Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 18 gennaio 2012

Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi - No alla deturpazione del paesaggio - Lettera alle Istituzioni




Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi


Più di 60 associazioni nazionali e da ogni parte d’Italia scrivono al Governo: “Sostegno al Ministro dell’Agricoltura che ha chiesto lo stop degli assurdi incentivi pubblici al fotovoltaico nelle aree agricole e naturali”.

Più di 60 associazioni nazionali e (comitati e sezioni territoriali) da ogni parte d’Italia hanno inviato al Governo una lettera aperta-documento volta a esprimere piena condivisione e massimo appoggio alle recenti ragionevoli e sagge dichiarazioni del Ministro Catania in merito all’AZZERAMENTO degli incentivi per il fotovoltaico sulle aree agricole, nonché a segnalare ulteriori urgenti prioritarie istanze, il cui accoglimento da parte del Governo nei suoi prossimi decreti permetterà davvero di rendere definitivamente acquisita la salvezza delle aree agricole e verdi minacciate dalla speculazione fotovoltaica e, più in generale, dalla speculazione delle energie rinnovabili industriali (eolico, ecc.).

Si lancia, inoltre, l’allarme contro alcune recenti insidie e trovate strumentali, come l’agrofotovoltaico e il fotovoltaico galleggiante, che non solo minacciano il paesaggio ma anche direttamente la qualità dei prodotti e l’integrità delle aree lacustri.
Aberrazioni che si sommano ai tentativi strumentali di dichiarare alcune aree agricole come "degradate" o "abbandonate", per permettere l'ubicazione lì degli impianti fotovoltaici, quando invece è notorio che non esiste area degradata in Italia che con adeguate politiche non si possa bonificare e rinaturalizzare, e che i terreni agricoli abbandonati da anni sono generalmente i più fertili poiché naturalmente arricchitisi di humus.

Il degrado del paesaggio ai fini dell’industrializzazione selvaggia diventa fattore pericoloso che può ulteriormente spingere gli speculatori a degradare le aree integre al fine di poter insediare così ancora più impianti rinnovabili industriali - nel sud Italia questi impianti stanno divenendo fattore di vera e propria desertificazione artificiale!

Si chiede di sostituire, nelle aree agricole e naturali, alle produzioni industriali di energia da fonte eolica e fotovoltaica le azioni di rimboschimento con piante autoctone, allargando l’accesso ai benefici per i rimboschimenti e le rinaturalizzazioni a favore del clima (Protocollo di Kyoto, Durban) e della biodiversità (Conferenza di Rio).

I firmatari del documento hanno esposto le seguenti richieste al Governo:

1. Moratoria immediata delle installazioni fotovoltaiche a terra, su serra o altre impalcature ubicate in aree agricole.

2. Eliminazione totale e definitiva degli incentivi per gli impianti fotovoltaici industriali in aree agricole, verdi o comunque naturali.

3. No all’agrofotovoltaico, no ai pannelli fotovoltaici galleggianti sulle acque.

4. Smantellamento degli impianti fotovoltaici affetti da irregolarità o che arrechino danni paesaggistici gravi ed evidenti. Al fine di tutelare i cittadini nel caso di installazioni già esistenti o future si chiede che siano introdotte fasce di rispetto e distanze minime di almeno 500 m.

5. Siano banditi i pannelli al Telloruro di Cadmio dagli impianti fotovoltaici data l’alta nocività per la salute umana del Cadmio..

6. Le aree agricole o verdi su cui siano stati realizzati già impianti fotovoltaici devono ritornare "agricole" o "verdi" nel più breve tempo possibile.

Elenco delle Associazioni che hanno sottoscritto il Documento.

Associazioni Nazionali


Accademia Kronos, presidente Ennio La Malfa
AIDA&A - Associazione Italiana Difesa Animali & Ambiente, Presidente Lorenzo Croce
ALTURA, Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti, Presidente Stefano
Allavena
Centro Internazionale di Cooperazione Culturale e Scientifica, Presidente Giulio C. Giordano
CNP - Comitato Nazionale Paesaggio, Presidente Carlo Ripa di Meana
Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi, Nadia Bartoli
Franco Zunino, Segretario Generale AIW in rappresentanza dell’Associazione Italiana Wilderness
Mountain Wilderness Italia, Presidente Carlo Alberto Pinelli
Movimento di Opinione Stop al Consumo di Territorio, Domenico Finiguerra
Rete Bioregionale Italiana, Paolo D'Arpini


