Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 14 giugno 2017

Scandalosa legge sulla tortura varata dal Senato


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al Presidente Sergio Mattarella
al Premier Paolo Gentiloni
alla Presidente della Camera Laura Boldrini
al Presidente del Senato Pietro Grasso
ai Deputati PierLuigi Bersani e Gianni Cuperlo

La scandalosa legge sulla tortura varata dal Senato

Lo scandalo era già nell'assenza in Italia di una legge sulla tortura, dopo che nel 1984 era uscita in materia una Convenzione Internazionale (approvata da noi nel '99), e nel fatto che la proposta di legge di Luigi Manconi da cui è uscita questa è del 1913, ha atteso dunque quattro anni.

Il nodo di tutto è la debolezza dei politici di fronte alle forze cosiddette  dell'ordine  – carabinieri e polizie – che nell'ultimo ventennio hanno spesso ceduto alla violenzama non accettano la punizione. Il caso più grave e più patente è quello  di Genova 2001, la contestazione del G8, la scuola Diaz e la caserma di Bolzaneto, dove le forze dell'ordine sono cadute nel disordine della violenza, e però con la pretesa dell'impunità.

Ma poi in tanti casi singoli, che vanno da Federico Aldrovandi a Stefano Cucchi.

Ed ecco che nel testo della legge si tratta della tortura come di un reato comune, non di un reato proprio di pubblici ufficiali e di  incaricati del pubblico servizio; è chiaro che polizia e carabinieri non vogliono che si tratti specificamente di loro.

Viene inoltre introdotta la frase "se il fatto è commesso mediante più condotte", per cui  il singolo atto di violenza non sembra essere più perseguibile.
E là dove si parlava di "acute sofferenze psichiche", si parla ora di "verificabile trauma psichico"; un fatto ben più complesso e, nel prolungarsi del processo, ben più difficilmente evidenziabile.

Una vasta protesta si è sollevata, a cominciare da Amnesty International e da altre associazione di difesa dei diritti umani.
La legge passa ora alla Camera e una vasta richiesta ne domanda la correzione.
Vogliamo una legge che colpisca con forza questa violenza e insieme questa pretesa d'impunità.

Ma chiediamo anche che, nella formazione di questi corpi, con la stessa forza sia studiato e inculcato il principio della dignità della persona umana.

                                                              Per  il Movimento il Responsabile
                                                            Prof. Arrigo Colombo -  22 maggio 2017

          
 Arrigo Colombo, Centro interuniversitario di ricerca sull’Utopia, Università del Salento-Lecce
Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel. 0832-314160

martedì 13 giugno 2017

Taci il nemico ascolta... - Scudi umani del sistema


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Taci il nemico  ascolta - Scudi umani del sistema
Sono amici, conoscenti e parenti, sono d'accordo con te, ma non possono ammetterlo in pubblico. Te lo dicono in camera caritatis, te lo sussurrano in un orecchio o lo confessano dopo il bicchiere della verità. Mai condivideranno o metteranno un «mi piace». Ne andrebbe dell'avvenire dei loro figli, tenuti in ostaggio. Troppo rischioso rivolgersi alla polizia della libera opinione. Sono sotto ricatto. Il silenzio è il prezzo del riscatto.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Uno dei capolavori del sistema di potere emiliano è il metodo per ridurre al silenzio eventuali dissidenti ed eretici a scoppio ritardato. Se a un funzionario di partito, a un sindaco, a un assessore venisse mai in mente, il giorno in cui avesse raggiunto un certo grado di lucidità e onestà intellettuale, di fare sentire la sua voce critica verso chi lo ha allevato e sfamato, non potrebbe farlo. E per una ragione molto semplice: perché nel frattempo la sua prole è stata assunta in enti, aziende, cooperative, società amministrazioni controllate da quel partito. Chi te lo fa fare di metterti contro un sistema di potere che da oltre settant’anni governa capillarmente la politica ed è in buoni rapporti con l’economia di quella terra?
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Ho detto che così funziona in Emilia, ma non dev’essere diverso in altre regioni, dove il potere è nelle mani degli azzurri, dei bianchi, delle camicie verdi o di altri colori. L’establishment che coopta i tuoi figli per coltivare un debito di riconoscenza e che li usa come scudi per chiuderti la bocca è una grande trovata del potere omertoso.
Immagine del profilo di Ivano Sartori, L'immagine può contenere: 1 persona

Savignano sul Panaro - Rigenerare il Suolo rigenerare le Società


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Vi informiamo di questo incontro organizzato da associazioni promotrici della campagna contadina, nel quale di parlerà di agricolture contadine e si daranno informazioni e qualche risposta a problemi sempre più gravi che stanno affliggendo  sia operatori che praticano agricoltura  convenzionale  che quelli biologici.
 
