/condividere - a "distanza", cioè attraverso un ggroup dedicato - le azioni ufficiali a nome di tutto il Forum, ad esempio: comunicati stampa, prese di posizioni, scelta dei nostri Rappresentanti in occasione di audizioni parlamentari o convegni nazionali ecc.). Il Coordinamento nazionale è scaduto con l'assemblea del 12 ottobre e ora stiamo chiedendo ai precedenti componenti la disponibilità a continuare a farne parte assieme a quanti vorranno aggiungersi. Sarebbe importante che nel Coordinamento nazionale fossero rappresentati tutti i territori, in modo da poter condividere per ogni tema che tratteremo le esperienze locali specifiche.

Gruppo Tecnico-scientifico multidisciplinare. Già in carica dall'ottobre 2016, è formato dai 75 estensori della nostra Proposta di Legge e proseguirà il suo lavoro di analisi a sostegno della nostra norma nazionale.

Gruppo organizzativo per convegno scientifico e politico da organizzare a breve a Roma (con le forze politiche) e successivamente in tutta Italia. Oltre ad alcuni tra i componenti del Gruppo Tecnico-scientifico multidisciplinare, è necessario l'inserimento di quanti ritengano di poter offrire un contributo di studio ma anche di relazione con il mondo della politica. Come coordinatori sono stati indicati Salvatore Lo Balbo e Alessandro Mortarino.

Gruppo Suolo Europa-GSE. Invitiamo tutti i comitati e le associazioni territoriali locali a nominare al loro interno un responsabile per la dimensione europea, col ruolo specifico di congiunzione al Gruppo Suolo Europa. Se possibile tale persona dovrebbe conoscere almeno una lingua straniera e le tecniche di comunicazione moderne usate dai social networks.
Il nominativo dovrà essere inviato a suolo.europa@gmail.com

Gruppo Verde urbano e verde pubblico. Il Forum si è impegnato a sviluppare una serie di azioni, tra cui l'elaborazione di una proposta di legge nazionale per la corretta gestione degli alberi nelle città (13 organizzazioni sono già al lavoro), favorire la piena applicazione della Legge n° 10 del 14 gennaio 2013 “ Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani“, fortemente disattesa dai nostri Comuni, stimolare iniziative comunali per la messa a dimora di piante, progetti di orti, giardini ecc.. Chiunque si occupi, anche a livello locale, di questi temi è caldamente invitato a contribuire al perfezionamento di tali progetti.

Gruppo attività didattiche e strumenti di comunicazione giovanile. Il Forum ritiene indispensabile creare una nostra rete di giovani su tutto il territorio nazionale e invitiamo (i giovani e le realtà nazionali e locali aderenti) a dare la propria disponibilità a creare questa rete. Che avrà il compito di progettare strumenti di comunicazione e proposte artistiche (come video virali, musica, immagini, fumetti ecc.) con l'obiettivo di attirare l’attenzione dei cittadini e amministratori pubblici "distratti" sul tema suolo/paesaggio.

Gruppo Redazione sito web, newsletter e social network. Già formato da anni, ma si invitano i "comunicatori" locali a contribuire a potenziare ulteriormente l'efficacia della nostra comunicazione, in particolare per quanto concerne Facebook, Instagram ecc.

Attendiamo le Vostre indispensabili "candidature", il lavoro di ciascun Gruppo è immaginato in rete virtuale (attraverso googlegroups) per evitare spostamenti e impegni gravosi di tempo e energie...