Associazioni e Comitati locali - Sezioni territoriali di associazioni nazionali


Accademia Kronos - Umbria, Roberto Minervini
Altra Città – Orvieto -Terni, Mauro Corba
Associazione Albegna Viva, (Gr), Presidente Arabella Bedini Rodriguez
Associazione Ardeola, Anita di Argenta (FE), Fabrizio Borghesi
Associazione CasoleNostra (Siena), Vice Presidente Roberto Dautilia
Associazione Noi per Cesano, Cesano Maderno (MB), Salvatore Colombo
Associazione Nuova Messapia. Soleto (LE), Francesco Manni
Associazione TerraRossa - Mesagne e San Pancrazio (BR), Giulia Litti
Associazione Cittadini per il Parco Ferrari e il Verde Urbano - Modena, Nicoletta Uzzielli
Assotuscania, Tuscania (VT), Maria Rita Fiasco
Bio Masseria Santa Lucia - Azienda Agrituristica Biologica, Alessano (Le)
C N P, Comitato Nazionale del Paesaggio - Sezione del Molise, Gianluigi Ciamarra
CIA - Confederazione Italiana Agricoltori di Lecce, presidente Giulio Sparascio
Circolo vegetariano VV.TT. - Calcata (VT)
CISA, Comitato Interregionale Salvaguardia Alfina,Orvieto -Terni , Vittorio Fagioli
Comitato "Difendiamo la Garfagnana. No agli scempi ambientali”, Patrizia Morosini,
Comitato Ambiente Paesaggio Salute Sicurezza, Lavello (PZ), Viatantonio Iacoviello
Comitato Ambiente Sano, Veglie (LE), Presidente Dario Ciccarese
Comitato Ariacheta di San Godenzo ( FI), Luca Vitali
Comitato Civico IO CONTO, Ugento (LE), Vito Rizzo
Comitato contro il Mega progetto Poggio Malconsiglio, Riparbella (PI), Presidente Alessandro
Aringhieri
Comitato di Difesa dal Fotovoltaico Selvaggio di Castel Giorgio, Fausto Carotenuto
Comitato di Piansano (VT), Paolo De Rocchi
Comitato di Via Don Luigi Sturzo, Seveso (MB), Emanuele Maronese
Comitato GEO - Ambiente & Territorio Monterotondo Marittimo (GR), Presidente Graziano
Bianchi
Comitato in Difesa del Paesaggio di Camugnano (Bo), Paola Campori
Comitato per Campiglia, Campiglia Mrittima (LI), Simona Lecchini Giovannoni
Comitato Sabino, (aderente al Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il paesaggio), Lazio,
Cristiana Mancinelli Scotti
Comitato vivere le Crete di Asciano (SI), Presidente Giovanni Cecconi
Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio, della Salute e dei Diritti del
Cittadino - rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non,
ambientalisti, culturali e socio-assistenziali; sua area prioritaria di impegno il Grande Salento, la Puglia
Salentina (province di Lecce, Brindisi e Taranto)
Coordinamento Comitati e associazioni ambientaliste di Grosseto, Presidente Lamberto Meschinelli
Elio Lanzillotti, Responsabile del dipartimento ambiente IDV Puglia.
Fondazione Popoli & Costituzioni - Salento, Tony Tundo
Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed
associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone
Francesco De Carli, EX Presidente del Circolo Legambiente Milano Ovest
Italia Nostra Firenze, Vice Presidente Mariarita Signorini
Italia Nostra Siena, Presidente Lucilla Tozzi
Italia Nostra Grosseto, Presidente Michele Scola
Italia Nostra Apuo-lunense, Presidente Mario Venutelli
Italia Nostra Prato, Presidente Andrea Abati
Italia Nostra Castiglion Fiorentino, Presidente Liliane Buffaut Mungo
Italia Nostra Castiglione della Pescaia, Vice Presidente Guido Orlandini
Italia Nostra Pisa, Presidente Giuseppe Macchi
Italia Nostra sezione di Debeduse e Cinque Terre, Responsabile Giovanni Gabriele
Italia Nostra Caltanisetta, Presidente Leandro Janni
Italia Nostra Crotone, Presidente Teresa Liguori
Italia Nostra Consiglio Regionale del Lazio, Presidente Cesare Crova
Italia Nostra Roma, Responsabile Energia Ebe Giacometti
Italia Nostra - Consiglio Regionale della Sardegna, Maria Paola Morittu
Italia Nostra Sant'Antioco, Sardegna, Graziano Bullegas
La Renara per l’ecosviluppo del territorio, Castel Giorgio (TR), Anna Puglisi
LIPUAbruzzo
LIPU Basilicata
LIPU Molise
LIPU Puglia, Enzo Cripezzi
Lista Civica Bagnacavallo Insieme, Bagnacavallo (RA), Pier Giorgio Costa,
Oreste Rutigliano, membro gruppo energia Italia Nostra Nazionale e del Lazio
Rete della Resistenza sui Crinali, Toscana – Emilia Romagna, Alberto Cuppini
Save Salento - Associazione Salviamo il Salento, Antonio Bonatesta
WWF - sezione di Orvieto (TR), Filippo Belisario