Cordiali saluti
Ufficio Stampa Campagna contadina
 
 

Agri.Bio Emilia Romagna e gruppo locale dell'Emilia di Civiltà Contadina OdV.
Nell'ambito di“Quale futuro per il nostro pianeta” - ciclo di incontri per aiutare chi vuol costruire il proprio futuro e vivere la Terra con la terra organizzano:
Rigenerare il Suolo rigenerare le Società
Per dare informazioni sulle cause e risposte a problemi sempre più gravi dell'agricoltura: erosione, impoverimento e compattazione del suolo, forte e crescente dipendenza da prodotti esterni e chimici, globalizzazione delle avversità e aumento di parassiti e malattie resistenti ai fitofarmaci.
Mercoledì 14 giugno 2017 dalle ore 20,30 presso:
l' Agriturismo la Fontana - Via Belvedere 4 - Savignano sul Panaro (MO)
parleremo di Agricoltura Organica Rigenerativa (AOR) un innovativo modello produttivo,che raccoglie e sintetizza esperienze di agricoltura provenienti da tutto il mondo e portato in Italia dal 2010 da Deafal ONG. L'AOR è anche una proposta di cambiamento sociale che passa attraverso l'avvicinamento e il coinvolgimento del tessuto urbano nei processi produttivi portati avanti dagli agricoltori e dagli allevatori, mescola esperienze, agricolture sostenibili provenienti da tutto il mondo, antichi saperi contadini e moderne conoscenze scientifiche, per rigenerare il capitale più importante dell'azienda agricola: il suolo.
Le tecniche e le tecnologie possono essere applicate facilmente in azienda per ottenere prodotti di alta qualità e con costi contenuti, massimizzando le risorse presenti localmente, rendendosi il più possibile autonomi.
I principi dell'Aor si possono riassumere:
Eliminazione dei prodotti di sintesi chimica 
Rivalutazione e massimizzazione delle risorse dell'azienda e del territorio
Esaltazione della biodiversità
Recupero e valorizzazione degli antichi saperi contadini  integrati e dinamizzati con le  moderne conoscenze scientifiche
Creazione di reti sociali ed economiche per l'avvicinamento delle città al mondo rurale
Rigenerazione dei suoli attraverso la rimineralizzazione e la riattivazione microbiologica
Relatori della serata: Dott. Matteo Mancini – Formatore AOR e consulente e alcuni agricoltori che hanno frequentato corsi e stanno sperimentando l'AOR.
Ingresso gratuito. Per informazioni e iscrizioni: agribioer@email.it sarà inoltre possibile cenare in loco dalle 19,30 usufruendo del buffet vegetariano preparato dallo chef dell'agriturismo. su prenotazione al+39 3208451044 E-Mail:Palbel@libero.it
Agricoltori e dipendenti di aziende agricole dell'Emilia Romagna potranno partecipare gratuitamente a corsi di formazione su Agricoltura organica Rigenerativa, per info:http://www.agricolturaorganica.org/articoli/3-opportunita-di-formazione-gratuita-per-agricoltori-dellemilia-romagna/

lunedì 12 giugno 2017

Lotta alle zanzare in città, senza veleni chimici....


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In città si usa spesso Diflubenzuron, disturbatore endocrino messo dentro i tombini o spruzzato qua e là e Piretroidi di sintesi, pericolosissimi e di contatto, contro gli adulti di zanzare, prodotti inutili in quanto gli adulti escono fuori dalle acque stagnanti ogni giorno… l'unica cosa che uccidono sono gli insetti utili come le api e i predati di zanzare… oltre ai nostri bambini e la nostra salute…

Sono Prodotti che non si possono usare in quanto la lotta biologica è prioritaria per legge ed è altrettanto efficace.