Per ogni ulteriore delucidazione necessaria: redazione@salviamoilpaesaggio.it


lunedì 28 ottobre 2019

Praga. Cube. Laterna Magika di Pavel Knolle - Recensione

Národní Divadlo  -  LATERNA MAGIKA

CUBE
LaternaLAB

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Regia: Pavel Knolle
Coreografia e sceneggiatura:  Štĕpán Pechar  -  David Stránský
Musica: Jan Šikl

Laterna Magika - Teatro Nazionale     
Praga, 19 0ttobre 2019 - h20
  
La vita è un CUBO
        Forma reale e simbolo, il cubo: figura geometrica e funzionale astrazione, ma anche luogo reale - edificio, abitazione, stanza, spazio scenico - che contiene le nostre vite; forma irreale-onirica, nell’arte, e paradigma “dell’infinita possibilità tridimensionale di mutamenti e di variazioni" (Pavel Knolle).
         Laterna Magika, palcoscenico sperimentale del Teatro Nazionale di Praga - nello spettacolare edificio brutalista di Karl Prager - è il contenitore perfetto di questo odierno “Cube”: omaggio, nelle procedure tecnologiche e nel motivo ispiratore, a quell’esperienza unica che Laterna Magika  fu negli anni Sessanta, primo teatro multimediale al mondo e successo cecoslovacco all'Expo di Bruxelles del ‘58; avanguardistica sintesi di teatro, danza, musica, proiezione, lavoro con lo spazio, sfida all’orientamento politico-estetico del tempo, che da allora fino ad oggi ha messo in campo i migliori talenti mondiali tra registi, drammaturghi, coreografi.
       La potente creazione del trio Knolle-Pechar-Stránský - l'attualissimo "Cube" - lega danza contemporanea e arte multimediale, principi originali di Laterna Magika arricchiti dalle più moderne tecnologie; li dispone in sequenze compiute pur se prive di trama narrativa; le fonde col gioco degli elementi visivi; risponde a un tessuto musicale che a suoni industriali e minimalisti alterna aree musicali intimistiche e fragili, e monumentali assolo di archi.
         È il palcoscenico stesso la forma dominante, un mondo che i giochi visivi sgretolano in micro-mondi sul cui prevalente bianco e nero, così come nel caleidoscopico frantumarsi dello spazio, la fisicità degli otto ballerini accompagna o si oppone, più spesso si fonde con l’astrazione geometrica delle visioni nelle quali ogni spettatore cercherà, forse trovandole - come osservano gli autori - le proprie personali e originali connessioni.
        E il linguaggio della danza, nella mutevolezza di un luogo scenico in continuo movimento e frammentazione, si fa metafora delle forme dentro le quali agisce il nostro quotidiano: siano esse spazio fisico o interiore, è nel loro perimetro che si consuma il nostro reale, così come il sogno o l'incubo, nell'ambiguo labile confine fra realtà e illusione. 
        È così in STÍN - The Net - dove “la struttura delle nostre vite, la struttura dei nostri sogni”  si concentra in un movimento unico e ossessivo che coinvolge il palco intero e sembra che tutto il mondo si muova in tutt'uno coi danzatori; è così nel solipsistico "StÍn" - Shadow - dove il solista danza con la propria ombra - “poter vedersi dall'esterno e vedere l'ombra della propria anima”...  - e questa si duplica e si moltiplica, alter ego che insegue, si nasconde, schiaccia; ed è in "Labyrint" che la ricerca di sé - “tra solitudine e vicinanza” - naufraga nell’indistinto magma della realtà virtuale, nell’illimitato edonismo e nella perdita d'identità, nella solitudine di relazioni interpersonali ridotte a soli emoticon. 
       È così, infine, nel misterioso esoterico "Nirvana" dove la tensione lirica verso un altrove, verso “una galassia non restituibile e altra” riconduce lo spettatore a quell'incerto limite fra realtà e sogno lungo il quale indistintamente percepiamo - nella vita come nell’illusione teatrale - che, al di là di ogni nostra prosopopea,  “siamo formati degli elementi de’ quali si compongono i sogni ”.