Il documento con il testo della lettera originale è qui:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/19/comitato-nazionale-contro-fotovoltaico-ed-eolico-nelle-aree-verdi-lettera-alle-istituzioni/

Enrico Del Vescovo: "Basta cemento ai Castelli Romani..." - Petizione on line

Un segnale di pace sopra le gru... Foto di Gustavo Piccinini

BASTA CEMENTO AI CASTELLI ROMANI !

Per sottoscrivere l'appello basta cliccare sopra la seguente scritta e poi compilare le voci necessarie: http://www.petizionionline.it/petizione/basta-cemento-ai-castelli-romani/5887

APPELLO RIVOLTO DA ITALIA NOSTRA Castelli Romani alle AMMINISTRAZIONI COMUNALI DEI CASTELLI ROMANI, alla REGIONE, all'ENTE PARCO DEI CASTELLI ROMANI, alla PROVINCIA DI ROMA, alla XI COMUNITA' MONTANA.

"L’area dei Castelli Romani è da tempo gravemente minacciata da un’espansione preoccupante dell’edilizia diventata ormai irrefrenabile. La fisionomia dell’area sta subendo una radicale trasformazione con la conseguente perdita irreversibile dell’identità originaria. Il territorio vive una situazione di emergenza idrica, prova ne sia, in particolare, l’abbassamento del livello dei laghi, il progressivo depauperamento ed inquinamento delle falde idriche, conseguenza di uno sfruttamento indiscriminato del territorio, del crescente carico antropico e delle numerose perforazioni e prelievi abusivi.

Durante gli ultimi anni si è assistito anche al ricorso fin troppo frequente a strumenti urbanistici in deroga agli stessi piani regolatori comunali: patti territoriali e piani di utilizzazione aziendale, ad esempio, hanno aggravato una situazione già da tempo insostenibile.

Verosimilmente si può ritenere come, in realtà, per alcuni comuni, considerando l’intera cubatura di edilizia esistente, comprensiva cioè anche di quella abusiva e degli alloggi inutilizzati o fatiscenti, sia stata raggiunta ormai da tempo la soglia massima del numero di abitanti prevista dallo stesso piano regolatore, tenuto conto del fatto che la dotazione standard per abitante è pari a 90 m3 .
In particolare si osserva come in questi ultimi decenni, gli standard edilizi per i parcheggi ed il verde pubblico non siano stati quasi mai rispettati, assistendo ad una crescita abnorme delle cubature, decisamente superiore e sproporzionata rispetto alla crescita naturale della popolazione, favorendo in tal modo un carico antropico divenuto insostenibile.

L’istituzione del Parco Regionale dei Castelli Romani ha avuto proprio lo scopo di difendere e preservare l’integrità ambientale e culturale dei Castelli Romani. La legge istitutiva regionale n. 2/1984 prevede nell’articolo 11 l’adozione del Piano d’Assetto quale elemento cruciale ed indispensabile per il corretto funzionamento del Parco stesso.

Nonostante l’importanza di tale strumento e la gravità della situazione sopra descritta il Piano d’Assetto non è ancora diventato legge regionale.

Premesso quanto sopra, ITALIA NOSTRA Castelli Romani rivolge un appello a tutte le amministrazioni comunali dei Castelli Romani affinché decidano di assumere come propri i seguenti cinque impegni fondamentali:

1) Svolgere tutte quelle azioni amministrative e politiche intese all’adozione definitiva del Piano d’Assetto.

2) Evitare a priori il ricorso a strumenti urbanistici in deroga ai piani regolatori.

3) Fare ricorso esclusivamente a varianti di salvaguardia che riducano effettivamente in modo drastico la crescita delle cubature nel territorio comunale.

4) Valorizzare i centri storici, tutelando gli immobili d’epoca passata e favorendo il restauro ed il riutilizzo di quelli eventualmente in disuso.