Essa prevede:

Lotta Larvicida
- Bacillus thuringiensis, var. israeliensis, batteri che mettete dentro i tombini e le zone dove vi sono le larve d zanzara, ogni 10-15 giorni, (Acque stagnanti)
si può addizionare anche Neem-Azal o OIKOS (olio d neem) al dosaggio indicato nella confezione, innocuo per l'Uomo e attivo contro le larve di zanzare.

Lotta adulticida:
- Piretro Natura, (Ditta Cerrus, prodotto registrato), puro, senza Piperonil Butossido: Dose 250 ml / hl ad azione adulticida, ma serve a poco, perché le zanzare adulte volano provenendo anche da distanze lontane… per cui consiglio solo in casi eccezionali un trattamento la sera al tramonto abbattente. o dentro le abitazioni la sera in quanto innocuo per gli animali a sangue caldo….

Piretro naturale si può usare dentro casa anche per abbattere mosche, oltre che zanzare, blatte, ecc…

Se gli addetti comunali si ostinano ad usare veleni chimici chiedete immediatamente di cambiare i prodotti e minacciate di denunciarli perché non usano prodotti biologici che oggi sono obbligatori in quanto prioritari ed efficaci.

Sono a vostra disposizione e di quella dei Comuni interessati che la devono finire di autorizzare disinfestazioni chimiche tossiche ed inutili, pertanto illegali.

Giuseppe Altieri, agroecologo


0758947433
3474259872
www.agernova.it

venerdì 9 giugno 2017

Italia... o altra Italia? Dove andare?


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Questa mattina, 9 giugno 2017,  mi veniva da piangere. Non mi capitava da un po' di sentirmi così. Mentre spingevo il carrello della spesa pensavo che da un lato avrei voluto scappare da questo paese; mi sentivo come quando cerchi di lasciare un grande amore perché sai che non potrà mai funzionare e perché c'è da rovinarsi la vita.

Avete mai provato qualcosa di simile per qualcuno che lasciarlo era l'unica possibilità per sopravvivere? Io si.


Dopo questo scempio dei vaccini per i bimbi, lo faranno con gli adulti. Ripenso ai film come il mondo di Jonas, come le ultime serie di balck mirror, come il caro vecchio Matrix. Ripenso alle parole nell'aria "nuovo ordine mondiale". Scopro che ci obbligheranno a non coltivare più un pomodoro, ad allevare un pollo, e che anche gli adulti dovranno essere vaccinati per il rinnovo patente, per non perdere il posto di lavoro.


Questa mattina mi sentivo come una formica coperta da un fango di bugie capitanate da "per il bene del consumatore"; ho pensato che non ce l'avrei fatta. Che l'entusiasmo per la vita non sarebbe durato. E io sono una che prega, sono una che la vita la ama.


Ho pensato ad un luogo dove andare ad abitare.


Posso continuare a parlare liberamente o devo reimparare ad avere paura, devo accettare di subire ingiustizie e vedere che le anime intorno a me ugualmente le subiscono senza poter fare nulla? o devo accettare il fatto che gli esseri umani subiscono soprusi dall'inizio della loro specie?


Devo tacere? essere sincera? mentire? posso dimenticarmi di tutto, del lavoro che svolgo, essere ipocrita per proteggermi, per non garantirmi antipatie, per non essere additata come diversa?


Poi leggo qualche commento di amici e, si, di solito il dolore non deve schiacciare ma creare i presupposti per qualcosa di nuovo, per un cambiamento, creare lo spazio per la gioia.


La crisi è un'occasione e lo vedo che ci sono tante persone che hanno voglia di far cambiare questo sistema.


Per ribaltare il potere e riprendersi il proprio paese, le proprie farine, il proprio latte, la propria vita, un'istruzione scolastica adeguata ai cambiamenti grandi in atto, che insegni i bambini ad essere felici, creativi, ad esaltare le proprie risorse, che insegni come vivere in salute.


E quindi grazie perché con un po' di riposo e dopo avervi letto voglio pensare positivo, voglio godere di questa natura e di questo paese, sperando di non dovermene andare chissà dove.

