Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

sabato 22 giugno 2019

Il Potere dell'8 - 10 minuti di tempo ben spesi...


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Lynne McTaggart è una scrittrice americana, autrice di diversi libri tra cui Il Potere dell'8, edito nel 2017. Secondo il suo profilo dell'autore, lei è un portavoce "sulla coscienza, sulla nuova fisica e sulle pratiche della medicina convenzionale e alternativa".

Il numero 8, nato casualmente, definisce il numero dei partecipanti (in realtà può variare da 5 a 12) di piccoli gruppi che, inizialmente nei suoi seminari e poi a casa loro, si riuniscono per inviare intenzioni benefiche a un obiettivo determinato all'interno o all'esterno del gruppo, per un tempo di 10 minuti. 
L'aspetto che Lynne nel corso degli anni ha trovato sorprendente è che, nella sua esperienza, tutti i partecipanti del gruppo vivono esperienze di trasformazione positiva nel corso del tempo, registrando cambiamenti in diversi settori della loro vita, dalla salute all'economia. 
Al di là dei diversi tentativi di spiegazione scientifica che Lynne affronta nel libro, quello che a mio parere risulta più interessante è la possibilità di prendere in mano la propria vita identificando obiettivi primari e mettendo così in moto energie creative personali e collettive (Tiziana)

Essendo venuta a conoscenza di queste pratiche, l'amica Tiziana ha proposto, prima a Maria e poi ad un gruppo di persone entrate in contatto con le due, di provare a praticare questi gruppi ed un nutrito manipolo di persone, prima forse solo curiose, poi sempre più convinte, si è lanciata nell'avventura e sono già diversi mesi che due volte a settimana, in genere, ci ritroviamo fisicamente o anche solo col pensiero, ognuno da casa sua, per inviare un intento, di volta in volta richiesto da uno dei partecipanti o per sè stesso o per qualcuno di conosciuto.
Quando ci troviamo fisicamente per l'intento, facciamo seguire una condivisione in cui ognuno manifesta le sensazioni provate e per i primi tempi, a seguire dell'intento "virtuale", chi voleva mandava le proprie impressioni e a volte anche visualizzaioni alla sottoscritta che reinviava il tutto al gruppo.
Che dire di questa pratica? Senz'altro sta contribuendo a diffondere tra noi la coscienza che possiamo impegnarci per un bene comune, anche se magari è solo l'inizio, e questo ci fa sentire più uniti, più solidali, più partecipi di quello che succede attorno a noi, in una parola ci fa sentire "meglio".

Ed ecco parte del resoconto di uno dei primi "intenti" che inviavamo:

Eccomi a voi, miei cari compagni di viaggio. Intanto ringrazio tutti per esserci, ognuno secondo le proprie possibilità. 
Ero molto in attesa di questa serata, come per un appuntamento d'amore. 
Mi ero preparata già almeno mezz'ora prima leggendo e rileggendo le istruzioni.
Alle 9 precise, dopo essermi raccolta in mè stessa ho fatto partire la musica. Ho sentito di far parte di un gruppo, un gruppo di persone che amo già, anche quelle appena conosciute.
Prima dell'inizio della musica ho avuto l'immagine di un angelo che veniva a partecipare.
Dopo l'inizio della musica mi sono sentita bene, serena, gioiosa. Le mani erano calde. Un leggero fremito percorreva il mio corpo che sentivo tutto perfettamente. Il dolore al collo c'era, ma non era forte e dopo un po' ho sentito che dovevo toccarmi la parte dolente e infatti il muscolo si è ammorbidito.
Mi sono sentita avvolta dal vostro intento e amore e questo mi ha dato forza.
Caterina
...................
Aggiungo queste mie impressioni provate nel giorno succesivo: intanto mi sono svegliata e per tutta la giornata ho avuto poco o niente male al collo e niente mal di testa. Un po' di fiacca, quella si. Poi mi sentivo particolarmente amorevole e tollerante nei confronti di quelli (colleghi e utenti) che incontravo strada facendo e ho avuto vari scambi di parole sia di persona che al telefono e scritti, rendendomi conto solo dopo del mio atteggiamento benevolo. Parlando dell'atmosfera che a volte si respira in ufficio, che non è delle migliori, ho detto alle due colleghe in stanza con me che bisognerebbe sempre avere un atteggiamento tollerante anche con le persone che a volte ci risultano antipatiche perchè non possiamo mai sapere cosa stanno vivendo. Nel pomeriggio sono andata dalla mia sartina per un lavoretto. E' una signora del '52, che ormai conosco da tempo, vedova da poco, con qualche problema di salute. Oggi per la prima volta mi ha detto: "Sediamoci un po' in cucina, che facciamo due chiacchiere". Abbiamo parlato per circa un quarto d'ora, mi ha voluto regalare delle uova di campagna, che ho molto apprezzato, poi ci siamo salutate e per la prima volta ci siamo baciate. Le ho promesso che la chiamerò per sapere della sua salute (deve essere operata, ma rimandano per dei problemi di coagulazione del sangue). Mi piace l'idea di poter pensare ad altri e che altri pensino a me. Anche io, poi, penso a me con una cura che non ho mai avuto. Tutto circola.
Caterina