5) Garantire la trasparenza delle informazioni circa la qualità dell’acqua in distribuzione sul territorio rendendo pubblici sul sito informatico i dati relativi alla qualità dell’acqua distribuita e quelli relativi al bilancio idrico comunale. "


Il Presidente di ITALIA NOSTRA Castelli Romani
Enrico Del Vescovo

martedì 17 gennaio 2012

Terni, 22 gennaio 2012, al CS Cimarelli per dire NO alla vendita delle Terre Agricole di Proprieta Pubblica




DOMENICA 22 Gennaio 2012 alle 16:00 - Al CS Cimarelli in Via del Lanificio a Terni (TR)durante Mercatobrado Dibattito/Assemblea Organizzativa Per la difesa della Terra Bene Comune.

PER IMPEDIRE LA VENDITA DELLE TERRE AGRICOLE DI PROPRIETA’ PUBBLICA PREVISTA DALL'art.7 della legge del 12 novembre 2011 PERCHE’: - La terra ...non può essere concepita in termini di possesso, perché è proprio in nome della proprietà privata e del profitto che le nostre terre sono ad oggi continuamente violentate, avvelenate e mostruosamente cementificate. - E’ un dato di fatto che dal profitto ricavato dalla vendita dei beni comuni non ha mai tratto vantaggio la comunità a cui quei beni dovrebbero appartenere.

Non crediamo alla favola del voler riavvicinare alla terra i giovani agricoltori. Con questa manovra avrà più semplice accesso alla terra solo chi se la può permettere, è l’ennesima minaccia a ciò che resta della piccola agricoltura e il solo riferimento nella norma stessa ad eventuali cambi d’uso delle terre ne conferma la teoria.

E’ ridicolo voler far credere che una manovra simile, le cui risorse nette derivanti equivarrebbero a circa 6 miliardi di euro, possa contribuire al risanamento di un debito pubblico che si aggira sui 1800 miliardi, proprio mentre in Val di Susa si costruisce un mostro il cui costo PUBBLICO supera i 30 miliardi. - Un paese che vende le terre agricole pubbliche rinuncia definitivamente alla propria Sovranità Alimentare LE TERRE PUBBLICHE NON APPARTENGONO ALLO STATO. LO STATO NON PUO’ VENDERE LE NOSTRE TERRE. LE TERRE PUBBLICHE SONO UN BENE COLLETTIVO CHE ALLA COLLETTIVITA’ VA RESO!!

Si discuterà di mobilitazioni e proposte alternative per una buona (auto)gestione della nostra terra. Verrà proposta l'organizzazione di un'iniziativa regionale entro fine Gennaio ed una raccolta firme presente nei diversi territori fino a quella data. Tutte le Associazioni, Colletivi, Singoli e realtà interessate e sensibili all'argomento sono invitate a partecipare il 22 all'Assemblea organizzativa.


Per info: mercatanti@gmail.com

Fonte: Andrea Spurio

Piemonte - Richiesta di integrale accoglimento quesiti referendari (legge regionale sulla caccia)

cadavere di roditore - foto di Gustavo Piccinini

Piemonte - Richiesta di integrale accoglimento quesiti referendari (legge regionale sulla caccia)

Spettabile III^ Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte,
con la presente chiedo che nella revisione della legge regionale sulla caccia - legge che sarà esaminata nella riunione prevista per mercoledì 18/1/2012 e/o successive date- vengano integralmente accolte le modifiche per cui è stato dichiarato ammissibile il referendum che dovrebbe avere luogo nella primavera di quest'anno e precisamente :
- limitazione delle specie cacciabili (tolte 25 specie),
- divieto di caccia alla domenica,
- abolizione di ogni deroga al divieto di caccia su terreno innevato,
- abolizione di ogni deroga di carniere per caccia in aziende faunistico venatorie.

Lo chiedo perchè questo è il mio volere e tale manifesterò alle urne (o manifesterei alle urne se avessi diritto al voto).

Se -dopo 25 anni di ostruzionismo alla democrazia- la Regione non ha fondi per permettere lo svolgimento di un referendum che a seguito di una sentenza 2010 è divenuto "obbligatorio", modifichi "adesso e di sua sponte" la legge come da "preciso" volere della MAGGIORANZA dei cittadini piemontesi.
Si eviterà così l'uso di denaro pubblico per difendere gli interessi e i capricci di uno sparuto gruppo di cacciatori, capricci a cui il Piemonte "civile ed ambientalista " non vuole più sottostare.


