Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 24 maggio 2013

Vignola, campi aperti e movimento per l'agricoltura contadina....

Maria Miani

Campi Aperti, di cui è socia Maria Miani, è impegnato da un po' a sostenere sia fisicamente che in modo politico l'agricoltura. Vi inoltro il resoconto di un incontro per l'agricoltura importante!

Lunedì scorso io, Michela, Roberta Borghesi e una decina di contadini della "campagna per una legge in favore dell'agricoltura contadina" abbiamo incontrato alcuni deputati del movimento 5 stelle. A questo incontro ne è seguito un secondo con la capogruppo al senato di Sel Loredana de Petris. Il giorno dopo alcuni contadini che si son fermati a Roma hanno incontrato anche una deputata PD.

Tutto questo è successo perché Adriano Zaccagnini, un ragazzo che ha bazzicato il giro di Genuino Clandestino dai primi tempi e si è sempre occupato di agricoltura ecologica, alle ultime elezioni è stato eletto deputato con il M5S.
Quindi siamo andati perché Adriano e i sui colleghi ci hanno invitati a una sorta di audizione.

Tanto per chiarire:
- Campiaperti non ha intenzione di allearsi con il Movimento 5 stelle né con Sel né con altri.
- Campiaperti non darà mai indicazioni di voto o preferenze elettorali. Cosa voti o non voti, quali preferenze sessuali hai e quali droghe usi sono fatti tuoi.
- siamo andati perchè ci hanno chiesto di esporre le nostre questioni, e questo ci è sembrato potesse aprire delle opportunità su alcune cose.
- siamo andati per vedere l'effetto che fa quando dei contadini entrano in parlamento

Ci sarà occasione alle prossime assemblee o anche qui in lista di discutere se questa "strategia" debba essere continuata o meno.
 
L'incontro con M5S è durato poco più di tre ore.
Nella prima ora è stato spiegato ai deputati l'importanza del riconoscimento politico dell'agricoltura contadina, e di conseguenza di una legge quadro che definisca le caratteristiche  dell'agricoltura che noi pratichiamo.

Nella seconda ora si è parlato delle problematiche concrete, in particolare di normativa sulle trasformazioni, accesso alla terra, mercati contadini, burocrazia ecc.

Nella terza ora si è parlato del progetto di legge del PD sul "kilometro zero" (primo firmatario Raelacci), sottoscritto da tutto l'arco parlamentare della precedente legislatura, quindi esclusi i 5 stelle perchè non c'erano.

Con Sel abbiamo parlato brevemente delle stesse cose.
 
Il progetto di legge sul km zero  è una porcata pazzesca. Il provvedimento più eclatante di questo disegno di legge prevede di fare sconti del 50% sugli oneri di urbanizzazione per la realizzazione di nuovi centri commerciali. 

La condizione per avere questo sconto di milioni di euro è l'impegno a vendere prodotti a km zero, oppure biologici oppure Igp o dop per arrivare a coprire almeno il 30% della parte alimentare. Leggetelo che è interessante (saltando l'introduzione). Allego anche la critica al ddl scritta da me e Germana.

Per tentare di bloccare questo proposta di legge  i 5 stelle hanno pensato di presentarne una alternativa e ci hanno chiesto di proporgli dei contenuti.
 
Come Campiaperti ci siamo impegnati a individuare alcune misure per sostenere e diffondere la produzione e il consumo di prodotti locali . Ovviamente le prime che ci sono venute in mente sono la concessione gratuita di spazi pubblici per i mercati contadini e l'esonero dalla tarsu per i mercati a rifiuti zero.
 
Per il momento dal Parlamento è tutto.
 
Carlo
 
PS chiunque sia interessato a occuparsi di queste questioni, anche solo per fare lo sborone con gli amici, lo dica che sarà coinvolto

giovedì 23 maggio 2013

Salento - Il parlamento si interroga sulla protezione della famosa quercia di San Sebastiano in Galatina

Foto di Oreste Caroppo


UN’ INTERROGAZIONE PARLAMENTARE STORICA PER SALVARE UN SIMBOLO DELLA NATURA DEL SALENTO, l’antica monumentale Quercia di San Sebastiano in Galatina di una specie autoctona protetta e molto rara la Vallonea (Quercus macrolepis). Un maestoso esemplare così assurdamente e stupidamente minacciato dall'asfalto famelico e dall'urbanizzazione selvaggia e speculativa.

Una strada provinciale-comunale, la “circonvallazione ovest”, prevista a pochissimi metri dal tronco dell’albero, e di fronte al cui progetto, nonostante le grandi mobilitazioni popolari da ormai diversi mesi, gli amministratori interessati, a vari livelli, non hanno sollevato un sol dito in sua vera difesa, anzi … si è addirittura assistito ad una serie di rassicurazioni rivelatesi, purtroppo, più che false. Ora tutti ci auguriamo, dal coinvolgimento dei Ministeri dell’Ambiente, delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e dei Beni Culturali e Paesaggistici,  un’ immediata svolta e la riassunzione da parte della politica locale delle sue responsabilità in difesa della Quercia e del suo paesaggio rurale da preservare estesamente massimamente intonso!     

