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In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 1 aprile 2015

"Nulla da cercare" di Thích Nhất Hạnh - Estrapolazione



Le 4 vie (o relazioni) per aiutare le persone sono:
-rimuovere il soggetto senza rimuovere l'oggetto
-rimuovere l'oggetto senza rimuovere il soggetto
-rimuovere sia l'oggetto che il soggetto
-non rimuovere né il soggetto né l'oggetto.
Ogni relazione è un modo diverso di rispondere al discepolo e dipendono dalla situazione e dal livello di pratica del discepolo.
*La prima relazione: rimuovere il soggetto senza rimuovere l'oggetto.
Tendiamo a concentrarci sull'oggetto e lo chiamiamo realtà. Non notiamo quanto la nostra mente intervenga nella nostra percezione. In filosofia questo si definisce "realismo ingenuo". Per esempio guardiamo a un fiore come a una realtà indipendente. A volte, è meglio lasciare che i principianti continuino a praticare il buddhismo, con questo modo di pensare. Per esempio, se qualcuno ci domandasse: "perchè c'è tanta sofferenza nella mia vita'" e volessimo rispondere usando la prima relazione (che rimuove il soggetto senza rimuovere l'oggetto), non diremmo: "la tua mente fa sorgere queste sensazioni di sofferenza".
Ci concentreremmo invece sugli oggetti concreti della sua vita che gli causano sofferenza e lo aiuteremmo a comprendere meglio quegli oggetti della sua percezione. Il maestro non sta dicendo che concentrarsi sull'oggetto sia una cosa cattiva. Il sorgere della luce del sole, il fiorire dei fiori e il verde degli alberi creano un paesaggio che sembra un ricamo. Questo è un'oggetto della percezione ed è bello concentrarvisi. Intanto un fanciullo gioca nel sole e i suoi capelli sono come seta bianca. Nella Cina antica i capelli dei bambini erano sempre neri. Così il maestro sottolinea le contraddizioni che sorgono quando ci concentriamo sull'oggetto senza il soggetto. Infatti se non consideriamo il ruolo della nostra mente e ci concentriamo semplicemente su ciò che vediamo come una realtà indipendente intorno a noi, ci saranno contraddizioni. Il poeta vietnamita Nguyen Du diceva: "Quando una persona è triste, lo scenario non è mai felice". Il modo in cui ci sentiamo determina il modo in cui vediamo il mondo. Perchè ci sono persone capaci di provare felicità guardano la luna e vedendone la bellezza mentre altri osservano la stessa luna come qualcosa di triste e deprimente ? non si può rispondere a questa domanda a meno che non si tenga conto sia del soggetto che dell'oggetto.
*La seconda relazione: rimuovere l'oggetto senza rimuovere il soggetto.
Secondo questo punto di vista tutto è una costruzione dalla mente, della nostra coscienza. E' il punto di vista della psicologia buddhista. In questo caso riconduciamo la domanda alla nostra mente. le cose che vediamo, ascoltiamo, sentiamo, ci causano sofferenza, ci portano via. Comunque, non sono realtà indipendenti al di fuori di noi, sono create dalla nostra mente. Così, in questa relazione ritorniamo alla mente per guardare ad essa e non riconosciamo come reali gli oggetti esterni alla mente. Rimuoviamo la realtà dell'oggetto, in modo che la persona possa tornare alla sua coscienza. Ma non è neanche corretto dire che c'è solo la mente senza l'oggetto della mente, poichè la mente (il soggetto) e l'oggetto della mente sorgono insieme. E senza mente come può esserci l'oggetto? Il Soggetto e l'oggetto esistono sempre insieme. Quando diciamo: "vedo", dobbiamo vedere qualcosa. Quando diciamo che stiamo pensando, stiamo pensando qualcosa. Allora soggetto e oggetto sono inseparabili. Che rimuoviamo il soggetto o l'oggetto, a seconda della situazione, usiamo questo modo di vedere come uno strumento nella nostra pratica personale così come nella guida di un'altra persona.
*La terza relazione: rimuovere sia l'oggetto che il soggetto.
sia il soggetto che l'oggetto sono rimossi. Non può esserci alcuna percezione quando non ci sono nè il soggetto nè l'oggetto della percezione. Ciò che pensiamo sia reale non lo è, non c'è. E non esiste nemmeno ciò che chiamiamo mente, la sorgente di ogni cosa. Come ci può essere la mente senza gli oggetti della mente, le cose? E come possono esserci gli oggetti della mente senza la mente stessa?
Questo non è un buono stato in cui stare sempre. Ma per un momento, rimuovere sia l'oggetto sia l'oggetto può aiutarci a vedere le cose in maniera differente come quando entriamo in uno stato di meditazione molto profonda, una profonda concentrazione chiamata stato di "non percezione" e "non non-percezione". Dopo essere stati in questa concentrazione possiamo essere vivificati e vedere le cose più chiaramente.
*La quarta relazione: Non rimuovere nè il soggetto nè l'oggetto.
Questo è il ristabilirsi della relazione tra soggetto e oggetto. Non c'è più separazione tra loro. Ci sono sia il soggetto che l'oggetto, ma non siamo vincolati dal guardare solo all'oggetto o solo al soggetto come nel primo o nel secondo caso, nè rimaniamo intrappolati nel nichilismo del terzo caso.
Nello zen si dice: "prima di diventare un praticante vedevo le montagne come montagne e il fiumi come fiumi. quando ho cominciato a praticare, non ho più visto le montagne come montagne e i fiumi come i fiumi e ho cominciato a vedere la loro natura interdipendente. una volta sul sentiero ho visto di nuovo le montagne come le montagne e i fiumi come i fiumi, ma ora la mia visione è più chiara, la mia comprensione è più luminosa, non sono più catturato dalla visione che la montagna sia solo la montagna e che il fiume sia solo il fiume. Ora li vedo realmente, vedo la loro vera natura."
Le persone comuni tendono ad essere catturate dall'oggetto della mente, mentre i praticanti del sentiero tendono ad essere catturati dalla mente stessa. Quando sia il soggetto (la mente) che l'oggetto sono rimossi, una volta superati sia la mente che gli oggetti della mente, allora c'è il vero Dharma. Rimuovere l'oggetto è facile, ma rimuovere la mente è molto difficile. E' facile per noi dire che non ci sono oggetti della mente e che c'è solo la mente. Ma dire anche che non c'è la mente è molto difficile perchè abbiamo paura di cadere nel nulla. La gente non osa lasciare andare la mente, si aggrappa alla mente. Riesce a lasciare andare gli oggetti della mente, ma non osa lasciare andare la mente. Perchè? Abbiamo paura di cadere in un luogo dove crediamo che non ci sia nulla da sentire, da toccare, da raccogliere. Siamo spaventati che non ci rimanga niente. Ma il vuoto non significa nulla. Il vuoto è il primo vero mondo del Dharma. Il primo vero mondo del Dharma è la quarta relazione e si tratta di un ritorno al realismo, a un realismo che non nega il soggetto o l'oggetto, ma che vede piuttosto la loro natura interdipendente".