Distinti saluti

Marco Bracci

lunedì 16 gennaio 2012

Ronciglione (Vt) - Cafevirtuel si immette sul web.. - Comunicato di Raimondo Chiricozzi




Internet ha aperto nel campo della comunicazione una finestra sul mondo, eliminando distanze e confini. Uno scenario incredibile fino a qualche anno fa. Affacciandosi dalla finestra della nostra abitazione in qualsiasi parte del mondo ci troviamo, possiamo allungare lo sguardo fino all'orizzonte e non oltre. Internet ci ha fatto oltrepassare quel confine visivo definito, aprendoci infinite possibilità di comunicare con i nostri simili, ovunque siano su questa terra.

Una rivoluzione che ha sconvolto nel bene e nel male le comunicazioni. Nel bene e nel male perché con l'abbattimento delle frontiere dell'informazione si sono aperte per tutti gli uomini le finestre del mondo, di tutto il mondo, portando all'abbattimento di poteri dispotici, come abbiamo visto nella primavera africana. Si sono aperte però, anche ulteriori opportunità per coloro che da sempre utilizzano ogni mezzo a fine personale e continuano a farlo con lo strumento web, diffondendo una informazione scorretta, perché finalizzata non al bene dell'umanità, ma al proprio tornaconto egoistico ed individuale.

Lo strumento CAFEVIRTUEL nasce con l'obbiettivo di smascherare i faccendieri, che si moltiplicano a dismisura nei momenti di crisi e rubano le conquiste fatte dai lavoratori. Contro costoro utilizzeremo lo strumento "cafevirtuel". Lo faremo per amore e nell'esclusivo interesse della collettività, ponendo in risalto diritti e doveri degli uomini. Lo faremo ponendo in risalto i sistemi di sfruttamento, chiedendo il rispetto dei diritti umani che vengono impunemente calpestati.

Lo faremo per far comprendere che l'abbattimento delle disuguaglianze è una esigenza della società. Cercheremo di far divenire CAFEVIRTUEL la punta di diamante capace di infrangere gli egoismi che non fanno comprendere l'importanza della fraternità e della solidarietà.

Lo faremo per far comprendere a tutti che i sudditi chiedono elemosine. I cittadini no! non chiedono elemosine o favori clientelari, rivendicano il rispetto dei loro diritti: Il lavoro giustamente retribuito, il tempo libero, l'uguaglianza delle opportunità, la libertà. La riproposizione su cafevirtuel da altri siti di informazioni, avrà questa finalità.

Porteremo la nostra goccia all'oceano, augurando un futuro migliore a tutta l'umanità.

Raido - Raimondo Chiricozzi
WWW.CAFEVIRTUEL.IT

"Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno". Madre Teresa di Calcutta

domenica 15 gennaio 2012

A.L.B.A. - Danilo Toneguzzi assolto con formula piena a Pordenone



Giustizia è fatta: "Il tribunale assolve perché il fatto non sussiste"

Finalmente, dopo oltre due anni di attesa in doveroso silenzio nel rispetto dello svolgimento processuale, mercoledì 11.01.2012 il Tribunale di Pordenone si è pronunciato assolvendo, con formula piena, il dr. Danilo Toneguzzi, Presidente del Comitato Scientifico di ALBA.

E' con gioia che divulghiamo questa notizia, in nome e per conto di tutti i soci dell'Associazione, ringraziando in prima persona il dr. Toneguzzi per la sua professionalità e la sua forza d'animo, nel rimanere lucido nonostante i perpetuati e scorretti attacchi mediatici.

Rimane prioritario e sincero da parte di tutti noi il riconoscimento, già ribadito più volte, della nostra partecipazione al dolore della famiglia della signora Manuela Trevisan, deceduta nel 2008 per una patologia tumorale di estrema aggressività.

Ma mentre noi siamo rimasti in silenzio, non si può dire la stessa cosa di chi ha voluto approfittare del dolore di un caso umano, anteponendosi all' autorità della magistratura.

Tutti hanno potuto vedere la macchinazione ordita dalla trasmissione "Mi Manda Rai Tre" del 6 maggio 2011, dove, oltre ad eludere un contraddittorio paritetico, veniva auspicata e data per certa la condanna del dr. Toneguzzi, con parole ed epiteti al pari di un assassino. Trasmissione che ha raggiunto i limiti consentiti, trattando i due rappresentanti di ALBA senza alcun rispetto né personale né professionale.