E’ QUESTO UN GIORNO STORICO per la Quercia di Galatina ma anche per la tutela dei beni ambientali arborei italiani più in generale: da poche ore è stata diffusa la notizia di un' interrogazione parlamentare a Tutela della, amata da noi tutti, Vallonea di San Sebastiano, presentata dai parlamentari senatori salentini Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi, e Daniela Donno (quest’ ultima anche membra della Commissione Agricoltura Caccia e Pesca del Senato), che hanno scritto oggi una pagina importante per la crescita culturale naturalistica del nostro paese con questa interrogazione più che virtuosa! E che ringraziamo di cuore e vivamente per questo atto di buona e saggia politica!
Con immensa gioia il Forum Ambiente e Salute ha appreso questa bellissima notizia! Grazie anche a tutti i tantissimi altri “Custodi della Quercia” impegnati per la sua protezione. E’ quest’atto parlamentare una piccola grande pietra per la creazione del Parco delle Querce a massima tutela della Vallonea di Galatina e del suo minacciato paesaggio storico-naturale! Ed un macigno contro la follia della speculazione dell' asfalto ridondante e del cemento! Ma è anche una pietra irremovibile che sancisce la vergogna della ristretta e miope politicuccia locale, che ha fatto diventare un problema ed una massima urgenza ambientale di valenza nazionale, ciò che invece si doveva difendere e ostentare come una coccarda di merito, invece ... Ma nonostante tutto questo disdicevole e irresponsabile agire di pochi, tantissimi salentini, e oggi questi loro rappresentanti nelParlamento, hanno mostrato a quei pochi ombrosi in che verso batte il cuore del Salento!
I cittadini hanno chiesto di fermare l’iter che rischia di portare a giorni all’ apertura dei cantieri per il secondo lotto della strada circonvallazione che minaccia la Quercia, e di variarne il percorso, mantenendosi ad una distanza di almeno 100 metri dalla chioma dell'albero, come la legge consiglia massimamente per la salvaguardia di simili alberi monumentali, per una migliore e più rispettosa valorizzazione dell’albero e del suo cono visuale e paesaggio agreste circostante, dove farvi sorgere un "parco verde rurale delle querce" a sua massima tutela e valorizzazione, senza impiego di asfalto e cemento, ma con le tipiche architetture dei muretti a secco, staccionate in legno grezzo e percorsi in sterrato e piante autoctone. Il secondo lotto della strada ben potrebbe, e pertanto deve, essere fermato poco più a Sud con una rotatoria di raccordo con Viale Don Giovanni Bosco, evitando interamente il tratto più settentrionale che va dall'altezza di Viale Don Giovanni Bosco in poi, per poche centinaia di metri interferendo con la Quercia ed il suo paesaggio. Un paesaggio invece da salvaguardare dall'asfalto e dal cemento per il bene di questo monumento e della sua massima fruizione, oggi già molto alta, in tutta sicurezza e piacevolezza, di cittadini, turisti, studiosi naturalisti e delle scolaresche. Una variante, inoltre, questa, minima rispetto all'intera opera, che va ad accorciarne, e di poco, solo il tratto terminale, e che non inciderebbe negativamente sui flussi di traffico che la circonvallazione ha in progetto di snellire.

Ecco lo storico testo dell’importante interrogazione parlamentare: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=700071,

Senato della Repubblica - Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00196


Atto n. 4-00196

Pubblicato il 16 maggio 2013, nella seduta n. 23

BUCCARELLA , DONNO , LEZZI - 

Ai Ministri 
- dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, 
- delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali 
- per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo.  