Lisa Jyotishmati Frassi

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mercoledì 7 giugno 2017

OGM, veleni agricoli e conservazione del patrimonio botanico


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Sto leggendo in questi giorni il libro "Il mondo secondo Monsanto - Dalla diossina agli OGM: storia di una multinazionale che vi vuole bene..." - di Marie Monique Robin. 

Un testo allucinante, basato su prove scientifiche definite e su numerose sentenze di Giustizia.. che hanno riconosciuto la Monsanto colpevole di innumerevoli e disastrosi danni a persone, animali ed all'ambiente. Se consideriamo anche i morti delle varie guerre "chimiche" aiutate dalla mortifera ditta sono milioni le vittime causate dalla cieca e proterva sete di denaro ai danni del mondo intero... Eppure ancora oggi la Monsanto fa affari e trova ancora -qui in Italia- chi è disposto a dar credito ai suoi prodotti pestilenziali irrorandoli sulle nostre strade... 

Intanto la Monsanto si prepara all'assalto finale.. con gli OGM e con l'appropriazione di tutte le sementi presenti sulla terra l'azienda si prepara a un dominio indiscusso e satanico del pianeta. Infatti oggi l’onere della conservazione e ricerca delle erbe commestibili ed officinali è passata dai ricercatori erboristici alle multinazionali, fra cui Monsanto e Syngenta, i due colossi del geneticamente modificato), che hanno costruito un enerme bunker nelle fredda isola di Spitzbergen nel mare di Barents, una mastodontica superbanca di tutte le sementi presenti nel mondo. Una banca scavata nel granito, con speciali aeratori, portelloni e muraglie in cemento armato a prova di bomba atomica. Forse ci aspetta la fine del mondo? Oppure semplicemente si cerca attraverso i brevetti di appropriarsi dei diritti d’autore della vita sul pianeta? 


Fermiamoli finché siamo in tempo!

Paolo D'Arpini 

martedì 6 giugno 2017

Ecologia profonda, bioregionalismo e spiritualità laica sono i tre aspetti dell’esistenza intelligenza