Il linciaggio mediatico da parte di molti organi di informazione, giornali e televisione, aveva un unico scopo: quello di screditare un lavoro di ricerca onesto e scientifico, solo perché prende spunto dalle scoperte del dr. R. G. Hamer.

Il procedimento giudiziario, in tutte le sue fasi con estrema imparzialità, ha invece confermato la totale estraneità dell'operato del dr. Toneguzzi alla connessione causale con il decesso della signora. Dalla giustizia di un processo penale, il dr. Toneguzzi ha ottenuto il suo dovuto riconoscimento d'innocenza.

Auspichiamo che un'altrettanto giusta rianbilitazione venga conferita da quegli organi d'informazione che, per mesi, hanno strumentalizzato la vicenda giudiziaria, sottoponendo il dr. Toneguzzi e tutti i professionisti che si occupano di queste conoscenze, ad una spietata gogna mediatica.

L'auspicio, inoltre, è che l'opera di ricerca scientifica, possa continuare in serenità ed onestà intellettuale, vedendo cooperare tutti coloro che possono contribuire allo sviluppo della conoscenza, presupposto fondamentale in ogni ambito doi crescita ddel benessere umano.

Associazione A.L.B.A.

......................

Alcuni retroscena della vicenda:

A giugno del 2008 lo psichiatra di Pordenone Danilo Toneguzzi, presidente del “comitato scientifico” dell’associazione ALBA, è stato messo sotto processo per omicidio colposo e truffa.
Le accuse sono state formulate dopo il decesso della sua paziente Manuela Trevisan, una donna di Casarsa della Delizia (in provincia di Pordenone), morta di tumore nella prima metà dello stesso anno, all’età di 46 anni. Secondo la ricostruzione della sorella della vittima, che ha querelato Toneguzzi, Manuela sarebbe stata spinta dal medico ad abbandonare il suo percorso terapeutico, convincendola «che i tumori non esistono, che fumare non fa male e che mangiare un dolce avrebbe potuto essere d’aiuto ai malati terminali» (fonte: il Messaggero Veneto), utilizzando “cure” legate alla “Nuova medicina germanica”. Sempre secondo l’accusa, Toneguzzi avrebbe sostenuto che «mangiare un budino può aiutare anche a guarire una malattia terminale di cancro» (fonte: il Gazzettino).

Il sostituto procuratore Federico Facchin inizialmente aveva richiesto al giudice per le indagini preliminari Alberto Rossi l’archiviazione del caso, ma i familiari della vittima -sostenuti dall’avvocato Luca Colombaro- si erano subito opposti alla decisione. Ed il giudice ha dato loro ragione, bocciando la richiesta di archiviazione sostenuta dalla Procura ed ordinando l’imputazione coatta di Toneguzzi per omicidio colposo e truffa. Il pubblico ministero Facchin, secondo quanto riportano i quotidiani locali, si sarebbe immediatamente «messo in contatto con i Nas perché svolgano ulteriori indagini e, se possibile, acquisiscano ulteriori documenti ed elementi di prova per circostanziare nel dettaglio le accuse che il giudice Rossi ha ritenuto sussistenti». Il giudice per le udienze preliminare, in seguito, aveva stabilito il rinvio a giudizio.

Toneguzzi aveva chiesto a suo tempo di poter accedere al rito abbreviato condizionato, ma la richiesta era stata respinta dal giudice. Si era poi giunti al rinvio a giudizio con il rito ordinario (fonte: il Gazzettino). Giuseppe La Spada, legale del medico 44enne di Pordenone, ha dichiarato: «Toneguzzi è un medico serio che ha preso in cura la paziente quando era malata terminale di tumore, convincendola a sottoporsi a chemio. Dimostreremo l’insussistenza delle contestazioni». «Nella sostanza il giudice Rossi ha ritenuto di accogliere e di approfondire le nostre argomentazioni -ha ribattuto l’avvocato di parte civile Colombaro-. Non c’è alcunché di personale nei confronti del professionista, ma c’è l’esigenza di fare chiarezza sulla vicenda».

Vicenda che, per il momento, vede un primo passo verso l’agognata chiarezza il 19 maggio 2010: il giudice monocratico Rodolfo Piccin ha infatti disposto per quella data il primo dibattimento processuale per ascoltare alcuni testimoni dei fatti contestati allo psichiatra.