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
da oltre un anno, nella città di Galatina, in provincia di Lecce, è in corso una crescente mobilitazione civica tesa a salvare "La grande quercia vallonea di San Sebastiano in Galatina", plurisecolare albero di una specie molto rara che domina il panorama dell'immediata periferia del paese;
è stata prevista nella zona la realizzazione di una nuova strada provinciale (circonvallazione ovest). I lavori, già cominciati nel primo dei due lotti previsti, denotano, ad avviso di molti cittadini e associazioni della zona, una marcata noncuranza e mancanza di rispetto per gli alberi che sono nei dintorni del percorso stabilito con quotidiani abbattimenti;
il progetto prevede il passaggio della nuova provinciale addirittura sotto la chioma della grande quercia con escavazione e gettate di cemento e asfalto a ridosso dell'apparato radicolare della pianta, con conseguente inevitabile danneggiamento dello stesso e sofferenza dell'albero;
la grande quercia vallonea riveste per la cittadinanza una forte valenza culturale (in effetti da quella pianta si estrae il tannino, sostanza necessaria alla concia delle pelli, attività che da sempre ha caratterizzato la zona), oltre ad essere un luogo di incontro e punto di riferimento per i cittadini di Galatina che le hanno addirittura conferito il nome del santo patrono della contrada;
la grande quercia vallonea è specie vegetale autoctona molto rara in Italia e quasi esclusiva della zona salentina, tanto che il Ministero dell'ambiente, con decreto ministeriale del 3 aprile 2000, concernente la tutela delle aree su cui insistono alberi della specie vallonea, dichiara le stesse siti di importanza comunitaria (SIC) e zone di protezione speciali (ZPS), individuandole ai sensi delle direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE (foreste di quercus macrolepis cod. 9350);
ad adiuvandum si ricorda che la quercia vallonea figura fra le specie per le quali è riconosciuta a livello mondiale l'esigenza di istituire riserve per salvaguardare lo stock genetico (Unesco 1979), ed inoltre è inserita nella lista rossa nazionale delle specie a rischio;
vi è la possibilità, con una lieve modifica al progetto originario, di salvaguardare questo monumento vivente; tuttavia, gli organi territoriali competenti (Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Galatina) sono rimasti insensibili ai richiami, alle soluzioni proposte e alle ripetute sollecitazioni effettuate da cittadinanza, associazioni, orto botanico di Lecce dell'Università del Salento;
la vicenda ha ottenuto gli onori della cronaca nazionale con la pubblicazione su "la Repubblica" di un articolo in data 20 gennaio 2013;
la tutela delle alberature è prevista dal codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, che, nella parte III, tra i beni paesaggistici annovera, per il loro notevole interesse pubblico, anche le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione;
quali iniziative intendano assumere, per quanto di competenza, al fine di tutelare la grande quercia vallonea di San Sebastiano in Galatina ed evitare che questo ulteriore scempio danneggi il panorama unico offerto dal monumentale albero.

mercoledì 22 maggio 2013

Spilamberto, 2 giugno 2013 - Si celebra la fondazione della Repubblica Italiana raccogliendo immondizie




Fiume Panaro a Spilamberto

L’Italia è una Repubblica dal 2 giugno del 1946. Questa data è come un atto di nascita ed è possibile stabilire le qualità insite nella fondazione del nuovo Stato partendo dalle qualità temporali della sua fondazione. L’aspetto più evidente, dal punto di vista dello zodiaco occidentale, è che l’Italia manifesta tutte le caratteristiche dei Gemelli. 
Il 2 giugno rientra nel secondo decano, quindi nella pienezza degli aspetti “gemellari”. Castore e Polluce ci sono entrambi, ed è forse per questa ragione che l’Italia ha avuto, ed ha, un destino sia artistico, culturale e poetico che truffaldino, speculativo e corrotto. In particolare si può dire che la Repubblica Italiana manifesta capacità di cambiamenti rapidi ed una quantità di talenti. Benedetta dalle qualità del “divo nato” la nostra patria rappresenta la personificazione caratteriale dell’uomo di spettacolo, una specie di prestigiatore Houdini o –al meglio- un accorto Disraeli. 
Lo spirito mercuriale dei gemelli predispone la Repubblica Italiana a trasformazioni repentine, cambiamenti di scena e facili entusiasmi. In tal modo si può perdere di vista la necessità contingente ed infatti la vita privata degli italiani -in generale- ne soffre, anche se nel pubblico tutti cercano di essere brillanti….

Nel calendario romano il 2 giugno era indicato come il “quarto giorno prima delle none. Fasto. Sacro a Marte, alla Dea Carna ed a Giunone Moneta” Secondo Microbio, Carna è la divinità tutelare della parti vitali del corpo, forse questa la ragione per cui gli italiani sono così amanti della buona tavola e delle “rotondità” femminee. Il termine invece affibbiato a Giunone, “Moneta”, significa “l’Avvertitrice” e le venne conferito in occasione del celebre episodio dell’assalto dei Galli al Campidoglio, sventato dalle oche sacre del tempio di Giunone. L’attributo passò poi ad indicare la moneta (in senso di denaro) poiché la zecca si trovava nei pressi del tempio della Dea.
Questo particolare della “difesa” fatta dalle oche può servire da introduzione al contenuto semantico e zodiacale connesso all’oroscopo cinese. Infatti l’anno 1946 è quello del Cane di Fuoco. Il cane è animale da guardia per antonomasia ed il Fuoco rappresenta la vista, da cui se ne deduce che l’Italia è un paese che si guarda attorno e cerca di adeguarsi alle regole secondo termini di giustizia condivisa. 
Questa è una chiara immagine del dharma del nostro paese. In aggiunta il 2 giugno rientra nella stagione del Cavallo, simbolo della libertà e della leggerezza, da cui se ne deduce che il motto più vicino alla realtà ideale della nostra Repubblica, secondo i cinesi, sarebbe “giustizia e libertà”. Ed effettivamente, malgrado i grandi difetti, queste aspirazioni sono nel cuore di tutti gli italiani…..
In sintonia con questa "osservazione" zodiacale noi bioregionalisti del Circolo Vegetariano VV.TT. compiremo un piccolo rito il  2 giugno 2013. saremo sulle rive del fiume Panaro per raccogliere plastiche ed altre immondizie che deturpano l'ambiente, compiremo questo gesto liberamente e per un senso di giustizia verso la nostra Terra. Appuntamento alle h. 18 all'ingresso del sentiero natura di Via Gibellini di Spilamberto (Mo). 
Buon Anniversario della Repubblica a tutti quanti!
Paolo D’Arpini

martedì 21 maggio 2013

Tuscia - Daniele Fringuelli: "L'importanza degli orti sociali per risollevare l'economia e la dignità umana.."




