Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

lunedì 25 agosto 2014

Passi avanti della Rete dei Cittadini - Settembre 2014


Siamo praticamente arrivati alla fine dell'estate. Nonostante il periodo di giustificato relax, RETE DEI CITTADINI ha continuato a lavorare.
L'ecovillaggio a Pedali ha continuato ad organizzare incontri e iniziative sull'ecologia e un modo diverso di vivere l'economia.
Abbiamo continuato a seguire il percorso lanciato l'8 giugno 2014, per creare un coordinamento tra tutte le realtà veramente democratiche, sia seguendo il gruppo organizzativo che deve preparare il prossimo incontro del 14 settembre (a Bologna), sia incontrandoci direttamente con i vari gruppi presenti nel Lazio (DiM, Partito Pirata, Nuovitalia, Azione Civile).
Abbiamo organizzato una serie di presentazioni del percorso di riflessione per una nuova consapevolezza proposto da Ernesto Melappioni, sull'abolizione dell'interesse e su molto altro.
In particolare il neonato gruppo di Montecatini Terme sta lavorando con convinzione ed entusiasmo per allargare davvero il progetto finalmente fuori dal Lazio (finora avevamo avuto solo piccoli sprazzi di presenza nelle altre regioni). Dopo il sito territoriale Rete dei Cittadini Termali e ilgruppo facebook regionale , stanno per attivare il portare regionale TOSCANA.
Oltre all'organizzazione di un bellissimo festival musicale (principale coordinatore, Massimiliano Anfiteatro, i dettagli nei prossimi Bollettini), si stanno organizzando per le prossime elezioni regionali del 2015, partendo dalla Toscana e allargando a più regioni possibile (saranno chiamate al voto 8 o 9 regioni). Stanno ragionando anche a un possibile luogo di discussione e decisione virtuale per l'associazione nazionale (sono in contatto con Pino Strano, principale creatore, tra l'altro, del sito www.democraziadiretta.net.
Per valorizzare questo grande lavoro degli amici toscani e per sancire una nuova fase, sempre più "nazionale" di RETE DEI CITTADINI, insieme a Massimiliano Ciervo abbiamo pensato che il luogo migliore per tenere la prossima assemblea nazionale (sempre più urgente) sia la Toscana, possibilmente a Firenze per facilitare l'arrivo dal resto dell'Italia. In concomitanza con l'assemblea, potremmo organizzare una presentazione del "Percorso" preparato da Ernesto Melappioni.
Ora è il momento di fare il "salto di qualità". In un momento di tensione e difficoltà, sia nel nostro paese che nel mondo, c'è davvero bisogno di RETE DEI CITTADINI: mettiamoci il cuore e l'entusiasmo.
Sergio Mazzanti
APPUNTAMENTI
• 6-7 settembre: Incontriamo gli ecovillaggi del Lazio, Torri in Sabina (RI) presso l'ecovillaggio A pedali
• 14 settembre: Conferenza Nazionale di tutti i soggetti politici di democrazia diretta liquida e partecipata; Bologna, Sala Cubo, via Zanardi, 249, ore 10-18
COMUNICAZIONI E PROPOSTE
• Sergio Mazzanti e Massimiliano Ciervo propongono di tenere la prossima assemblea nazionale nel weekend, tra il 27 settembre e il 12 ottobre, a Firenze, in uno due giorni (sabato e/o domenica). Odg: Rinnovo cariche sociali; lancio elezioni regionali 2014; documento politico sulle strategie per il medio periodo; altro (avanzate le vostre proposte)
• Fabio D'Anna, di "Decidiamolo Insieme", invita a valutare di aderire al comitato "In nome del popolo sovrano": che ha l'obiettivo di avere un parlamento di rappresentanti eletti tutti dal popolo italiano (https://www.facebook.com/groups/INDPS/)
• Sergio Mazzanti propone di aprire nuovamente l'evento facebook TOCCA A TE, indirizzato all'allargamento di RETE DEI CITTADINI e alle prossime elezioni regionali 2014.
• Massimiliano Ciervo (portavoce regionale provvisorio RETE DEI CITTADINI Toscana) comunica la prossima apertura del sito regionale
INIZIATIVE IN CORSO
• Sergio Mazzanti propone di creare una “task-force” per portare la democrazia nei comuni d'Italia, un gruppo di lavoro per studiare gli statuti comunali, elaborare proposte di modifica in senso democratico diretto e trovare le strategie migliori per farle approvare. Ha già accennato la proposta ad alcune altre persone e gruppi.
• Ciclo di incontri sul "Percorso", ideato e presentato da Ernesto Melappioni.
ULTIMI POST SUL SITO