L’appello sul sito di ALBA
Il 29 settembre 2009, sul sito dell’Associazione Leggi Biologiche Applicate è comparso un “appello” «per informarvi in questo momento particolarmente delicato in cui perfino la magistratura si è mossa in seguito alle infami calunnie di un semplice pubblicista che ha trovato spazio presso un giornale a tiratura nazionale in mano ad una famiglia che, guarda caso, possiede 32 Cliniche private S. Raffaele!!!..... Qualsiasi commento è superfluo».

E invece no. I commenti sono più che necessari. Innanzitutto, non si capisce bene chi sia il “semplice pubblicista” che avrebbe messo in moto la macchina giudiziaria. Come si evince dalla ricostruzione presente in questa pagina -con riferimento a fonti precise- la denuncia per truffa ed omicidio colposo è stata effettuata dalla sorella di Manuela Trevisan, la paziente di Toneguzzi morta di tumore nel 2008. Del resto, non spetta certo ad un giornalista presentare querele, ma soltanto documentare la realtà oggettiva dei fatti. Ma purtroppo non potremo mai sapere a chi si riferisca il duo Pfister-Toneguzzi, giacché –a differenza di quanto esposto in questo sito- i due non fanno mai nomi e cognomi precisi.

Ma ora facciamo un piccolo gioco di fantasia, dal momento che la mia è l’unica inchiesta sull’argomento presente in Italia: facciamo finta che Toneguzzi, per qualche strano motivo, non abbia indicato alcun nome ma intendesse riferirsi al sottoscritto. In questa pura ipotesi, andrebbe ricordato allo psichiatra inquisito che i miei articoli sono stati redatti sul quotidiano di Salerno e provincia “Cronache del Mezzogiorno”, che non è affatto un quotidiano a tiratura nazionale, la cui proprietà non ha nulla a che spartire con cliniche private o sanità in genere. Gli articoli su “Libero” -cui il testo sul sito dell’associazione fa riferimento in maniera così smaccata e volgare- sono stati liberamente scritti dal giornalista professionista Peppe Rinaldi, che collabora sia a “Cronache del Mezzogiorno” che a “Libero”, proprio sulla scorta della mia inchiesta. In particolare, all’epoca Rinaldi co-firmò soltanto il mio primo articolo, segno tangibile della fiducia del direttore e della redazione tutta nella bontà della mia indagine.

Ma andiamo avanti. Sul sito dell’Alba si legge che un giornalista (iscritto all’elenco dei pubblicisti, come se ciò rappresentasse un’offesa) avrebbe proferito “infami calunnie” che avrebbero poi fatto scattare un procedimento penale a carico di Danilo Toneguzzi. Chiunque sia il malcapitato giornalista, è ben strano che né Toneguzzi né Pfister -né altri- l’abbiano finora querelato. Eppure, all’epoca degli articoli su “Libero”, Toneguzzi scrisse che Beppe Rinaldi (sic!) «continua a pubblicare notizie false e volutamente denigratorie nei nostri confronti, dimostrando che l’intento è preordinato alla calunnia e alla disinformazione, senza possibilità di confronto». Caspita! Ed ovviamente lo psichiatra di Pordenone avrà provveduto a querelare chi si è macchiato di «accuse false e denigratorie»… Eh no. Né “Libero”, né Peppe Rinaldi (né il sottoscritto, per inciso) hanno mai ricevuto denunce di nessun tipo. Insomma, mentre si agita lo spauracchio di procedimenti penali che (ahimé) non vengono mai messi in atto, a finire sotto processo è proprio Toneguzzi. Ci sarebbe da ridere, se sotto tutta questa storia non ci fosse il dolore di persone disperate di fronte alla malattia.

Ma non è finita qui. Danilo Toneguzzi e Marco Pfister, nel documento presente sul sito dell’associazione, scrivono di essere sotto inchiesta «sull’onda delle calunnie di alcuni giornali» (Quali giornali? I giornalisti sono stati querelati? Nessuna risposta). Effettuano quindi una vera e propria chiamata alle armi -e al portafogli- dei seguaci di Hamer: Manuela Trevisan, la donna deceduta, non viene neanche nominata, ma già si parla di una «sentenza contro la libertà di espressione dell’operatore della sanità e in particolare del medico». E la questione si sposta dalle teorie di Hamer a più generali «connessioni tra psiche e corpo», chiudendo lo pseudo-sillogismo con un plateale «allora TUTTI GLI OPERATORI DI DISCIPLINE OLISTICHE POTREBBERO ESSERE CITATI PER TRUFFA!!!». Maiuscolo e punti esclamativi nel testo. Occorre ricordare a Toneguzzi ed ai lettori che nessuno ha mai messo in dubbio tali connessioni: anzi, la Psico Neuro Endocrino Immunologia si basa proprio su di esse, ed è pienamente accettata dalla scienza medica. Viceversa, le teorie di Hamer non sono “accreditate” per il semplice motivo che non esiste un solo studio scientifico validato da peer review che dimostri quanto egli affermi. Neanche Toneguzzi, che pure è medico (Pfister è esentato, dal momento che non è laureato in medicina), ha prodotto tale studio. I loro strali si sono rivolti contro il Ministero della Salute, reo -a detta loro- di non voler effettuare alcuna sperimentazione. Eppure il Ministero ha semplicemente richiesto dei dati su cui basare tale sperimentazione: dati che, a leggere sul sito dell’Alba, non sembrano essere stati forniti.