Lo scrivente è un candidato della lista civica “Insieme per il territorio con Bonatesta” di Viterbo  e nell'ambito dei tanti annunci e promesse fatte dai più disparati candidati alle prossime comunali, propongo all’attenzione collettiva una proposta politica che circola sempre più spesso nei blog dedicati agli argomenti agrari.

Mi riferisco al valore sociale collettivo degli orti cittadini, sempre più diffusi al Nord-Italia come in qualche comune della Provincia (ad es. Tarquinia sui terreni dell'Università Agraria che anch'io ho
utilizzato e quindi parlo per esperienza diretta). Ha fatto scalpore la notizia che Michelle Obama abbia creato un orto biologico per fornire cibo fresco e sano alle proprie figlie (e al consorte) proprio dentro i giardini della Casa Bianca ed i più accreditati dicono che lo coltivi lei direttamente.

In questo mese di maggio, l’Anci, Italia nostra e Res Tipica hanno firmato il protocollo 'Orti Urbani' una iniziativa nazionale "work in progress", partita da alcune esperienze, la quale si sta diffondendo
in città piccole, medie e grandi, che punta a potenziare il ruolo degli orti in città come antidoto al degrado del territorio, e ha già raccolto importanti adesioni. 

L'obiettivo di “Orti urbani” è sottrarre aree verdi all'abusivismo edilizio e alla speculazione riducendo l'inquinamento ambientale e
mediante la creazione di orti e con la diffusione di agricoltura di qualità; viene promossa così la riqualificazione sia degli spazi urbani che periurbani, migliorandone il decoro e l'estetica e valorizzando il paesaggio con attività agricole che determinano lo sviluppo di una economia etica a diretto vantaggio delle comunità locali.

In generale gli orti sociali potrebbero essere una delle vie per rivitalizzare socialmente le metropoli e soprattutto l'umanizzazione dei grandi ambienti urbani fortemente antropizzati. Si stanno
diffondendo sempre di più nelle gradi città, New York, Parigi, Chicago, dove gruppi di cittadini si impegnano a coltivare e valorizzare angoli di terra, piccoli spazi, spesso anche su terrazzi sopra i lussuosi grattaceli. E questo perché il ritorno all’agricoltura, ai prodotti bio ed ecologici autoprodotti, è ritenuto molto moderno, all’avanguardia e fa tendenza, almeno negli USA.

Di fatto si valorizza il ruolo sociale dell'agricoltura esteso agli abitanti della stessa cinta urbana, inteso come motore per creare relazioni sociali tra le persone, la condivisione degli spazi, lo
scambio- baratto dei prodotti ortivi che fungono da pretesto per rinsaldare nuove amicizie: ci si scambia opinioni, prodotti, piantine, una "bruschetta" insieme la domenica tra famiglie assegnatarie,
un aiuto alla raccolta-trapianto ecc., tu mi doni i pomodori e poi quando faccio la marmellata di pesche, ti dono un barattolo; si crea veramente un clima creativo, mai concorrenziale tra vicini. 

Per non parlare poi delle implicazioni economiche per l'autoconsumo, visti i tempi di crisi, come soluzione alla disoccupazione e alla crisi economica, porterebbe ad un incremento di giovani e disoccupati per occupare le proprie giornate con attività costruttive e di utilità sociale.

Fino ad ora si è parlato di agricoltura sociale solo per il reinserimento umano, psicologico, creativo di soggetti con problemi fisico-psichici (handicappati, psicolabili, carcerati in regime di semilibertà ecc. e ne è un esempio la COOP LA ZAFFA dei detenuti di Viterbo con i terreni del comune in comodato alla str. Palanzanella) e quindi di soggetti al margine; ad esempio, per far riprendere un drogato al Ceis o in altre comunità, tutte fortemente inserite e localizzate in contesti agricoli, il programma iniziale prevede, oltre a regole orari e discipline rigide, anche e soprattutto il lavoro manuale e quello agricolo in particolare, per far riprendere confidenza con i ritmi della vita (la crescita delle piante, la soddisfazione del raccolto, la cura iniziale delle giovani plantule o meglio ancora la dedizione agli animali domestici tipici, non solo quelli antropizzati come cani e gatti). 

Le sempre più crescenti fattorie didattiche dove i bambini vengono fatti inserire in un contesto agricolo, facendoli conoscere le piante, la vita che da un piccolo seme produce frutti, la fatica, e
anche la gratificazione di vedere materialmente il proprio lavoro crescere e maturarsi. 