sabato 23 agosto 2014

19 ottobre 2014 marcia Perugia-Assisi contro la Terza guerra mondiale



Contro la Terza guerra mondiale organizziamo insieme una grande marcia Perugia-Assisi. Dopo la lezione di Papa Francesco e' il tempo della responsabilita' e dell'impegno di ognuno di noi.

Domenica 19 ottobre 2014 marcia Perugia-Assisi contro la Terza guerra mondiale.

*
Una grande, grandissima, marcia per la pace. Da Perugia ad Assisi. Nei luoghi che piu' di ogni altro hanno dato forza e voce alla domanda popolare di pace e di giustizia, di disarmo e nonviolenza. E' questa la prima cosa concreta che forse possiamo fare coralmente contro la Terza guerra mondiale in corso. Papa Francesco non poteva scegliere un'espressione piu' efficace per descrivere lo stato del mondo in cui viviamo. E ora che nessuno puo' piu' sminuire la tragica realta' delle cose, dobbiamo fare i conti con le nostre responsabilita'.

Di fronte alle ipocrisie e alla debolezza della politica, all'inazione e alle complicita' di coloro che avrebbero la responsabilita' di agire, davanti alla profonda crisi delle istituzioni e della democrazia a cui ci siamo sempre appellati, dobbiamo sentirci tutti piu' coinvolti e corresponsabili. Il pericolo che avanza sul piano mondiale e' grande e nessuno sara' in grado di proteggerci se, noi per primi, non sapremo costruire una politica davvero nuova: una politica di pace.

Papa Francesco ha evocato un mondo in guerra dove si commettono le piu' spaventose crudelta' contro bambini, donne, uomini e intere popolazioni. Ha sollecitato l'intervento immediato della tanto bistrattata Organizzazione delle Nazioni Unite, ha ricordato il dovere della comunita' internazionale di proteggere i piu' vulnerabili, ha messo all'indice l'interventismo armato di questo o quel governo che pretende di fare da solo per i propri interessi, ha condannato ancora una volta il disastroso metodo della guerra e dei bombardamenti ma ha anche messo in gioco se' stesso: ha detto "sono disponibile ad andare in Iraq". Ed e' stata un'altra, l'ennesima, grande lezione, religiosa e laica, umana e politica di responsabilita'.

Di questa lezione dobbiamo far tesoro tutti ma perche' non sia solo un auspicio dobbiamo cominciare noi. Questo e' il tempo in cui ciascuno deve mettersi in gioco. Ci sono mille modi per farlo. Ma poi c'e' un giorno, il prossimo 19 ottobre, in cui possiamo fare una cosa tutti insieme. Unire le nostre voci, le nostre facce, le nostre gambe, le nostre preoccupazioni, denunce, domande, proposte e speranze e dare corpo ad una grande manifestazione di pace.
A questo possiamo dedicare i 60 giorni che ci separano dal prossimo 19 ottobre. A diffondere l'invito, via internet, di citta' in citta', scuola per scuola, casa per casa. Perche' ciascuno possa scegliere di esserci in prima persona. Molti hanno gia' aderito e si stanno impegnando ad organizzare la partecipazione, i pullman, il viaggio. Ma molto di piu' si potra' ottenere se ciascuno decidera' di fare la propria parte mettendo a frutto le proprie capacita' e competenze. Contro tutte le guerre visibili e invisibili, quelle combattute con le armi e quelle che si combattono in campo economico e finanziario con mezzi altrettanto distruttivi di vite umane.