Chi può definirsi bioregionalista? Questo termine non denota una appartenenza etnica bensì la capacità di rapportarsi con il luogo in cui si risiede considerandolo come la propria casa, come una espansione di sé. La definizione diviene appropriata nel momento in cui si vive in sintonia con il territorio e con gli elementi vitali che lo compongono. Infatti chiunque può essere bioregionalista indipendentemente dalla provenienza di origine se segue la pratica dell’ecologia profonda, del vivere cercando di essere in sintonia il più possibile col mondo che ci circonda, in un modo in cui, pur sentendosi liberi di manifestare se stessi nelle proprie caratteristiche peculiari, non si ha bisogno di provocare danni all’ambiente od alla società in funzione di un personale esclusivo vantaggio. Nel bioregionalismo si cerca quindi di riportare un equilibrio fra l’uomo, l’ambiente e gli altri esseri viventi e non. E’ molto importante che si tenga sempre presente questo “spirito” in cui l’ecologia “profonda” diventa una pratica costante della vita, come un sottofondo profumato.
L’approccio bioregionale comprende infatti la visione dell’ecologia profonda e della spiritualità della natura (o laica). Questi tre aspetti sono inseparabili.
L’ecologia profonda è il riconoscimento dell’inscindibilità della vita ed il bioregionalismo non è altro che la descrizione dei vari processi vitali e delle forme visibili della vita e della materia nella consapevolezza di tale inscindibilità. Nell’individuazione di un ambito “bioregionale” non si tiene conto esclusivamente del vivente bensì dell’insieme inorganico, morfologico, geografico, geologico del territorio prescelto, ivi compresi -ovviamente- gli elementi botanici e zoologici che vi prosperano. Senza trascurare gli aspetti sociologici e culturali della società che ivi risiede. Insomma si esamina l’omogeneità dell’area esaminata definita “bioregione” e lì si traccia una leggera linea di demarcazione (non divisione) per individuarne i “confini”. Va da sé che questi confini sono semplicemente teorici, poiché l’organismo bioregionale della Terra è in verità un tutt’uno indivisibile.
Potremmo per analogia definire le bioregioni gli organi dell’organismo Terra.
Nel significato originale della parola “ecologia”, rispetto alla sua consimile “ambientalismo” è già delineata una differenza d’intendimento, pur che l’esatta traduzione di “ecologia” è “studio dell’ambiente”. Mentre in “ambientalismo” si presume il criterio della semplice conservazione.
Allorché si aggiunge al termine “ecologia” l’aggettivo “profonda” ecco che si tende ad ampliarne il significato originario integrandovi il concetto di ulteriore ricerca all’interno della struttura ambientale. Insomma si va a scoprire il substrato e non si osserva solo la superficie, la pelle dell’ambiente.
Lo stesso dicasi per la parola spiritualità e la sua qualificazione “laica”. In questo caso si cerca di dare una connotazione “libera” alla spiritualità comunemente intesa come espressione della religione. La spiritualità è l’intelligenza/coscienza che pervade la vita, è il suo profumo e non è assolutamente un risultato della religione, anzi spesso la religione tende a tarpare ed a nascondere questa “naturale” spiritualità presente in tutte le cose.
Questa spiritualità -o senso di presenza- è un fatto, una realtà, e non può essere descritta in termini filosofici se non astraendoci dal contesto dell’ecologia stessa. La spiritualità laica quindi non è una base per esprimere le norme di una “nuova religione” con tanto di sacerdoti titolati all’interpretazione e con tanto di bibbia decisa a tavolino dai sapienti. Questa spiritualità è la consapevole pratica sincera ed onesta del condurre la nostra esistenza considerando che noi tutti siamo presenti in ogni aspetto del processo vitale e della coscienza che lo anima.
L’ecologia profonda, il bioregionalismo, la spiritualità naturale (o laica) sono espressioni del vivere armonico, amorevole gentile e solidale sulla Terra.
La Rete Bioregionale Italiana non è un movimento compatto, esistono varie realtà anche disgiunte. Alcune di queste realtà sono più teoriche o divulgative ed operano attraverso l’editoria di settore. Altre si occupano essenzialmente di aspetti pratici e di vivere in prima persona l’esperienza bioregionale e dell’ecologia profonda. La Rete Bioregionale Italiana è stata fondata nel 1996 come incontro di varie realtà che si riconoscono nella visione dell’ecologia profonda e del bioregionalsimo. La rete consente libertà di azione locale e il perseguimento di fini comuni, collegati e coniugati ai diversi territori e tematiche bioregionali.
Da alcuni anni la Rete ha leggermente cambiato strutturazione, passando da nodi territoriali a nodi tematici. L’appartenenza al Movimento/Rete avviene per semplice condivisione dello stile di vita e delle tematiche, lasciando ad ognuno la propria libertà di occuparsi degli argomenti che di volta in volta emergono, per dare risposte necessarie contingenziali ai problemi e per proporre iniziative che possano aiutare le comunità.
Ogni anno i membri della Rete Bioregionale Italiana si incontrano per scambiarsi le esperienze su questi temi e le riunioni avvengono in contesti naturali e si tengono in occasione del Solstizio Estivo, sono occasioni di condivisione collegiale del sentire e della pratica quotidiana, nello spirito conviviale e dell’avvicinamento fra amici e fratelli. Solitamente vi partecipano diversi membri della grande famiglia ecologista, nuovi e vecchi agricoltori, abitanti di ecovillaggi e di comuni agricole o spirituali, etc.
Gli incontri si svolgono con le modalità di suddividere momenti di dialogo a giro (con il bastone della parola) e momenti culturali e di aiuto nel menage generale. Oltre alle sessioni di sharing delle esperienze vissute nelle proprie bioregioni di provenienza sono previste anche varie cerimonie naturalistiche in omaggio ai cinque elementi: camminare a piedi nudi nei campi per la raccolta di erbe selvatiche (Terra), accensione e salto del fuoco al suono di tamburi sciamanici (Fuoco), controllo della inalazione ed espirazione pranayama (Aria), lavacro al fiume od al lago e preparazione dell’acqua di San Giovanni (Acqua), osservazione notturna degli astri e silenzio meditativo (Etere).

Paolo D’Arpini