Alcune considerazioni di Maria:

Fin da subito ho intuito essere una pratica potente che porta unione a tutti gli esseri umani.

Con l’inizio di un piccolo gruppo, in breve tempo, ora altri ne fanno parte.

Inviando intenti di benessere, salute e prosperità a una persona, anche chi invia, ne trae beneficio, maggior tranquillità e serenità,

ritrovandosi a fare cose piacevoli e impensabili prima, l’elenco è lungo.

Per due volte, dopo aver formulato l’intento per me, prima ancora di proporlo, con piacevole sorpresa, ci sono stati i cambiamenti da me desiderati.

Oltre a gli intenti a distanza, incontrarsi fisicamente è sempre un momento di gioia per conoscersi meglio, scoprire che siamo tutti diversi, ma con tanti punti in comune.

Questo amorevole impegno, lascia comunque liberi di entrare o uscire dal gruppo in qualsiasi momento, nel rispetto delle scelte di ognuno.

Stiamo facendo esperienza, e dopo tre mesi di pratica, l’osservazione più significativa, è notare il desiderio sincero di contribuire a un cambiamento per creare un mondo migliore, come ha scritto anche Caterina.
Tutto questo, lo chiamo Amore.


Considerazioni di Tiziana: 

Quando ho letto il libro sul potere dell'8 sono rimasta colpita e incuriosita dalla presenza di una possibilità semplice, alla portata di tutti, per migliorare tante situazioni. Ce n'è così bisogno, perché non provare? La combinazione del seminario di Lynne in Italia ha consentito un primo approfondimento, e la capacità di accoglienza e l'entusiasmo di Maria e Tiziano hanno fatto il resto, consentendo di creare un gruppo di persone interessate, curiose, motivate. Personalmente ogni volta che ci troviamo insieme per un intento, sia che possiamo vederci sia che l'incontro sia virtuale e ciascuno partecipi da casa propria all'orario stabilito, mi sorprende sempre la meravigliosa sensazione di unione tra persone dedite a favorire il bene di un altro. E' una percezione tangibile, netta e potente del legame di energia che ci unisce, che fa sorgere la considerazione su come sarebbe il mondo se tutti ci dedicassimo alla cura reciproca e a creare benessere anche solo per una frazione di tempo nelle nostre giornate. Ci chiama in causa in prima persona, come ha detto un partecipante del gruppo ci costa solo 10 minuti di tempo e ci regala questo senso di unione e di responsabilità. Sono curiosa di vedere fra qualche mese che cosa questa esperienza ci avrà portato ancora. Qualche beneficio già si vede.

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Resoconto a cura di Caterina Regazzi

domenica 9 giugno 2019

Una mattina di giugno nella bassa bolognese a Medicina e Fiorentina



L'8 giugno 2019, sono andata nella bassa bolognese, precisamente all'ospedale di Medicina e poi alla chiesa e al cimitero di Fiorentina a dare l'ultimo saluto a mia zia Ebe, praticamente l'umica “vera” zia che abbia mai avuto. Mio padre aveva infatti un fratello, Giorgio, che se ne è andato qualche anno fa, e lei, Ebe, sorella. Mia madre era figlia unica. 

I tre fratelli erano molto legati e si volevano molto bene. Le uniche liti cui io abbia mai assistito tra loro erano per ragioni politiche. Mio zio era un socialista sfegatato e mio padre se ne era andato dal paesello, Fiorentina appunto, per andare a servire, a Roma, il Partito Comunista. Quando da Roma andavamo a trovare i nostri parenti bolognesi, ogni qualche anno, non di più, a volte si scatenavano fra loro due , liti furibonde. Ma mia zia Ebe no, lei era fuori da queste diatribe, serviva fedelmente la famiglia e amava tutti ugualmente con una gran tenerezza. Non l'ho mai vista arrabbiata e meno che sorridente. E sempre felice di incontrare i suoi cari.