Flavio Lotti, Coordinatore della Marcia Perugia-Assisi

venerdì 22 agosto 2014

Desmond Tutu: "Boicottare Israele è un dovere morale"

L'Arcivescovo Emerito Desmond Tutu, in un articolo  per Haaretz, ha lanciato un appello per un boicottaggio globale di Israele, chiedendo con urgenza a israeliani e palestinesi di essere migliori dei loro leader, nel cercare una soluzione sostenibile alla crisi in Terra Santa.

Le scorse settimane hanno visto una mobilitazione senza precedenti della società civile di tutto il mondo contro l'ingiustizia e la brutalità della sproporzionata risposta israeliana al lancio di razzi dalla Palestina.
Se si contano tutte le persone che si sono radunate lo scorso fine settimana a Città del Capo, a Washington DC, a New York, a Nuova Delhi, a Londra, a Dublino, a Sidney ed in tutte le altre città del mondo per chiedere giustizia in Israele e Palestina, ci si rende subito conto che si tratta senza dubbio della più grande ondata di protesta di sempre dell'opinione pubblica riguardo ad una singola causa.
Circa venticinque anni fa, ho partecipato a diverse grandi manifestazioni contro l'apartheid. Non avrei mai immaginato che avremmo rivisto manifestazioni tanto numerose, ma sabato scorso a Città del Capo l'affluenza è stata uguale se non addirittura maggiore. C'erano giovani e anziani, musulmani, cristiani, ebrei, indù, buddisti, agnostici, atei, neri, bianchi, rossi e verdi... come ci si aspetterebbe da una nazione viva, tollerante e multiculturale.
Ho chiesto alla gente in piazza di unirsi al mio coro: "Noi ci opponiamo all'ingiustizia dell'occupazione illegale della Palestina. Noi ci opponiamo alle uccisioni indiscriminate a Gaza. Noi ci opponiamo all'indegno trattamento dei palestinesi ai checkpoint e ai posti di blocco. Noi ci opponiamo alla violenza da chiunque sia perpetrata. Ma non ci opponiamo agli ebrei."
Pochi giorni fa, ho chiesto all'Unione Internazionale degli Architetti, che teneva il proprio convegno in Sud Africa, di sospendere Israele dalla qualità di Paese membro.
Ho pregato le sorelle e i fratelli Israeliani presenti alla conferenza di prendere le distanze, sia personalmente che nel loro lavoro, da progetti e infrastrutture usati per perpetuare un'ingiustizia. Infrastrutture come il muro, i terminal di sicurezza, i posti di blocco e gli insediamenti costruiti sui territori Palestinesi occupati.
Ho detto loro: "Quando tornate a casa portate questo messaggio: invertite la marea di violenza e di odio unendovi al movimento nonviolento, per portare giustizia a tutti gli abitanti della regione".
In poche settimane, più di 1 milione e 600mila persone in tutto il mondo hanno aderito alla campagna lanciata da Avaaz chiedendo alle multinazionali che traggono i propri profitti dall'occupazione della Palestina da parte di Israele e/o che sono coinvolte nell'azione di violenza e repressione dei Palestinesi, di ritirarsi da questa attività. La campagna è rivolta nello specifico a ABP (fondi pensionistici olandesi); a Barclays Bank; alla fornitura di sistemi di sicurezza (G4S), alla francese Veolia (trasporti); alla Hewlwtt-Packard (computer) e alla Caterpillar (fornitrice di Bulldozer).
Il mese scorso 17 governi della UE hanno raccomandato ai loro cittadini di astenersi dal fare affari o investimenti negli insediamenti illegali israeliani.
Abbiamo recentemente assistito al ritiro da banche israeliane di decine di milioni di euro da parte del fondo pensione olandese PGGM e al ritiro da G4S della Fondazione Bill e Melinda Gates; e la Chiesa presbiteriana degli Stati Uniti ha ritirato una cifra stimata in 21 milioni dollari da HP, Motorola Solutions e Caterpillar.
Questo movimento sta prendendo piede.
La violenza genera solo violenza ed odio, che generano ancora più violenza e più odio.
Noi sudafricani conosciamo la violenza e l'odio. Conosciamo la pena che comporta l'essere considerati la puzzola del mondo, quando sembra che nessuno ti comprenda o sia minimamente interessato ad ascoltare il tuo punto di vista. È da qui che veniamo.
Ma conosciamo anche bene i benefici che sono derivati dal dialogo tra i nostri leader, quando organizzazioni etichettate come "terroriste" furono reintegrate ed i loro capi, tra cui Nelson Mandela, liberati dalla prigione, dal bando e dall'esilio.
Sappiamo che, quando i nostri leader cominciarono a parlarsi, la logica della violenza che aveva distrutto la nostra società si è dissipata ed è scomparsa. Gli atti di terrorismo iniziati con i negoziati, quali attachi ad una chiesa o ad un pub, furono quasi universalmente condannati ed i partiti responsabili furono snobbati alle elezioni.
L'euforia che seguì il nostro votare assieme per la prima volta non fu solo dei sudafricani neri. Il vero trionfo della riappacificazione fu che tutti si sentirono inclusi. E dopo, quando approvammo una costituzione così tollerante, compassionevole e inclusiva che avrebbe reso orgoglioso anche Dio, tutti ci siamo sentiti librerati.
Certo, avere un gruppo di leader straordinari ha aiutato.
Ma ciò che alla fine costrinse questi leader a sedersi attorno al tavolo delle trattative fu l'insieme di strumenti persuasivi e non violenti messi in pratica per isolare il Sudafrica economicamente, accademicamente, culturalmente e psicologicamente.