E’ fatto risaputo ormai che persone con problematiche sociali e di apprendimento, come per esempio autistici, o con la sindrome di Down, vengono riabilitate in centri agricoli, con il contatto con la
natura, l’aria fresca, lo spirito creativo e responsabile di far crescere una piantina, o meglio ancora allevando animali, prendendosi cura di essi.

Ma la proposta può e deve essere estesa all'intera collettività, soprattutto ai soggetti che possono essere più vulnerabili all'isolamento e alla crescita: mi riferisco agli:

ANZIANI, spesso soli, intontiti davanti alla TV anche se fisicamente attivi, ma privi di iniziativa e motivazioni, spesso con figli fuori e privi di legami saldi. Questo accade soprattutto gli uomini, caratterialmente più fragili delle donne, una volta andati in pensione. Vari amici mi hanno chiesto di trovare per il padre, magari rimasto vedovo, piccoli pezzetti di terreno, vicini alla città, senza scopi edilizi e speculativi, per farlo uscire dall'isolamento che la condizione di anziano necessariamente gli crea, per fargli dare un senso alla sua giornata, allontanarlo dal Bar o dalla TV. Per esperienza diretta con un familiare, che ha avuto un ictus nel 2012 ed abita a Viterbo in una villetta con un orto da me curato: come ha iniziato a dedicarsi di nuovo alla cura delle piante ortive, ha ripreso vitalità ed intelligenza che neanche la terapia a Villa Immacolata era riuscita a dargli. Questo perché la pratica dell’agricoltura, il prendersi cura di qualcosa, rende attivi, stimola lo spirito di responsabilità verso qualcos’altro.

GIOVANI. Tecnopratici, spesso pieni di vizi futili, gusti alimentari innaturali, con modesti valori veramente umani, abilissimi nelle chat, ma privi di contatto con il mondo biologico che li circonda.
A scuola nelle mie lezioni di scienze-biologia mi accorgo della povertà caratteriale che ne contraddistingue molti, soprattutto cittadini (se provengono dai paesi mi accorgo che hanno più i piedi per terra!). Io ho iniziato nell'adolescenza la passione per la terra, gestendo in autonomia un piccolo orto familiare, e questa è diventata poi lo scopo dei miei studi e della mia professione di
agronomo; dedicarmi alle piante mi ha aiutato nella crescita e nei periodi foschi adolescenziali che ogni ragazzo attraversa. Mi accorgo che quando faccio le esercitazioni sulle piante in classe o parlo dell'allevamento degli animali, i ragazzi candidamente si entusiasmano, segno evidente che il PC, IPAD o FACEBOOK non riescono a colmare la loro curiosità e la voglia di sentirsi utili per il
mondo. 

Questo ruolo sociale degli orti urbani può conciliarsi benissimo con la forte campagna mediatica e sul campo intrapresa da molti sindaci di città del Nord, contro la ludo-dipendenza che colpisce soprattutto anziani, e giovani, ovvero la lotta alle sale giochi/scommesse, veri e propri mostri mangiapersonalità e pozzi senza fondo. Esse creano dipendenza e sfruttano la fragilità emotiva e caratteriale che difficilmente aveva il buon Bertoldo di una volta, contadino con le scarpe grosse ed il cervello fino.

Inoltre, non va dimenticato l’impatto ecologico. In una città sempre più urbanizzata dove si versa cemento, la figura dell’orto creerebbe un impatto positivo sulla vivibilità viterbese. Gli spostamenti sono sempre per di più con l’auto, si vive circondati da tecnologia, macchine, applicazioni, ma si trascura l’aspetto importante dello stare all’aperto, respirare aria pulita senza fumi di scarico, non subire passivamente nessun tipo d’inquinamento sia atmosferico che acustico, stare a contatto con la natura, la terra, la vita. 

L'istituzione degli orti urbani rientra nella filosofia di promozione del territorio agricolo comunale, ed è un mezzo efficace per la sua salvaguardia attraverso le coltivazioni ortofrutticole. Salvaguardare vuol dire valorizzare: un territorio destinato a coltivazioni è preservato dal degrado, dall'abbandono, ed è rivissuta dai cittadini in una ottica dinamica di appartenenza e tutela.

A Tarquinia erano nati 20 anni fa per le persone anziane residenti ma poi, visto il successo (le quote sono andate a ruba), l'Agraria le ha estese anche ad altre zone ed altri cittadini. Il Comune di Viterbo possiede svariati terreni vicini al centro abitato: non servono cifre faraoniche per allestire le quote di 2-300 mq (un pozzo per l'acqua corrente, la sistemazione superficiale del terreno, le modeste strade poderali) e proporle all'affitto delle famiglie per un prezzo equo (50-100 euro/anno per coprire i costi di gestione ed organizzazione).

Questa proposta non ha colori politici e dovrà servire da stimolo sia allo scrivente candidato sia a qualunque futuro amministratore di buona volontà e dotato di spiccato senso pratico.