E' stata anche oggi l'occasione per rivedere i miei parenti da parte paterna e di rivedere la terra che vide mio padre bambino e giovane uomo e che visitavamo ogni volta che da Roma venivamo in Emilia, per andare a far visita ai miei nonni che non ci sono più da tempo. La pianura è forse meno “bella” della collina, ma, come diceva la professoressa di italiano che ebbi all'ultimo anno di superiori, “ha il suo fascino” e stupisce per l'intensità della sua produttività. Campi coltivati a perdita d'occhio e oggi, tempo di raccolti, traffico di trattori che vanno a coltivare quei campi e trasportano cereali e foraggi. Forse proprio uno dei mali di questo territorio. Chissà come doveva essere bella, anche se un po' acquitrinosa, la Pianura padana, quando era una foresta.

Ciao, zia, spero che vi siate ritrovati lassù da qualche parte, con i miei genitori e con gli altri zii, anche se ora non avete più bisogno per stare assieme, di fare torte di riso, budini, bucatini all'amatriciana e tutte le vostre specialità culinarie. Che il vostro spirito amoroso vegli su di noi che vi teniamo nel cuore.

Caterina Regazzi

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sabato 8 giugno 2019

Rete Bioregionale Italiana - Carta degli intenti, informazioni generali, contatti, proposte e adesioni


"Rete Bioregionale Italiana"
Manifesto fondativo e Carta degli Intenti 

La Rete Bioregionale Italiana, nata nella primavera del 1996 ad Acquapendente (nel parco di Monte Rufeno), si pone come "terreno comune" per gruppi e singole persone per condividere idee, informazioni, emozioni, esperienze e progetti al fine di sviluppare forme e pratiche -culturali, sociali, spirituali politiche ed economiche- appropriate di vita in armonia con il proprio luogo, la propria Bioregione, con le altre Bioregioni ed il pianeta terra.

La Rete è ispirata dall'idea di Bioregione, aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che la abitano. Una Bioregione è un insieme di relazioni in cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte delle comunità naturali che ne definiscono la vita. La Bioregione è un luogo geografico riconoscibile per le sue caratteristiche di suolo, di specie vegetali ed animali,di clima,oltre che per la cultura umana che da tempo immemorabile si è sviluppata in armonia con tutto questo.

Per Bioregionalismo si intende la volontà di ri-diventare nativi del proprio luogo, della propria Bioregione considerandola non più come un’entità da sfruttare, ma piuttosto come un insieme di esseri ed elementi viventi, piante, animali, monti, terra, acqua, di cui l’uomo ne è una parte. Possiamo fare tutte le scoperte possibili, usare la tecnica, la scienza, possiamo andare sulla luna e comunicare via satellite, ma alla base della nostra sopravvivenza fisica,psichica e spirituale vi sono questi alberi, queste erbe, questi animali, queste acque, questo suolo del luogo dove viviamo. L'evoluzione sociale e tecnologica è ecologicamente compatibile solo su "piccola scala", localmente, e se ancorata ad una visione olistica del sapere.

L'idea bioregionale consiste essenzialmente nel riprendere il proprio ruolo all'interno della più ampia comunità di viventi e nell'agire come parte e non a-parte di essa, correggendo i comportamenti indotti dall'affermarsi di un sistema economico e politico globale, che si è posto al di fuori delle leggi della natura e sta devastando, ad un tempo, la natura stessa e l'essere umano. Il bioregionalismo si rifà ai principi ecocentrici, riconoscendo che l'equilibrio ecologico esige una profonda trasformazione nella percezione che abbiamo come esseri umani riguardo al nostro ruolo nell'ecosistema planetario...

Questa consapevolezza non è qualcosa di completamente nuovo, ma affonda le sue radici negli antichi saperi popolari e nelle grandi tradizioni spirituali occidentali ed orientali.


Blog della Rete Bioregionale Italiana: 
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2006/02/06/manifesto_della_rete_bioregion.html 

http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/




ATTIVITA' DELLA RETE BIOREGIONALE ITALIANA

Pubblicazioni cartacee
 - Tra i libri  più recenti  segnaliamo: "Riciclaggio della Memoria -  Appunti, tracce e storie di Ecologia Profonda, Bioregionalismo e Spiritualità Laica" (http://www.tracce.org/D'Arpini.htm)  e "Treia: storie di vita bioregionale" (http://www.tracce.org/DArpiniTreia.htm) -  
C'è poi il compendio  annuale "Quaderni di Vita Bioregionale" che esce in occasione del Collettivo Bioregionale Ecologista   e contiene una raccolta degli articoli e degli interventi più significativi, redatti dai membri della RBI, durante il corso dell'anno. Tutte le pubblicazioni sono  disponibili su richiesta.