A un certo punto - il punto di svolta - il governo di allora si rese conto che preservare l'apartheid aveva un costo superiore ai suoi benefici.
L'interruzione, negli anni '80, degli scambi commerciali con il Sud Africa da parte di aziende multinazionali dotate di coscienza, è stata alla fine una delle azioni chiave che ha messo in ginocchio l'apartheid, senza spargimenti di sangue. Quelle multinazionali avevano compreso che, sostenendo l'economia del Sud Africa, stavano contribuendo al mantenimento di uno status quo ingiusto.
Quelli che continuano a fare affari con Israele, che contribuiscono a sostenere un certo senso di "normalità" nella società Israeliana, stanno arrecando un danno sia agli israeliani che ai palestinesi. Stanno contribuendo a uno stato delle cose profondamente ingiusto.
Quanti contribuiscono al temporaneo isolamento di Israele, dichiarano così che Israeliani e Palestinesi in eguale misura hanno diritto a dignità e pace.
In sostanza, gli eventi accaduti a Gaza nell'ultimo mese circa stanno mettendo alla prova chi crede nel valore degli esseri umani.
È sempre più evidente il fallimento dei politici e dei diplomatici nel fornire risposte e che la responsabilità di negoziare una soluzione sostenibile alla crisi in Terra Santa ricade sulla società civile e sugli stessi abitanti di Israele e Palestina.
Oltre che per le recenti devastazioni a Gaza, tante bellissime persone in tutto il pianeta - compresi molti Israeliani - sono profondamente disturbate dalle quotidiane violazioni della dignità umana e della libertà di movimento cui i Palestinesi sono soggetti a causa dei checkpoint e dei posti di blocco. Inoltre, la politica Israeliana di occupazione illegale e di costruzione di insediamenti cuscinetto in una terra occupata aggrava la difficoltà di raggiungere in futuro un accordo che sia accettabile per tutti.
Lo stato di Israele si sta comportando come se non ci fosse un domani. Il suo popolo non potrà avere la vita tranquilla e sicura che vuole - e a cui ha diritto - finché i suoi leader continueranno a mantenere le condizioni che provocano il conflitto.
Io ho condannato quanti in Palestina sono responsabili dei lanci di missili e razzi contro Israele. Soffiano sulle fiamme dell'odio. Io sono contrario ad ogni manifestazione di violenza.
Ma dobbiamo essere chiari che il popolo palestinese ha ogni diritto di lottare per la sua dignità e libertà. È una lotta che ha il sostegno di molte persone in tutto il mondo.
Nessuno dei problemi creato dagli esseri umani è irrisolvibile, quando gli esseri umani stessi si impegnano a risolverlo con il desiderio sincero di volerlo superare. Nessuna pace è impossibile quando la gente è determinata a raggiungerla.
La Pace richiede che israeliani e palestinesi riconoscano l'essere umano in loro stessi e nell'altro, che riconoscano la reciproca interdipendenza.
Missili, bombe e insulti non sono parte della soluzione. Non esiste una soluzione militare.
È più probabile che la soluzione arrivi dallo strumento nonviolento che abbiamo sviluppato in Sud Africa negli anni '80, per persuadere il governo della necessità di modificare la propria linea politica.
Il motivo per cui questi strumenti - boicottaggio, sanzioni e disinvestimenti - si rivelarono efficaci, sta nel fatto che avevano una massa critica a loro sostegno, sia dentro che fuori dal Paese. Lo stesso tipo di sostegno di cui siamo stati testimoni, nelle utlime settimane, a favore della Palestina.
Il mio appello al popolo di Israele è di guardare oltre il momento, di guardare oltre la rabbia nel sentirsi perennemente sotto assedio, nel vedere un mondo nel quale Israele e Palestina possano coesistere - un mondo nel quale regnino dignità e rispetto reciproci.
Ciò richiede un cambio di prospettiva. Un cambio di mentalità che riconosca come tentare di perpetuare l'attuale status quo equivalga a condannare le generazioni future alla violenza e all'insicurezza. Un cambio di mentalità che ponga fine al considerare ogni legittima critica alle politiche dello Stato come un attacco al Giudaismo. Un cambio di mentalità che cominci in casa e trabocchi fuori di essa, nelle comunità, nelle nazioni e nelle regioni che la Diaspora ha toccato in tutto il mondo. L'unico mondo che abbiamo e condividiamo.
Le persone unite nel perseguimento di una causa giusta sono inarrestabili. Dio non interferisce nelle faccende della gente, ha fiducia nel fatto che noi cresceremo ed impareremo risolvendo le nostre difficoltà e superando le nostre divergenze da soli. Ma Dio non dorme. Le Scritture Ebraiche ci dicono che Dio è schierato dalla parte del debole, dalla parte di chi è senza casa, della vedova, dell'orfano, dalla parte dello straniero che libera gli schiavi nell'esodo verso la Terra Promessa. Fu il profeta Amos che disse che dobbiamo lasciar scorrere la giustizia come un fiume.
La giustizia prevarrà alla fine. L'obiettivo della libertà del popolo palestinese dall'umiliazione e dalle politiche di Israele è una causa giusta. È una causa che lo stesso popolo di Israele dovrebbe sostenere.
Nelson Mandela disse che i Sudafricani non si sarebbero potuti sentire liberi finché anche i Palestinesi non lo fossero stati.
Avrebbe potuto aggiungere che la liberazione della Palestina libererà anche Israele. 