(Copy Right) DANIELE FRINGUELLI – dottore Agronomo

daniele fringuelli.JPG

lunedì 20 maggio 2013

Siria - Mussalaha: la riconciliazione è la sola speranza - Dichiarazione di padre Dave Smith

L'ombra di sion sulla Siria

Dichiarazione conclusiva della Delegazione Internazionale di Mussalaha in Siria, maggio 2013

La Siria presenta il degrado generale e terribile della umana decenza e rispetto. Ci sono milioni di vittime innocenti e tanti singoli atti di eroismo, ma tra i potenti vediamo un grado spaventoso di violenza, ipocrisia e corruzione. Decine di migliaia sono morti, milioni sono sfollati, e quasi tutta una popolazione di 23 milioni vive nella paura. La comunità internazionale ha affermato e ci conferma che la tragedia siriana è forse la peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale.

Stati, organizzazioni politiche e combattenti sono le cause principali della miseria, che essi perseguono per il proprio vantaggio, seminando il terrore e la manipolando le sofferenze per addebitarle negativamente sui loro avversari, mentre troppo spesso rifiutano ogni  compromesso o addirittura di parlare tra di loro.

Queste sono le conclusioni della nostra Delegazione, composta da 16 attivisti per i diritti umani provenienti da sette paesi. Nel corso di nove giorni abbiamo visitato i campi profughi, le comunità colpite, leader religiosi, combattenti, rappresentanti di governo e molti altri - autori e vittime - in Siria e Libano.

Eravamo già inorriditi da ciò che sapevamo prima di venire, ma ciò che abbiamo scoperto nella delegazione ha provocato vergogna a quasi tutte le persone coinvolte.

Chiediamo alla comunità internazionale di proteggere l'integrità territoriale della Siria e di rispettare i diritti fondamentali della Siria come Stato sovrano. Deploriamo qualsiasi intenzione di violare l'integrità delle frontiere della Siria o di danneggiare l'unità e la ricca diversità del popolo siriano.

Noi riconosciamo la legittimità delle aspirazioni dei cittadini siriani per il cambiamento, per le riforme, lo sradicamento della corruzione di Stato e l'attuazione di una vita democratica che rispetti e protegga i diritti fondamentali di tutti i cittadini e delle minoranze, ma crediamo che le riforme efficaci e durature debbano essere raggiunte attraverso mezzi non violenti.

Il nostro appello principale è che tutti i Paesi fermino la loro ingerenza negli affari siriani - più specificamente, che arrestino la fornitura di armi e di combattenti stranieri da entrambi i lati del conflitto. Se i Paesi stranieri decidono di eliminare l'afflusso di armi e combattenti, siamo certi che i Siriani possono  trovare le proprie soluzioni ai loro  problemi e raggiungere la riconciliazione.

Ci opponiamo in modo inequivocabile ad  ogni aggressione e all'intervento straniero contro la Siria sotto qualsiasi giustificazione. Allo stesso tempo, facciamo appello a tutte le parti, compreso il governo, a dar prova di moderazione in risposta alle provocazioni che mirano ad aumentare la violenza e allargare il conflitto.

Riteniamo che sia fuori discussione che il popolo siriano ha il diritto di determinare il proprio governo e il proprio futuro. Interferenze straniere attualmente impediscono  al popolo siriano di esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione. Siamo preoccupati che tale pernicioso intervento stia lacerando il tessuto del Paese stesso, con conseguenze a lungo termine che si possono soltanto  immaginare.

L'esempio ammonitore dell'Iraq serve a ricordarci delle conseguenze disastrose di tale follia internazionale. Questa crisi umanitaria si sta già riversando nei Paesi vicini. Un collasso della società siriana  sarà destabilizzante per  l'intera regione. Facciamo appello alla comunità internazionale per dimostrare che si può imparare dalla storia e fare nel caso della Siria scelte migliori, che risparmieranno un'ulteriore tragedia per il coraggioso popolo siriano.

In secondo luogo, ci appelliamo ai media internazionali per fermare il flusso di disinformazione per quanto riguarda il conflitto siriano. Noi crediamo che ad ogni siriano, sia all'interno che all'esterno del Paese, dovrebbe essere dato il diritto di essere ascoltato e non vediamo rispecchiato questo diritto nella copertura internazionale di questa crisi.

In terzo luogo, mentre noi sosteniamo totalmente l'embargo sulle armi, chiediamo alla comunità internazionale di rivedere e riconsiderare le sanzioni paralizzanti che stanno avendo un così penalizzante peso sul comune popolo siriano.

In quarto luogo, esortiamo la comunità internazionale a prendere sul serio il vasto numero di rifugiati e delle persone sfollate internamente per questo conflitto.

Auspichiamo la cessazione di ogni violenza, di modo che queste persone potrebbero essere autorizzate a tornare alle loro case. Nel frattempo, però, gli sforzi di aiuto umanitario devono essere ampliati per soddisfare le esigenze di base di tali persone.