"le 4 vie (o relazioni) - estratto da "Nulla da cercare" - di Thích Nhất Hạnh

Le 4 vie (o relazioni) per aiutare le persone sono:
-rimuovere il soggetto senza rimuovere l'oggetto
-rimuovere l'oggetto senza rimuovere il soggetto
-rimuovere sia l'oggetto che il soggetto
-non rimuovere nè il soggetto nè l'oggetto.
Ogni relazione è un modo diverso di rispondere al discepolo e dipendono dalla situazione e dal livello di pratica del discepolo.

*La prima relazione: rimuovere il soggetto senza rimuovere l'oggetto.
Tendiamo a concentrarci sull'oggetto e lo chiamiamo realtà. Non notiamo quanto la nostra mente intervenga nella nostra percezione. In filosofia questo si definisce "realismo ingenuo". Per esempio guardiamo a un fiore come a una realtà indipendente. A volte, è meglio lasciare che i principianti continuino a praticare il buddhismo, con questo modo di pensare. Per esempio, se qualcuno ci domandasse: "perchè c'è tanta sofferenza nella mia vita'" e volessimo rispondere usando la prima relazione (che rimuove il soggetto senza rimuovere l'oggetto), non diremmo: "la tua mente fa sorgere queste sensazioni di sofferenza". 
Ci concentreremmo invece sugli oggetti concreti della sua vita che gli causano sofferenza e lo aiuteremmo a comprendere meglio quegli oggetti della sua percezione. Il maestro non sta dicendo che concentrarsi sull'oggetto sia una cosa cattiva. Il sorgere della luce del sole, il fiorire dei fiori e il verde degli alberi creano un paesaggio che sembra un ricamo. Questo è un'oggetto della percezione ed è bello concentrarvisi. Intanto un fanciullo gioca nel sole e i suoi capelli sono come seta bianca. Nella Cina antica i capelli dei bambini erano sempre neri. Così il maestro sottolinea le contraddizioni che sorgono quando ci concentriamo sull'oggetto senza il soggetto. Infatti se non consideriamo il ruolo della nostra mente e ci concentriamo semplicemente su ciò che vediamo come una realtà indipendente intorno a noi, ci saranno contraddizioni. Il poeta vietnamita Nguyen Du diceva: "Quando una persona è triste, lo scenario non è mai felice". Il modo in cui ci sentiamo determina il modo in cui vediamo il mondo. Perchè ci sono persone capaci di provare felicità guardano la luna e vedendone la bellezza mentre altri osservano la stessa luna come qualcosa di triste e deprimente ? non si può rispondere a questa domanda a meno che non si tenga conto sia del soggetto che dell'oggetto.