Incontri e  rapporti sociali
-  Sono organizzati incontri e raduni durante l'arco dell'anno,  in particolare segnaliamo  "Collettivo Bioregionale Ecologista" che si tiene in prossimità del  solstizio estivo in diversi luoghi  d'Italia e "La Festa dei Precursori" che si svolge a Treia  verso la  fine aprile di ogni anno. Tutti gli incontri  e varie iniziative in calendario, nonché notizie in tema,  sono segnalate, di volta in volta, nel  notiziario quotidiano  "Il Giornaletto di Saul" che   vuole servire da dialogo fra i membri, inviando resoconti, annunci di eventi ed informazioni sul movimento in generale,  per facilitarne i contatti e proporre iniziative.  (http://saul-arpino.blogspot.it/), chi volesse ricevere il notiziario direttamente può farne richiesta a:  saul.arpino@gmail.com

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana è sufficiente confermare la condivisione della carta degli intenti sopra menzionata. Per ogni informazione o comunicazione scrivere a Paolo D'Arpini: Via Mazzini, 27 - 62010 - Treia (Mc) - Tel. 0733/216293

bioregionalismo.treia@gmail.com



domenica 2 giugno 2019

Firenze. 9 giugno 2019 - Festa della Prima Vera Transizione



Domenica 9 giugno 2019  presso la ex Canonica in via di Montughi n.1. - Firenze

Associazioni e gruppi di abitanti del quartiere Statuto ti invitano alla seconda edizione della Prima Vera Transizione, una festa nata per immergersi, per un giorno intero, grandi e piccini, in un ambiente più sano, un quartiere più accogliente, un sistema di relazioni più umane, per capire insieme il significato della parola Transizione… il tutto in una delle zone più belle e verdi del quartiere! Tra il Parco Stibbert al mattino, gli spazi sociali e il giardino della ex canonica di San Martino a Montughi da mezzogiorno, fino a sera in piazza della Vittoria, ecco cosa troverai:

>>>> Mattina al Parco Stibbert (ingresso via Stibbert 26)
- 10.30 Yoga
- 11,30 Meditazione

>>>> Mezzogiorno al giardino della Comunità di famiglie di MCF (ingresso via di Montughi 1, di fronte allo Stibbert):
- 12.30 Teatro-gioco per bambini e genitori con la fiaba teatrale "La foresta di Cecè"
-  12.30 Introduzione (ABC) Economia Circolare
-  13,30 Pranzo di autofinanziamento per la ristrutturazione degli spazi ad uso sociale della ex Canonica di San Martino a Montughi.

NB: È necessario prenotare inviando un messaggio al numero 344 1789613 tramite sms o whatsapp.

>>>> Pomeriggio presso la Comunità di famiglie di MCF (via di Montughi 1, di fronte al Museo Stibbert):
Ore 15.00 - 19.00 attività e laboratori per adulti e bambini
- Costruzione di strumenti musicali con materiali di riciclo
- Laboratorio di tessitura per bambini con telaio tradizionale vichingo
- Swap Party (porta abiti e accessori da scambiare)
- Restart Party (porta oggetti che non funzionano, ti aiuteremo a ripararli)
- Recyclette: autoproduzione energia a pedali
- Pronto soccorso energia per la riduzione di CO2 e bolletta perfetta (passa a gestore èNostra!)
- Piccolo angolo morbido per i più piccoli, con cuscini, coperte e giochi

Ore 17.30 - 19.00 Transition talk: confronto intergenerazionale sul futuro del pianeta con i ragazzi di Fridays For Future Firenze che interagiranno con Alessio Ciacci e interventi dal pubblico, modera Mario Biggeri
Ore 19.00 passeggiata musicale verso Piazza della Vittoria.

>>>>> Sera in piazza della Vittoria:
Ore 20.00 cena condivisa (ognuno porta qualcosa, allestisci il tuo posto, stoviglie riutilizzabili, no usa&getta!)
A seguire: musica e balli popolari!!!

La festa è promossa da Statuto in Transizione con Amici di San Martino a Montughi - APS, Famiglie in Circolo, L'Orchestrina del ProgressoRestarters FirenzeTreTTempi Folk


 Luana  - lunariccia@gmail.com

E' uscito "Terra Nuova" di giugno 2019



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...grazie Paolo per l'invio in pdf dei Quaderni di Vita Bioregionale sul Collettivo Ecologista, che si tiene a Treia il 22 e 23 giugno 2019, magari per l'anno prossimo potremmo provare a trovare una sinergia con Terra Nuova su questo evento.  Il tuo pezzo sugli alberi da ripiantare nella Pianura Padana lo trovi in edicola, sul numero di Terra Nuova di giugno (nella rubrica "Spunti di vista".  
Un caloroso saluto, Nicholas Bawtree....