Il nostro rapporto precedente, la "Dichiarazione della Delegazione Mussalaha in Siria sulla situazione dei rifugiati in Libano", delinea l'inadeguatezza dei programmi attuali per i profughi . Apprezziamo il fatto che varie autorità di governo hanno tentato di rispondere alla crisi dei rifugiati. Riconosciamo però che al Comitato internazionale della Croce Rossa e le sue affiliate, così come ad altre agenzie umanitarie, deve essere consentito di istituire centri all'interno della Siria per la cura degli sfollati interni, in modo da evitare che questi profughi debbano  fuggire verso l'estero .

Questo lavoro richiede il finanziamento immediato e significativo da parte della comunità internazionale. Anche se questo sarà un'impresa costosa, riteniamo che i costi saranno in realtà solo una frazione dell'importo attualmente speso per distruggere la Siria.

Infine, facciamo appello a tutte le parti coinvolte a porre fine ad ogni forma di violenza e violazione dei diritti umani - le azioni che hanno come obiettivo e  terrorizzano i civili innocenti e prigionieri, gli attacchi terroristici indiscriminati contro la popolazione civile, l'ingiustificato  sistematico prendere di mira le infrastrutture statali vitali, le installazioni civili, le zone industriali, fabbriche, servizi di comunicazione, riserve agricole, centri sanitari e ospedali, scuole e università, e i punti di riferimento religiosi e culturali – tutto ciò provoca la trasformazione delle aree residenziali in zone di guerra, con la conseguente fuga della popolazione  civile.

Ci opponiamo allo stesso modo all'uso di decreti religiosi che incoraggiano, banalizzano e giustificano  la barbarie, lo stupro e il terrorismo. Facciamo appello ad ogni  comunità religiosa per chiamare i fedeli alla nonviolenza e alla  pace, e per  respingere ogni forma di violenza e discriminazione. 

Esprimiamo la nostra ammirazione e rispetto per i tanti leader religiosi siriani che hanno rifiutato di approvare l'uso della violenza e hanno dedicato la loro vita a lavorare per una soluzione pacifica a questo conflitto, e facciamo appello particolarmente per il rilascio immediato dei due Vescovi Cristiani rapiti , entrambi i quali si sono dedicati al lavoro di pace e di riconciliazione, come facciamo appello per la liberazione di tutti i religiosi cristiani e musulmani e altri cittadini siriani rapiti.

Concludiamo elogiando l'opera di Madre Agnes Mariam e l'iniziativa Mussalaha. Abbiamo assistito al loro lavoro all'interno di diverse comunità in tutta la Siria. Offriamo il nostro sostegno inequivocabile e continuo a queste persone coraggiose, e ci impegniamo a continuare a lavorare al loro fianco fino a quando la Siria sarà veramente in pace.

Ringraziamo il Patriarca Gregorios III Laham, per il suo gentile invito e il suo sostegno continuo per Mussalaha. Allo stesso modo ringraziamo il signor Jadallah Kaddour per la sua generosità che ha reso possibile la nostra visita ed  esprimiamo la nostra gratitudine a tutti coloro che hanno facilitato il nostro percorso, in modo particolare il Comitato Organizzatore della visita della delegazione e del Consiglio Popolare per la Riconciliazione Nazionale.

padre Dave Smith

(traduzione di FMG)http://fatherdave.com.au/mussalaha-peace-mission-to-syria/

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la premio nobel maguire con padre michel e lo sceikh Noaimi.
Appello della Premio Nobel Mairead  Maguire all’Italia: “Non boicottate la pace”

Marinella Correggia,  Damasco  http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1391    
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2013/05/14/siria-mussalaha-con-mairead-maguire-per-la-pace-e-l%E2%80%99autodeterminazione/

domenica 19 maggio 2013

Rovereto, 24 e 25 maggio 2013 - Alterfestival: Economia e sovranità



Alterfestival: Economia e sovranità24 e 25 maggio 2013
Urban Center Rovereto (TN)
 
Alterfestival 2013 è il primo appuntamento di un ciclo di dibattiti in materia economica volto a contrapporre al Pensiero unico dominante la divulgazione di teorie e pensieri di intellettuali ed economisti eterodossi, con particolare riguardo ai temi della macroeconomia e della geopolitica.
Oltre a promuovere un nuovo approccio alle tematiche economiche utilizzando un metodo ed un linguaggio indirizzato alla cittadinanza, l’idea di Alterfestival è quella di ampliare il dibattito approfondendo e stimolando l’analisi critica nei confronti della realtà economica e politica attuale, nonché sulle prospettive di sviluppo future. Lo scopo è quello di offrire spazio e visibilità ai pensieri economici alternativi a quello imperante: per riuscire in questo intento, ogni anno Alterfestival proporrà un tema specifico che funga da leitmotiv dei dibattiti. Per l’anno 2013 il tema prescelto è “Economia e sovranità” invitando i relatori a confrontarsi sul funzionamento di quei meccanismi economici che generano erosione di sovranità di uno Stato, e su come giuridicamente tali meccanismi possano essere limitati o bloccati.
Il festival comincerà ufficialmente venerdì 24 maggio alle 20.30 con un dibattito che vedrà partecipare il giornalista e scrittore Massimo Fini (“Il Fatto Quotidiano”, “Il Gazzettino”) e Nino Galloni, noto economista già funzionario del Ministero del Tesoro. Moderatore della serata sarà il giornalista Andrea Tomasi.