*La seconda relazione: rimuovere l'oggetto senza rimuovere il soggetto.
Secondo questo punto di vista tutto è una costruzione dalla mente, della nostra coscienza. E' il punto di vista della psicologia buddhista. In questo caso riconduciamo la domanda alla nostra mente. le cose che vediamo, ascoltiamo, sentiamo, ci causano sofferenza, ci portano via. Comunque, non sono realtà indipendenti al di fuori di noi, sono create dalla nostra mente. Così, in questa relazione ritorniamo alla mente per guardare ad essa e non riconosciamo come reali gli oggetti esterni alla mente. Rimuoviamo la realtà dell'oggetto, in modo che la persona possa tornare alla sua coscienza. Ma non è neanche corretto dire che c'è solo la mente senza l'oggetto della mente, poichè la mente (il soggetto) e l'oggetto della mente sorgono insieme. E senza mente come può esserci l'oggetto? Il Soggetto e l'oggetto esistono sempre insieme. Quando diciamo: "vedo", dobbiamo vedere qualcosa. Quando diciamo che stiamo pensando, stiamo pensando qualcosa. Allora soggetto e oggetto sono inseparabili. Che rimuoviamo il soggetto o l'oggetto, a seconda della situazione, usiamo questo modo di vedere come uno strumento nella nostra pratica personale così come nella guida di un'altra persona.

*La terza relazione: rimuovere sia l'oggetto che il soggetto.
sia il soggetto che l'oggetto sono rimossi. Non può esserci alcuna percezione quando non ci sono nè il soggetto nè l'oggetto della percezione. Ciò che pensiamo sia reale non lo è, non c'è. E non esiste nemmeno ciò che chiamiamo mente, la sorgente di ogni cosa. Come ci può essere la mente senza gli oggetti della mente, le cose? E come possono esserci gli oggetti della mente senza la mente stessa? 
Questo non è un buono stato in cui stare sempre. Ma per un momento, rimuovere sia l'oggetto sia l'oggetto può aiutarci a vedere le cose in maniera differente come quando entriamo in uno stato di meditazione molto profonda, una profonda concentrazione chiamata stato di "non percezione" e "non non-percezione". Dopo essere stati in questa concentrazione possiamo essere vivificati e vedere le cose più chiaramente.

*La quarta relazione: Non rimuovere nè il soggetto nè l'oggetto. 
Questo è il ristabilirsi della relazione tra soggetto e oggetto. Non c'è più separazione tra loro. Ci sono sia il soggetto che l'oggetto, ma non siamo vincolati dal guardare solo all'oggetto o solo al soggetto come nel primo o nel secondo caso, nè rimaniamo intrappolati nel nichilismo del terzo caso. 
Nello zen si dice: "prima di diventare un praticante vedevo le montagne come montagne e il fiumi come fiumi. quando ho cominciato a praticare, non ho più visto le montagne come montagne e i fiumi come i fiumi e ho cominciato a vedere la loro natura interdipendente. una volta sul sentiero ho visto di nuovo le montagne come le montagne e i fiumi come i fiumi, ma ora la mia visione è più chiara, la mia comprensione è più luminosa, non sono più catturato dalla visione che la montagna sia solo la montagna e che il fiume sia solo il fiume. Ora li vedo realmente, vedo la loro vera natura."

Le persone comuni tendono ad essere catturate dall'oggetto della mente, mentre i praticanti del sentiero tendono ad essere catturati dalla mente stessa. Quando sia il soggetto (la mente) che l'oggetto sono rimossi, una volta superati sia la mente che gli oggetti della mente, allora c'è il vero Dharma. Rimuovere l'oggetto è facile, ma rimuovere la mente è molto difficile. E' facile per noi dire che non ci sono oggetti della mente e che c'è solo la mente. Ma dire anche che non c'è la mente è molto difficile perchè abbiamo paura di cadere nel nulla. La gente non osa lasciare andare la mente, si aggrappa alla mente. Riesce a lasciare andare gli oggetti della mente, ma non osa lasciare andare la mente. Perchè? Abbiamo paura di cadere in un luogo dove crediamo che non ci sia nulla da sentire, da toccare, da raccogliere. Siamo spaventati che non ci rimanga niente. Ma il vuoto non significa nulla. Il vuoto è il primo vero mondo del Dharma. Il primo vero mondo del Dharma è la quarta relazione e si tratta di un ritorno al realismo, a un realismo che non nega il soggetto o l'oggetto, ma che vede piuttosto la loro natura interdipendente"."



Estrapolazione a cura di Sara Stella

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