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"Sì, Nicholas, e potremmo trovare una sinergia anche su altri eventi,  visto che "il tempo passa e non aspetta"...,  come disse il saggio, perché non sappiamo quando e come avverrà la chiamata finale. Dobbiamo perciò essere accorti e attenti nel vivere  giorno per giorno, nella consapevolezza che domani è solo un’ipotesi. Ed allora che senso ha programmare un qualcosa oltre l’oggi? Perché non lasciare che le cose avvengano senza il nostro intervento? Immaginate una scultura alla quale state lavorando ogni giorno. Se vi fermate gradualmente la bellezza svanirà. Così non possiamo mai smettere di purificarci, di migliorarci e di coltivare la conoscenza che è in noi. Un giorno otteniamo buoni risultati ma appena interrompiamo lo sforzo ecco che subito scivoliamo all’indietro. E il tempo ci sorpassa senza avvisarci! Ciao e buon solstizio estivo!"  
(Paolo D'Arpini)


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Link al sommario di giugno 2019 di Terra Nuova:  https://www.terranuova.it/Il-Mensile/L-ultimo-numero/Terra-Nuova-Giugno-2019 

venerdì 31 maggio 2019

“I cani e gli uomini” di Maurice Barat - Stralcio


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QUANDO E’ LA COMPASSIONE A DISTINGUERE L’UOMO DALLA BESTIA

Maurice Barat, nel suo libro “I cani e gli uomini”, racconta questa storia:
Un commerciante aveva abituato il suo cane ad andare tutte le mattine a prenderli cinque “croissants” da un fornaio in una via vicina, e per vari mesi il cane aveva assolto l’incarico con diligenza. Un giorno il padrone rimase stupito constatando che nel cestino vi erano  solo tre croissants, pensò che fosse una distrazione del fornaio e si limitò a rimproverare il cane. La mattina dopo, visto che nel cestino i pezzi erano ancora tre andò a lamentarsi con il fornaio il quale affermò di non essersi mai sbagliato. I due uomini decisero di seguire il cane e notarono che l’animale, invece di tornare direttamente a casa,  entrava in una vecchia abitazione di una via adiacente per poi riuscire velocemente qualche istante dopo per riprendere il suo percorso. Sempre più incuriosito il padrone esplorò la dimora e vide in fondo ad un corridoio una cagna con i suoi piccoli. Da buona madre  si mise a ringhiare lasciandosi sfuggire un pezzo di croissants; si scoprì che il padre della cucciolata portava ogni mattina la colazione a quella famigliola. Per ricompensarlo della buona azione il padrone non trovò di meglio che dare una severa lezione al suo cane. 

(Da “Il Monitore Del Regno Della Giustizia”, Maggio 2019)

venerdì 24 maggio 2019

La verità è immutabile, quel che muta è solo apparenza...

"La verità è immutabile, quel che muta è solo apparenza... Ma se così non fosse come potrebbe l'Uno gioire della sua "illusione"?.." (P.D'A.)

La saggia follia del mondo

Dietro le quinte
Prego signori entrate in questo “deposito”, osservate con occhio curioso e giocoso il retroscena della rappresentazione che andremo a presentare.
Passione, inganno, amore, odio, grandi tragedie, consapevolezza delle contraddizioni, timore del futuro, vizi umani, disperazione, solitudine degli eroi, affetti e valori costituiti e sovvertiti, sconvolgimento della natura, dove il più saggio è il folle, l'assurdità della vita umana percepita senza schermi.
La lucida consapevolezza che l'esistenza è "una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla"; si rinuncia spesso a esplicitare il senso della vicenda, consci che un mondo vasto e oscuro come quello contemporaneo lo si può riflettere ma non circoscrivere.
Storie e racconti, scenografie di ricordi passati si stagliano sulle pareti, mentre inciampiamo tra oggetti e abiti sparsi qua e la dall’attore di turno.
Che gran confusione ordinata.
I tappeti son li, pronti per spiccare il volo come l’araba fenice: la finzione non può continuare, tornare in noi stessi, la soluzione mantenere la promessa: l’ultimo desiderio liberare il Genio dalla sua Lampada e lasciarlo partire per scoprire le bellezze del mondo.
No, Tempo, tu non ti vanterai che io muti!
L'Aura
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