La questione, quindi, passa da “Toneguzzi è indagato perché avrebbe indotto una paziente, poi deceduta, ad allontanarsi dalle cure mediche scientifiche” a “vogliono screditare la connessione mente-corpo, per cui tutti gli operatori olistici potrebbero essere citati per truffa”. Un artificio linguistico di bassa lega. E la soluzione qual è? Il «confronto avverrà forzatamente in una sede giudiziaria e con un inevitabile contenzioso. Per questo motivo abbiamo bisogno immediato anche del contributo economico di tutte le persone che vogliono sostenere questa causa». E parte la pubblicità a libri, “convegni” e quant’altro. Insomma, mano al portafogli. Per aiutare Toneguzzi in un suo processo privato? Ma no, che banalità: per il “sostegno alla ricerca mente-corpo”.

(Fonte: http://www.dossierhamer.it/toneguzzi.html)

sabato 14 gennaio 2012

Viterbo cementata.. i regali all'ITET e la protesta di Emiliano Cesaretti

"Acque viterbesi - Dopo aver sottoterrato l'Urcionio si preparano a cementare il Barco.." (Saul Arpino)

Si potrebbe dire cominciamo bene! Alla prima seduta del nuovo anno la III commissione consiliare, cioè quella che si occupa di urbanistica, si è cimentata nella discussione di un tema a dir poco singolare: la richiesta della società ITET di trasferire e modificare radicalmente un progetto di costruzione dalla zona Barrigello al Barco.

L'area è costituita da 48 ettari di terreno che fin dal 1973 dovevano essere principalmente destinati alla costruzione di strutture turistiche e per lo sfruttamento delle acqua termali. La ITET dopo più di venti anni presenta nel 1995 un progetto ad hoc che viene approvato nel 1998 ma non fa assolutamente nulla fino al 2006 e, dopo il blocco alla costruzione da parte del comune di Viterbo, richiede oggi di poter spostare la maggior parte delle cubature dalla zona Barrigello alla zona Barco, chiedendo al contempo di trasformare la destinazione d'uso in residenziale e presentando un progetto già completo e quindi molto costoso, forse nella speranza che il comune non modifichi nemmeno una virgola della sua richiesta pena la necessità di riscrivere l'intero progetto.

Il tutto senza avere alcuna autorizzazione in tal senso dall'amministrazione comunale.

Verrebbe da dire: "se la canta e se la sona!"

Non entrando nelle questione legalità delle azioni di tutte le parti in causa in questa vicenda, nascono spontaneamente varie domande:
1. Perché oggi si impedisce la costruzione di queste infrastrutture turistico-termali in zona Barrigello, in assenza ufficiale di ogni vincolo derivante dal progetto aeroporto (peraltro coloro che, all'interno del consiglio comunale, sono convinti che l'aeroporto non si farà mai sono una maggioranza “bulgara”)?;
2. Come può un amministratore pubblico prendere in seria considerazione la richiesta ITET del cambio di destinazione d'uso del progetto di costruzione, considerando che questa società in trent'anni non ha messo a terra nemmeno un mattone di quei fantomatici impianti termali per i quali aveva presentato un piano di lavoro?;
3. Per quale assurdo motivo la cubatura destinata allo sviluppo del turismo termale (motivata da un piano di tutela ed incentivo degli interessi dei cittadini) debba essere invece trasformata nella solita colata di cemento di cui non si vede assolutamente la necessità?

La minoranza ha espresso la propria opinione contraria alla richiesta della società ITET mentre la maggioranza, apprendiamo con rammarico ma senza sorpresa, sembra intenzionata ad autorizzare l'ennesima dannosa colata di cemento, con buona pace dei cittadini.

Emiliano Cesaretti - Movimento 5 Stelle
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