Originale pubblicato su http://www.haaretz.com/opinion/1.610687 -
Traduzione  della Comunità di Avaaz.

giovedì 21 agosto 2014

In Italia... il Nulla



Dalle infinite ideologie senza riscontri scientifici, domina il nulla con i tanti nullisti o seguaci del nulla, che vedono la luce nel buio o a pranzo riempiono i piatti col prelibato nulla.
Ad eccezione dei pochi grandi uomini del passato, che si sono distinti con l’uso sano del cervello nella Letteratura e nell’ingegno Artistico e Tecnologico, dando lustro e meriti al nostro Paese, dobbiamo ammettere che al presente il “Nulla” ci scaraventa fuori dalla nostra culla passata, che ci aveva arricchiti di glorie.

Alcuni scienziati e Giornalisti di secondo ordine, come tantissime teste vuote, sono del parere che il nulla non esiste, mentre sono molto di più quelli che sostengono che nella realtà più evidente, il nulla occupa lo spazio più grande nell’immensità dell’infinito infinito, ma anche nel piccolo grande spazio del nostro pensiero.

Grandi scrittori hanno onorato il valore di questo aggettivo  inodore e incolore, con scritti e filmati che riempiono di felicità i nostri ricordi come “la Storia Infinita”, The Never Ending Story del celebre romanziere Tedesco Michael Ende con un film trasmesso nel 1984, oltre a note poesie come quelle descritte da Poeti contemporanei che ci riempiono il cuore di gioie e dolori, autori che dal nulla riescono a trarre il reale sentimento di chi soffre nella situazione attuale del Paese.