Sabato 25 il programma è più articolato. Alle 18.00 presso l’Urban Center il direttore di “Coldiretti” Trentino Danilo Merz illustrerà il progetto Km zero che promuove il consumo sostenibile di prodotti del territorio. A corollario di questa iniziativa, Barbara Battistello (tecnologo della Fondazione Edmund Mach, San Michele all’Adige) presenterà il progetto Campagna Amica.
Alle 19.45 presso la libreria “Blu Libri” di Rovereto si terrà la presentazione del libro Contro riforme di Ugo Mattei (Torino, 2013), noto giurista, prof. Ordinario di Diritto Civile all’Università di Torino. Alle 20.30 il professore sarà ospite all’Urban Center, dove verrà incalzato dal direttore del “Trentino” Alberto Faustini.

sabato 18 maggio 2013

Roma, 27 maggio 2013 - Creatività e forma tra arte e diritto

Foto di Gustavo Piccinini

Cari Amici

il Consiglio di Stato e il Primo Municipio di Roma Centro Storicosono lieti di invitarVi all'iniziativa Creatività e forma tra arte e diritto che si terrà lunedì 27 maggio (ore 
15,30 -19,00) nella Sala di Pompeo di Palazzo Spada, Piazza Capo di Ferro 13, Roma. 

Il complesso monumentale dei Palazzi Spada – Ossoli con le piazze Capo di Ferro e della Quercia, ed il Palazzo Santacroce - Aldobrandini (Monte di Pietà), costituisce la “Cittadella della Giustizia amministrativa” nel cuore di Roma antica, che il Consiglio di Stato ha aperto alla Città e al proscenio internazionale, ai fini della fruizione delle loro meraviglie a molti ancora sconosciute. La politica di  valorizzazione della struttura museale di Palazzo Spada, nel 1927 acquistato dallo Stato e  sede del Consiglio di Stato, si inserisce nelle più recenti manovre tese sia all’ottimizzazione e all’efficientamento dei servizi pubblici sia alla promozione della cultura quale leva di crescita culturale e sviluppo socio-economico del Paese.

La manifestazione Creatività e forma tra arte e diritto si inserisce nel cartellone degli eventi dedicati all’arte contemporanea ed intitolato “Arte in Regola” e registrerà il confronto a più voci tra artisti, docenti e studiosi, dedicato a indagare l’inesausta contrapposizione tra creatività e forma.
 
I lavori saranno introdotti dal Consigliere Raffaele Greco, Segretario delegato del Consiglio di Stato e dalla dott.ssa Anna Lisa Secchi, delegata alle Politiche culturali del Municipio Roma Centro Storico, e avviati da “Forma del giusto e forma del bello: una riflessione introduttiva” del Consigliere Francesco Arzillo, che assieme all’attività di magistrato amministrativo, in qualità di socio dell’Isca (International Science and Commonsense Association) svolge ricerca sui temi di ontologia, bioetica ed epistemologia ai quali ha dedicato due monografie.
Con la conduzione di Danilo Maestosi, pittore e critico d’arte, e la lettura interpretativa di brani selezionati tratti dai miti di Ifigenia (prologo della vicenda che porta all’assassinio di Agamennone) e di Antigone e dal giudizio di Socrate a cura degli  avvocati Marina Binda e Luigi Di Majo (Compagnia “Toghe in giallo”- Associazione culturale Centrartemediterranea), interverranno l’ordinario di Sociologia giuridica e Sociologia generale dell’Università La Sapienza di Roma, prof. Tito Marci (autore, tra l’altro, di numerosi saggi su cultura giuridica e ricerca pittorica), il filosofo prof. Alberto Gianquinto, la docente di Teoria della percezione e psicologia della forma dell’Accademia di Belle Arti di Roma,  prof.ssa Miriam Mirolla (autrice di pubblicazioni di arte contemporanea e di psicologia dell'arte, e ideatrice della "Mappa di Amore e Psiche a Roma",  un percorso tematico transepocale che lega il mito ai luoghi più prestigiosi della capitale), il maestro Oliviero Rainaldi, la cui opera dedicata ad Antigone e' stata inaugurata pochi giorni fa all'Avvocatura generale dello Stato di Roma, il maestro Ennio Calabria, protagonista della prima esposizione al Palazzo Santacroce Aldobrandini, la dott.ssa Ida Mitrano (storica e critico d’arte che collabora con le Università Sapienza e Tor Vergata di Roma, autrice di saggi sull’arte italiana del primo Novecento), l’Ordinario di Diritto Amministrativo dell'Università di Tor Vergata di Roma prof. avv. Eugenio Picozza, musicista, autore di numerosi saggi sulla interpretazione tra musica e diritto.

Con i migliori saluti, grazie per l'attenzione
info e contatti:
Segretariato Generale della Giustizia amministrativa
tel 06 68272404 - fax 0668272591
Incaricata
Consigliere Solveig Cogliani