Sara Di Giuseppe  - digiuseppe.sara@gmail.com


giovedì 24 ottobre 2019

...a proposito di semi antichi e di agri-bio-diversità bioregionale


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Sì, mi è tornata voglia di scrivere, ho aperto la grande finestra esposta verso sud qui al quinto piano di un palazzo nel centro di Pescara, dove vivo tra cultura digitale e pensiero informale e quindi una nuova aria e una nuova luce con cui esporre le mie storie, fra qualche giorno ti parlerò di questa bella ed entusiasmante scoperta di una meridiana orizzontale (neolitica? non so, da studiare!) su un colle di Pescara solo che non so come e a chi comunicare questa notizia che ho diffuso tra amici e conoscenti su fb anche se solo alcuni hanno mostrato un minimo interesse, per ora, il resto tace!

Dicevo che voglio tornare a scrivere, per parlare di temi bioregionali, non solo sulla Rete delle Reti ma anche sul Giornaletto di Saul, intanto ti mando questo anticipo: SALVIAMO I SEMI il recupero sapiente della agri-bio-diversità delle nostre campagne da trasmettere come forma di educazione scolastica e ambientale tale da creare un piccolo banco del seme nella scuola stessa, importante come la biblioteca.

Recuperare semi antichi seminarli riprodurli e condividerli è un grande gesto educativo che possiamo paragonare come importanza all'apprendere le tecniche basilari insegnare a scuola: scrivere leggere e fare i conti

Ferdinando Renzetti

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mercoledì 23 ottobre 2019

"L'illuminazione sorge dall'interno"... di Beatrice Udai Nath



Se qualcuno è toccato dalla Grazia, l'evento è deciso dall'interno, non è causato da nessuna forma esteriore. All'esterno avvengono fatti, eventualità che la materia resiste o agevola, secondo le informazioni che già ha accumulato, ridisegnando il suo bisogno o la sua soddisfazione, la sua perpetuazione. Tutto scivola sulla via che produce minore resistenza. Qualcosa che all'interno del fluido liquido invece si è agitato di moto proprio, di voce interna, di compassione, che è commosso e che si sente chiamato, non ha nome e non ha altra dinamica che il suo sollevarsi istantaneo. 

Cosa lo ha chiamato? Cosa lo ha trattenuto? Sono le forme, l'abbaglio di un concetto, un concerto, un fenomeno ben riuscito, conosciuto, digerito, addentato per l'ultima e l'ennesima volta? L'altro, l'altrove o il medesimo? Non è questo e non è quello. E se qualcosa ci separa non è il concerto di una cultura o dell'altra, se ci unisce non è l'esperienza epidermica del piacere momentaneo. Qual è l'esperienza? Che nessuno è estraneo all'altro, nessuno è estraneo all'umano, al vivente che abita ogni cosa, che sale quando sale, che si accascia che ricade, che resta vivo quando ogni luce muore, quando il mondo si spegne, serpeggia, si ferma, si racchiude e si apre al silenzio suo e del mondo tonante di beatitudine. Che in ogni cosa anela la liberazione. 

Non è bello, ben formato, acculturato. Consola con la propria consolazione, la caducità del mondo, la sua innata sofferenza, incarnata per l'ennesima volta, che risale senza appigli al cielo, non visto, sempre conosciuto. Come un albero sotto cui si resta all'ombra, non deve che restare dove si trova, appena agitato dal  vento, riparare e accogliere chi lo cerca. Non deve offrire che il suo riparo. Quello che cerca il suo riparo, lì lo trova. Potente di tutte le parole appese a farsi voce del vento, solitario aperto sotto il sole, senza che abbia lui alcun riparo.


Beatrice Polidori  Udai Nath



lunedì 21 ottobre 2019

Spiritualità Naturale – Intelligenza e coscienza sono presenti in ogni forma vivente…



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Il concetto di  spiritualità è una attribuzione di carattere umano?  Alcune religioni  dicono che solo l’uomo sia in grado di sperimentare coscienza di sé ed intelligenza discriminativa e razionale. Questa capacità possiamo anche definirla “spirito”…



Allo stesso tempo siccome non esiste cosa su questa terra e nell’Universo, che possa dirsi separata -in quanto il tutto si manifesta nella totalità del “tutto”- e la vita stessa è inscindibile nelle sue varie espressioni, manifestando radici comuni in tutte le sue forme, di qualsiasi genere e natura, si può intuire che la caratteristica della “coscienza-intelligenza” sia presente in ogni elemento vivo, che dimostra nascita, crescita e morte, sia pur in diversi gradienti.