Lina Sirianni, più che brava,  ci regala una bella Poesia, pensando alle sofferenze del presente, ma soprattutto al futuro sempre più incerto dei giovani che si perdono nell’immenso labirinto creato da incapaci che guidano il Paese senza sapere dove stanno andando.
Il Nulla (di Lina Sirianni).
Combatto su strade immaginarie,
che portano a niente,
volando senz’ali,
guardando senz’occhi il buio,
la mia eredità.

Taglio a pezzi sogni,
che illuminano le voglie…
·        (di emigrare lontano, di ribellarsi o suicidarsi),

Venti malvagi,
alitano alla porta dell’anima,
di un sole nero, che non offre luce,
lassù dove il nulla è eterno…

·        Brava Lina.

Basta guardare con spirito umano la realtà soffocata della situazione Italiana che si presenta sotto agli occhi, con vermi umani (teste vuote) che distraggono le masse dal reale significato del nulla.

Politici del nulla, Giornalisti del nulla, Ideologie del nulla, seguaci del nulla, mentre il Paese si sta affossando sempre più nel nulla.

Lo scritto non si riferisce ad una critica come quelle da sempre sostenute dagli esistenzialisti, fondata sull’eterno no, in merito a qualsiasi argomento che non riflette il diritto a far niente, ma si riferisce in modo reale all’analisi della situazione attuale, provocata da esseri con grandi titoli di studio, detentori di due o cinque Laure ad Honorem senza reale valore, portati sino alla pazzia mentale, con il risultato che il troppo studio nelle scuole Italiane genera l’effetto opposto, dove il troppo studio mal programmato genera il nulla.

I turisti che vengono a visitare l’Italia, tornano a casa con “nulla”, un articolo apparso qualche giorno fa su un giornale Inglese, dove raccomandava ai turisti di tenere ben strette le borse e i portafogli, perché sono soggetti a sparire, senza precisare se li portano via i bisognosi o il Governo per salvare gli stipendi della casta e relativi amici.

Da anni si sente parlare di Referendum del nulla e francamente trovo inutile parlarne se poi faranno la fine del finanziamento ai Partiti, del Nucleare, della TAV, del Finanziamento ai Giornali e agli amici degli amici, avanti , c’è ne sono per tutti.

La storia dei referendum in Italia è un chiaro esempio del nulla fondato sul regime di illegalità che abolisce di fatto i diritti politici dei cittadini. Previsto dall'articolo 75 della Costituzione, è stato introdotto in Italia solo nel 1970, con più di 20 anni di ritardo rispetto all'approvazione della Costituzione, ma non è tutto, quasi tutto il sistema Giuridico è stato copiato di sana pianta sul nulla, dove contano tutti, fuorché il Diritto dei Cittadini.

Un gruppo di Politici di vari Partiti si sono riuniti per risolvere il grave problema Italiano del Nulla. Fra i presenti al raduno, ognuno diceva la sua senza arrivare ad una soluzione. Su ogni suggerimento ricadeva l’effetto negativo sui loro personali interessi, quindi venivano automaticamente bocciati.

Son passati mesi, anni, decenni, e il debito pubblico aumenta per effetto degli sforzi e costi dei Partiti per arrivare ad una soluzione.

La gente dal di fuori freme, avete trovato la soluzione? Non ancora rispondono.

Un bel giorno, durante un temporale un fulmine cascato dal Cielo, schelettrizzò all’istante tutta  la combriccola e da quel giorno il Paese festeggiò la fine del nulla e l’inizio della ripresa.

Vi sono tantissimi progetti di sviluppo osteggiati dalle Lobby Politiche per favorire il protrarsi del Nulla.

Anthony Ceresa

mercoledì 20 agosto 2014

Nonantola, 30 e 31 agosto 2014 - Festival dell'Amicizia



Festival Celebrativo-Esplorativo dell'Amicizia 30/31 Agosto 2014 (da Sabato alle ore 9.00 a Domenica alle ore 18.00)
Centro Zen Land, Nonantola (Mo).
Via Copernico 75

Abbiamo voluto creare un weekend in cui sperimenteremo questo elemento della nostra vita, perché ci rendiamo profondamente conto di come una delle cose che più e' stata alienata, inardita e sradicata dal nostro vivere quotidiano , e' proprio il contatto Empatico tra le persone.

Spesso viviamo una vita intera in questa aridità' , o roviniamo situazioni , attività', contatti, e noi stessi per paura di provare a cambiarla.

L'Amicizia e' quel valore e situazione concreta che può ritornare ad essere la base per questa nuova posizione che ognuno di noi può ricreare per vivere una vita piena di abbondanza. Una situazione consapevole in cui il contatto con gli altri possa essere di nuovo uno spazio sacro, di accoglienza e accettazione, di sensibilizzazione, di rispecchiamento, di rivitalizzazione e risveglio, di crescita e condivisione, scambio e nutrimento.

RIpartiremo dal punto in cui siamo a riguardo di come ci relazioniamo e come e' la nostra vita in relazione con gli altri e noi stessi.


Da li' ci riconnetteremo con le nostre capacita' e qualità' empatiche, e ne risperimenteremo le caratteristiche e le naturali modalità', via via sciogliendo i potenziali nodi, paure e resistenze, o i condizionamenti e le ferite che abbiamo subito durante la nostra vita.

L'amicizia e lo specchio esterno che nel contatto con l'altro possiamo sperimentare, diventa anche e sopratutto un ottimo elemento di crescita e autoguarigione di Se', uno spazio in cui potersi reintegrare e rifluire nelle proprie energie , nello scambio dei bisogni e desideri, attraverso l'esplorazione del proprio e altrui "spazio" .

Utilizzeremo per questo weekend diverse modalità' e approcci. Includendo alcune meditazioni di Osho e l'AUM Meditation in forma tradizionale. Utilizzeremo molti esercizi riguardanti il contatto con l'altro, a livello energetico, empatico, fisico, emozionale, e anche spirituale.

Useremo principi di Bonding Psychotherapy, che si basa molto sul contatto dolce fisico di contenimento e accoglienza per sciogliere le varie memorie traumatiche. Sperimenteremo anche elementi di Trauma Healing e di Terapia Cranio Sacrale.

Approfondiremo l'esplorazione attraverso diversi Friendship Meeting(Meeting dell'Amicizia) dove praticheremo la verità' e l'onesta nella condivisione con l'altro, proprio per facilitare la liberazione del nostro fluire energetico ed emozionale.

Tutto questo ci porterà' di nuovo verso una più approfondita integrazione interiore, e trasformazione, ma anche una maggiore leggerezza, chiarezza e fluidità', in maggior contatto con ciò che veramente sentiamo.

Questo weekend si svilupperà' pero all'interno di una direzione Celebrativo-Trasformativa , con vari momenti di condivisione libera, di abbracci, danza , coccole, massaggi, creatività' , canto…e tanti altri spazi .


Per info e prenotazione  potete chiamare al 3465836944.

martedì 19 agosto 2014

Il discorso del "koan" (zen)



“Koan" - Questo termine indica lo strumento di una pratica consistente in una affermazione paradossale o in un racconto usato per aiutare la meditazione e quindi "risvegliare" una profonda consapevolezza.

Nella tradizione Zen c’è la pratica del Koan. Il koan dovrebbe essere qualcosa in cui sei profondamente interessato, la tua più profonda “preoccupazione”. 

Vuoi davvero comprendere, vuoi trasformare.

È come quando sei colpito da una freccia, e porti la freccia con te nella tua carne, in piedi o seduto, sveglio o addormentato, la freccia è con te. Il Koan dovrebbe essere una cosa così. La tua vita quotidiana è completamente focalizzata su di essa. Qualcosa che richiama tutta la tua energia, il tuo interesse, la tua consapevolezza, e l’abbracci giorno e notte, guardando in profondità, e un giorno arriva la visione, e allora vedi e ti liberi.