Facciamo l’esempio della crescita in “intelligenza e coscienza” come avviene nell’uomo. Cominciando dalla sua formazione in quanto unione di spermatozoo ed ovulo, passando per la sua fase embrionale, alla formazione completa degli organi, alla fuoriuscita dal grembo, all’inizio della sua capacità di apprendimento e discernimento… attraverso vari momenti evolutivi che -pur apparentemente differenti in qualità- rappresentano comunque una crescita del medesimo soggetto.

Se ciò avviene nell’uomo perché non ipotizzare che possa avvenire in ogni altra forma vivente, pur in una scala differenziata e di diversa qualità? Se accettiamo questa premessa come un presupposto di condivisione della stessa qualità di “coscienza ed intelligenza”, ecco che improvvisamente possiamo riconoscere in tutto ciò che è vivo la qualità “spirituale”…

Ma ben inteso non in senso religioso… quella è un’assunzione che non ci compete a noi laici ed ecologisti. No, riconosciamo lo “spirito” in quanto capacità della vita di esprimere se stessa in forme energetiche dotate di coscienza.. e qui possiamo fermarci…

Poi, dal punto di vista poetico ed emozionale, perché non descrivere la vita di un albero come espressione spirituale della natura? Cosa c’è di male…

Innegabilmente anche  un albero è vivo e si esprime attraverso le sue funzioni biologiche e manifesta desideri e repulsioni, come noi umani.

Paolo D’Arpini - Coordinatore Rete Bioregionale Italiana


bioregionalismo.treia@gmail.com
  


sabato 19 ottobre 2019

Riconoscersi in ciò che si è

Il Risveglio  non può essere indotto negli altri con le parole, quel Risveglio  in cui il “se stesso” si  riconosce in Se stesso, l’essere come veramente è, completo, puro, reale, perfetto, senza paure e senza desideri.
 
Ma il “tendere verso” non può essere “aiutato”  reprimendo paure e desideri. La scomparsa di paure e desideri deve avvenire spontaneamente, quando scoprendo e amando il nostro vero Sé, non abbiamo più paura di nulla e non abbiamo più desideri.

Così  senza sostenere prove o sentirci stressati possiamo seguire le due vie:  quella dell’amore verso l’esterno e quella della conoscenza verso l’interno. Che poi sono una sola. 

Accompagnandoci lungo il percorso con “gli altri”, tutti gli altri, che  fanno parte di noi.  Capendo noi stessi e conoscendoci conosciamo e capiamo gli altri, e conoscendo gli altri capiamo noi stessi, nei momenti bui e in quelli luminosi, e possiamo rifletterci e far “riflettere” gli altri in noi.

Possiamo tranquillamente  ignorare il nostro ego, che ci porta sempre e comunque a contrapporci, a differenziarci, a metterci in opposizione con ciò che noi, ciecamente, vediamo diverso, ma che fa parte dello stesso Uno. A volte  l’ego viene smascherato  ed allora esce dal cuore una sonora risata: ti ho scoperto! Anche se lui spesso è ancora lì a prendersi, immotivatamente e dannosamente, di nuovo, il suo spazio. Ad ognuno compete la sua parte nel gioco della Coscienza.

E quando arriviamo a conoscerci e accettarci completamente, le nostre azioni sono consone alle circostanze ma non hanno finalità particolari, non abbiamo bisogno di combattere contro qualcuno, possiamo amare indefinitamente e senza condizioni noi stessi come il resto del mondo.
 