Perciò il koan è qualcosa che dovrebbe riuscire a richiamare tutta la tua concentrazione, tutta l’ energia, altrimenti non può esserci una trasformazione. Per esempio, la sofferenza nel medio Oriente è un koan per l’intera umanità, non soltanto per gli Israeliani e i Palestinesi. Ma noi esseri umani siamo così indaffarati, non siamo un sangha (comunità o gruppo di persone buddhiste), non abbiamo abbastanza consapevolezza, concentrazione, non riusciamo a vedere il koan.

Diamo un po’ di attenzione, poi la distogliamo, ci interessiamo di altre cose. Perciò non è ancora un koan per la famiglia umana. Quando il maestro comprende le difficoltà e la sofferenza del discepolo, offrirà un koan, come: “dimmi, qual è il suono fatto da una sola mano?”. Di solito abbiamo bisogno di due mani per produrre un suono. “Qual è il suono prodotto da una sola mano?”.

Questo è un espediente abile, per aiutare il discepolo a scoprire, comprendere la propria situazione, e il discepolo non può adoperare soltanto l’intelletto per arrivare alla comprensione.

L’intelletto è soltanto una parte, più in profondità c’è l’inconscio, il subconscio, c’è il corpo, tutte le tue formazioni mentali, la coscienza deposito.

Per questo motivo, il koan che viene offerto dal maestro non dovrebbe essere esaminato soltanto dall’intelletto, dovrebbe essere deposto nella profondità del tuo essere, e durante la vita quotidiana lo porti con te giorno e notte, mangiando, camminando, facendo qualsiasi cosa, lo abbracci, a tempo pieno, che si tratti della tua sofferenza, o di una situazione critica.

Questo è il koan.

Dovresti riuscire a mobilitare tutta la tua forza, tutta la tua energia, tutta la tua consapevolezza e concentrazione, allo scopo di abbracciare in profondità quella difficoltà, quella situazione, e giorno e notte, in ogni momento fai soltanto questo, lo abbracci teneramente, e un giorno, con il sostegno del sangha, ci sarà la rivelazione.

La visione può venire da te, può venire dal sangha, oppure la tua visione è stata aiutata dal sangha, può essere l’espressione della visione collettiva del sangha, perché vivi con il sangha e il sangha lavora con te e ti sostiene nel tentativo di comprendere la situazione.

Quando la pratica raggiunge il livello del sangha, diventa molto potente, se l’intero sangha abbraccia il tuo dolore, giorno e notte, e guarda in profondità nel tuo dolore con l’energia della consapevolezza e della concentrazione.
Allora ci sarà un rapido sollievo e ci sarà la comprensione che ti aiuterà a superare la sofferenza, a vedere il sentiero e a trasformarti, liberarti. È così che funziona, per te e per il sangha.

Thay 

domenica 17 agosto 2014

Gli ermi colli di Recanati e Treia

Colazione ad alba inoltrata (le 10) al bar con vista sugli ermi colli del Treiano.


Ermo colle di Treia dal baretto in piazza

Il richiamo di Leopardi ci ha portato in seguito a Recanati dove, nella bellissima piazza del comune abbiamo preso il sole e condiviso i fatti della vita. 



Caterina è andata ad indagare sulle indicazioni per arrivare alla casa di Giacomo ed è tornata soddisfatta 



mentre il maestro Saul guarda verso la luce. 



In pausa di riflessione ognuno ammirava un aspetto del paese: Chi i fiori, chi gli abitanti, chi gli abitati e chi le nuvole.

Nel mezzo del cammin della nostra mattinata ci ritrovam...nooo ma quello è Dante...vabbè comunque trovammo l'infinito silenzio e Caterina lo immortalò. 

 

Cammina e cammina 


siamo arrivati al palazzo della famiglia che contava 3 figli, uno dei quali geniale e depresso chiamato Giacomo. Entrando dal corridoio di servizio abbiamo visitato la biblioteca carica di libri di ogni genere (proibiti e non) e sala parto delle opere squisite del Leopardi.

Carichi di cultura e anche di una maglietta "infinita" da condividere siamo tornati alla nostra dimora a mangiare la caprese più ricca e deliziosa che sia mai stata creata da mano d'uomo (quella di Paolo).

Dopo tutto ciò non poteva mancare il meritato riposo pomeridiano.

Ilaria e Vriksha

Vriksha in finestra a Treia