Manifestando le nostre vere  qualità, senza timore delle conseguenze e senza aspettative di risultati.  La vita è un gioco in cui  recitare la propria parte è essenziale.

L’evoluzione procederebbe così e può procedere così non tanto o non solo per tentativi ed errori, ma tramite quella consapevolezza intuitiva, che tira l’intero corpo cellulare e mentale in avanti…….. 
 
La complementarietà porta all’equilibrio, alla visione chiara dei due aspetti, allo spirito e alla materia, al buio e alla luce, al moto e all’inerzia, nella comprensione che siamo tutti uniti e, come dice il saggio:  “dolore e piacere sono le creste e gli avvallamenti nell’oceano della beatitudine. In profondità c’è la pienezza assoluta”  (Nisargadatta Maharaj)
 
Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini
 

lunedì 14 ottobre 2019

Come risolvere la crisi ambientale? Fatti non parole....


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Davvero avete bisogno
di sapere se il clima è impazzito
se quella ragazzina è manovrata
se è vero che i ghiacciai si sciolgono
se l’Amazzonia brucia
se la plastica soffoca gli oceani
se il pianeta collasserà nel 2050
se le emissioni di Co2 sono sopra il livello di guardia?
A me basta
osservare la fila di auto al mattino sulla statale
per finire almeno otto ore al giorno in contesti tossici
costretti in ansie e doveri
vedervi fare quello che anestetizza l’anima
e non quello che vi libera
per tornare la sera cinici ingrigiti
A me basta vedere i vicini di casa
che sono più irritati dalle foglie della quercia in autunno
che dal rumore e dalla polvere dei camion
A me basta
sapere che vi sembra normale
lasciarvi imbruttire da un’altra banalità
incazzarvi per un commentino sui social
ma ignorare il continuo sperpero della vostra vita
e non cantare mai
A me basta
vedere quel ragazzino che si chiude in casa per sempre
perché non ne vuole sapere di questa infelicità
di questa burocratizzazione dell’umano
di questi adulti così marci che non comprendono
che la vera emergenza
è non saper riconoscere la meraviglia di un fiore
A me basta
vedere un esercito di depressi che bramano psicofarmaci e ansiolitici
riempiendo le tasche velenose di chi gli sta rubando la vita
e sentire dentro di me che questa depressione
è una ovvia risposta del corpo a tutto quello che non va e a cui non dico di no
A me basta
essere allergico al polline e far fatica a respirare
per l’aria tumorale di questa pianura
che cresce come il vostro Pil
A me basta
vedere i tuoi parenti che muoiono di cancro
per Augusta, per l’Ilva, per l’acqua contaminata, per il cibo guastato dal profitto
e sentire gli schiavi degli schiavi che dicono
“meglio morire di lavoro che di fame”
A me basta vedere
quanti soldi buttate per la ricerca contro le malattie
quando è questo costringersi alla falsità
che ci fa esplodere il pancreas
distrugge la cistifellea e annerisce il colon
e che le cellule diventano tumorali
perché la bellezza è oscurata e la gioia non trova spazio
Avete ancora bisogno di ascoltare i dibattiti e ragionare sui dati
per sapere che la casa è in fiamme
che l’inquinamento fuori è identico a quello dentro l’umano
che tu per primo stai bruciando
e che basta
la tua attenzione gentile
che ti fermi adesso, che respiri, che ti vedi
che basta
il tuo cuore aperto e vulnerabile
per curare tutto il mondo?
A me basta.


Giordano Ruini

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Commento di Maurizio Di Gregorio: "Jane Fonda si è fatta arrestare a Washington in una manifestazione. Jane Fonda ha lottato una vita contro le guerre e gli armamenti, per la pace. A 81 anni manifestava contro il cambiamento climatico, per l'ecologia. Jane Fonda ci ricorda che l'impegno civile, politico e morale è fatto di azioni, non solo e non tanto di parole..."


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Treia. Maurizio Di Gregorio al centro